Bambini che picchiano: come gestire l’aggressività dei bambini

"Mio figlio alza le mani": come gestire l'aggressività dei bambini

“Morsi, calci, spintoni,, a volte si picchia da solo, prende di mira la sorella e alza le mani anche su di me, che sono la mamma!” vi ritrovate in questa frase di una mamma con un bambino di 2 anni e mezzo? Oggi nell’articolo affrontiamo il delicato tema dei bambini che picchiano e dei bambini che picchiano i genitori.

Si comincia dai “terribili 2 “, ma ancora fino a 3-4 anni questi comportamenti sono pane quotidiano di un bambino.

“Mio figlio alza le mani”.Uno studio di qualche anno fa, dimostrò che in una giornata tipo in una classe di scuola materna, i bambini si picchiano in media ogni 5 minuti e che sono soprattutto i maschietti ad alzare le mani.

Ma come dicono i pediatri e gli psicologi: tranquilli genitori, è un atteggiamento che non deve preoccuparvi: l’aggressività nei bambini è uno degli aspetti fondamentali della crescita di un bambino di quest’ età, attraverso le botte e il suo atteggiamento scontroso impara ad affrontare il mondo, prende decisioni e rimane costantemente attivo.

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Perché i bambini picchiano

I motivi principali per i quali intorno ai 2 anni di età -e fino ai 4 circa-,possono essere bambini aggressivi, sono:

Possesso:possesso riferito non solo agli oggetti, giocattoli e cose in generale, ma anche ad un’idea, la sua idea o anche un ruolo. Non sa quantificare il tempo, quindi difficile spiegargli l’attesa per raggiungere una determinata cosa: a quest’ età è tutto e adesso!

Il Potere: vuole farsi valere, trovare giustizia dopo un torto subito; diventa aggressivo per reagire ad altri bambini o anche adulti che lo interferiscono, cioè che gli mettono i bastoni tra le ruote e l’unico modo che conosce è picchiare o urlare o sbattere le cose.

Amore e odio:la rivalità è di solito correlata all’affetto dei genitori. La presenza di un altro bambino può essere concepita come rivalità in presenza dei genitori. Il bambino non vuole sentirsi escluso, non deve mai perdere il possesso totale ed esclusivo dei genitori o delle cose a lui care.Ama la mamma e poi la picchia, non è strano ma solo una reazione ad una situazione che lo manda in tilt e che non sa gestire.

Si sente inferiore: questo soprattutto verso gli adulti, così aggredisce per affermarsi . Potrebbe, per lo stesso motivo, distruggere una bella creazione o un lavoretto di qualcun altro, perché in quel momento si sente inferiore.

Come intervengo sull’aggressività bambini?

A quell’età non sa spiegare a parole rabbia e frustrazione allora morderà e picchierà. Lo lasciamo fare? No, ma nemmeno va marchiato con un’etichetta: sei birbante, sei musone, sei prepotente, sei cattivo!

La fermezza non è mai troppa: deve sapere e riconoscere il vostro ruolo genitoriale. Quindi agite senza essere a vostra volta aggressivi. Non fare niente no, perché l’assenza delle regole è vissuta dal bambino come abbandono. Mentre sentirsi controllato, può sembrare strano ma,lo tranquillizza. Inoltre, con il vostro esempio, gli insegnate a controllarsi, a gestire le ostilità e ad adattarsi.

Fin dalle prime volte che manifesta prepotenza o aggressività, agite con gentilezza sempre e premiando a parole le situazioni dove si comporta bene.
Ed è importante insegnare al bambino che esistono modi alternativi per esprimere le proprie frustrazioni. tirare un calcio ad un pallone, fare una gara di corsa, strappare un giornale vecchio.

“Io ci sono e ti voglio bene sempre!” Lo accettate e lo amate anche dopo che ha picchiato e si è comportato male, e quando lo fate non badate a chi vi dice che lo state viziando. A volte i bambini sono aggressivi quando si sentono esclusi e respinti.
Dedicategli attenzione e non ve la chiederà, m
ostrategli amore e lo rassicurate.

Se il bambino ha preso un giocattolo prepotentemente da un amichetto, dovete farglielo restituire. Se picchia, allontanatelo temporaneamente dal gioco sempre con dolcezza.Deve capire quando si comporta male che ci sono delle conseguenze poco piacevoli e non va premiato con l’indifferenza.

Evitate le prediche e lunghi discorsi e soprattutto accettatelo per com’è, quindi anche quando all’ennesima prepotenza vorreste arrendervi al suo atteggiamento, pensate positivo sempre e che lui non è così..

Potete insegnarli a sfogare le frustrazioni correndo o gridando anzichè picchiando. E voi non ricorrete mai alla violenza ovviamente, come sculaccioni o roba simile, non si può insegnare a non essere aggressivo dimostrando rabbia.

Fategli capire sempre a vostro figlio che comprendete il suo stato d’animo, può avere una giornata no, essere stressato.
In genere sono i grandi cambiamenti a rendere il bambino aggressivo e nervoso, come un trasloco o un fratellino appena nato, la mamma che è rientrata a lavoro.

Vedrete migliorie se cercate di dedicargli ogni giorno uno spazio, mezz’ora o un’ora dove, spenti i cellulari, siete solo per lui: tanti abbracci e giochi di solletico o lotta, portatelo all’aria aperta in un parco così si sfoga, o fate una passeggiata in bicicletta, qualsiasi cosa che favorisca un’attività fisica: oltre a creare dei ricordi felici insieme, gli date l’attenzione che tanto cerca e si stanca e si sfoga: un mix perfetto direi.

 

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