Extrasistole in gravidanza: può essere pericolosa? Sintomi e terapia

Extrasistole in gravidanza: può essere pericolosa? Sintomi e terapia

Extrasistole in gravidanza, possono essere pericolose?  Innanzitutto cosa sono le extrasistole, che come dice la parola stessa, sono delle particolari aritmie del cuore, contrazioni cardiache appunto, ma extra quindi come se ce ne fossero di più di quelle che dovrebbero. Ma viene chiamato anche battito prematuro, perché questi battiti extra avvengono prima del normale battito,

Avere le extrasistole in gravidanza è molto frequente: studi recenti hanno dimostrato che sono spesso legate ad un eccesso di adiposità addominale, proprio come per l’acidità di stomaco o il reflusso gastroesofageo. Non vuol dire che si hanno problemi al cuore, sia chiaro, sono fenomeni che troviamo sia in soggetti sani che in persone con dei disturbi cardiaci.

Le motivazioni della loro comparsa possono essere molteplici ma solo un analisi approfondita e una visita dal cardiologo, dopo essersi sottoposti ad un check-up completo, come un elettrocardiogramma, aiutano a stabilirne le cause maggiori.
Oltre ai soggetti cardiopatici, le extrasistole compaiono anche nelle persone che abusano di alcol, fumo o caffè o in soggetti stressati e che vivono un periodo faticoso nella loro vita.

Extrasistole gravidanza

A discapito delle preoccupazioni che possono suscitare se si viene colpite da extrasistole, nel periodo gestazionale sono molto comuni e sono tante le mamme che sentono “un battito in più.” Lo stesso ginecologo vi dirà di non preoccuparvi, se non sono associate a malattie del cuore. Facili da avere anche durante il parto, smettono e scompaiono da se appena subito dopo aver partorito.

Tra i sintomi che vanno correlate alle extrasistole, nei casi più rari, troviamo nausea, vertigini, palpitazione, ansia, pallore e in questi casi bisogna rivolgersi subito al medico di base per prenotare un elettrocardiogramma che escluda l’insorgere di altre patologie annesse al cuore.
Dopodiché con la misurazione del polso, la stetoscopia, l’eCG e l’Holter, il medico vi dirà anche che tipo di extrasistole avete in corso e, a diagnosi ultimata, se siete soggette in modo transitorio perché incinte o se occorre approfondire, fare ulteriori controlli e un ‘accurata diagnosi, di conseguenza affidarsi ad una terapia.

Le terapie, farmacologiche o chirurgiche, avvengono dopo un’analisi diagnostica medica: senza alcun dubbio moderare il consumo di caffeina o alcol, smettere di fumare, ridurre stress e ansia senza usare farmaci, sono la terapia più ovvia per far diminuire le extrasistole Una buona attività fisica, che sia anche una semplice passeggiata all’aria aperta, sono ottimi rimedi naturali per diminuire quei preoccupanti battiti eccessivi causati dallo stress.

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Extrasistole fetale

Anche per il feto, come per la mamma, non dobbiamo collegare le extrasistole a problemi al cuore, non senza approfondimenti e una diagnosi medica. Ma se attraverso un eco.cardiogramma fetale, il medico nota delle extrasistole nel feto, non allarmatevi: occorre monitorare e continuare a fare controlli periodici delle aritmie.

ECOCARDIOGRAFIA FETALE quando viene richiesta? Il ginecologo riterrà opportuno fare un’eco al feto solo se anche la mamma, o altri membri della famiglia collegati direttamente alla mamma o al piccolo in pancia ( come la nonna materna ad esempio), hanno cardiopatie importanti, quindi se è presente un’anamnesi famigliare collegata ad un rischio di malattie al cuore, oppure se la mamma è diabetica o ha contratto alcune infezioni.

L’esame si fa a 20-22 settimane. L’ecocardiografia può essere effettuata anche prima, solo nei casi in cui si ritiene ci sia un rischio elevato.

L’ Aritmia fetale, l’esame ecocardiografico valuterà quale tipo di aritmia è presente ed eventuali anomalie cardiache associate ci sono. Ricordate che più dell’80% delle pazienti ri-inviate all’esame di II livello, dopo che il ginecologo ha riscontrato l’extrasistole, non hanno alcun tipo di aritmia patologica.
Siamo di fronte ad una transitoria fase di bradicardia il più delle volte. Tale aritmia NON è da sottovalutare ma nemmeno rientra nel patologico.

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