I centri estivi: quale scegliere

I centri estivi: quale scegliere

In questo periodo si stanno svolgendo gli esami di terza media e di maturità, ma in generale, possiamo dire che l’anno scolastico è terminato per tutti: inizia l’estate per bambini e studenti.
I genitori lavorano, i nonni sono lontani o non ce la fanno a stare tutto il giorno con i nipoti, mamma e papà allora decideranno di mandare i bambini nei centri estivi, sportivi, colonie, gruppi studio, campo-scuola, comunque vengano chiamati.
Sbagliamo però a trattarli come parcheggi, questi centri sono risorse vere e proprie che investono sulla crescita dei ragazzi, aiutandoli ad essere più indipendenti e liberi.

Esistono enti ed associazioni che organizzano colonie estive e “campi” con la solita durata di una giornata a scuola, ma puoi scegliere anche di lasciarli solo una mezza giornata quindi fino all’ora di pranzo oppure, se i tuoi figli sono più grandi, puoi pensare a delle vere e proprie esperienze di alcuni giorni lontano da casa, -anche all’estero se hai ragazzi più grandi-.

Per i genitori è un aiuto importante ma queste esperienze sono allo stesso tempo anche molto valide per i nostri figli.

Quando parliamo di “colonie estive”, molto in voga negli anni ’60 e ’70,parliamo di spiaggia o, comunque, di strutture che ospitano i bambini sulla costa, ideali per mandare i bambini al mare quando noi non possiamo per gli impegni lavorativi.

Oggi si parla più di centri estivi, che gestiti da enti privati o pubblici come Comuni e Istituzioni religiose, attrezzate per le attività rivolte anche ai più piccoli, sono un aiuto concreto per le famiglie.

Vediamo perchè mandare i nostri figli in queste strutture e quali scegliere.

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i centri estivi

 

Perché portarli in un centro estivo

In un centro estivo il bambino ha libertà di muoversi, può fare amicizia e imparare tante attività nuove.
Il centro estivo è un piccolo mondo creato a posta per lui, dove i bambini vivono esperienze divertenti e formative e contemporaneamente, li aiutano a crearsi una propria indipendenza.

Vengono offerti alle famiglie a partire dalla scuola primaria, quindi dai 6 anni in su. Niente timore, esistono anche dai 3 ai 6 anni: sono centri ricreativi dedicati però solo ai bambini di quell’età.
Il bambino grazie alla scuola, è già abituato a esperienze di socializzazione e non avrà difficoltà ad inserirsi in un centro di questo tipo.

Per le vacanze studio invece, non c’è un’età specifica da tenere in considerazione. Dipende dall’autonomia di votro figlio, che dovrà restare dei giorni senza di voi lontano da casa, dal suo desiderio di affrontare questa esperienza e dalla disponibilità dei genitori a lasciarlo per diverso tempo fuori casa. Generalmente in Italia vanno dai 12 anni in su.

Ma come scegliere il centro estivo giusto?
Ecco alcune regole da seguire, e non sbaglierete:

  • Scegliere il contesto ambientale più adatto al vostro bambino e quello che più gli piace: mare, campagna o montagna.

Quindi innanzitutto dovete partire dall’interesse del bimbo: tener conto se ama la natura o preferisce uno sport in particolare, se ha già praticato nuoto allora potreste mandarlo in una struttura con piscina ad esempio.

Ama la musica, il calcio, gli animali? Mandarlo in un soggiorno lontano dalla famiglia e che non rientra tra i suoi interessi, lo porterebbe ad annoiarsi, non gli piacerebbe e potrebbe non volerci andare più.
E’ una bella esperienza, i genitori ne sono coscienti, ma per i bambini è pur sempre un po’ stressante e quindi se si riesce ad avere una motivazione in base ad una sua passione, il distacco e l’inizio di quest’avventura sarà meno pesante.

  • Chiamare il centro prima della scelta o di prenotarlo per parlare con un educatore o con il responsabile

Richiedere il “curriculum” del centro vi permetterà di valutarne le qualità e non dovete sentirvi invadenti in questo: cercate di parlare con altre famiglie che hanno già “provato” quel sistema e verificate che esista un rapporto adeguato tra il numero degli educatori e quello dei bambini: è una questione di sicurezza, per sapere che i vostri piccoli sono tra persone esperte e responsabili oltre che in un ambiente giusto.

Informati, leggi e cerca su internet oltre a parlare con mamme che hanno già fatto esperienze proprio in quel posto. Così raccoglierai le informazioni di base e potrai farti un’idea iniziale, ma non limitarti solo a questo: telefonare, cercare di parlare con un responsabile, con un educatore, cioè con qualcuno che starà con i bambini, è fondamentale e ti farà comprendere molte più cose a riguardo di dove manderai tuo figlio.

Da evitare in modo categorico di portare tuo figlio in un centro che “assume” ragazzi giovani per stare coi bambini, anche minorenni.
Un centro estivo che si affida ad educatori improvvisati, vuol dire che mira al massimo guadagno col minimo sforzo. Un ragazzo quindicenne senza esperienza che si prende cura dei bambini può anche essere bravissimo ed eccezionale, ma rischia di non avvertire la responsabilità che comporta l’accudimento di più piccoli e distraendosi, metterà più a rischio i piccoli.

  • Fissare un appuntamento e andare di persona per parlare e vedere il centro

Vedere la struttura è davvero importante: dal sentito dire, dalle telefonate, dai depliant illustrativi, è tutto bello ma poi ,se si va a vedere di persona, potrebbe capitare ad esempio, che i bagni non sono ne puliti ne a norma: le docce senza acqua calda sono un problema comune nei centri estivi improvvisati.

Se state optando per un centro o campo scuola che ospiterà vostro figlio per qualche giorno, assicuratevi che il bimbo, soprattutto se ha meno di 10 anni, non dorme da solo ma che nelle camerette ci siano almeno due letti: è davvero differente se si ha un compagno che può aiutare ad alleviare la nostalgia di casa.

Chiedete anche di dare un’occhiata alla mensa o fatevi dare una copia del menu.

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