Inserimento asilo nido: come gestirlo al meglio

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inserimento asilo nido

Che sia per necessità o per scelta, per molti bambini arriva prima o poi il momento di lasciare per qualche ora le mura di casa e trascorrere del tempo all’asilo nido. Questo passaggio spesso è carico di ansie, aspettative, paure e tensioni. Tutti sentimenti che, nel bene o nel male, si ripercuotono sull’approccio del bambino alla novità. Come fare quindi per gestire al meglio l’inserimento al nido e i primissimi giorni del distacco? Ecco i consigli degli esperti.

Inserimento nido: come fare per non renderlo traumatico?

Spesso le educatrici degli asili nido ci informano che il trauma maggiore è quello vissuto dai genitori, piuttosto che dai bimbi. I bambini, per la loro stessa natura, sono più inclini ad accettare di buon grado i cambiamenti e adattarsi di conseguenza. Ciò non significa che il distacco non sia un momento cruciale. Di conseguenza, è bene affrontare questo momento così delicato con le giuste informazioni, in modo da renderlo un passaggio quanto più possibile naturale, fluido e “indolore” per ambo le parti. Uno dei principali consigli degli esperti è quello di preparare il bambino alla novità. Ciò si rende possibile specialmente nei bambini più grandi, ai quali si può spiegare con parole molto semplici e alla loro portata che cosa accadrà. Voce calma e rassicurante, prospettive positive ed entusiasmo sono le basi per instillare nei bambini prossimi al nido un senso di impazienza, piuttosto che di angoscia. Generalmente, tuttavia, si consiglia di introdurre i bimbi al nido verso gli 8 mesi. Ciò poiché verso il nono mese di vita i neonati sviluppano la cosiddetta paura dell’estraneo, quindi la strategia è quella di farli ambientare a persone sconosciute prima che sopraggiunga questa fase. In ogni caso, è importante (per quanto possibile) non forzare il distacco. Ogni bambino ha i suoi tempi, che vanno in ogni caso rispettati. Se il bimbo non dovesse dimostrarsi pronto per questa esperienza, è meglio aspettare, se le circostanze lo permettono, che abbia compiuto i due anni. Dopo quest’età infatti i bimbi sono generalmente più sicuri e pronti per esplorare.

Infine, un atteggiamento assolutamente da evitare è quello di scappare alla chetichella mentre il bambino è distratto. Ciò non farà altro che far aumentare la sua insicurezza e la sua angoscia: un momento fa non ero solo, ora sono solo. Meglio salutare sempre il bambino, assicurandolo che torneremo presto e che faremo tante belle attività insieme.

Come favorire l’ambientamento al nido da parte del bambino

Ecco alcuni consigli pratici per fare sì che i bimbi accettino più di buon grado l’inserimento al nido:

  • Instaurare una routine simile a quella del nido, ovvero una routine che comprenda pasti, attività e riposini. Non dev’essere una routine rigida, ovviamente, ma può aiutare a ritrovare nel nido una sequenza di eventi conosciuta e, quindi, rassicurante.
  • Favorire la socializzazione con i coetanei in modo graduale.
  • Essere positivi e fiduciosi: innanzitutto perché i bambini sono estremamente empatici e percepiscono le nostre ansie e le interiorizzano. In secondo luogo, perché avere fiducia nel personale dell’asilo nido aiuterà i genitori ad accettare il distacco in modo più sereno.
  • Dedicare tempo di qualità al bambino una volta uscito dal nido, in modo da “compensare” l’assenza con giochi da fare insieme, poiché il tempo e le attenzioni che diamo ai nostri piccoli sono molto più importanti (e apprezzate) di qualsiasi regalo materiale.

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