Malattia bambino 2019: congedo, come fare

malattia bambino 2019

Malattia bambino 2019: come fare con i congedi e i permessi? Continua la rubrica “Storie di Mamme” e oggi ospito sul mio blog Sonia, mamma del piccolo Leonardo, che ci racconterà la sua esperienza. Lascio a lei la parola:

La prima volta che Leonardo si è ammalato per me è sembrato davvero un incubo, ma dopo ho capito come fare e ora voglio raccontarti la mia esperienza per prenderti cura del tuo bambino chiedendo un permesso o un congedo dal lavoro.

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Malattia bambino 2019: come si chiede il congedo

Malattia bambino 2019

Sono una mamma e so quando il mio bambino sta davvero male o quando fa un capriccio per non andare all’asilo. Mi basta guardarlo negli occhi e verificare alcuni sintomi. Non posso perdere tempo, perché devo correre a lavoro, ma non sottovaluto mai una malattia, soprattutto se il mio bimbo non ha dormito bene la sera prima, ha delle brutte occhiaie e la fronte che scotta.

Se un bambino ha già 3-4 anni, può dirti se ha la bua, se ha freddo o mal di stomaco, oppure se qualcosa non va. Se il tuo bambino ha pochi mesi, come è successo a me la prima volta, le cose cambiano.

Purtroppo, non c’era nessuno disponibile quel giorno. Quindi, dovevo cavarmela da sola. Per fortuna, fino a 8 anni si può chiedere un congedo sul lavoro per la malattia bambino 2019.

Lo può chiedere la mamma o il papà. Quel giorno, mio marito era già uscito, quindi dovevo pensarci io. La prima cosa che ho fatto è stata chiamare l’azienda, spiegando che il mio bambino aveva la febbre e c’erano alcune brutte macchie. Dovevo portarlo assolutamente dal medico.

Dal pediatra, ho chiesto un certificato da presentare al mio datore di lavoro al ritorno. Non era niente di grave, una settimana e il mio bimbo sarebbe tornato sano e felice!

So che ci sono aziende, soprattutto nel pubblico, che fanno fare visite di controllo a domicilio, per vedere se davvero il bimbo sta male. Solo i lavoratori dipendenti possono chiedere il congedo.

C’è un congedo minimo e un congedo massimo che puoi avere. Il congedo minimo è il periodo che ti certifica il pediatra. Hai diritto ad altri 30 giorni retribuiti dopo la data riportata come scadenza sul certificato medico se lavori nel pubblico.

I dipendenti privati possono usare come congedo retribuito tutto il tempo che serve fino ai 3 anni del bambino, poi dai 4 agli 8 anni i genitori hanno diritto a 5 giorni retribuiti.

Congedo parentale INPS 2019

Per la malattia bambino 2019 sono cambiate un po’ di regole. Fino ai 12 anni del bambino, puoi chiedere il congedo parentale INPS 2019. Di solito, il congedo INPS serve quando nasce il bambino, ma c’è chi “conserva” questo periodo di astensione dal lavoro per le emergenze.

Ecco come funziona:

  • tu, come mamma, puoi chiedere 6 mesi in più di congedo, subito dopo quello di maternità;
  • il padre del bambino può chiedere 7 mesi di congedo dopo la sua nascita;
  • entrambi potete chiedere il congedo al momento della nascita per un massimo di 11 mesi insieme (quindi, 7 lui e 4 tu o viceversa).

L’INPS paga il congedo per 6 mesi, fino ai 6 anni del bambino. Fino a 8 anni, puoi prendere in congedo pagato i giorni che mancano, fino a 11 mesi totali dalla nascita.

Dagli 8 ai 12 anni del bambino, puoi chiedere sempre il congedo se non l’hai usato prima, ma l’INPS non ti pagherà i giorni che non hai lavorato.

Quindi, se il tuo bambino è malato, puoi usare il congedo INPS per prenderti cura di lui, se non hai usato i 6 mesi dopo il congedo obbligatorio.

Per avere il congedo INPS retribuito dopo i 6 anni di tuo figlio, non devi avere un ISEE superiore a 16.672,83 Euro. L’indennità è del 30% di quanto avresti guadagnato in quella giornata se il bimbo fosse stato bene.

La domanda si può fare al CAF, sul sito dell’INPS o ai numeri 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da smartphone). Devi mandare copia della domanda anche al datore di lavoro.

Come tornare al lavoro

Dopo che mio figlio è guarito, sono tornata al lavoro. Ho portato la dichiarazione sostitutiva che attestava che mio marito stava lavorando nel periodo che avevo preso il congedo e ho portato la copia del certificato del pediatra.

Quando sono andata a vedere la busta paga, erano indicati i giorni di congedo e quanto avevo ricevuto per quei giorni. Mio figlio non aveva fatto il primo compleanno, quindi avevo diritto alla retribuzione da parte del datore di lavoro.

Il dipendente privato non ha la retribuzione vera e propria, ma ha i contributi figurativi. Non ho usato le ferie. Secondo la legge, quando si parte con le procedure per la malattia bambino 2019, se sei in ferie queste si “bloccano” e si apre la procedura per il congedo, ma solo se il bambino viene ricoverato in ospedale.

Quindi, se il bimbo va in ospedale mentre tu sei in ferie, puoi usufruire dopo dei giorni di ferie che non hai usato. Non sarà la cosa più importante, ma quando torni al lavoro può essere utile farti due calcoli.

Se il bambino è stato ricoverato, puoi chiedere il certificato per il congedo direttamente all’ospedale e al medico che sta seguendo tuo figlio. In più, potrai presentare al datore di lavoro la copia dei documenti che ottieni quando il bambino viene dimesso.

Così, dimostrerai i giorni di ricovero. Purtroppo, queste pratiche sono un po’ lunghe, ma ne vale la pena.

Cosa faccio oggi: consigli per la malattia bambino 2019

Malattia bambino 2019

Oggi, ho sempre a portata di mano i documenti per la richiesta di congedo. Così, se succede qualcosa al mio bambino, posso correre da lui e non devo cercare i documenti.

Poi, se succede a casa, chiamo subito l’azienda. Lo preparo, lo vesto e corro dal pediatra. Mi faccio fare il certificato. Preparo la dichiarazione sostitutiva. Invio tutto via PEC al mio datore di lavoro.

Quando torno, riporto tutto su cartaceo in doppia copia. Le faccio firmare entrambe al mio datore di lavoro, con la data. Una copia resta a me, l’altra all’azienda. Poi, controllo la busta paga per vedere se è tutto in ordine.

Se chiedessi il congedo INPS, andrei al CAF già con il certificato del pediatra e i dati dell’azienda. Porterei una mia vecchia busta paga per andare sul sicuro. Poi, manderei sempre tutto via PEC al datore di lavoro e gli porterei le copie al mio rientro.

 

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