Neonati in montagna: tutti i consigli pratici e utili

Neonati in montagna: tutti i consigli pratici e utili
Cosa bisogna sapere sui neonati e sulle altitudini: oggi cerchiamo di rispondere alle domande dei genitori, che vogliono portare i bambini a respirare l’ aria pulita delle alte vette, ma hanno un po’ di timori perché sono neonati e non si sentono sicuri con le varie altitudini.
Effettivamente esistono dei limiti per la montagna, ma badate bene che non dovete rinunciare a viaggiare. Basta organizzazione, le giuste accortezze e seguire i nostri consigli, nati in collaborazione con alcuni pediatri, per vivere una bella vacanza in famiglia in montagna.

Bambini in montagna: è davvero fattibile?  Certo, è possibile vivere a contatto con la natura tutta la famiglia in serenità: come?

Per permettere ai piccoli, in particolar modo ai neonati, di respirare aria pulita, priva di smog e agenti inquinanti, per scappare dalla città ma stare anche tranquilli e spensierati: ecco tutti i benefici della montagna per bambini, i limiti da rispettare, consigli pratici e utili per vivere appieno una bella esperienza in alta quota.
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Neonati in montagna Altitudine

I genitori amano portare i figli in montagna in estate, quindi durante la stagione calda proprio come in inverno, perché si respira aria pulita, gli agenti chimici e inquinanti delle città sono lontani e i pediatri lo raccomandano.
Ma qual’è il periodo più giusto e il momento migliore? Fate attenzione al periodo dell’anno in cui si sceglie di portare i neonati in alta quota. Evitate sempre, ma in particolar modo in questo periodo storico delle nostre vite, i luoghi e i periodi più affollati.
Quindi magari scegliete una zona che non è fra le mete turistiche solitamente prese d’assalto.
Fate pieno di Vitamina D! Raccomandata e data ai neonati nel primo loro anno di vita.
I bimbi piccoli si portano al mare in estate sia per farli svagare, per i benefici della salsedine ma anche, e forse soprattutto, per la Vitamina D!
Si esce di casa più facilmente quando le temperature sono più miti, le giornate sono più lunghe ed è generalmente più piacevole stare fuori.

Eppure, come ricordano i pediatri:

Un corretto assorbimento di Vitamina D, accresce lo sviluppo osseo e le difese immunitarie, diventa così peculiare esporre i neonati alla luce del sole, anche in inverno e, vanno bene sia il mare che la montagna, ma con le dovute accortezze, per permettere loro di assorbire tale vitamina.
Anche i neonati potranno beneficiare di tutto ciò, senza dimenticare che stare fuori casa li aiuta nell’apprendimento psicomotorio e sensoriale: scopriranno un altro nuovo mondo, ben diverso dalla propria casa e dalla città.

Quali i limiti?

I limiti da non superare riguardo all’altitudine sono :
  • non bisogna superare i 1.800 – 2.000 metri di quota;
  • scalare la montagna gradualmente, effettuando delle pause;
  • permettere al corpo di abituarsi e adattarsi.
Ad esempio, prima di raggiungere  i 2.000 metri di quota, conviene ffermarsi  3 giorni a metà strada, quindi attorno ai 1.000 metri, così facendo l’organismo dei neonato riuscirà ad abituarsi alla minore concentrazione di ossigeno e a produrre più globuli rossi.
Se è un bambino soggetto a problematiche respiratorie e cardiache, prima di valutare l’ipotesi di un viaggio in alta quota, fate un consulto allo specialista del bimbo.
Gli “sbalzi di quota” sono da evitare, anche quando il bambino supera i 2 anni comunque.
Non è assolutamente consigliato, con i bambini sotto i 2 anni, andare in seggiovia e raggiungere in pochi minuti da 2.000 a 2.800 metri di quota, ma è meglio salire in montagna lentamente,facendo passeggiate, per abituare il corpo al cambio di ambiente e di altezza.
Quindi, neonato in montagna e altitudine per neonati: si può?
Facciamo un riepilogo e ricordate di:
  1. Mettere sempre ai neonati una protezione solare per evitare eventuali arrossamenti o irritizazioni da freddo e vento.
  2. Utilizzare gli occhiali da sole, anche i più piccini: gli occhi non sono meno importanti della cute.
  3. Abbigliamento tecnico adeguato: maglia termica, calzamaglia e tuta o sacco imbottito, per tenerli al caldo. Non dimenticate un cappellino per la testa, che copra anche le orecchie ed eviti possibili otiti nei neonati.
  4. Portarlo in fascia o nel marsupio porta bebè, non solo per evitare l’uso del passeggino, che può risultare scomodo su superfici non facili da percorrere e sulla neve, ma anche per farli stare tranquilli.
  5. Usare il ciuccio o portare snack adatti a lui, per evitare il barotrauma, ovvero il fastidio all’orecchio quando si sale in alta quota.
  6. Recarsi in località di montagna abitate, dove non è difficile raggiungere un pronto soccorso in caso di necessità.

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