Ninna nei bambini: a che età possono dormire da soli?

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bambini dormire da soli

Il tema legato a dove far dormire un bambino è sempre tra i più controversi. Le teorie sono molteplici e non ne esiste una che sia considerata valida per tutti i bambini. Viene detto più volte, ogni bambino è diverso, così come lo sono i suoi genitori. Si, perché questa questione riguarda anche i genitori. Spesso sono proprio loro i primi a non accettare di spostare il proprio bambino in una cameretta. Una reazione assolutamente normale, soprattutto se si sono abituati per mesi (o anni) a dormire tutti insieme nel lettone matrimoniale. Andiamo ora a vedere le valutazioni necessarie per stabilire quando i bambini si possono considerare pronti per dormire da soli.

A che età far dormire da soli i bambini?

Come detto, non esiste un’età precisa per realizzare questo passaggio. Le soluzioni a cui ricorrono i neo genitori possono essere diverse:

  • Solitamente i primi mesi di vita, soprattutto se il bambino viene allattato al seno, la mamma preferisce dormire insieme a lui. Questo accade principalmente per una questione di comodità, ma anche perché, secondo alcuni studi, l’odore materno aiuterebbe a ridurre il rischio della SIDS, la morte in culla.
  • Ma, c’è anche chi preferisce non dormire nello stesso letto insieme del bambino perché ha paura di schiacciarlo. Di conseguenza, la soluzione ricade nella culletta attaccata al letto matrimoniale, così da poter ugualmente tenere il bambino sotto controllo. Tra l’altro, secondo i pediatri, questa è l’opzione corretta.

In ogni caso, che il bambino dorma nel lettone, insieme ai genitori o nella culla, l’importante è garantire la sua sicurezza.

Passati i primi mesi, o appunto i primi anni, arriva per tutti i bambini il momento di iniziare a dormire nella propria cameretta. Non c’è un’età giusta, dipende molto dalla maturazione del bambino e da ciò che lo fa sentire al sicuro. E questo, possono saperlo solo i suoi genitori. È importante rispettare i suoi tempi e non forzarlo a dormire da solo se ancora non si sente pronto. Il rischio è quello di ottenere un bambino che avrà paura di dormire e che vivrà con ansia e angoscia l’arrivo dell’ora della nanna. Quando, invece, deve essere assolutamente il contrario, il bambino per approcciarsi a un sonno tranquillo deve sentirsi sereno e rilassato. Per questo, è necessario che i genitori siano i primi a esser convinti di voler far dormire il bambino in una camera diversa dalla loro. Se loro si mostreranno sicuri e tranquilli, anche il bambino lo percepirà.

Alcuni consigli utili da seguire

  • È importante che il bambino riconosca la stanza come un suo spazio. Il consiglio è quello di non passare subito alla fase nanna ma di iniziare con il fargli passare del tempo di qualità all’interno della sua stanza. Giocate insieme, leggete libri e fatevi suggerire quali sono i suoi gusti. La cameretta va arredata insieme, fatevi accompagnare quando acquisterete mobili e accessori, cercando, ovviamente dove possibile, di rispettare i suoi gusti. Personalizzate la cameretta, con foto, disegni e anche qualche lucina che potrebbe tornare utile di notte.
  • Stabilite una routine legata all’ora della nanna. Un orario giusto che permetta al bambino si riposare un numero di ore corrette.
  • Seguite una routine anche prima di andare a letto. Mettere il pigiama, lavare i denti, insomma dovete far capire al bambino che la giornata sta volgendo al termine. Quindi, subito dopo cena tutte le attività dovranno essere soft: niente tv o cellulare e basta con i giochi. Proponete al bambino di leggere insieme una favola scelta da lui.

Ovviamente, non tutti i bambini accetteranno subito di buon grado questo cambiamento, potrebbe volerci del tempo. Non arrabbiatevi se questo dovesse accadere e non mortificate il bambino con frasi del tipo “Ormai sei grande! Fai anche tu come gli altri bambini che dormono da soli”. Inizialmente, se il bambino ne sente la necessità, potete rimanere con lui finché non si addormenta oppure lasciare una luce accesa. Del resto, questo cambiamento segna nel bambino il passaggio verso la maturazione e non è sempre semplice. Anche per i genitori, ormai abituati a sentire il respiro del proprio bambino accanto, potrebbero farsi prendere dalla nostalgia. 

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