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Piedi piatti nei bambini: diagnosi e intervento

Nei primi anni di vita del bambino, è normale sentirsi dire che ha “il piede piatto”, in quanto l’arco della pianta del piede è poco formato o assente. È flessibile, non provoca dolore e non comporta problemi nei movimenti, perciò è un piede fisiologico, cioè normale. Andiamo a vedere cosa comporta avere i piedi piatti nei bambini e come comportarsi in caso di diagnosi.

Piedi piatti bambini: quando preoccuparsi

Come già detto, fino ai 5 anni del bambino, avere il piede piatto è una condizione del tutto normale. La volta plantare, infatti, in seguito a una modificazione spontanea dell’assetto del retropiede, crescerà gradualmente nel corso dell’infanzia. Si tratta, dunque, di una sorta di “difesa del corpo” ascrivibile ad un accumulo adiposo sottocutaneo che, nei primi anni di vita, garantisce un’adeguata protezione all’ossatura, ancora fragile, del bambino. Quando i piedi piatti diventano dolorosi e/o rigidi è opportuno rivolgersi ad uno specialista.

Denominato in termini medici “piede pronato valgo”, il piede piatto è un disturbo piuttosto diffuso nei Paesi occidentali, ed è contraddistinto:
  • da un arco plantare piatto che determina un contatto totale della pianta del piede al terreno quando il soggetto si trova in posizione eretta;
  • dal calcagno deviato verso l’esterno.

Piedi piatti nei bambini: cause

Il piede piatto è più frequente nei maschi e nei primi anni di vita, e alcuni fattori possono predisporre al suo sviluppo e alla sua persistenza.

Tra le principali cause che determinano il piattismo patologico troviamo:
  • peso corporeo eccessivo (che grava sulle estremità del corpo);
  • traumi subiti dal piede o dalle caviglie;
  • artrite reumatoide infantile;
  • fattori congeniti.
Inoltre, si è soliti associare ai livelli di gravità del piede piatto tre tipologie di stadio:
1° stadio: l’arco plantare è ridotto, ma è tuttavia ancora presente e la sintomatologia dolorosa è assente;
2° stadio: la volta plantare non è visibile e il piede risulta morfologicamente alterato;
3° stadio: l’arco plantare è completamente assente e la deformazione del piede risulta essere irreversibile.

Come effettuare una corretta diagnosi

Il piede piatto si diagnostica attraverso l’esame clinico, valutando il bambino sia in posizione eretta sia seduta. Il pediatra lo guarda mentre sta in piedi, fermo, e mentre cammina, per valutare l’aspetto dell’arco plantare (normale, insufficiente o assente) e del calcagno rispetto alla gamba (in linea o valgo).

Piedi piatti: quali sono i rimedi

  • iniziare un percorso di fisioterapia adatta per sviluppare i muscoli del piede
  • dopo i 5 anni di età è possibile utilizzare dei plantari ortopedici su misura oppure, in alternativa, delle scarpe di tipo ortopedico: questi strumenti, pur non risolvendo il problema, garantiscono al soggetto una postura corretta, che è fondamentale affinché non si verifichino problematiche a livello di scheletro. D’altra parte, questi dispositivi medici sono utili a migliorare la qualità di vita del paziente;
  • intervento piede piatto: ovviamente si consiglia di ricorrere alla chirurgia solo nei casi gravi di deformità.

Consigli utili per prevenire il piede piatto

  • Lasciare muovere il bambino a terra, in completa libertà, già dai primi mesi
  • Non mettergli le scarpe appena comincia a stare in piedi
  • Evitare il passeggino quando cammina ormai sicuro
  • Evitare le scarpe rigide, con plantare e zone di rinforzo, perché non aiutano a formare il piede
  • Far camminare il bambino a piedi nudi anche su terreni irregolari come erba, terra e sabbia in modo da stimolare la pianta del piede
  • Non chiedere la consulenza ortopedica per il piede piatto se il bambino non ha dolore, cammina bene e ha meno di otto anni
  • Non usare plantari o scarpe ortopediche in caso di piede piatto fisiologico, perché non è stata dimostrata alcuna efficacia terapeutica
  • Se le calzature sono necessarie, per motivi igienici, estetici o per il freddo, scegliere le più morbide, flessibili e leggere
  • Favorire l’attività motoria a tutte le età: camminare, fare giochi in punta di piedi e camminando sul bordo esterno dei piedi, correre, saltare, arrampicarsi e ballare.
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