Quarantena e bambini: una festa di compleanno con i peluche

Bambini e quarantena: una festa di compleanno con i peluche

La voglia di normalità manca a tutti. Non solo a noi mamme, ma anche e soprattutto ai nostri bambini. Niente passeggiate, niente scuola, niente amici, niente nonni, niente pizza fuori il sabato sera. Il caporedattore del Corriere della Sera, Mario Garofalo, ha immortalato in uno scatto sul suo profilo Facebook tutta la tristezza e la solitudine del suo bambino. Lo scatto ha ricevuto una pioggia di like e commenti e condivisioni. Curiose di saperne di più? Vediamo di cosa si tratta.

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Mio figlio e la festa coi peluche

Così Mario Garofalo, caporedattore del Corriere della Sera, intitola il suo scatto che ha per oggetto suo figlio di 5 anni Dario e una starna festa di compleanno. “La festa di compleanno del coniglietto”, ha detto Dario al papà. I protagonisti non sono bambini, ma peluche seduti scrupolosamente davanti a un cuscino come tanti invitati ad una festa seduti attorno ad un tavolo imbandito. Ogni peluche era seduto al tavolo e aveva una ruota o un altro pezzettino che rappresentavano una fetta di dolce. Dario spiega al papà che i peluche invitati alla festa del coniglietto canteranno la canzoncina di compleanno in inglese, cinese e italiano. Postando la foto su Facebook, Mario non solo ha ricevuto una pioggia di like e commenti, ma aha scoperto che tanti tantissimi bambini in quarantena hanno organizzato feste di compleanno ai loro amici peluche. Dai commenti alla foto di suo figlio che la figlia di Corinna ha festeggiato il compleanno dell’Orsetto Rosa, la piccola di Anna ha inscenato un raduno di pupazzetti, Luca ha invitato i dinosauri, Nino ha fatto spegnere le candeline a un personaggio diverso ogni sabato.

Bambini e quarantena

Quanto manca la normalità ai bambini?

La quarantena ci ha insegnato che i bambini hanno capacità di adattamento migliori degli adulti. Pur avendo dovuto rinunciare alla normalità, i nostri bambini hanno colorato disegni, hanno fatto videolezioni ogni mattina con gli insegnati, hanno dipinto striscioni con la scritta “andrà tutto bene” e l’hanno appesa ai balconi di tutta Italia, hanno cucinato con la mamma pizze e dolci, hanno videochiamato i nonni, hanno inventato storie su un terribile mostro invisibile chiamato coronarvirus. Hanno saputo reinventarsi, sono riusciti ad impegnare il tempo in modo creativo e costruttivo e hanno insegnato a noi mamme tanto su come affrontare le difficoltà delle vita. Sì, perché hanno i bambini a volte danno lezioni di vita agli adulti. La quarantena fa male a tutti noi, ma prendiamo esempio dai bambini. Dopo i primi giorni di euforia per la chiusura delle scuole, i bambini si sono trovati a fare i conti con lunghe, infinite, interminabili e stressanti giornate in casa, sempre uguali. All’inizio hanno combattuto contro insonnia e sbalzi d’umore, ansia e senso di smarrimento. Poi hanno capito che stare a casa è per il loro bene, che il virus è un nemico cattivo da combattere e che stiamo lontani oggi per abbracciarti più forte domani. 

 

 

 

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Fonte: Corriere della sera

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