domenica, Aprile 18, 2021
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Siria e…: intervista esclusiva a Giulia Manzi

Come avrete capito, amiamo le favole e pochi giorni fa siamo incappate in un libro davvero carino.
Si tratta di Siria e… edito da Casta editore e scritto da Giulia Manzi.
Vi dice niente il maestro Alberto Manzi? Stiamo parlando dell’uomo che ha insegnato a leggere a milioni di italiani.
Pedagogista e scrittore, grazie a Non è mai troppo tardi, la sua trasmissione sulla Rai, ha segnato un’epoca ed è diventato una delle icone della televisione italiana.
Giulia Manzi è sua figlia ed è una bravissima editor e scrittrice.
Noi l’abbiamo intervistata proprio per saperne di più sul suo libro di favole.
Buona lettura!

La storia

Nel libro, Siria è una bambina che, attraverso l’esplorazione e la vita quotidiana, impara l’importanza delle differenze e del volersi bene.
All’interno del volume, troverete diverse storie in rima e fantastici disegni da far colorare ai vostri cuccioli che aiutano l’apprendimento, ma soprattutto tre verbi fondamentali per l’esistenza umana: accettare, amare, crescere.

L’intervista a Giulia Manzi

Parlaci un po’ di te…
Non ho molto da dire, in realtà. Sono una persona con interessi poliedrici che vanno dalla cucina, al cucito, alla lavorazione del legno e allo sport, ma il mio grande amore restano i libri, che sono anche il mio lavoro. Gestisco un blog letterario assieme a due mie amiche e lavoro come redattrice freelance. Di tanto in tanto, mi scuoto di dosso il blocco dello scrittore e butto giù anche qualcosa su carta.
Cosa ti piace leggere?
Leggo davvero di tutto, ma i miei grandi amori letterari restano il fantasy, la fantascienza e i libri per bambini e ragazzi. Il mio autore preferito è dai miei sei anni Isaac Asimov, che si è accompagna a Rick Riordan (credo il miglior scrittore di libri per ragazzi contemporaneo), Dostoevskij, Rodari, Pullman, Bradbury, Philip Dick, Louisa Alcott e la mia new entry del 2019/2020: N. K. Jemisin, che con la sua trilogia La terra spezzata mi ha sconvolta in positivo. Attualmente, sto riscoprendo la narrativa e le raccolte di racconti. Solo nel 2020 mi sono approcciata ad autori come Wallace, Magda Szabò, Oravez, Alice Walker, Samantha Schweblin e Jesmyn Ward, ma anche a tanti italiani emergenti: Forgione, Siccardi, Giorgia Staiano… Mi piace moltissimo anche la poesia e tra gli autori i miei preferiti in assoluto sono Fernando Pessoa, Leopardi e Neruda, ma ho un debole per un poeta contemporaneo, con cui ho avuto il piacere di lavorare per un editing: Salvatore Romano.
Insomma, al momento per via del progetto del blog leggo soprattutto esordienti, ma ho davvero gusti molto variegati. L’importante è che ci sia una bella storia o una bella scrittura.
Parlaci del tuo libro di favole. A chi lo consiglieresti e perché?
Siria e… è pensato per i bambini in età prescolare, quindi dai 2 ai 5 anni. Tuttavia credo sia apprezzabile anche da bambini un po’ più grandicelli che possano leggerlo da soli e senza l’appoggio dei genitori, soprattutto per via dell’inserimento dei disegni da colorare e delle pagine in cui disegnare. Questo, a livello tecnico. In realtà lo consiglio a quelle famiglie o scuole che vogliano approfondire alcune tematiche con i bambini, come il diritto di essere se stessi, l’accettazione di sé, la fratellanza e l’importanza dell’ecologia e del dialogo tra generazioni. Ho scritto Siria e… proprio per trattare certi temi in maniera semplice e comprensibile a tutti, in quanto ritengo che attraverso un libro, soprattutto quando si è piccoli, e le rime sia più facile interiorizzare determinati insegnamenti. Perlomeno, a me la lettura ha aiutato tanto in questo senso.
Come è nato il personaggio di Siria?
Siria è nata a Parigi. Ero in Francia con mia madre e mi sono svegliata con la prima filastrocca in testa, quella sui vestiti. Sarà che ho avuto sempre un rapporto conflittuale con l’armadio e non mi sono mai sentita a mio agio con determinati stili più eleganti, ma è la prima che mi è venuta in mente e l’ho segnata molto velocemente sul cellulare. Ci ho rimuginato per un po’, poi ho deciso di dare un volto a quella bambina che mi mormorava filastrocche nell’orecchio e ho deciso di chiamarla come la figlia che vorrei avere: Siria. Il libro è nato pensando a tutto quello che vorrei insegnare a una mia eventuale bambina.
Chi ha curato le illustrazioni?
La bravissima Anna Ricucci, alias spizzina00 su instagram. L’ha scelta la casa editrice e sono rimasta molto soddisfatta del suo lavoro. D’altronde, il mio editore è una persona straordinaria: l’idea dei disegni da colorare è stata sua e l’ho trovata subito adorabile!
Qual è il messaggio insito nel libro?

Credo che il messaggio sia molto più semplice di quello che mi sono impegnata a inserire: essere se stessi, amarsi e accettarsi anche uscendo dalle norme imposte dalla società, perché alla fin fine, nel nucleo, siamo tutti uguali al di là del genere, dell’etnia, di tutto. L’importante è il rispetto per sé e per gli altri.

Progetti futuri?
Oh mamma. Ho un romanzo con cui ho partecipato al Premio Calvino, ma che non ha passato la selezione, quindi adesso sono un po’ bloccata e indecisa se lavorarci sopra seguendo le indicazioni della scheda di valutazione, oppure lasciarlo a marcire nel cassetto. Per il momento resta fermo, in attesa che mi passi il terrore di rileggerlo.
Nel frattempo sto lavorando a un libro per bambini ambientato nel mio quartiere, per la precisione su (dentro?) una rotonda di via Carmelo Bene, e a una raccolta di favole sui mostri che abitano negli armadi, sotto il letto, ecc.
Un altro progetto che coltivo da un po’ è una serie di storielle incentrate sulle ricette di mia nonna.
Ho anche un racconto thriller nel cassetto (e a me il thriller non piace, ma è venuto così) che progettavo di far diventare un testo illustrato, oppure una graphic novel. Sono già in contatto con una bravissima disegnatrice, ma entrambe siamo agli sgoccioli col tempo, quindi al momento è in lista d’attesa.
Poi mi sono appassionata ai tautogrammi, ma quella per me è scrittura a tempo perso e non se ne farà mai nulla.
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