Sonnambulismo nei bambini: cos’è, sintomi e rimedi

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sonnambulismo nei bambini

Il sonnambulismo è un fenomeno che può spaventare chi assiste. A maggior ragione se a ‘deambulare nel sonno’ è un bambino. Ricordando che non è una malattia, e che può capitare a qualunque età, è più frequente riscontrarlo in età pediatrica e puberale. Non servono terapie e non occorre far nulla, se non prestare attenzione e mettere in sicurezza il bambino. Nella maggior parte dei casi il fenomeno tende a risolversi da solo.

Sonnambulismo nei bambini: cos’è

Il sonnambulismo è un disturbo che appartiene al gruppo delle parasonnie, con cui vengono accumunate perturbazioni non patologiche del sonno di cui fanno parte anche il pavor nocturnus (terrore notturno), il bruxismo (digrignare i denti durante il sonno) e alcune forme di enuresi (bagnare il letto durante il sonno). Spesso si riscontra una predisposizione genetica, pertanto capita che ne siano interessati più membri all’interno della stessa famiglia. L’età di insorgenza va dai 4 ai 12 anni, con una maggiore frequenza di episodi dopo i 7 anni; il disturbo è più frequente nei maschi. La maggior parte delle volte si risolve spontaneamente durante la pubertà (è presente nell’1-2% della popolazione adulta).

Sonnambulismo cause

Le cause del sonnambulismo non sono ancora conosciute. Si ipotizza, però, l’importanza del fattore ereditario. Inoltre, nei bambini, così come per gli adulti, non vi è invece correlazione con eventi stressanti, che tendono di solito a dare difficoltà di addormentamento e un sonno più leggero.

Sintomi

Solitamente gli episodi di sonnambulismo si verificano dopo circa un’ora dall’addormentamento. Il bambino, in questo caso, si alza dal letto e compie delle azioni abitudinarie che solitamente svolge durante le giornata. Se si tratta del suo ambiente, che quindi conosce bene, il bambino si muove in modo appropriato: si alza dal letto, si lava i denti, accende e spegne le luci. Tutte queste azioni vengono compiute in uno stato di apparente risveglio, ma in realtà, nonostante il bambino abbia gli occhi aperti, sta ancora dormendo. Il mattino seguente non ricorderà nulla di quanto accaduto. Gli episodi, solitamente, non superano i 20 minuti e il bambino, così come si è alzato, si rimette a letto. Il sonnambulo non va svegliato ed è anche inutile cercare di parlarci in quanto non vi sente.

Rimedi

Per prima cosa, una volta appurato che il proprio figlio soffre di sonnambulismo, è importante mettere l’ambiente in sicurezza per evitare che possa farsi male. Poi, bisogna mantenere la calma, anche se ovviamente non è semplice. Al massimo, appunto, potete seguirlo finché non torna a letto. Proprio perché non si tratta di una malattia, il sonnambulismo non va curato, né va inibito, ma solo vigilato. Anche se non si tratta di una patologia è sempre giusto parlarne con il pediatra che valuterà ogni singolo caso e, se necessario, consiglierà degli approfondimenti clinici.

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