Tommi, il videogioco che aiuta i bambini malati di cancro

Tommi, il videogioco che aiuta i bambini malati di cancro

Calde, confortevoli, rassicuranti: sono così le nuove tecnologie digitali pensate per l’infanzia. Le tecnologie immersive consentono di alleviare stati d’ansia, paura, angoscia che spesso accompagnano i pazienti dei reparti di oncologia pediatrica. Proprio per questo motivo è stato creato Tommi, videogioco in realtà virtuale pensato per bambini dai 7 ai 12 anni, una sorta di “sedativo della percezione”, non farmacologico né invasivo che sta aiutando tantissimo nei reparti di oncologia pediatrica, ma anche odontoiatria e ortopedia. 

Tommi usa lo strumento più usato dai bambini per combattere lo stress: il gioco. Il bambino viene letteralmente immerso in un altro mondo, fuori dalle mura ospedaliere e lontano dal dolore, grazie all’interfaccia digitale. L’esperienza è talmente realistica che il suo cervello pensa di essere davvero altrove, anche se fisicamente non può muoversi, e diminuisce anche la sua percezione del dolore.  

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Come funziona Tommi? 

Indossando il visore il bambino nel giro di pochi secondi viene catapultato dal suo lettino d’ospedale sull’isola di Tommi, un mondo magico dove, usando una bacchetta magica e un libro degli incantesimi, potrà scegliere l’attività che preferisce fare.  

Alcune interazioni del gioco riguardo attività della memoria, altri distraggono con giochi di abilità, altre invece rilassanti, altre coinvolgono mamma e papà come videogiocatori.  

Dove viene usato Tommi?

Tommi attualmente è usato negli Stati Uniti nel campo odontoiatrico presso il Texas Medical Center di Houston, mentre in Italia è utilizzato presso la Clinica Pediatrica Fondazione MBBM all’Ospedale S. Gerardo di Monza. A Rimini, oggi, Tommi è presente all’interno del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infermi e più a Sud nei reparti di Pediatria e Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto. Ma la prima volta di Tommi in Italia è stata presso l’Ospedale Regina Margherita, nel reparto di Oncoematologia pediatrica diretto dalla Prof.ssa Franca Fagioli.  

Si è pensato di usare Tommi anche per allievare le sofferenze del bambino paziente durante il prelievo di sangue o il cambio del catetere e quindi di farlo diventare un vero e proprio dispositivo scientifico sottoposto a un comitato etico. 

Tommi non aiuta solo il piccolo paziente, ma anche i suoi genitori che lo assistono ogni giorno e gli infermieri nel loro stesso lavoro: la resistenza del bambino, il pianto e la tensione possono provocare rallentamenti nella routine quotidiana dei trattamenti medici.  

Una volta si pensava solo alla cura medica di un paziente, oggi si pensa anche alla “CARE” ovvero il prendersi cura del piccolo paziente a 360° dall’ambiente d’ospedale alle attività svolto nel suo periodo di degenza. 

L’obiettivo è quello di certificare Tommi come un vero e proprio “Medical Device di Classe 1”. Siamo certi che il campo della realtà virtuale migliorerà la salute digitale dei pazienti.  

 

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