venerdì, Maggio 14, 2021
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Toxoplasmosi in gravidanza: cause, conseguenze e cosa fare se si hanno gatti in casa

La toxoplasmosi rientra in quelle patologie, insieme alla rosolia, che se contratte durante la gravidanza possono provocare seri danni al feto. La toxoplasmosi in gravidanza è totalmente asintomatica, o comunque può presentarsi con dei sintomi molto simili all’influenza, per questo è importante effettuare periodicamente le analisi del sangue per essere sicuri di non averla contratta. Ricordiamo, inoltre, che la toxoplasmosi si può prendere una sola volta nella vita, per cui, una volta avuta si sviluppano gli anticorpi e non è possibile riprenderla. Quindi, prima di cercare una gravidanza sarebbe opportuno verificare, tramite un semplice prelievo del sangue, se si è già sviluppata l’immunità a questa malattia infettiva.

Toxoplasmosi cos’è

La toxoplasmosi è una malattia infettiva provocata dal Toxoplasma gondii, un protozoo parassita che può colpire animali e uomini. Questo protozoo può colpire mammiferi, volatili, rettili, ma solo nei gatti conclude il suo ciclo vitale. Ovviamente tutti gli altri animali sono degli ospiti intermedi che potrebbero fare da tramite per l’infezione, qualora entrassero in contatto con il gatto. La toxoplasmosi, se contratta nell’arco della vita, in condizioni di salute normali, ha un esito benigno, ma se contratta durante la gravidanza, o da un soggetto “fragile”, può comportare dei seri rischi. In caso di gravidanza, Il Toxoplasma gondii può raggiungere, attraverso la placenta, il feto e provocare danni a carico del sistema nervoso e degli occhi oppure determina parto pretermine o morte intrauterina.

Toxoplasmosi Gravidanza Screening

In caso di gravidanza accertata o cercata, è importante conoscere la propria situazione riguardo la toxoplasmosi e per farlo è sufficiente eseguire un esame del sangue, chiamato Toxo test, per valutare la presenza degli anticorpi specifici per la toxoplasmosi e conoscere il proprio stato immunitario nei confronti del parassita. Nel caso in cui la mamma avesse già sviluppato gli anticorpi, quindi vuol dire che è già entrata in contatto con il virus in passato, non si corrono rischi per il feto. In Italia, si stima che circa il 30-40% delle donne in età fertile abbia contratto la toxoplasmosi.

Toxoplasmosi come si contrae

Si rischia di contrarre la toxoplasmosi se si entra in contatto con i seguenti materiali infetti. Il rischio ovviamente non si limita solo al contatto, ma quello che, subito dopo il contatto, si possa portare, inavvertitamente, il materiale contaminato alla bocca. 

  • entrare in contatto con il suolo contaminato dalle feci del gatto
  • entrare in contatto diretto con le feci di gatto, magari durante la pulizia della lettiera
  •  ingestione di frutta e verdura crude o mal lavate, contaminate da oocisti.
  • ingestione di carne cruda o poco cotta (quelle più a rischio sono agnello, maiale e cacciagione). Anche se la carne non viene ingerita, ma solo maneggiata, si consiglia ugualmente di lavarsi bene le mani
  • ingestione di prosciutto crudo, salame o altri insaccati di maiale (soprattutto quelli di produzione artigianale) sono più frequentemente contaminati rispetto al manzo
  • anche il latte di alcuni mammiferi (in particolare, bovino e suino) può veicolare il parassita, anche se più rara

Se la futura mamma contrae la toxoplasmosi, questa può essere trasmessa per via transplacentare al feto.

Sintomi Toxoplasmosi in gravidanza

Nella donna in dolce attesa, l’infezione è spesso asintomatica o, al massimo, può provocare lievi sintomi come mal di testa e qualche linea di febbre. Il pericolo, in questi casi, infatti non è per la mamma, ma per il feto che potrebbe sviluppare danni a carico del sistema nervoso e degli occhi. La gravità dell’infezione fetale dipende dall’epoca della gestazione, il rischio è molto più alto se l’infezione viene contratta nel primo trimestre.

Toxoplasmosi Gatto in casa: cosa fare?

Sono ancora in molti a pensare che quando si aspetta un bambino bisogna allontanare il proprio gatto domestico, ma in realtà non è necessario. Se poi il gatto vive esclusivamente in casa, il rischio che possa contrarre e veicolare il parassita è molto raro. È però importante seguire alcune regole per evitare qualsiasi tipo di rischio:

  • dare al proprio gatto solo cibi cotti o in scatola,
  • evitare il contatto con le feci di gatto. Fate cambiare e pulire la lettiera d Aung altro membro della famiglia,
  • pulire la lettiera ogni giorno, se possibile subito dopo l’utilizzo del gatto, così da evitare lo sviluppo delle oocisti eventualmente presenti nelle feci,
  • evita i gatti randagi,
  • non accogliere nuovi gatti in casa proprio durante la gravidanza se non si conosce la provenienza.
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