Tumore al seno: saper riconoscere i sintomi e i fattori di rischio

Tumore al seno: saper riconoscere i sintomi e i fattori di rischio

Il tumore al seno è il tumore più diffuso tra le donne: la scelta più giusta è sempre recarsi nell’immediato da un dottore specialista appena avete il minimo sospetto, ma con questo articolo vogliamo esporvi quali sono i fattori di rischio e come riconoscere i sintomi.

Il carcinoma mammario (cancer breast), è una formazione di tessuto composto da cellule che crescono in modo anomalo in una ghiandola mammaria.
Tante le donne che vengono colpite da questa forma di carcinoma ogni anno, quindi con  uno dei tumori più comuni nel nostro Paese e all’estero: pensate ad esempio negli Stati Uniti esiste il National Cancer Institute, mentre in Italia ci sono tante associazioni che studiano come contrastarlo, ad esempio l’AIRC o la Fondazione Umberto Veronesi, ma le ricerche odierne hanno confermato quanto sia fondamentale la prevenzione, prima un tumore viene diagnosticato e più alte sono le possibilità di guarire.

La diagnosi precoce è fondamentale e decisiva ( nodulo al seno) quindi ma per fare ciò è necessario prendere in considerazione ogni piccolo cambiamento del nostro corpo e saper riconoscere per tempo i sintomi più comuni della malattia, i fattori di rischio e se avete anche il minimo sospetto, andare subito da uno specialista per un controllo e nel caso sottoporsi agli esami specifici: uno screening mammario completo o la mammografia.Quindi procedere con la terapia più adatta se gli esiti fossero positivi.

Una pratica che ogni donna dovrebbe effettuare regolarmente è l’autopalpazione.

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tumore al seno cause

Tumore al seno sintomi iniziali e fattori di rischio

Le cause del tumore alla mammella non sono ancora del tutto chiare, la ricerca prosegue e sta andando avanti su questo.

Comunque gli studi odierni hanno associato alla malattia e alla comparsa di noduli al seno,alcuni sintomi comuni a più pazienti o fattori di rischio, come:

  • l’età: nella maggior parte dei casi,  viene diagnosticato in donne sopra i 50 anni o in seguito alla prima gravidanza dopo i 30 anni.
    la familiarità: i ricercatori hanno dimostrato che quasi il 7% delle donne con tumore al seno ha più di un familiare stretto malato. Soprattutto per le pazienti giovani.
  • la predisposizione genetica: esiste un carico di geni chiamati oncosoppressori, BRCA-1 e BRCA-2, da cui dipende all’incirca la metà delle forme ereditarie di cancro del seno.
  • gli anticoncezionali: alcune ricerche hanno messo in luce come le pillole contraccettive possono aumentare la possibilità di sviluppare il tumore al seno a causa degli estrogeni. Però il rischio diminuisce quando una donna si è smesso da almeno 10 anni l’assunzione.
  • la fase del carcinoma duttale in situ: questa fase consiste in uno “stadio 0” del tumore, conosciuta anche come fase precancerosa, e colpisce le cellule dei dotti e aumenta il rischio di avere un cancro nello stesso seno.
    Nella maggior parte dei casi non si evolve verso un tumore ma regredisce spontaneamente e autonomamente.
  • sovrappeso e obesità:fare attività fisica ed evitare uno stile di vita sedentario è una buona pratica per abbassare i fattori di rischio.
  • fumo e alcol: due nemici che possono seriamente compromettere la nostra salute in generale
  • dieta povera di frutta e verdura

Il primo sintomo: il nodulo

La presenza di un nodulo mammario è uno dei sintomi più frequenti di questo cancro.

Potete scoprirne se ne avete uno praticando l’autopalpazione: vi comparirà un “noccioletto” duro, non fa male e spesso presenta bordi irregolari, ma può anche essere soffice e rotondeggiante.

Ecco perché ogni nodulo che individuiamo va tenuto sotto controllo da un medico esperto nella diagnosi delle malattie della mammella.

Fare attenzione alle secrezioni

Sempre che non si tratti di latte materno, ogni tipo di secrezione dei capezzoli potrebbe essere un segnale di cancro al seno.

Fai analizzare la secrezione per appurarne la natura. Qualora fosse di colore chiaro, ci sono ottime possibilità che si tratti per lo più di un tumore benigno.
Se invece vi fosse presente del sangue, è meglio farsi controllare immediatamente.

Altri sintomi:

  •  gonfiore
  • retrazione del capezzolo

In diversi casi di tumore al seno ha portato gonfiore in tutta o solo in alcune parti della zona coinvolta.

Ogni genere di alterazione della forma del seno, che non sono noduli, potrebbe essere il segnale di un tumore.
Attenzione in particolare ai rigonfiamenti della zona dei capezzoli e quella che circonda il seno, fino alle ascelle.

Infatti, il cancro al seno, nelle fasi più avanzate, può portare anche al coinvolgimento dei linfonodi vicini.

Altri due sintomi a cui prestare attenzione possono essere quello della retrazione del capezzolo e l’irritazione del seno.

  • Retrazione del capezzolo: il capezzolo che sembra stranamente ripiegarsi su se stesso
  • Irritazione del seno: la zona della mammella apparirà irritata. È vero che se il seno appare irritato, le cause potrebbero essere altre: quando la pelle del seno vi pare abbia l’effetto a buccia d’arancia, qualche altra imperfezione, arrossamenti e macchie fino a increspature, rivolgetevi subito al medico.

Tumore al seno Diagnosi, Cura e Trattamenti

La prevenzione e una diagnosi precoce sono sinonimi di forte aumento di possibilità di guarigione dal tumore: le analisi che andrebbero svolte periodicamente dalle donne più a rischio – e non solo loro- sono:

  • le visite senologiche,
  • lo screening completo del seno,
  • mammografia,
  • ecografia mammaria
  • risonanza magnetica, soprattutto in presenza di mammelle molto dense o a lesioni difficili da classificare.

Il trattamento per contrastare il cancro alla mammella dipende dalla fase della malattia e prevede terapie come la radioterapia, effettuata in vari casi sia prima che dopo l’ asportazione, la chemioterapia, utile soprattutto nelle prime fasi di formazione del tessuto delle cellule tumorali, e la nuova terapia ormonale sostitutiva.

Tuttavia, la maggior parte delle donne con un tumore del seno, subisce un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati. Esiste sia la chirurgia conservativa, salvando il seno ma eliminando la parte toccata dalla lesione, in altri, invece, bisognerà effettuare la mastectomia che prevede un’esportazione più ampia del seno.

 

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