12 doni di felicità: intervista esclusiva a Luisa Tuzza

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La strada verso la propria felicità è fatta di piccoli gesti quotidiani, di piccoli momenti, di azioni apparentemente insignificanti. Ma se potessimo scattarci una fotografia oggi, e una fra un anno, continuando per questi 365 giorni su questa strada, scopriremmo quanto siamo cambiate e quanto ne abbiamo guadagnato.

La verità è che se desideriamo iniziare qualcosa, occorre farlo adesso, senza rimandare a una ipotetica data perfetta. La nostra vita è adesso, non domani, né ieri, ed ORA è sempre il momento perfetto.

Per questo motivo Luisa Tuzza ha deciso di regalarci 12 pillole di felicità. Qui sotto troverete l’intervista a Luisa e i suoi video che invitano a godere di qualcosa che da tempo sta aspettando nei cassetti o nei ripostigli.

12 doni di felicità: l’intervista a Luisa Tuzza

Luisa Tuzza è una Happiness Catalyst, ovvero aiuta le persone e le organizzazioni a raggiungere la felicità attraverso l’espressione del proprio talento e della propria unicità. Ciò significa che il suo scopo è aiutare le persone a essere la migliore versione di se stesse e di vivere a pieno il loro potenziale.

Cosa è per te la felicità?
Esistono tanti modi di intendere la felicità, e probabilmente tante definizioni quante sono le persone che ne parlano. E la cosa particolare è che ogni definizione è corretta, non ce n’è una sbagliata.

Per quanto mi riguarda, la felicità non è qualcosa che arriva da un avvenimento esterno, da qualcosa che mi provoca eccitazione, allegria o contentezza ma da uno stato di profonda comunione con me stessa, dove permetto a Chi sono di manifestarsi ed esprimersi pienamente.

Amo molto anche la definizione di felicità di Isabel Allende, la mia autrice preferita, che la descrive come “silenziosa, tranquilla e dolce, uno stato intimo di soddisfazione che inizia dal voler bene a sé stessi”

Perché hai creato i 12 doni di felicità?
Quando ho scelto la libera professione, dopo oltre 20 da manager in una multinazionale, ho deciso di porre al centro del mio lavoro la felicità, perché so per esperienza personale, quanto un ambiente di lavoro positivo funzioni bene, sia in termini di risultati per l’azienda che in termini di equilibrio personale e professionale di chi ci lavora, e al contrario, quanto malessere porti, su tutti i fronti, un ambiente negativo.

Dall’altra parte so altrettanto bene quanto il benessere personale è fondamentale nella nostra vita, perché l’ho perso per un periodo, e rimboccarmi le maniche per recuperarlo è stata la scelta migliore che abbia mai fatto. Ho scelto quindi di aiutare le persone e le organizzazioni a trovare questo benessere definendomi Happiness Catalyst, perché in chimica il catalizzatore è quell’elemento che innesca o accelera una reazione, ed io voglio essere colei che innesca o accelera cambiamenti positivi nelle persone.

Nel mese di marzo, a pochissimi giorni dall’inizio del lockdown, quando sentivo intorno a me crescere l’ansia e la paura per quello che stava succedendo, mi sono detta che, visto il mio lavoro, non potevo starmene a guardare, e così è nato il Luisa’s Happiness Café, una live quotidiana in un gruppo Facebook dedicato, dove con piccoli esercizi, ispirazioni, strumenti, aiutavo le persone ad affrontare quelle giornate difficili. E questa esperienza continua ancora oggi, una volta a settimana.

Dai messaggi che mi arrivano dai partecipanti al Café e dalle sessioni di coaching, nelle quali negli ultimi mesi ho lavorato tantissimo soprattutto con le donne, per aiutarle a trovare un nuovo equilibrio, è arrivata l’ispirazione per i 12 Doni di Felicità. Riprendendo la tradizione nord europea, secondo la quale le 12 notti che vanno da Natale all’Epifania sono il compendio dell’anno che arriva e che esprimere delle intenzioni in quei giorni è un po’ come piantare dei semi per i mesi successivi, ho deciso di regalare alcune pratiche ed ispirazioni per chiudere il 2020 con un po’ di leggerezza, e soprattutto iniziare il 2021 seminando felicità.

Ci si può allenare alla felicità?
Si può, e si deve!

Da quasi 3 milioni di anni, ogni essere umano viene al mondo con in dotazione il software della sopravvivenza. Questo programma ancestrale ci ha aiutato nei tempi passati. Tuttavia oggi non solo è meno utile, ma anche dannoso, perché continua a spingere il cervello a rintracciare in tutto ciò che vede una potenziale minaccia alla vita, cioè a trovare sempre qualcosa che non va. Il nostro sistema è quindi programmato per riconoscere e sovradimensionare gli stimoli negativi ed ignorare quelli positivi. Felicità e soddisfazione non sono in cima agli interessi del nostro cervello: stati emotivi piacevoli, come la contentezza, potevano risultare pericolosi quando era in gioco la lotta per la sopravvivenza.

Questo meccanismo ha consentito alla nostra specie di sopravvivere, ma non di essere felice. Ma ora abbiamo raggiunto uno stato di evoluzione e di consapevolezza che ci permette di poter scegliere. E la scelta è vogliamo SOPRAVVIVERE o vogliamo VIVERE?

La buona notizia è che possiamo intervenire sul meccanismo: la scienza ha dimostrato che è possibile riprogrammare il cervello attraverso ripetizioni proattive e soprattutto quotidiane. Possiamo allora “installare” un nuovo programma coltivando le abitudini positive, facendo comunque attenzione a non negare mai il nostro stato d’animo e ciò che proviamo. In questo senso è quindi possibile allenare la felicità, allenare cioè la capacità di riconoscere e dare il giusto peso agli stimoli positivi. Il passo successivo è imparare a viverli pienamente, senza timore o sensi di colpa, e su questo noi donne e ancora di più come mamme, facciamo più fatica.

Un esercizio quotidiano per il benessere psico-fisico?
Nei 12 Doni di Felicità ne propongo 12, e ognuno può trovare quello più adatto a sé. Il mio preferito è “Le 3 cose belle” perché è tanto semplice quanto potente. Ogni giorno, preferibilmente alla sera, prima di addormentarci, prendiamoci 3 minuti per segnare su bel quaderno, che terremo sul comodino, 3 cose belle che ci sono successe nella giornata per le quali siamo grate. E quando le abbiamo scritte, prendiamoci qualche istante per rivivere le emozioni positive che abbiamo provato e fissiamole nella nostra memoria.

E quando abbiamo trascorso una brutta giornata, non trascuriamo di cercare le 3 cose belle, anche piccole, che abbiamo vissuto. È proprio in quei momenti che è ancora più importante fare questa piccola pratica.

Questo esercizio ci allena su due elementi fondamentali per la nostra felicità, da una parte a di riconoscere e dare il giusto peso alle cose positive che ci accadono, che diversamente dimentichiamo facilmente, dall’altra a sviluppare la gratitudine: una capacità emotiva che ci aiuta a migliorare il nostro livello di benessere generale.

12 doni di felicità: sorriso

L’augurio è che nasca davvero in tutti noi una nuova luce che ci aiuti a brillare per ciò che siamo e a portare luce intorno a noi.

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