Acidi biliari alti in gravidanza conseguenze, cause e fattori di rischio

Acidi biliari alti in gravidanza

La colestasi gravidica solitamente si manifesta nel terzo trimestre di gestazione, ma è una patologia piuttosto rara (colpisce solo l’1% delle donne incinte). Si tratta di una malattia che colpisce il fegato e che se non curata può provocare danni seri al feto. Quali sono degli acidi biliari alti in gravidanza? Come si riconosce e cura la colestasi? Scopriamolo insieme.

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Colestasi gravidica sintomi

Questa malattia comporta un aumento del livello di acidi biliari in gravidanza. Non è particolarmente diffusa, e ci sono notevole differenze tra una nazione e l’altra. Ad esempio le donne scandinave e cilene risultano più propense allo sviluppo di questa patologia rara. Come si manifesta? Il sintomo più facilmente riconoscibile è un forte prurito che generalmente colpisce le piante dei piedi e delle mani per poi divenire prurito generalizzato a tutto il corpo. Altri sintomi osservabili sono: urine ipercromiche (scure), ittero lieve (la parte bianca degli occhi e la pelle diventa giallastro), feci chiare (di colore grigio). Inoltre non sono rari vomito e nausea e inappetenza. Il prurito si manifesta durante la notte rendendo impossibile il sonno. In presenza del prurito si procede alle analisi del sangue, come il dosaggio degli acidi biliari, della bilirubina e delle transaminasi, per vedere la concentrazione di bile nel fegato. Il prurito da colestasi non va confuso con il prurito generico da gravidanza che invece è normale e riguarda addome, cosce e fianchi, ovvero le zone soggette a ritenzione idrica e aumento di volume.

Acidi biliari alti in gravidanza conseguenze

Colestasi intraepatica cause

La colestasi gravidica (detta anche intraepatica) può avere diverse cause. Sono coinvolti diversi fattori:

  • genetici: se una madre o una sorella ha già sofferto di questo disturbo, aumentano le probabilità di averlo
  • ambientali: una carenza di selenio può provocare questa problematica, ma anche le variazioni ambientali hanno un ruolo decisivo. In inverno si verificano i casi più gravi. Anche la dieta può influire enormemente.
  • ormonali: sembra la colestasi sia legata agli estrogeni, progesterone e altri steroidi, che vengono prodotti in quantità elevate in gravidanza provocando un accumulo di bile a livello epatico

Acidi biliari alti in gravidanza conseguenze

Un’elevato tasso di acidi nel fegato in gravidanza provoca un’irritazione dei nervi periferici che a sua volta provoca una sensazione di prurito spesso di intensità insopportabile. Il prurito non è dovuto alla liberazione di istamina: gli antistaminici non funzionano. C’è da dire che la colestasi gravidica non è rischiosa per la mamma, anche se può esserci un alto rischio di emorragia post partum. Questo problema può essere evitato con l’assorbimento di vitamina K nelle ultime 5 settimane di gestazione. Se non curata però la colestasi gravidica può portare alla morte del feto, o alla morte alla nascita o a disturbi di tipo respiratorio o a un’anormalità del ritmo cardiaco fetale. La terapia prevede l’assunzione per via orale dell’acido ursodesossicolico. 

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