Balckjack: perché il gioco del balckjack è così tanto popolare e mantiene la sua fama negli anni?

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Il mondo del gambling è incredibilmente vasto. Basta pensare al quantitativo impressionante di slot machine create ogni mese, alla crescente richiesta di giochi che arriva dai giocatori online e dai quelli dei casinò fisici.

Eppure, in tutta questa abbondanza di possibilità e di alternative, ci sono giochi che mantengono la loro fama e la portano avanti da anni (addirittura decenni!). Il gioco del blackjack è sicuramente tra questi fortunati, in grado di incantare anche i giocatori meno esperti e meno appassionati.

Tantissime sono le star colpite dal blackjack e dalla sua costruzione complessa, che hanno poi deciso di tentare la fortuna e iniziare una partita dopo l’altra. Allo stesso tempo, tantissimi sono i giocatori comuni che ogni giorno si collegano online – e nei casinò fisici – per iniziare la propria partita a blackjack.

Oggi, proviamo a scoprire insieme perché il gioco è così popolare e qual è la sua storia, come ha fatto a mantenere alto il livello di coinvolgimento nonostante l’aumentare degli anni e delle alternative disponibili.

Lo scopo del gioco

Ma qual è lo scopo del gioco?

Nel blackjack “fisico”, così come nel blackjack online, l’obiettivo finale dei giocatori è quello di battere il “dealer”, colui che affida le carte e che all’inizio del turno riceve due carte diverse – una girata ed una scoperta.

Per batterlo, i giocatori devono avere una mano con un punteggio più alto di quello del dealer, ma senza superare il numero 21. Solo nel caso in cui il valore della mano del dealer risultasse superiore a 21, i singoli giocatori possono vincere con un punteggio più basso di 22.

Esistono poi specifiche varianti del gioco – quella di cui abbiamo appena parlato è la variante di Atlantic City – dove cambiano i numeri associati ai vari punteggi.

In ogni caso, durante ciascuna partita i giocatori hanno la possibilità di scegliere tra due mosse diverse dopo la consegna delle due carte iniziali: chiedere una nuova carta (Hit), oppure decidere di stare (Stand).

Il blackjack appartiene, come abbiamo visto, alla categoria dei giochi più apprezzati in assoluto. Esiste da tantissimi anni, ed ha ottenuto riscontri positivi da parte della maggior parte dei giocatori. Le sue regole semplici e meccanismi facili da comprendere, hanno reso il blackjack un gioco adatto a tutti, dagli esperti fino ai giovani principianti.

Quando è nato il Blackjack?

Ma torniamo un attimo indietro, cerchiamo di capire insieme quando è nato il blackjack e chi per primo ha avuto l’idea della sua creazione.

Ci sono diverse teorie sulla nascita del blackjack, ma la più probabile è quella che fa risalire il gioco all’Europa del XVII secolo, quando i nobili francesi si sedevano nei propri salotti per giocare a “vingt-et-un” (in italiano “ventuno”).

Le varianti del gioco, con regole simili e caratteristiche comuni, erano presenti anche nel resto del mondo. In Spagna abbiamo la testimonianza dello scrittore Miguel de Cervantes, che scrisse una storia su un suo amico che conosceva bene il gioco del “veintiuna”. In Italia esisteva il “sette e mezzo”, un altro gioco estremamente simile al blackjack.

Tutti i giochi avevano una caratteristica comune: se il giocatore raggiungeva un punteggio superiore ai 21 punti, perdeva. Vinceva il giocatore che otteneva il punteggio maggiore e non superava i 21 punti.

Bastarono pochi anni per trasportare il blackjack anche fuori dall’Europa. Nel 1931, una città del Nevada distrutta dalle sorti della Grande Depressione portò alla rapida diffusione del gioco e alla sua futura legalizzazione.

Il nome scelto, appunto “blackjack”, deriva da una regola che permetteva ai giocatori di decuplicare la loro puntata se le prime due carte che entravano erano un asso e un jack di picche.

Perché si contano le carte?

Nonostante gli enormi passi avanti fatti dalla tecnologia, il blackjack è uno dei pochi giochi rimasti in cui i giocatori ancora “contano le carte”. La base matematica che si nasconde dietro questo appassionante gioco è uno dei principali elementi attrattivi, che ancora oggi spinge le persone a tentare la fortuna.

Anche in questo caso, esiste una storia che spiega l’introduzione di questo elemento di conteggio, e che dimostra la fama e la crescita del blackjack in tutto il mondo.

La storia riguarda Edward Thorpe, un giovane matematico degli anni ’60 che utilizzò un computer primitivo per analizzare le distribuzioni tipiche delle mani di blackjack. Thorpe riuscì a sviluppare un metodo – oggi chiamato “strategia di base del blackjack” – conosciuto praticamente ovunque.

É stato proprio lui il primo ad introdurre l’idea del “conteggio delle carte del blackjack”, che poteva essere utilizzato per tenere traccia di quali carte erano già uscite e scegliere di conseguenza come comportarsi con le proprie puntate.

Negli anni ’80 e ’90, un ulteriore passo avanti portò alla costruzione del Massachusetts Institute of Technology Blackjack Team. Un gruppo di giovani studenti scelse di mettere in pratica la strategia di Thorpe, aggiungendo anche nuove teorie.

Ci riuscirono così bene che le loro azioni vennero viste come una violazione delle regole del blackjack da parte della maggior parte dei casinò. Addirittura, i casinò furono costretti a cambiare leggermente le regole per evitare che nuovi giocatori approfittassero delle strategie individuate, cercando di proteggerlo il più possibile.

Conclusioni

Quello che abbiamo scoperto sul blackjack ci aiuta a capire effettivamente perché rientra tra i giochi più amati e conosciuti del panorama italiano – e non solo.

Un gioco divertente, impegnativo e mai banale, che sa come tenerti incollato allo schermo e come spingerti ad iniziare una partita dopo l’altra. L’adrenalina del gioco si unisce al divertimento, portandoti a continuare a giocare un passo dopo l’altro.

 

 

 

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