domenica, Gennaio 29, 2023
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Perché proteggere la pelle dal sole anche d’inverno

La pelle è un organo molto importante del nostro corpo, che ci protegge da agenti esterni come il sole, il vento e il freddo. Tuttavia, spesso ci dimentichiamo di prendercene cura adeguatamente, soprattutto durante i mesi invernali.

Molte persone pensano erroneamente che durante l’inverno non ci sia bisogno di proteggere la pelle dal sole. In effetti le giornate sono più corte e il sole è meno intenso. Tuttavia, è importante sapere che anche durante l’inverno i raggi ultravioletti (UV) del sole possono ancora penetrare nuvole e nebbia e causare danni alla pelle. Inoltre, la neve e il ghiaccio riflettono i raggi UV, aumentando l’esposizione della pelle.

Ma quali sono i principali danni e inestetismi della pelle causati dal sole?

Problemi alla pelle causati dal sole

L’esposizione al sole è importante per la salute, poiché ci permette di sintetizzare la vitamina D, essenziale per la salute delle ossa e del sistema immunitario. Tuttavia, l’eccessiva esposizione al sole può causare danni alla pelle, alcuni dei quali possono essere irreversibili.

Eritemi solari

L’eritema solare implica la comparsa di macchie rosse sulla pelle. Si tratta del primo segnale di danno alla pelle causato dall’esposizione al sole e può essere accompagnato da prurito, dolore e sensazione di calore.

L’eritema solare è un segnale che la pelle sta cercando di difendersi dai raggi UV e può essere trattato con creme e oli lenitivi specifici.

Bruciature solari

Le bruciature solari sono degli inconvenienti molto fastidiosi legati a un’esposizione al sole non protetta. Possono causare dolore, arrossamento e vesciche, a volte accompagnati da febbre e malessere generale.

Potrebbero sembrare dei danni passeggeri ma non vanno assolutamente sottovalutate. Le bruciature solari sono infatti particolarmente pericolose per i bambini e per le persone con pelle chiara, poiché aumentano il rischio di cancro della pelle in futuro.

Macchie solari

Le macchie solari sono macchie scure sulla pelle causate dalla ripetuta esposizione al sole, che a lungo andare causa un’alterazione dei processi di sintesi della melanina. Possono comparire su qualsiasi parte del corpo, ma sono più comuni sul viso, sulle mani, sul décolleté e sulle spalle, ossia le zone di maggiore esposizione.

Fotoinvecchiamento

Il fotoinvecchiamento è uno stato di invecchiamento cutaneo precoce causato dai danni provocati dai raggi ultravioletti, come l’assottigliamento della pelle e la perdita di tonicità ed elasticità. Questi danni determinano la comparsa precoce di rughe profonde e altri segni di invecchiamento.

Danni al DNA

Infine, l’eccessiva esposizione al sole può danneggiare il DNA delle cellule, aumentando il rischio di cancro della pelle, una delle complicazioni più gravi legate all’esposizione eccessiva al sole.

Consigli utili tutto l’anno

Per proteggere la pelle dai raggi UV del sole è importante utilizzare una crema solare con un fattore di protezione adeguato, non solo al mare, ma anche in montagna. Si consiglia in genere di utilizzare una crema solare con un fattore di protezione di almeno 30 e di applicarla almeno 30 minuti prima di uscire all’aperto e di ripetere l’applicazione ogni 2 ore.

Oltre ad utilizzare una crema solare, ci sono altri modi per proteggere la pelle dal sole. Ad esempio, è importante indossare abbigliamento protettivo come cappelli, occhiali da sole e maglie a maniche lunghe. È altresì importante evitare di esporsi al sole nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 10 del mattino alle 4 del pomeriggio.

Inoltre è sempre importante curare la pelle ogni giorno utilizzando una crema idratante per mantenere la pelle morbida e protetta dagli agenti atmosferici. Infine, è importante evitare di fare docce troppo calde e di utilizzare saponi troppo aggressivi, dato che possono seccare la pelle e indebolirla.

Indovinelli matematici per bambini, i migliori con tutte le soluzioni, ecco quali sono

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La matematica può essere un argomento complesso, ma con l’aiuto giusto tutti i suoi segreti possono essere svelati. È importante incoraggiare la curiosità dei bambini e motivarli attraverso attività divertenti. Giocare non significa non imparare, anzi aiuterà ad apprendere in modo piacevole e li aiuterà nel ragionamento. La matematica non è sempre vista come qualcosa di divertente, ma lo può diventare se si scelgono gli indovinelli matematici giusti. Per intrattenere i bambini con un’attività educativa e allo stesso tempo divertente, ecco alcune idee sugli enigmi matematici da provare assieme a loro. 

Frasi che fanno riflettere, le migliori da insegnare ai bambini, ecco quali sono

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I bambini sono il nostro futuro, ed è importante trasmettere loro i valori che li aiuteranno a diventare degli adulti responsabili. Non dobbiamo sottovalutare la loro capacità di comprendere le cose: hanno molto più potenziale di quanto pensiamo. I bambini sono come spugne, assorbono tutto ciò che li circonda. Per questo motivo è importante parlare con loro anche su argomenti più profondi e complessi come la vita, l’amore, il tempo e l’amicizia. Discutendo su queste tematiche si forniscono ai bambini dei punti di partenza per riflettere ed esplorare ulteriormente. Dunque, se state cercando delle frasi che fanno riflettere adatte anche ai più piccoli, ecco di seguito alcuni esempi utili.

Frasi di incoraggiamento, le migliori per bambini, ecco quali sono

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I bambini sono come una pagina vuota su cui scrivere il futuro. Un bambino che sente di essere amato e sostenuto diventerà un adulto forte ed equilibrato. Quindi, anche quando la giornata è dura, ricordatevi sempre di dire qualcosa di positivo ai vostri figli. Le giornate possono non essere semplici e il miglior modo per alleggerirle è proprio quello di pronunciare delle sentite parole di conforto che vengono dal cuore, proprio per far capire al bambino che qualsiasi cosa accada, può e deve essere affrontata insieme. Un bambino che ha fiducia in se stesso e nelle sue capacità diventerà un adulto consapevole, pronto ad affrontare le sfide della vita con coraggio e determinazione. Tutto questo ha inizio nella famiglia, all’interno delle mura domestiche. Dare l’esempio utilizzando costantemente frasi di conforto pensate per incoraggiare i bambini è ciò che serve per ottenere dei risultati. Saranno proprio le frasi incoraggianti utilizzate e trasmesse ai più piccoli quelle che possono fare la differenza tra successo e insuccesso. In questo articolo troverete le più belle frasi di incoraggiamento per far capire ai vostri figli che devono avere fiducia in loro stessi.

Frasi filosofiche, le 10 più belle da insegnare ai bambini, ecco quali sono

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Ci sono moltissime frasi e citazioni filosofiche adatte per i bambini. Un modo semplice e originale per insegnare anche ai più piccoli le più famose frasi di filosofi famosi che possono essere utili per trasmettere importanti valori come saggezza, consolazione o per dedicare qualcosa di speciale alle persone care. Dai pensieri di Maria Montessori, una famosa pedagogista e laureata in medicina, a quelli di Paulo Coelho, scrittore, poeta e blogger brasiliano; c’è un gran numero di frasi filosofiche sulla vita che i bambini dovrebbero imparare. Quindi, se state cercando delle citazioni semplici ma profonde, ecco le 10 frasi filosofiche più belle da insegnare ai bambini e che vale la pena spiegare per farne comprendere meglio il significato. Ciò permetterà ai bambini di interiorizzare il significato della citazione e di condividerlo con gli altri.

Come educare i bambini

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Diventare genitori è un crocevia fondamentale nella vita di un individuo. L’arrivo di un bambino è sempre un evento sconvolgente in una coppia che cambia radicalmente ritmi e abitudini. Anche perché, appena nati, i bimbi non hanno dei veri e propri orari ma rispondono solo ed esclusivamente ai loro bisogni ai quali tocca proprio ai genitori provvedere. Certo, l’aiuto di nonni, zii e parenti vari può essere di enorme sollievo: tutti hanno un ricettario con consigli pronti da dare all’interno dei quali poi i genitori dovranno essere bravi a muoversi, scartando quelli che ritengono non soddisfacenti ai loro bisogni e prendendo invece quelli buoni. In un mondo fatto di regole, ad esempio, è sempre stato detto che è necessario abituarli fin da piccolissimi a rispettarle con divieti, limiti ed orari da rispettare. In realtà questi aspetti prenderanno la loro piega nel tempo, andando a coincidere nelle ore dei pasti e in quelle del sonno con il resto della famiglia. Anche la scuola eserciterà il suo ruolo per consentire loro di prendere il giusto ritmo, svegliandosi ad una certa ora del mattino per andare a dormire poi un po’ più presto alla sera. Insomma, non stressiamoci più del dovuto che talvolta la natura e la quotidianità ci vengono in soccorso.

Come educare i bambini di 1 anno?

Ci sono degli aspetti comuni, che legano praticamente ogni bambino di 1 anno. Ma poi c’è il carattere che, come sappiamo, è diverso in ognuno di noi. Quindi il punto di partenza fondamentale è conoscere il proprio bimbo per capire come trattarlo e come fargli capire al meglio le cose. Stiamo parlando di creaturine davvero piccole, non ancora in grado di apprendere delle vere e proprie regole. Non dobbiamo quindi crearci eccessive aspettative su quello che loro sono in grado di fare e soprattutto recepire. Si può provare, comunque, ad iniziare a spiegare il rapporto causa/effetto spiegando quando i comportamenti sono buoni, premiandoli, e quando invece non lo sono. Chiaramente anche le “punizioni” devono essere bonarie e commisurate alla tenerissima età. Tenendo conto che il loro comportamento è dettato esclusivamente dalle loro esigenze, non potendo in alcun modo comprendere quelle altrui. Anche la coerenza nei nostri comportamenti nei loro confronti deve essere regolare in maniera tale che, se non subito, nel tempo possa arrivare il messaggio che da determinate azioni derivano tali conseguenze. Più che sulle punizioni, quindi è l’esempio e la reiterazione a dare i suoi frutti. Anche l’interazione con gli altri è importante per mantenerlo aperto e fargli acquistare maggiore sicurezza, anche in assenza dei genitori.

Come educare i bambini di 2 anni?

Un tempo il metodo repressivo era certamente quello che andava per la maggiore nell’educazione dei piccoli. Oggi le cose vanno in modo assai diverso, per finire in un atteggiamento che può essere talvolta anche troppo permissivo. Come in tutte le cose la verità sta nel mezzo. I genitori in qualche caso sono presi dall’esasperata smania di conquistare i propri piccoli, evitando qualsiasi sentimento negativo possa generarsi in loro. Ma non bisogna mai perdere di vista il compito da assolvere che è quello di educare. Impensabile sottoporli ad un numero eccessivo di regole: meglio poche ma chiare in modo tale che siano in grado di seguirle e comprenderle fino in fondo. Il minimo comun denominatore, da perseguire fino in fondo in ogni caso, è sempre la coerenza alla quale anche i bambini sono particolarmente attenti. La loro vita, a soli due anni, ruota interamente attorno al gioco. Non vanno ancora a scuola, a meno che non si tratta di nidi privati, e pertanto tutto è in mano alla famiglia. Se si vuole far in modo che capiscano e rispettino determinate regole – orario della nanna, tempo massimo da dedicare alla TV e ai cartoni, quando fare la pappa – bisogna evitare le eccezioni anche quando magari non si ha molta voglia di controbattere di fronte alle loro resistenze. Nella coppia c’è sempre chi è più esigente e chi invece più buono: va trovato un equilibrio nell’interesse del bambino così che sappia che non c’è distinzione tra l’uno e l’altro. E che le regole vanno rispettate a prescindere.

Ci sono libri su come educare i bambini?

Ci sono numerosi trattati di pedagogia utili per educare i propri figli. La letteratura è davvero piena di libri che possono in qualche caso anche essere effettivamente utili. A tal proposito, più che letture per noi (comunque sempre valide), bisogna educare loro a leggere avvicinandoli ai libri già dalla tenera età. Vero è che siamo nell’era della tecnologia e tutto è drasticamente switchato verso smartphone e tablet, ma l’abitudine della vecchia e cara favoletta da leggere alla sera non deve assolutamente morire. Questa è un’esperienza importante per lo sviluppo cognitivo. Che servirà anche più avanti, con l’inizio della scuola ed anche oltre. Da questo punto di vista ci sono tantissimi libri da consigliare a seconda dell’età del bambino. Parallelamente si può anche optare per testi che consentono di imparare l’inglese giocando. La capacità di apprendimento dei bambini potrebbe stupirvi.

Come educare i bambini senza urlare?

Urlare e punire fisicamente i bambini non solo non serve ma è anche controproducente. Le conseguenze di un comportamento del genere, perseguito nel tempo, possono provocare anche disturbi nei bambini che possono sfociare in uno stato di insicurezza o anche indurre in stati depressivi o antisociali. Per educare serve semplicemente, che tanto semplice poi non è, un preciso modello da seguire dove è l’organizzazione a precedere nettamente l’aspetto emotivo. Nulla deve essere lasciato al caso.

Come educare i bambini a mangiare?

Il pasto è quasi come una guerra per molte famiglie che devono combattere ogni giorno con i propri figli per farli mangiare. Frutta e verdura per tanti bimbi sono bannati e non accettano di sperimentare alimenti nuovi, preferendo l’usato sicuro. Bisogna quindi stimolarli ad assaggiare cibi nuovi, senza alcuna paura. Anzitutto al momento in cui si è in tavola, preferibilmente tutti insieme contemporaneamente, la TV va tenuta spenta per evitare distrazioni e concentrarsi maggiormente sull’obiettivo che è nutrirsi. I bambini tendono poi ad imitare molto noi adulti, ecco perché nel piatto dovrebbero esserci per tutti le stesse e identiche cose. Ad ogni modo non bisogna mai forzare i bambini a finire quello che c’è nel loro piatto: la loro fame è diversa dalla nostra e l’imposizione può metterli a disagio peggiorando il loro feeling col cibo. Coinvolgerli di più nella preparazione e rielaborando dei piatti che loro solitamente preferiscono evitare si possono abbattere numerosi tabù.

Parole con gni, ecco i migliori esercizi per la scuola primaria

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La lingua italiana è piena di regole da seguire. In questo articolo esamineremo quelle legate al gruppo gn. Il gruppo gn viene utilizzato quando a esso succede una vocale. Da qui nascono le numerose parole contenenti gni, ma anche le parole con gna, le parole con gne, le parole con gno e le parole con gnu italiane. Di seguito, alcune regole da conoscere, prima di focalizzarci su alcune delle parole con gni.

Nomi collettivi: quali sono, come individuarli, i migliori esercizi

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Quante volte, nella vita di tutti i giorni, usiamo nomi collettivi per riferirci a un insieme di persone, cose o animali, senza rendercene conto. Con il termine nomi collettivi si fa riferimento a tutti quei nomi che seppur declinati al singolare indicano una collettività. Questi nomi si dividono in: nomi collettivi di animali, nomi collettivi di persona, nomi collettivi di cose. E sono composti dai nomi individuali. Vediamo insieme come individuarli e come esercitarsi nel riconoscerli.

Regali di compleanno per un bambino creativo: 5 idee 

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Quante volte ci capita di essere invitati ad un compleanno dell’amichetto di scuola di nostra figlia, il bambino della classe più creativo, e non sapere cosa regalare? Ecco, questo è un problema che accomuna gran parte dei genitori dall’età della materna fino alle scuole elementari.

I bambini creativi li riconosci subito, stimolano la loro creatività sin dal primo anno di vita e amano curiosare prima di riuscire a camminare. Dal primo al settimo anno, infatti, ogni bambino attraversa delle tappe fondamentali per il loro sviluppo psico-fisico, sperimentando il movimento nello spazio, la coordinazione, la fantasia, la creatività e tanto altro.

Decidere cosa regalare ad un bambino creativo può essere quindi un problema quando non si conoscono a pieno le sue preferenze. Sul mercato ci sono tante offerte differenti, dai numerosi colori e matite Fila di ogni forma e tipologia, fino ai prodotti per modellare, creare arte o truccare.

5 idee per un regalo adatto ai bambini creativi

Iniziamo sin da subito affermando che un bambino creativo è in grado di realizzare un nuovo gioco partendo da un semplice foglio di carta bianco e dei normali colori a matita. Non servono quindi budget esagerati per acquistare regali costosi e complessi da utilizzare per un bambino.

Ecco quindi 5 idee da poter realizzare come regalo di compleanno ad un bambino o una bambina che ama stimolare la propria creatività:

1.    Kit realizza storie

Per i bambini che amano inventare personaggi e creare storie è possibile realizzare, ad esempio, un vero e proprio kit home made con colori, materiali per la realizzazione delle ambientazioni e dei personaggi, scotch e tutto il necessario per creare una storia completa.

2.    Pasta modellabile

Sul mercato ce ne sono di ogni colore e quantità, basta trovare il prodotto più adatto per i bambini e il gioco è fatto. La pasta modellabile per bambini è un regalo particolarmente adatto ai bimbi di un’età intorno ai 5-6 anni, che hanno già sviluppato molte competenze motorie e cognitive, in modo che possano trascorrere il loro tempo giocando con la creatività e in totale sicurezza.

3.   Set per la pittura lavabile

Il regalo perfetto per i bambini creativi ma anche per i genitori che dopo la sessione di gioco devono pulire i loro figli e la casa. Ci sono numerose pitture lavabili realizzate appositamente per bambini dai 18 mesi in su, totalmente sicuri ma pur sempre utilizzabili sotto la supervisione di un adulto.

4.   Lavagna interattiva

Con il passare degli anni la lavagna interattiva ha subito notevoli cambiamenti ma continua ad essere uno dei giochi preferiti dei bambini che amano fantasticare e anche dei genitori che non desiderano gessetti o colori spezzati sparsi in tutta casa.

5.    Trucchi per bambini

Anche questo regalo è perfetto per i bambini che amano sviluppare la loro fantasia e vedersi in una nuova veste, sviluppando al tempo stesso delle competenze con il disegno manuale e l’utilizzo di trucchi. Si tratta di un regalo adatto ai bambini dai 5 anni in su ed è importante scegliere dei prodotti realizzati con materie prime non inquinanti o che possano danneggiare la pelle dei bambini.

Perché è importante sviluppare la creatività dei bambini

Secondo psicologi ed esperti dell’infanzia, aiutare i bambini a stimolare la creatività è importantissimo per poter dare loro maggiori strumenti per affrontare il loro futuro, lontani dai soliti schemi imposti dalla società.

La creatività, dunque, permette ai bambini di creare una propria identità, di adottare metodi problem solving e di rimediare agli errori con altri metodi. Si tratta di un elemento fondamentale per lo sviluppo cognitivo e per il raggiungimento di una propria consapevolezza: è sempre possibile trovare una soluzione con la creatività, è sempre possibile evolversi, resistere di fonte agli errori o alle incertezze.

 

Frazioni equivalenti: spiegazioni, esempi, esercizi

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La matematica è spesso considerata un argomento difficile, ma con gli strumenti giusti si può scoprire quanto sia affascinante il mondo dei numeri. Oggi, cercheremo di scoprire qualcosa in più sulle frazioni equivalenti. Cosa sono? Quali sono gli esercizi per esercitarsi?

Biglietti di compleanno personalizzati per i bambini

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Ogni compleanno dei piccoli va festeggiato con un regalo accompagnato da un bel biglietto augurale. I bambini, infatti, si stupiscono con le piccole cose e potrebbero essere davvero entusiasti di ricevere un biglietto compleanno. Inoltre, questi sono dei ricordi che si conservano nel tempo e da adulto si può rivedere la propria collezione e ricordare i momenti speciali vissuti in passato. Inoltre, non tutti sanno che in alcune culture, il biglietto di compleanno è una vera e propria tradizione. Si pensi, ad esempio, all’Inghilterra, dove gli invitati ai compleanni dei piccoli portano sempre delle cosiddette “cards”, cioè dei biglietti augurali attaccati ai pacchetti regalo.

Creare dei biglietti personalizzati

Realizzare un biglietto compleanno originale è molto semplice: basta rivolgersi a un fotografo, una tipografia o qualsiasi esercizio commerciale che offre questa tipologia di servizio. Oppure, si possono utilizzare delle piattaforme apposite, come ad esempio quella raggiungibile al link https://www.photosi.com/it/biglietti, che permettono di caricare la foto scelta, scegliere la grafica, la dimensione del biglietto e aggiungere anche delle frasi dolci di buon augurio. È importante, in ogni caso, scegliere delle immagini in alta risoluzione, in modo da non perdere qualità durante la fase di stampa. In genere è lo stesso sito web a indicare la risoluzione ottimale che dovrà avere la foto per ottenere un risultato ottimale. I siti web specializzati nella stampa fotografica e nella realizzazione di biglietti augurali, inoltre, permettono di giocare con layout e fantasie, il che significa che è possibile creare dei biglietti unici nel loro genere.

Cosa scrivere sui biglietti personalizzati?

Un biglietto compleanno permette di fare gli auguri in modo originale e non scontato. Proprio per questo motivo, bisogna scegliere delle frasi d’effetto da scrivere o stampare direttamente sul supporto. Esistono delle frasi già pronte che è possibile trovare su internet, ma è meglio non copiarle così come sono. È preferibile personalizzarle con i propri pensieri, per non cadere nel troppo banale. Si possono ricordare degli avvenimenti passati, oppure fare un personale augurio per il futuro. È fondamentale, però, utilizzare delle parole semplici e di facile comprensione, che il bambino può leggere, magari con l’aiuto di un adulto.

Biglietti personalizzati come invito di compleanno

I biglietti personalizzati possono essere utilizzati anche come biglietti di invito per una festa di compleanno. In questo caso, è necessario scrivere (o direttamente stampare) solamente la data, l’orario e l’indirizzo di dove si svolgerà la festa, magari lasciando un ringraziamento all’invitato.  Tuttavia, dato che si tratta di biglietti pensati per consegnarli ai più piccoli, potrebbe essere simpatico farci stampare sopra un gioco o magari un indovinello in modo da rendere il bigliettino ancora più interessante, e permettere agli invitati di conservarlo. In ogni caso, bisogna pensare a come abbinarli al resto della festa. Per ottenere un risultato perfetto, infatti, tutto deve essere coordinato. Ad esempio, se si ha intenzione di fare una festa a tema supereroi, allora è consigliabile creare biglietti personalizzati con l’immagine di un eroe o il suo motto, oppure del festeggiato travestito dal suo supereroe preferito. Ancora, se la festa è incentrata sulla squadra di calcio del cuore del festeggiato, allora si potrebbe stampare il volto di ogni giocatore della squadra su ogni biglietto in modo che ognuno riceva un giocatore diverso.  Un altro aspetto da considerare sono i colori del party: ad esempio, se i piattini, i bicchieri, la torta ecc. sono di un colore specifico, potrebbe essere una buona idea creare i biglietti d’invito di quel colore. Insomma, i biglietti non devono essere finalizzati solamente a invitare ma sono degli elementi della festa, pertanto, devono essere integrati correttamente con tutto il resto dell’allestimento.

 

Palline di natale fai da te, i migliori tutorial gratis per bambini, ecco quali sono

Il periodo natalizio è un momento magico per grandi e piccini. Luci scintillanti, tavolate piene di parenti e bambini con il volto rivolto verso la finestra in attesa dell’arrivo di Babbo Natale. Natale è un periodo di condivisione e vacanze, il momento perfetto per trascorrere del tempo prezioso con i propri cari. Quindi, cosa c’è di meglio che personalizzare le proprie decorazioni natalizie creando uno degli elementi principali che caratterizzano il Natale? Realizzare delle palline di Natale fai da te con i bambini renderà la vostra casa ancora più magica. Prendete della colla, dei pennelli, colori e carte decorative e seguite uno dei molti tutorial palline di natale gratuiti disponibili online e scoprite come fare palline di natale uniche e originali. Il divertimento è assicurato!

Mesi in inglese, ecco le migliori filastrocche per impararli velocemente

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L’inglese è diventato parte della vita quotidiana. Per un bambino, imparare questa lingua sarà sicuramente un grande vantaggio. Ecco perché sempre più genitori stanno acquisendo interesse nell’insegnamento della lingua inglese ai propri figli. Ci sono scuole e insegnanti privati che possono aiutare i bambini ad imparare l’inglese, ma se uno o entrambi i genitori parlano la lingua sarà ancora più semplice mettere in pratica ciò che hanno appreso. Tuttavia esistono dei metodi adatti per introdurre il bambino alla nuova lingua, la strategia migliore è sicuramente l’attività di gioco. Giocando in inglese, i bambini apprendono la lingua senza sforzo ma con grande efficacia. In questo modo l’apprendimento è divertente e non un compito noioso da eseguire. Dunque, le rime sono un ottimo metodo per insegnare nozioni e termini di base in inglese, non solo ai bambini. Se volete aiutare i vostri figli nell’apprendimento dei mesi in inglese, provate con queste brevi poesie che li aiuteranno ad impararli facilmente.

Mal d’orecchio? Cause, rimedi e prodotti più venduti in farmacia

L’otite, comunemente nota come mal d’orecchio, è causata da un’infiammazione a carico della parte centrale dell’orecchio, che causa accumulo di muco e conseguente infezione. Quasi sempre accompagnata da un dolore sordo e persistente, l’otite è generalmente legata alla presenza di infezioni virali o batteriche. Può essere conseguente a un raffreddore, soprattutto se il bambino presenta anche qualche linea di febbre. Se il bimbo è molto piccolo, difficilmente sarà in grado di mettere in relazione tra loro il fastidio e la sede dell’infiammazione. Qualora dovesse apparire irrequieto, infastidito o dolorante, meglio rivolgersi prontamente a un medico, il quale avrà cura di visitare il piccolo ed eseguire la diagnosi, consigliando il metodo migliore per curare l’infezione. Oltre al paracetamolo e all’ibuprofene esistono altri prodotti specifici, quali le gocce orecchie bambini, in grado di lenire efficacemente il dolore ed alleviare gli altri sintomi. Ecco i prodotti migliori per curare il mal d’orecchio nei bambini.

Anauran Gocce Auricolari Polimixina B Solfato Otiti 25 ml

Anauran Gocce Auricolari contiene acqua depurata, glicerolo, benzalconio cloruro e glicole propilenico, sostanze in grado di garantire sollievo pressoché immediato dal dolore causato dall’otite. Anauran è indicato in caso di otiti acute o croniche, sebbene se ne sconsigli l’uso per periodi superiori ai 10 giorni. Il flacone è dotato di un contagocce, grazie al quale è possibile introdurre le gocce direttamente nel dotto auricolare. L’uso del prodotto va comunicato al proprio medico curante. Vale la pena ricordare che Anauran è un farmaco per uso otologlco (nell’orecchio); altri tipi di applicazioni sono inappropriate. La dose raccomandata nei bambini è di 2-3 gocce, per 3 o 4 volte al giorno.

Cerulisina Gocce Auricolari Cerume 5% 20 ml

Cerulisina Gocce Auricolari è un trattamento con azione emolliente, indicato per velocizzare la dissoluzione dei tappi epidermici o di cerume; è consigliato l’uso delle gocce prima della pulizia della cavità auricolare e di eventuali interventi all’orecchio medio. L’uso di questo prodotto non comporta precauzioni particolari. Tuttavia, si raccomanda di evitarne l’uso in caso di timpano perforato. L’impiego prolungato di Cerulisina Gocce Auricolari può dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione. Il mal d’orecchio, detto otalgia, è spesso la conseguenza di disturbi assai diversi tra loro. Nei bambini, una delle cause più frequenti di dolore è l’accumulo di muco durante gli episodi influenzali. Ciò può causare la proliferazione di batteri e lo sviluppo di infiammazioni acute. Cerulisina offre sollievo immediato in caso di episodi dolorosi isolati.

Nurofen Febbre e Dolore Bambini Ibuprofene Sospensione Orale 100mg/5ml Fragola 150 ml

Nurofen Febbre e Dolore è uno sciroppo per bambini al gusto fragola, indicato per il trattamento del dolore e dei sintomi dell’influenza nei bambini fino a 12 anni d’età. Si raccomanda di non superare la dose giornaliera consigliata (20-30 mg per kg di peso corporeo) e di suddividerla in più somministrazioni al giorno (con intervalli temporali di almeno 6-8 ore tra l’una e l’altra). È un medicinale ad azione analgesica, antinfiammatoria e antipiretica a base di ibuprofene, i cui effetti possono durare fino a 8 ore. È indicato soprattutto in caso di influenza, raffreddore, mal di denti, mal di gola, mal d’orecchi e mal di testa.

Algidrin Bambini Ibuprofene per Febbre e Dolore 120 ml

Algidrin Ibuprofene viene venduto sotto forma di flaconi da 120 ml dotati di siringa dosatrice. Il prodotto è in grado di alleviare il dolore e gli altri sintomi causati da infezioni, anche a carico dell’orecchio medio. È consigliato soprattutto nel trattamento sintomatico del dolore lieve e moderato e della febbre, sia nei bambini che nei ragazzi. Algidrin è disponibile sotto forma di sciroppo al gusto frutti di bosco.

Tachipirina Bambini Paracetamolo Gocce 10% 30 ml

Per lenire i sintomi della febbre e i dolori causati da piccole infezioni, è possibile ricorrere all’uso di tachipirina paracetamolo in gocce, espressamente dedicata a bambini di peso compreso tra 10 e 12 kg (approssimativamente tra i 18 e i 24 mesi). Si consiglia di somministrare 35–40 gocce per volta (che corrispondono a un quantitativo di paracetamolo pari a 108,5 – 124 mg), da ripetere ogni 4-6 ore, ma solo se strettamente necessario. È importante non superare le 6 somministrazioni al dì. Inoltre, si sconsiglia di somministrare il paracetamolo a bambini con affezioni febbrili per più di 3 giorni consecutivi senza consultare il medico.

Pelle dei bambini, come curare quella di un neonato? Ecco tutte le indicazioni

La pelle dei neonati è estremamente delicata e va trattata con cura. I bambini appena nati hanno un profumo particolare che deriva dal liquido amniotico in cui sono stati immersi nella pancia materna durante tutta la durata della gravidanza. La loro pelle è abituata a stare a contatto con l’acqua e, alla nascita, ha bisogno di essere protetta per adattarsi al nuovo ambiente. La cura della pelle del bambino inizia dall’igiene e dall’idratazione: questi passaggi fondamentali dovrebbero rappresentare la base di ogni routine quotidiana. La pelle del neonato deve essere trattata con cura, pulita e asciugata accuratamente ed è importante usare prodotti delicati come una crema per bambini adatta per mantenere la sua idratazione.

Sintomi gravidanza, ecco cosa si prova durante i primi giorni

Solitamente si può sospettare l’arrivo di una gravidanza a seguito della mancata comparsa del ciclo mestruale. È, infatti, questo il primo indizio di un possibile stato interessante. Prima del ritardo mestruale è molto difficile stabilire se c’è una gravidanza in corso. Ciò è dovuto al fatto che i sintomi percepiti da ogni donna variano notevolmente per intensità e modalità. Inoltre, i sintomi che precedono il ciclo mestruale possono essere molto simili a quelli della gravidanza, rendendo così difficile una loro distinzione. È, dunque, complesso determinare con precisione il momento esatto in cui inizia una gravidanza, poiché l’impianto dell’ovulo fecondato avviene solitamente entro due o tre settimane dal termine del ciclo mestruale. Ma, questo non vuol dire che i primi sintomi gravidici non possano presentarsi con anticipo. Vediamo insieme alcuni tra i sintomi gravidanza più diffusi che possono verificarsi.

Orecchioni: sintomi, cura, quanto tempo dura, come si prendono

Gli orecchioni sono una malattia infettiva molto diffusa tra bambini e adolescenti. Questa malattia, che in ambito medico è conosciuta con il nome di parotite, appartiene al gruppo dei Paramyxovirus e si trasmette per via aerea. Tra i segnali più frequenti per identificare l’insorgenza di questa infezione ci sono l’ingrossamento di una o entrambe le ghiandole salivari, chiamate ghiandole parotidi, con conseguente gonfiore dietro l orecchio.

Febbre neonato senza sintomi: perchè viene, cosa significa, cosa fare, cause

Molto spesso quando si sente il proprio bambino particolarmente accaldato o lo si vede debole, la prima preoccupazione è quella che possa avere la febbre. La migliore maniera per scoprirlo è procurarsi un termometro e misurare la temperatura, che può essere orale, ascellare o rettale. Solitamente, la febbre può essere considerata tale solo se la temperatura supera i 38°. Ovviamente, se si presenta un caso con neonato febbre senza sintomi diventa importante monitorare i rialzi di temperatura che possono essere considerati anche un segno premonitore di un’infezione. Dunque, cosa fare in caso di febbre neonato senza sintomi?

Torta di pannolini: cosa occorre, dove comprarla, quando si da

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La torta di pannolini è un’originale idea regalo per le future mamme. A volte ci si chiede cosa regalare a una donna in dolce attesa e spesso tra i suggerimenti più comuni vi sono abiti, giochi e altri accessori per bambini, tralasciando l’importanza dei pannolini nella vita di un neonato. Nei primi anni di vita, il pannolino è un elemento indispensabile nella routine della cura del bambino e rappresenta un investimento costante per i genitori. Se cercate un’idea originale ed elegante per aiutare una futura mamma o neo-mamma, la torta di pannolini è senza dubbio la risposta. Si tratta di una composizione, ovviamente a forma di torta, realizzata con pannolini e altri accessori indispensabili per i primi mesi di vita di un neonato, assemblati tra loro su più strati. Questa idea ha origine negli Stati Uniti, dove è usanza regalare questa torta durante il Baby Shower. Si tratta di un evento in cui le amiche della futura mamma portano regali per il bambino in arrivo, che viene organizzato intorno all’ottavo mese di gravidanza. Una tradizione che si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro paese.

Un regalo utile e divertente allo stesso tempo! Ne esistono diverse versioni, da quelle comprate a quelle fai da te. Ecco alcune informazioni su come questa tendenza unisce originalità, attenzione per la mamma e utilità, e come si può mettere in pratica.

Come organizzare il borsone fasciatoio

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Una borsa fasciatoio, o semplicemente “borsa per pannolini”, è una sorta di borsone dotato di molteplici tasche di grandi dimensioni, studiate per contenere tutto il necessario per provvedere alla cura e all’igiene di un bambino piccolo in caso di gite o brevi viaggi. La grandezza complessiva, però, permette di posizionare la borsa fasciatoio sopra o sotto il passeggino senza ingombro. Questa tipologia di bagaglio per neonati in genere viene realizzata con manici resistenti al fine di poterlo trasportare secondo le necessità, ma negli ultimi anni sono apparsi sul mercato anche dei fasciatoi nascosti negli zaini, più comodi rispetto alle borse tradizionali, poiché distribuiscono il peso del contenuto su entrambe le spalle. In ogni caso, che sia a forma di zaino o di borsa a mano, il borsone fasciatoio deve essere ben organizzato per poter essere utilizzato al momento del bisogno in maniera pratica e veloce.

Le caratteristiche della borsa per i pannolini

La borsa per il cambio perfetta deve avere alcune caratteristiche. È preferibile, ad esempio, sceglierne una con il fodero impermeabile, per evitare problematiche nel caso dovesse aprirsi qualche flacone di crema o rovesciarsi l’acqua all’interno. Il borsone fasciatoio, inoltre, dovrebbe essere dotato di ganci, così da poterlo attaccare alle maniglie del passeggino in modo pratico. Infine, è meglio orientarsi su modelli realizzati in tessuto lavabile in lavatrice, così da poter provvedere in autonomia alla pulizia.

Cosa mettere nel borsone fasciatoio?

Ci sono alcuni oggetti indispensabili che bisognerebbe avere sempre a portata di mano, e quindi nel borsone fasciatoio. Nello specifico si tratta di quelli per l’igiene del bambino, i capi d’abbigliamento per i cambi, e l’occorrente per la poppata. Nello specifico, la lista di tutto il necessario è:

  • Fasciatoio portatile pieghevole;
  • Almeno 5 pannolini e ciò che serve per il cambio del pannolino (salviettine umidificate e crema lenitiva);
  • Asciugamani di cotone;
  • Un cambio completo + 2 body;
  • Un bavaglino di riserva;
  • Un biberon con l’acqua e/o con il latte, a seconda dell’età del bambino (la quantità va decisa in base a quanto tempo si ha intenzione di rimanere fuori);
  • Ciuccio con porta ciuccio, se il bambino lo utilizza;
  • Qualche giochino per intrattenere il piccolo;
  • Gel mani disinfettante e fazzoletti.

Utilizzare gli spazi

Il borsone fasciatoio è dotato di molteplici tasche da riempire con l’occorrente. È fondamentale disporre tutto in maniera ordinata e secondo un senso logico, così da poter trovare quanto cercato al primo colpo. Le tasche, infatti, sono di diversa misura proprio perché sono pensate per oggetti di grandezze differenti; non ha senso buttare tutto dentro come se fosse una borsa normale. Un altro consiglio è quello di cercare di ricavare all’interno del borsone per il cambio anche uno spazio per gli oggetti del genitore, così da non dover portare con sé più borse. Pertanto, è preferibile utilizzare una tasca per le chiavi, il portafogli, eventuali documenti, ecc. Se non si ha abbastanza spazio, è possibile ridurre l’ingombro degli oggetti del bambino ricorrendo a flaconcini e mini size di creme, salviettine ecc., sufficienti se si ha intenzione di stare fuori casa per poco tempo.

 

 

 

Impetigine bollosa: cos’è, cause, come si prende, cure

L’impetigine bollosa è una malattia infettiva della pelle che colpisce principalmente i bambini ma può manifestarsi anche in età adulta. Si tratta di una malattia molto contagiosa caratterizzata da chiazze rosse, bollicine d’acqua e croste, che si presentano nelle parti più esposte del corpo, come viso, braccia e gambe. Di seguito, tutte le informazioni per conoscere cause, sintomi e cure sull’impetigine bollosa bambini e negli adulti.

Peso ideale in gravidanza, come calcolarlo? Ecco come si fa

Il peso ideale in gravidanza non deve essere una fissazione, è infatti importante vivere questo periodo con serenità senza esagerare con il cibo. È importante avere un’alimentazione sana e varia senza eccedere, vediamo insieme come calcolare il peso ideale.

Quanto si può mangiare quando si aspetta un bambino?

Si sente spesso dire la frase “mangio per due” però non esiste nulla di più sbagliato, non è assolutamente corretto affermare che una donna incinta possa mangiare tutto quello che vuole doppio assecondando ogni volta le sue voglie. È molto importante seguire un’alimentazione sana e bilanciata senza eccessi. Quindi quanto può ingrassare una donna incinta durante i nove mesi? La risposta è mediamente 12 kg per l’intera gravidanza e la maggior parte vengono persi entro un anno dal parto.

Quanto si aumenta di peso in gravidanza?

Nel periodo della gravidanza bisogna prestare particolare attenzione alla propria alimentazione perché variano le esigenze nutrizionali. È molto importante quindi non esagerare ma anche diventare ossessionate dal peso non va bene, ci vuole sempre una via di mezzo. Il peso in gravidanza non deve essere visto come una minaccia per la propria linea, è un periodo che deve essere vissuto in serenità sia per la mamma che per il feto. La cosa importante da ricordare è che sia la madre che il piccolo hanno bisogno di energia e nutrimento quindi mangiare poco è sconsigliato.

Il calcolo del peso in gravidanza è molto semplice se vi basate sul fatto che il fabbisogno giornaliero nel secondo trimestre è di 350 kcal e nel terzo trimestre di 460 kcal. È necessario quindi introdurre tutti i gruppi nutrizionali principali aumentandoli di circa il 10% rispetto al solito. Per quanto riguarda i carboidrati è meglio consumare quelli integrali che sono ricchi di fibre, per le proteine consigliamo di preferire quelle vegetali e l’assunzione di grassi insaturi come l’olio extravergine d’oliva.

L’aumento di peso inizia a notarsi dal quinto mese in poi, molte donne hanno paura di ingrassare in gravidanza soprattutto perché temono di non poter tornare in forma una volta avuto il bambino. Sono timori del tutto legittimi che non si possono sminuire e nemmeno criticare. La maggior parte dei chili presi in gravidanza è dovuta alla crescita del feto, ai liquidi trattenuti, alla placenta, al liquido amniotico e all’aumento delle dimensioni dell’utero.

Nel primo trimestre solitamente le nausee mattutine possono evitare l’aumento di peso, in questo periodo il feto è ancora molto piccolo. Nel secondo trimestre inizia ad essere più evidente e le terzo trimestre si aumenta di circa 500 gr a settimana.

Peso ideale in gravidanza: come calcolarlo

Una donna normopeso, che ha una gravidanza che procede normalmente, secondo gli scienziati dovrebbe aumentare di circa 13 kg nelle 40 settimane di gestazione. Se la futura mamma è in sovrappeso potrà aumentare di massimo 6-11 kg di peso, quest’oscillazione ovviamente dipende dal peso di partenza. Se la donna è sottopeso potrà aumentare sino ai 18 kg.

In ogni caso ogni corpo e ogni donna sono diversi gli uni dagli altri quindi non è necessario essere troppo rigidi con la dieta. L’importante è mangiare in modo sano per far crescere al meglio il feto e donare la giusta energia e nutrimento anche alla mamma. Nel corso delle varie visite di controllo dal ginecologo verrà monitorato, insieme ad altri fattori, l’aumento di peso della mamma. Acquisire del peso in più durante la gravidanza è normale quando si tratta di nutrire e far crescere il feto.

Per vivere una gravidanza serena è consigliabile pesarsi almeno una volta alla settimana allo stesso orario e senza vestiti, evitando di pesarsi ogni giorno.

 

 

 

 

 

Ecco cosa bisogna considerare quando si acquista un orologio di alta qualità

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Quando si acquista un orologio di alta qualità, ci sono diversi fattori importanti da considerare. È particolarmente importante scegliere un orologio che si adatti al proprio stile personale. Cercate orologi con le caratteristiche che vi servono e che vi piacciono. Tenendo a mente i seguenti suggerimenti, si può essere certi di prendere una decisione informata quando si acquista un orologio costoso.

Conoscere e definire il proprio stile personale

È importante conoscere e definire il proprio stile personale prima di decidere di acquistare un orologio da polso. Lo stile personale può essere determinato in diversi modi, ad esempio analizzando la frequenza con cui si indossano determinati colori, tessuti e trame, il tipo di gioielli che si indossano di solito e il look o la sensazione generale che si preferisce. Inoltre, può essere utile analizzare il proprio guardaroba e le scelte di abbigliamento fatte nel corso degli anni. Le risposte a queste domande possono fornire utili indizi su quale modello o marca di orologi si adatti meglio al vostro stile. Qui troverete un’ampia selezione orologi di grandi marche come Rolex, Breitling, Omega.

Conoscere i diversi tipi e nomi di orologi

Esistono molti tipi diversi di orologi:

Orologi analogici e digitali

Gli orologi analogici sono alimentati da un movimento meccanico e si basano sul concetto di pesi o ruote a molla per muovere le lancette. Le lancette indicano l’ora: una per le ore, una per i minuti e una per i secondi, anche se i modelli più complessi possono offrire funzioni aggiuntive come sveglie o fusi orari multipli. Mentre questi tipi di orologi esistono da secoli, quelli digitali sono in circolazione solo dagli anni Cinquanta. Gli orologi digitali visualizzano l’ora con numeri e simboli, di solito su uno schermo LCD. Nel corso degli anni sono diventati più sofisticati, con funzioni quali fusi orari multipli e sveglie, ma alla fine funzionano a batterie o a elettricità e non sono esteticamente gradevoli o affidabili come le loro controparti analogiche. In termini di precisione, gli orologi digitali tendono a essere più precisi di quelli analogici perché non sono influenzati dalle fluttuazioni di velocità dovute a variazioni di temperatura o umidità.

Orologi meccanici e orologi automatici

Gli orologi meccanici sono orologi che esistono dal XV secolo. Sono alimentati da un movimento di ingranaggi avvolti manualmente o dal movimento naturale del polso. Questi orologi hanno un meccanismo sofisticato e sono apprezzati per la loro durata, precisione e design. Gli orologi automatici, a differenza di quelli meccanici, non hanno bisogno di essere caricati perché utilizzano l’energia generata dal movimento di chi li indossa per alimentare l’orologio. Questo tipo di orologio tende a essere più costoso ed è considerato più lussuoso rispetto alla sua controparte meccanica a causa del suo complesso funzionamento interno.

Cronografi

I cronografi sono orologi con una funzione aggiuntiva di cronometro per misurare il tempo trascorso. Sono spesso preferiti da atleti e sportivi che vogliono registrare con precisione i tempi di allenamento. Molti modelli di fascia alta presentano un design elegante.

Orologi da polso

Gli orologi da pilota sono noti per il loro stile e la loro funzionalità. Con una cassa di grandi dimensioni, un quadrante di facile lettura e funzioni aggiuntive come il cronometro e le finestre per la visualizzazione di più fusi orari, gli orologi pilota offrono sia moda che funzionalità. Molti orologi pilota sono realizzati con materiali di alta qualità, come l’acciaio inossidabile o il titanio. Spesso sono anche dotati di vetro in cristallo zaffiro antigraffio. Inoltre, molti orologi pilota sono oggi dotati di lancette e indici luminosi che facilitano la lettura in condizioni di scarsa illuminazione. Gli orologi da pilota hanno solitamente quadranti più grandi rispetto agli orologi da polso tradizionali, per consentire a chi li indossa di sfruttare tutte le funzioni che offrono.

Pensate ai dettagli dell’orologio

Assicuratevi anche che la cassa e il vetro siano di qualità particolarmente buona:

La cassa dell’orologio

La cassa è una delle parti più importanti dell’orologio, poiché protegge il movimento e gli altri componenti del segnatempo. Deve essere abbastanza robusto da resistere agli urti e al contatto con varie superfici e deve essere impermeabile e resistente alla polvere. Per la cassa dell’orologio sono disponibili diversi materiali. Ogni materiale presenta vantaggi e svantaggi.

Il vetro dell’orologio

Il vetro dell’orologio è una parte essenziale di qualsiasi orologio, poiché protegge le delicate parti meccaniche all’interno dell’orologio dalla polvere e dalla sporcizia. Inoltre, conferisce all’orologio un aspetto attraente. I materiali più comuni per i vetri degli orologi sono il vetro zaffiro, il vetro minerale, la plastica o il plexiglass. Il vetro zaffiro è di gran lunga la scelta più popolare per gli orologi di lusso, grazie alle sue proprietà antigraffio e alla sua trasparenza superiore. È anche molto resistente, superato in durezza solo dal diamante, e quindi difficile da rompere.

Avere un outfit originale: quali abiti scegliere?

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Solo all’università ho iniziato a prestare attenzione al mio stile in modo serio. E se quel ragazzo ha imparato, puoi farlo anche tu. Anzi, avete un enorme vantaggio come lettori di questo articolo che state per leggere. Io non avevo una vera e propria fonte di ispirazione e ho dovuto fare anni di tentativi ed errori prima di imparare veramente cosa fosse un grande stile.

Oggi condivido con voi i consigli di stile essenziali per gli uomini che vogliono vestirsi meglio. Che siate principianti o che abbiate lavorato sul vostro stile per un po’ e abbiate bisogno di un ripasso, negli ultimi 11 anni ho affinato questi concetti e consigli per aiutarvi ad apparire al meglio in poco tempo.

Indossate capi che abbiano carattere

La risposta è molto semplice, scegliete prima di tutto abiti che vi stiano bene, che abbiano cioè un fit adatto al vostro corpo. La vestibilità è la cosa più importante quando si parla di stile. È così importante, infatti, che nei negozi è facile sentirsi dire: “Indossare abiti che calzano bene risolverà il 90% dei vostri problemi di stile”. Quando i vestiti non calzano bene quindi, questi alterano naturalmente le proporzioni del nostro corpo, creando quindi un effetto indesiderato che non ci piace. A causa del tessuto in eccesso, i vestiti che sono troppo grandi non solo vi fanno sembrare sciatti, ma anche più grassi e più bassi di quanto non siate realmente. Gli uomini tendono a indossare abiti troppo grandi perché “si sentono più a loro agio”, oppure perché non sanno come gli abiti dovrebbero calzare, ma questo è un errore poichè in questo modo alterano la percezione che gli altri hanno di loro, sfortunatamente.

Le sneakers nike dunk colorate

Nike ha in programma molte uscite per la Dunk nel 2023. La Nike Dunk ha debuttato nel 1985 ed è stata protagonista della campagna Be True To Your School, ma ha visto un seguito massiccio successo dalla sua prima uscita iniziale.

I due modelli più famosi, le dunk e le Air jordan sono stati presentati al pubblico nel 1985, ma l’Air Jordan 1 ha preceduto di qualche mese la Dunk. Al suo esordio, la Nike Dunk fu commercializzata come scarpa da basket per gli atleti dei college, che si abbinavano a colorazioni in onore di questo tema. Nonostante l’utilizzo sul campo da basket, il suo tempo è stato breve.

Dalle edizioni limitate alle collaborazioni e alle Nike SB, la Nike Dunk è diventata molto più di un semplice modello di scarpe. Le potete facilmente acquistare online con consegna rapida in tutta sicurezza e tranquillittà, in modo da ricevere direttamente a casa vostra le scarpe.

Originale occhiali

Quest’anno, le tendenze degli occhiali 2023 si concentrano su tre forme di montatura alla moda e facili da indossare. Ci aspettiamo anche di vedere montature caratterizzate da colorazioni tartaruga dai toni caldi, metalli eleganti e materiali di varia natura.
Sebbene alcuni convinti sostenitori dell’anti-moda possano essere contrari all’idea quindi di indossare gli occhiali come accessorio, non è diverso dall’indossare ad esempio orecchini o delle scarpe. Finché questi vi fanno sentire bene con voi stessi, non c’è quindi bisogno di distinguere se indossate gli occhiali per necessità o semplicemente perchè questa è la moda del momento.

Vedi le collezioni dei designer per ottenere un capo unico

Per designer Collection si intende, con riferimento ai segmenti di mercato dell’abbigliamento e degli accessori, il segmento di qualità e di prezzo dell’abbigliamento e degli accessori relativi alle linee di collezioni di stilisti uomo e donna di fascia alta, che tipicamente sono venduti a prezzi e sono considerati di un livello di qualità superiore.

Canzoni Oceania, ecco i testi della colonna sonora del film Disney

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I classici film d’animazione Disney sono un’autentica certezza per grandi e piccini. Possono cambiare le tecniche per realizzare tali lungometraggi, ma non manca mai quel mix di dialoghi, storie, bellezza e musica che caratterizza le opere dello “zio Walt”. Tra i film più amati della “nuova era” Disney, non possiamo citare “Moana“, arrivato in Italia con il titolo “Oceania“. Le canzoni Oceania sono molto conosciute e cantate dai bambini, che rivivono così le coraggiose gesta dell’eroina polinesiana.

Giunto nei cinema italiani nel 2016, “Oceania” è il 56esimo film animato targato Disney, realizzato in computer grafica e candidato a due Premi Oscar 2017, uno dei quali per la Miglior Canzone (“How Far I’ll Go“).

La storia di “Oceania” ruota attorno alla giovane Vaiana Waialiki, destinata a compiere importanti gesta che intraprenderà un’avventura in compagnia del semidio Maui.

Canzoni Oceania

La musica Oceania è stata composta da Mark Mancina. Nella versione italiana della soundtrack troviamo davanti al microfono personalità del calibro di Angela Finocchiaro, Rocco Hunt, Sergio Sylvestre, Raphael Gualazzi che prestano la propria voce per realizzare hit indimenticabili dal ritmato sound “esotico”.

Ogni mio passo

“Vaiana! Per me, per me pensare che anche tu stia bene a Motonui… È un vero sogno! Amiamo ripetere canzoni antichissime, per noi di cambiare non ce n’è bisogno! Tradizione e passione ci emozianano e ci piacciono! Lo sai! Le cose che contano le abbiamo qui. Il cibo non manca mai… Da noi! E usiamo le nostre mani… Ah, Ah! È splendido vivere così! Ma che c’è lì? Ma dove vai? Rimani a Motonui sei tu che dovrai guidarci, resta qua! (…)”

Ascolta canzone Oceania: “Ogni mio passo

Oltre l’orizzonte

“L’acqua segna un confine nascosto oltre cui non mi spingo… Il mio mondo è tutto qua! In me c’è una figlia premurosa ma vorrei più di ogni cosa avere la libertà! Di fuggire via, di esplorare il mare… non succede mai. Nulla può cambiare ma mi fermerò quando troverò il posto adatto a me. L’acqua sembra chiamarmi a se per nome, ed io non so, dov’è che andrò! Anche il vento mi sfiora e continua ad attrarmi… Lo seguirò! È un lungo viaggio quello che affronterò! (…)”

Ascolta canzoni Oceania: “Oltre l’orizzonte

La strada di casa

“Tatou o tagata folau e vala’auina e le atua o le sami tele e o mai. Ia ava’e le lu’itau e lelei Tapenapena… Aue, aue Nuku I mua. Te manulele e tataki e… Aue, aue Te fenua, te malie, Nae ko hakilia mo kaiga e. Leggiamo il cielo che è infallibile! L’oceano ci mostrerà, la sua vastità! Il nostro popolo ha la sua identità! Noi tutti sappiamo chi siamo! (…)”

Ascolta canzoni Oceania: “La strada di casa

Io sono Vaiana

“C’è una ragazza che ama la gente del sui villaggio, il mare sta dando prova del suo profondo coraggio! Se il mondo a volte ti è contro, le cicatrici che avrai, ti guideranno dovunque tu sarai! Ti cambiano le persone che viaggiano al tuo fianco, ma tu hai una voce dentro, e quella voce vale tanto! Indica il tuo cammino, Vaiana, bambina mia… Può rivelarti solo il tuo cuore chi tu sia! Chi sono io? Ho nel cuore la mia gente, amo il mare e sento che, lui vuole me! (…)”

Ascolta canzoni Oceania: “Io sono Vaiana

Auguri sorellina, le frasi più belle da dedicare, ecco quali sono

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Auguri sorellina“: come rendere un concetto così semplice in maniera speciale e, soprattutto, pensata per l’altra metà della nostra mela?

I rapporti tra fratelli e sorelle sono tra i più complessi e duraturi che esistano sulla terra. Che tu abbia un momento “no”, difficoltà scolastiche, o dilemmi amorosi, nella tua sorellina o nel tuo fratellino troverai sempre una spalla su cui piangere, un complice capace di gioire delle tue vittorie, o di aiutarti a rialzare la testa nei momenti duri.

Esistono una marea di momenti speciali nella vita, da celebrare circondati dagli affetti più cari; esistono anche, però, attimi nei quali semplicemente si vuole festeggiare il legame unico con una sorella. Qualunque sia la ricorrenza, come possiamo rendere speciali gli auguri alla nostra sorellina? Scopriamolo insieme con le più belle frasi sulle sorelle.

Auguri sorellina, le frasi più belle

Siete a corto di idee per rendere la formula “Auguri sorellina” speciale ed unica? Nessun problema, la rete corre in vostro soccorso: potete scegliere, mixare, oppure ispirarvi a qualsivoglia genere di frasi per una sorella.

Non si tratta, però, di una semplice azione di copia e incolla: le frasi belle per sorelle scelte per voi e riportate nell’articolo vogliono essere, semmai, uno spunto grazie al quale fare alla persona più importante della vostra vita degli auguri sentiti, originali, cuciti addosso all’anima della festa.

  • Il legame tra sorelle è come un elastico rosa: a volte si allontana, si allunga e poi ritorna. Il nostro è amore, condivisione e rispetto. Buon compleanno sorellina.
  • Le nostre radici dicono che siamo sorelle, il nostro cuore dice che siamo amiche. Auguri, sorellina mia!
  • A mia sorella: ti auguro di avere coraggio quando avrai paura, di avere speranza quando ti sentirai abbattuta, ti auguro bellezza, quando vedrai solo buio, e ti auguro di essere sempre speciale come sei. Tanti auguri!
  • Non so cosa sia la felicità, ma avere una sorella si avvicina molto all’idea! Auguri di buon compleanno sorella!”
  • L’applauso di una sorella significa molto di più di quello di qualsiasi folla. Perché gli altri vedono soltanto il risultato, mentre lei vede tutto ciò che ci ha portato fin lì.” (Pam Brown)
  • Sei la sorellina del mio cuore, la luce dei miei occhi e la gioia della mia vita. Ti voglio bene! Auguri di compleanno sorella!
  • Sorelle come te sono diamanti. Brillano, non hanno prezzo e sono le migliori amiche di una donna. Buon compleanno sorella!
  • Non esistono due persone uguali in questo mondo, e grazie al cielo, perché sopportarne due come te non sarebbe stato facile. Tanti auguri sorellina!
  • Anche se litighiamo quasi sempre, anche se sembra che non ci sia mai un punto di incontro fra noi due, anche se una dice “bianco” e l’altra dice “nero”, anche se mi stai sempre fra i piedi e ti devo sempre aiutare con i compiti, sappi che sei la sorella migliore che io potessi mai desiderare. Ti auguro il meglio del meglio. E di trovare sempre la forza ogni volta che la perderai.
  • Avevo pensato a una frase speciale ma poi ho capito che sono le frasi semplici ad essere le più speciali, se dette col cuore. Buon compleanno sorellina mia.
  • Se avrai torto o ragione, per me non sarà importante. Sappi che io sarò sempre dalla tua parte.” (Alessandra Amoroso, “Dalla tua parte”)

 

Latte materno: benefici, come si conserva, composizione

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Il momento della nascita è uno degli eventi più significativi nella vita di una madre e del suo piccolo. Una volta venuto al mondo, il bebè avrà bisogno di essere coccolato e, soprattutto, alimentato a dovere: cosa c’è di meglio, dunque, di una “coccola soffice” di latte materno?

Quando è possibile produrlo, il latte materno rappresenta la migliore soluzione alimentare per i più piccoli. L’allattamento al seno, infatti, non solo consolida il legame tra la madre ed il nascituro, ma è un vero e proprio toccasana per entrambe le parti: il neonato cresce forte e sano e la madre, grazie al processo di allattamento, è maggiormente tutelata dall’insorgenza di patologie, quali l’osteoporosi e alcune forme tumorali mammarie e ovariche.

Benefici latte materno

Prima di parlare dei benefici del latte dal seno, partiamo da un presupposto fondamentale: mai demonizzare le madri che non riescono a fornire una “poppata naturale” al proprio bebè. Spesso, infatti, diventa difficoltoso, se non impossibile, allattare al seno; in aiuto delle madri che non riescono nell’impresa, fortunatamente, arrivano validi prodotti sostitutivi.

Ciò premesso, scopriamo insieme perché gli specialisti consigliano spassionatamente alle madri di allattare al seno i propri piccoli. Il latte materno è ricchissimo di sostanze indispensabili alla corretta crescita del bambino. Tra queste, oltre all’acqua, ricordiamo: ferro, proteine, carboidrati (lattosio, in primis) e grassi.

Bere il latte materno aiuta a prevenire l’insorgenza di varie patologie, come l’obesità; il prezioso alimento, inoltre, è facilmente digeribile e contribuisce a rafforzare le difese immunitarie del piccolo.

Composizione latte materno

La composizione del latte materno varia in base alle fasi di produzione dello stesso dalla ghiandola mammaria.

  • Fase 1: Colostro. Il colostro è il primo latte materno, quello prodotto e fornito al bebè appena nato. Si tratta di un liquido più denso, di colore giallo-arancione, prodotto dalla neomamma dal settimo mese di gestazione sino ai 6 giorni successivi alla nascita del bimbo. Povero di grassi, il colostro fornisce al neonato carboidrati, proteine e sali minerali. Ricco di immunoglobuline IgA, il colostro facilita il potenziamento del sistema immunitario del nascituro e vanta proprietà lassative;
  • Fase 2: Latte di transizione. Prodotto dal sesto giorno, il latte di transizione presenterà un colore più tendente al bianco. Si tratta di un latte intermedio, ricco anche di lattosio e grassi;
  • Fase 3: Latte maturo. Quando il seno diventa più teso e raddoppia di volume, si assiste al fenomeno della montata lattea, con la conseguente evoluzione del latte materno in maturo. Il latte maturo è lo stadio finale del latte materno: ricco di nutrienti, fornisce al bebè acqua e sostante nutritive facilmente assimilabili.

Conservazione latte materno

Non sempre è possibile far assumere il proprio bambino il latte materno immediatamente. Niente paura, però: il latte può essere estratto manualmente, o tramite tiralatte, e conservato in maniera adeguata, seguendo alcune, semplici dritte.

  • Il latte va estratto e conservato avvalendosi di attrezzatura pulita e sterilizzata;
  • Il contenitore dove conservare il latte (in vetro, oppure plastica) deve possedere una chiusura ermetica e deve essere etichettato all’esterno, segnando in maniera leggibile la data di estrazione;
  • Il liquido può essere conservato in frigorifero fino a tre giorni, con una temperatura media di 2°-4°. A temperatura ambiente, invece, il latte non resisterà più di quattro ore a 25°;
  • Il latte può essere anche tenuto in freezer per sei mesi, scongelandolo in frigorifero e consumandolo entro 24 ore. Mai congelare una seconda volta il prodotto scongelato.

Il brutto anatroccolo: riassunto, cosa insegna, chi è l’antagonista

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C’era una volta un’anatra, che non vedeva l’ora di vedere schiuse le sue uova e di poter dare il benvenuto ai suoi figli. Una nidiata felice e giocosa, all’interno della quale emerge il brutto anatroccolo, dal piumaggio grigio e dall’andatura sgraziata.

Questo è l’incipit de “Il brutto anatroccolo“, una delle fiabe più note dello scrittore danese Hans Christian Andersen: un racconto che parla di isolamento, di accettazione, di bellezza e non solo esteriore. Una vera e propria storia di formazione, all’interno della quale risiede un messaggio di notevole importanza.

Il brutto anatroccolo fiaba

Hans Christian Andersen pubblicò “Il brutto anatroccolo” nel 1843. La storia del brutto anatroccolo vede come protagonista un pennuto sgraziato e non esattamente simile ai suoi fratelli pulcini.

Riassunto del brutto anatroccolo

La vita del nostro piccolo eroe si dimostra sin da subito non semplice. Schernito dai suoi “fratelli”, isolato per la sua diversa “bellezza”, il brutto anatroccolo decide di andare via, non ritenendosi degno di far parte di quello stormo di anatre a causa della sua scarsa avvenenza.

Il protagonista vivrà alcune peripezie, che lo condurranno in direzione di uno stagno, dove incontrerà le creature volatili più belle della terra: i cigni.

Con grande sorpresa, il piccolo e sgradevole esserino si trasformerà in un splendido volatile, scoprendo di possedere un collo lungo, delle ali robuste e delle movenze aggraziate. L’ex brutto anatroccolo scoprirà, così, la sua vera natura, trovando il suo posto del mondo in compagnia di una famiglia amorevole e di amici sinceri.

Il brutto anatroccolo morale

La favola del brutto anatroccolo scava a fondo nella psicologia del personaggio principale, contrapponendo il suo senso di inadeguatezza e la sua tristezza nel non sentirsi accettato alla superficialità dei giudizi dei suoi “fratelli” e di alcuni personaggi che non esitano ad emarginarlo per via del suo aspetto.

Spesso, nelle storie per bambini non esiste un vero e proprio antagonista: la contrapposizione tra buono e cattivo può tradursi in un senso di fragilità interiore, alimentato da discriminazioni vissute sulla propria pelle o, come nel caso del volatile protagonista della favola, sulle proprie penne.

La fiaba del brutto anatroccolo rispecchia le – purtroppo – tipiche vicende vissute soprattutto durante il periodo dell’adolescenza, quello nel quale i bulli spesso prendono di mira i soggetti più fragili, ritenuti “sfigati”, minandone sicurezza ed equilibrio emotivo.

I giudizi altrui possono essere taglienti come lame di coltello: feriscono più di un pugno nello stomaco. La buona notizia, però, è che momenti bui e dolorosi come quelli vissuti dal protagonista della storia possono renderci più forti e che, fortunatamente, possono essere affrontati e superati.

La rinascita dell’anatroccolo avviene quando identifica nei bellissimi cigni degli esseri simili a sé stesso. Specchiandosi nello stagno, lo sgraziato uccello finalmente si vede per quello che è veramente: un essere magnifico, imponente, pronto ad affrontare la vita a testa alta.

La morale della favola è semplice e consolatoria: ognuno di noi è bello, a prescindere dalla propria unicità. L’anatroccolo, inoltre, riesce a trovare la sua vera famiglia ed un gruppo capace di accettarlo per come è realmente. Esiste, dunque, un posto al quale appartenere, un gruppo di persone – amici, parenti, afferri – dai quali tornare ed essere accolti nei momenti di sconforto e difficoltà.

 

Gioco dell’oca: come si gioca, scopo, perché si chiama così

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Riunirsi in gruppo per gareggiare lanciando dei dadi e facendo scorrere su un tabellone la propria pedina: passatempo da boomer o classico intramontabile? Tra i giochi di società più amati da grandi e piccini di diverse generazioni, una menzione d’onore è da attribuire al “leggendario” gioco dell’oca.

In cosa consiste questo gioco di percorso e perché è sopravvissuto a secoli di evoluzione, destreggiandosi degnamente tra consolle e piattaforme online?

Il grande gioco dell’oca

Il gioco dell’oca vanta origini antichissime. Il tabellone da tavolo sul quale far scorrere la propria pedina dopo un lancio di due dadi potrebbe addirittura vantare un “avo” nell’antico Egitto!

Si tratterebbe di Mehen, nome derivante da un dio-serpente adorato dagli Egiziani che sarebbe stato fonte di ispirazione anche per il design del tabellone: il gioco di percorso, infatti, è strutturato come un rettile arrotolato su sé stesso, sulle quali spire si troverebbero le caselle numerate, in genere 63, talvolta 90.

Secondo altre fonti, invece, il gioco dell’oca affonderebbe le sue origini nell’omologo cinese Shing Kunt t’o, composto da 99 caselle. Ipotesi suggestive, ma non totalmente comprovate; il dato certo, invece, ci riporta a tempi più “recenti”. Verso la fine del XVI secolo, infatti, Francesco I de’ Medici donò al re spagnolo Filippo II il Nuovo e molto dilettevole giuoco dell’oca: il sovrano iberico ne rimase a dir poco affascinato.

Nella versione cinquecentesca donata da de’ Medici sul tabellone si trovavano alcune caselle “fisse”, simboleggiate da alcune immagini: un teschio, due dadi, una coda, un labirinto, un ponte e, naturalmente, un’oca. I primi tabelloni del gioco di società furono realizzati in Inghilterra nel XVII secolo; ciò permise una diffusione capillare del gioco in Europa, spesso con variazioni sul tema (immagini di politici del tempo, o soggetti di tipo letterario).

Da dove deriva il nome “gioco dell’oca”? Molto probabilmente, dalle caselle  speciali raffiguranti l’oca, poste ogni nove caselle a partire dalle caselle 5 e 9.

Regole gioco dell’oca

Giocare al gioco dell’oca è semplicissimo. Ogni giocatore sceglie una pedina. Una volta stabilita la posta, ogni concorrente muove la propria pedina sul tabellone di gioco secondo il numero riportato dai dadi lanciati. Vince chi raggiunge per primo l’ultima casella del tabellone.

Le caselle del gioco dell’oca raffigurano immagini simboliche: alcune possono fornire benefit, altre infliggere penalità.

  • Una volta lanciati i dadi, se una pedina raggiunge un’altra, ne prende il posto sulla casella;
  • Chi effettua un numero superiore a quello che permetterebbe di raggiungere l’ultima casella, torna indietro sino al numero composto con i dadi;
  • La casella 6 è definita “ponte”: una volta pagata la posta, la pedina si sposta alla casella 12;
  • La casella 19 “casa” o “locanda” – costringe il giocatore a pagare la posta, restando fermo un turno;
  • Le caselle 31 “pozzo” – e 52 “prigione” – costringono i concorrenti del gioco di percorso a restare fermi, sino a quando un’altra pedina non li raggiunga, rimanendo intrappolata a sua volta;
  • La casella 42 è chiamata “labirinto”: una volta pagata la posta, il giocatore dovrà retrocedere sino alla casella 39;
  • La casella 58 è la più pericolosa per il gioco: è quella dello “scheletro” e ci costringerà a ripartire da zero.

Esistono, poi, le caselle dell’oca, collocate ogni nove tasselli a partire dal 5 e dal 9. Tali caselle consentono di spostarsi di nove “passi” una volta raggiunte. Tale opzione, però, non viene raggiunta subito: se ad inizio gioco si ottengono con i dadi i numeri 5+4, oppure 6+3, la pedina si sposterà rispettivamente sulla casella 53 e 26.

 

 

Tremotino: chi è, significato, in che fiaba si trova

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Cosa hanno in comune i fratelli Grimm, Robert Carlyle e Shrek? La risposta potrebbe non sembrare così semplice, almeno non agli amanti del meraviglioso mondo fiabesco dei due linguisti tedeschi. Eppure, basta citare un solo nome per scovare la luce in fondo al tunnel: Tremotino è la risposta giusta.

Chi è Tremotino e di quale storia fantasiosa sarà mai protagonista? Il suo nome originario è Rumpelstilzchen, che potremmo tranquillamente tradurre dal tedesco con la frase “paletto rumoroso“. Un epiteto alquanto curioso, dovuto al carattere dispettoso e facilmente irascibile di un malefico goblin, essere piccolo dalle fattezze grottesche e dal temperamento malefico.

Conosciamo meglio il nano Tremotino, insidioso antagonista da “Fiabe del focolare” a “Once upon a time“.

Tremotino riassunto

“Oggi fo il pane, la birra domani, e il meglio per me è aver per domani il figlio del re.

Nessun lo sa, e questo è il sopraffino, Ch’io porto il nome di Tremotino!”

La storia di Tremotino è la 55esima inserita nella raccolta di “Fiabe del focolare“, opera pubblicata dai fratelli Grimm nel 1812. Il racconto, che vede come antagonista il nano Tremotino, prende il via a causa di una bugia solo apparentemente innocente.

Un mugnaio aveva una bellissima figlia. Chiacchierando con il re, egli iniziò a millantare le virtù della fanciulla, mentendo su poteri magici che la giovane non possedeva.

Secondo l’uomo, la figlia sarebbe stata capace di trasformare la paglia in oro. Tali poteri incuriosirono il sovrano, che decise di mettere alla prova la sua futura sposa, chiudendola in una stanza piena di paglia e minacciando la donna di morte qualora non fosse riuscita a tramutare la paglia in oro.

In un momento di profondo sconforto della ragazza entrò in scena Rumpelstilzchen, goblin che promise aiuto alla protagonista, ovviamente pretendendo qualcosa in cambio. La ragazza si avvalse per ben tre volte delle capacità di Tremotino, donando all’omino una collana, un anello e promettendo, in ultima istanza, il suo primogenito.

L’indovinello e l’ira

Dopo il matrimonio con il re e la nascita del loro primogenito, la figlia del mugnaio ricevette la tanto odiata visita di Tremotino. La neomamma era disperata; il goblin, quindi, propose alla donna un accordo: se avesse indovinato il suo nome entro tre giorni, lui non avrebbe portato via suo figlio.

Al piccolo ed infido essere tale accordo sembrava il crimine perfetto. Tremotino, però, non aveva fatto i conti con la determinazione della fanciulla, che inviò in lungo e in largo messi per scoprire il nome del mostriciattolo. Alla fine del terzo giorno, la ragazza fu capace di rispondere correttamente al quesito dell’omino. Il fatto che la nuova regina avesse indovinato il suo nome suscitò una tale rabbia in Tremotino da farlo scappare via.

La favola di Tremotino vanta anche alcune raccapriccianti variazioni sul tema: la più diffusa vede Rumpelstilzchen affondare nel terreno il piede destro, mentre spezza in due il piede sinistro, dopo averlo afferrato in preda all’ira.

Tremotino continua ad essere un personaggio controverso, seppur affascinante. Trasposto in “forme” televisive o animate, il piccolo essere non smette di essere l’emblema del male nella sua forma più meschina; tale aspetto, però, lo rende facilmente vulnerabile.

Tremotino è, infatti, talmente sicuro dei suoi sotterfugi da essere imprudente, arrivando ad auto-sabotare, seppur involontariamente, i suoi piani. La morale della storia è che la malvagità può essere sconfitta, grazie all’arguzia e alla determinazione.

 

Dalla fisica all’astronomia, le donne che hanno fatto la storia

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La Storia è stata costruita sia dagli uomini sia dalle donne. Nel corso dei secoli sono state davvero tante le protagoniste femminili che hanno realmente rivoluzionato il mondo in diversi campi, da quello politico a quello letterario ma anche scientifico.

Il passato, così come il presente e sicuramente il futuro sono e saranno ricchi di donne che hanno contribuito o che contribuiranno notevolmente con il loro operato a scrivere pagine importanti della storia dell’umanità, offrendo un grande contributo per il progresso sociale e culturale, data la dura lotta che la donna ha dovuto intraprendere per emanciparsi, motivo per cui vediamo insieme la storia di alcune donne di spicco.

Prima di procedere, però, se si vuole rimanere sempre aggiornati riguardo al mondo femminile si potrebbe consultare il sito  https://www.subito.news/donna/. Iniziamo con questo viaggio tra fisica, astronomia e scienza.

Rita Levi Montalcini

Apriamo la lista con una nostra connazionale: Rita Levi Montalcini, che ha fatto la storia italiana a tal punto da guadagnarsi un posto in Parlamento. Viene ricordata per le innovazioni in campo scientifico; difatti, la scoperta e l’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF) è da attribuire proprio a lei.

Questa stessa scoperta le ha fatto guadagnare anche il premio Nobel per la medicina. Nel 2001 è stata nominata senatrice a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”. Restiamo in ambito scientifico e continuiamo con Marie Curie.

Marie Curie

Una delle scienziate donne più importanti di sempre è proprio Marie Curie, vissuta tra il 1867 e 1934, si è distinta fin da subito nel campo della fisica e della chimica. Fin da giovane si è appassionata a queste materie, in particolare alle sostanze radioattive.

Il suo duro lavoro le fece conquistare il ruolo di prima insegnante donna della Sorbona. A lei vengono attribuite le scoperte del polonio e del radio, ma non ne registrò i brevetti per lasciare il suo sapere a disposizione di tutta la comunità scientifica. Viene ricordata anche per essere stata l’unica donna al mondo a vincere due Nobel, uno per la chimica e uno per la fisica.

Margherita Hack

Margherita Hack, fiorentina doc, non è stata soltanto una brillante astrofisica, bensì anche una divulgatrice scientifica, senza dimenticare il suo impegno per la libertà e i diritti civili. Tra studi e scoperte condotti dalla Hack si ricordano:

  • un gruppo di stelle variabili: le Cefeidi;
  • grande attenzione alle stelle a emissione B: data la loro rapida rotazione, sono portate a espellere enormi quantità di materia che produce suggestivi anelli e dischi intorno alla materia stessa;
  • ha esplorato l’universo attraverso i raggi ultravioletti a partire da una stella nota, l’Epsilon Aurigae;
  • un asteroide porta il suo nome, scoperto nel 1995: 8558 Hack

Si è guadagnata a pieno titolo il premio Nobel in astrofisica e verrà sempre ricordata anche per la sua simpatia e genuinità. L’Italia, così come tutto il mondo, vanta un’infinità di altre brillanti donne che hanno fatto e segnato la Storia, l’importante è ricordarle sempre affinché siano fonte di ispirazione e coraggio per tanti altri bambini e bambine che saranno gli adulti del domani.

 

 

Ziggurat: cosa sono, caratteristiche, cosa rappresentano

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Sono probabilmente più antiche delle più note piramidi egiziane, strutture solide costruite solo con mattoni, canne e paglia. Stiamo parlando delle ziggurat, o ziqqurat, edifici polifunzionali realizzati sovrapponendo terrazze, dalla più grande (alla base), sino alla più piccola, posta in cima all’edificio.

Nota anche con il nome di “casa dell’universo“, oppure “casa delle fondamenta del cielo e della terra“, la ziggurat è uno degli edifici più antichi che la storia dell’uomo conosca. Scopriamo insieme peculiarità, funzioni e simbologia legati a questa struttura così affascinante.

Caratteristiche ziggurat

La costruzione della prima ziqqurat, monumento che si estende in altezza, strutturandosi come un insieme di piramidi impilate una sopra l’altra, risale al periodo compreso tra il 2100 e il 500 a.C.. Il termine “ziggurat” deriva dall’antico mesopotamico “zaqaru“, tradotto come “luogo alto”.

Non sono noti tantissimi dettagli riguardanti la composizione di questi leggendari monumenti, giacché poche ziggurat hanno resistito all’erosione del tempo. Importanti informazioni su questi edifici cultuali li fornisce, però, la ziggurat di Ur, esempio di struttura capace di non cedere all’erosione causata dal trascorrere del tempo.

Questa imponente costruzione, datata 2000 a.C. circa, sorge nell’odierno Iraq. La ziqqurat di Ur fu eretta nell’area sacra dell’Eanna e conserva alla sua cima il tempio consacrato alla dea Inanna. L’edificio iracheno mostra il “classico” esempio di struttura tipica di una ziqqurat: monumento imponente, realizzato come una piramide a gradoni esterni, che vanta dai tre ai sette piani.

Come anticipato, l’edificio simbolo della religione mesopotamica era realizzato con materiali che oggi definiremmo “di fortuna”: mattoni in argilla, canne, paglia. Componenti che, essiccati al sole, hanno fornito alle ziggurat stabilità e resistenza per un lungo periodo.

Oltre che in Mesopotamia, edifici piramidali simili alla ziqqurat sono state erette in altre aree del mondo, come Turkmenistan e la zona dell’altopiano iranico (o persiano).

Funzione dello ziggurat

Una delle testimonianze più importanti legate al ruolo sociale e religioso di questa straordinaria struttura è fornita dallo storico greco Erodoto. Secondo il suo racconto, infatti, nell’antichissima ziqqurat di Babilonia si svolgeva un rituale noto come ierogamia: si trattava di un’unione fisica tra una sacerdotessa e Marduk, dio protettore del re Hammurabi.

Le costruzioni vennero erette per unire idealmente uomini e dei, cielo e terra. Non si trattava solo di meri luoghi di culto, però: le ziggurat, infatti, somigliavano più a delle strutture polifunzionali che a delle location religiose nella rigida accezione del termine.

In ogni edificio erano, infatti, presenti numerose figure chiave della vita lavorativa e religiosa delle aree mesopotamiche. Scribi, contadini, sacerdoti, servi: tante le personalità operative nella complessa struttura, che oltre ad essere tempio fungeva anche da osservatorio astronomico, deposito idrico, luogo di difesa ed enorme dispensa di prodotti agricoli.

Dalle ziggurat si accedeva, stando ai dati raccolti dagli storici nel corso dei secoli, tramite gradinate esterne: la scalinata centrale era riservata ai sacerdoti, mentre ai civili spettava salire lungo le due rampe laterali. In cima veniva collocato il tempio con l’altare dedicato alla divinità deputata a proteggere una determinata località.

La ziqqurat rappresenta la sintesi ben riuscita tra aulico e materiale, ove momenti di studio degli astri e adorazione degli dei si alternavano ad operazioni di immagazzinamento viveri, razionamento e distribuzione beni alla comunità, organizzazione delle attività agricole e rafforzamento delle proprie difese.

Giochi di logica per bambini, i migliori online gratis, ecco quali sono

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I bambini e la rete: come sfruttare le potenzialità offerte dalla tecnologia in modo proficuo e, soprattutto, sano per i nostri ragazzi? La risposta sembrerebbe risiedere nella scelta dei migliori giochi di logica per bambini, accessibili online e gratuitamente.

Accendete, allora, i vostri devices – PC, smartphone, tablet – e “spulciate” tra le straordinarie applicazioni o tra i siti web proposti per accendere e tenere attiva la mente dei più piccoli. In un vasto e complesso mare telematico, quali giochi di intelligenza prediligere per i più piccoli? Scopriamolo insieme.

Giochi di intelligenza per bambini

Immediati, divertenti, accessibili: sono innumerevoli i vantaggi offerti dalla rete quando parliamo di giochi di logica per ragazzi e bambini.

Si tratta di vere e proprie sfide di ruolo, il cui regolamento è semplicissimo da comprendere e applicare alla lettera. Unire l’aspetto didattico a quello ludico diventa più semplice quando si ricorre all’ausilio del web per mettere in moto l’intelletto dei nostri figli, nipoti, fratellini e sorelline.

E’ vero: Internet è un luogo pieno zeppo di insidie. La buona notizia, però, è che esistono contenuti appassionanti e culturalmente validi, che possono tenere vive le giovani menti senza annoiare. Il tutto, dettaglio non trascurabile, gratuitamente.

Giochi logici gratis

La rete è ricchissima di giochi di logica gratis per bambini, utili per esercitare l’intelletto nelle varie discipline scolastiche e non.

Tra le infinite opzioni presenti sul web, proviamo a citare i titoli di giochi di ragionamento più quotati.

Green

Grafica lineare, rompicapi divertenti, facilità di utilizzo (basta un semplice mouse per accedere ai giochi proposti): tutto questo è Green, gioco di logica per bambini pensato per ottenere alla fine di ogni livello una brillante schermata… verde!

Slimekids

Portale pensato per i più piccoli, ricchissimo di esercizi di logica per bambini divertentissimi e stimolanti. Alphabet Shoot, KeyMan, Typing Adventure sono solo alcuni dei titoli offerti dalla piattaforma, il cui unico limite (anche se potrebbe tramutarsi in opportunità) è rappresentato dall’essere fruibile in lingua inglese.

Cubi colorati – Rubix

Potremmo definirla una variante telematica del famigerato e “analogico” cubo di Rubik. Rubix basa la sua giocabilità su un concetto tanto semplice quanto, ad onor del vero, non così scontato: il giocatore deve dare il medesimo colore a tre cubi, basi comprese, per superare il livello.

Rosso E Blu – Blue Red Logic

Un gioco di logica a tutti gli effetti, nel quale il ragionamento del piccolo giocatore sarà messo a dura prova dalla griglia del livello, vera avversaria di una sfida giocata a colpi di colore rosso e blu.

Lo scopo? Ottenere una griglia monocolore: più facile a dirsi, che a farsi.

Broken TV

Cosa accade quando cerchiamo di risolvere un puzzle su un mezzo in movimento?

La risposta potrebbe risiedere nel gioco online Broken TV: un autentico rompicapo che metterà a dura prova concentrazione, logica e… stomaco! Lo scopo? Comporre delle figure partendo da pezzi di puzzle in movimento.

Ogni livello è più difficile del precedente, ogni sfida più stimolante: il divertimento è dietro l’angolo e la mente dei più piccoli sarà stimolata a dovere, per la gioia dei genitori!

Indovinelli logici per bambini, i 100 più belli, ecco quali sono

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Sviluppare il ragionamento dei più piccoli attraverso dei giochi mentali: gli indovinelli logici per bambini sono da sempre uno degli strumenti prediletti da genitori, insegnanti e altre figure importanti nella crescita dei pargoli per imprimere nelle giovani testoline concetti importanti, divertendosi allo stesso tempo.

Quali sono i migliori indovinelli per bambini? Ecco una lista dettagliata di indovinelli con risposta (tra parentesi).

Indovinelli con soluzioni

Indovinelli divertenti, indovinelli simpatici: quali sono gli indovinelli logici per bambini più amati e conosciuti? Ecco una lista degli enigmi più noti.

  • “Ha quattro gambe, ma non può camminare. Cos’è?” (Il tavolo);
  • “Cosa pesa di più: un chilo di piume o uno di mattoni?” (Hanno lo stesso peso);
  • “Mio padre fa il cantante, mia madre è balbuziente. Il mio vestito è bianco e il mio cuore d’oro. Chi sono?” (L’uovo);
  • “Si saluta solo se si è alzata, cos’è?” (La bandiera);
  • “Passa attraverso il vetro, ma senza romperlo. Cos’è?” (La luce);
  • “Son riccio spinoso, dal cuor generoso, son fatto a ballotta, mi mangiano cotta, mi trovo in montagna, mi chiamo?” (Castagna);
  • “Siamo piccoli e verdini, siamo tondi e fratellini, stiamo dentro ai baccelli e siamo i?” (Pisellini);
  • “Ho baffi e fiuto fino e sento odor di topolino, giro sempre in 44, ma lo sai che sono il?” (Gatto);
  • “Chi la perde non la può raccontare. Cos’è?” (La memoria);
  • “Ha il cavallo, ma non è un cavaliere. Cosa sono?” (I pantaloni);
  • “Cos’è che sale, ma non scende mai?” (L’età);
  • “Al suo passaggio tutti si tolgono il cappello. Chi è?” (Il pettine);
  • “Scotto solo quando sono fresco. Cosa sono?” (Il pane);
  • “Ho i raggi, ma non splendo, e se mi buco devi stare attento. Cosa sono?” (La ruota);
  • “Quando sono in piedi loro sono sdraiati, quando sono sdraiato loro sono in piedi. Chi siamo?” (I piedi);
  • “Chi è il fratello di mia sorella che non è anche mio fratello?” (Io);
  • “Ci sei dentro, ma non puoi entrarci. Cos’è?” (Lo specchio);
  • “Ti tiene in vita, ma lo vedi solo d’inverno. Cos’é?” (Il fiato);
  • “Vado avanti, vado indietro corro e mi fermo ma non cambio mai di posto. Chi sono?” (Il pendolo);
  • “Cos’è bianca quando è sporca?” (La lavagna);
  • “Chi, pur avendo una sola voce, si trasforma in quadrupede, bipede e tripede?” (L’uomo – Enigma della Sfinge che viene posto ad Edipo; si tratta del primo indovinello logico documentato nella storia);
  • “La mia vita può durare qualche ora, quello che produco mi divora. Sottile sono veloce, grossa sono lenta e il vento molto mi spaventa. Chi sono?” (La candela);
  • “Cosa viene una volta in un minuto, due volte in un momento e mai in cento anni?” (La lettera dell’alfabeto M);
  • “Mi spoglio quando fa freddo. Cosa sono?” (L’albero);
  • “Non mi prude niente, ma tutti mi grattano. Cosa sono?” (Il formaggio);
  • “Sono nera corta o lunga ti seguo ovunque e se mi calpesti non mi fai male. Cosa sono?” (L’ombra);
  • “Ha tante ali leggere però non può volare, conosce tante cose ma non sa parlare. Cos’è?” (Il libro);
  • “Mi trovi se vai in un posto desolato, e se parli me ne sono già andato. Qual è il mio nome?” (Silenzio);
  • “Perché un fenicottero solleva solo una gamba?” (Perché cadrebbe, se le sollevasse entrambe);
  • “La scarti, anche se ti piace. Cos’è?” (La caramella).

Intelligenza Emotiva: cos’è, chi ne è dotato, caratteristiche

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Ragione e sentimento non sempre vanno d’accordo. E’ nota la suddivisione scientifica del nostro cervello in due distinti emisferi, ognuno deputato a governare razionalità ed emotività. Una distinzione netta, come quella tra il bianco e il nero, all’interno della quale, però, esiste una zona grigia piuttosto interessante: l’intelligenza emotiva.

Cos’è l’intelligenza emotiva e quali persone ne sono dotate?

Cos’è l’intelligenza emotiva

Parlare d’intelligenza emotiva potrebbe sembrare un paradosso, ma non è così.

Questo importante concetto fu affrontato per la prima volta nel 1990 da due studiosi – Peter Salovey e John D. Mayer – che identificarono l’intelligenza emotiva come la capacità di distinguere e controllare le proprie e altrui emozioni. Fu, però, lo psicologo e giornalista scientifico Daniel Goleman che, appena cinque anni dopo, definì in maniera più vasta l’accezione di educazione emotiva, applicandola anche al mondo del lavoro.

Secondo Goleman, le persone dotate di intelligenza emotiva utilizzano principalmente l’emisfero sinistro del cervello, parte deputata alle emozioni. Non si tratta solo di soggetti sensibili: gli intelligenti emotivi presentano delle specifiche caratteristiche, spesso innate, ma che si possono anche acquisire con il trascorrere del tempo e con l’ampiamento delle proprie esperienze di vita e professionali.

Identikit dell’intelligente emotivo

Esiste una sorta di identikit della persona dotata di intelligenza emotiva. Si tratta di linee guida, non di assunti ineluttabili; ad ogni modo, le caratteristiche tipiche dell’intelligente emotivo sono state ottenute da Goleman a seguito di uno studio attento e approfondito.

La persona dotata di intelligenza emotiva:

  • E’ spesso una donna (sono soprattutto soggetti di sesso femminile a ragionare utilizzando la parte sinistra del cervello);
  • E’ molto discreta nel mostrare le proprie emozioni, ma non per questo è insensibile, anzi;
  • Mostra un carattere molto pacato, ma al contempo solido sulle proprie posizioni;
  • E’ fortemente intuitiva, coglie dei dettagli che sfuggono alla maggior parte dei soggetti;
  • I bambini che mostrano segni di intelligenza emotiva sono tendenti a smontare giocattoli per coglierne appieno le funzionalità. Tendono, inoltre, ad andare oltre la superficie delle cose.

Intelligenza emotiva caratteristiche

Le peculiarità tipiche dell’intelligente emotivo possono essere tranquillamente applicate nella vita privata, così come nell’ambito professionale: in quest’ultimo contesto, in particolare, l’intelligenza emotiva gioca un ruolo chiave al fine di creare un ambiente di lavoro sano e collaborativo.

Le principali caratteristiche delle persone con intelligenza emotiva sono:

  • L’empatia: mettersi nei panni del capo, o del collega, o del cliente, carpendone appieno desideri e richieste;
  • La diplomazia: utile per mettere fine a conflitti potenzialmente dannosi;
  • L’intuito: essere capaci di ragionare fuori dagli schemi, mostrando capacità di inventiva fuori dal comune;
  • La fantasia: capacità di spaziare oltre i normali discorsi logici;
  • La creatività: saper innovare, ricorrendo anche a soluzioni inedite;
  • La gestione emozionale: capacità di destreggiarsi e di tenere a bada negatività, paura, frustrazione, nervosismo e ogni genere di sentimento che possa bloccare o generare rabbia.

Possedere l’intelligenza emotiva significa essere rapidi e multitasking: bisogna gestire con la dovuta cautela i contatti umani, senza entrare nel panico in caso di scadenze in arrivo o dell’assegnazione di diversi compiti contemporaneamente. La persona dotata di tali qualità applicherà tali caratteristiche a lavoro, così come nella vita privata, rivelandosi un amico, un partner, un congiunto affidabile e amabile.

Quilling: cos’è, come farla, com’è nata

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La realizzazione di opere a mano ricorrendo al riciclo creativo è una tendenza che sta prendendo sempre più piede tra gli amanti dei lavori fai da te. Tra le varie tecniche artistiche dalle quali attingere per realizzare pezzi unici, quella del quilling assume senza dubbio un posto di rilievo.

Il motivo? Presto detto: il quilling può aiutare a sviluppare la manualità e la creatività di grandi e piccini, ottenendo pezzi unici praticamente partendo da semplici striscioline di carta.

Quilling tecnica

Prima di capire come approcciare a questa tecnica, rispondiamo ad una semplice domanda: cos’è il quilling?

Parola di derivazione anglosassone (con un duplice significato: “quill“, infatti, significa “penna d’oca”, mentre il verbo “to quill” si traduce in italiano con il verbo “arrotolare”), la quilling art è un procedimento con cui realizzare lavori decorativi partendo da riccioli di carta.

La tecnica artigianale ha origini antichissime. Le prime opere di quilling art risalgono all’Antico Egitto. Per il quilling venivano inizialmente utilizzati filamenti d’oro e d’argento per adornare vasi, oppure abbellire copertine di testi religiosi.

Lo scarseggiare dei metalli preziosi nel corso dei secoli ha costretto gli artigiani a virare sulla più economica e maggiormente reperibile carta, tagliata in striscioline e arrotolata su sé stessa. Oggi esistono dei veri e propri kit per realizzare a casa propria opere decorative.

Tecnica quilling come fare

Cornici, bomboniere, composizioni decorative, abbellimenti sulle buste da lettere: grazie al quilling è possibile realizzare dei pezzi unici da regalare a familiari e amici.

Da quale parte cominciare per addentrarsi nel magnifico universo del quilling? Innanzitutto, è bene procurarsi il necessario per realizzare la nostra opera.

Se non abbiamo optato per l’acquisto di un kit già pronto, basterà procurarsi delle strisce di carta – pretagliate, oppure da tagliare con una macchina distruggi documenti, una macchina per la pasta fatta in casa, o un taglierino -; forbici; colla vinilica; una penna quilling, che servirà ad arrotolare le striscioline di carta.

A tal proposito, è importante distinguere tra due tipologie di penne:

  • La slotted tool, adatta ai principianti, che ricorda nella forma una matita avente una fessura sulla punta;
  • La needle tool, dalla punta più affusolata. E’ uno strumento più preciso, ma anche più complicato da usare, specialmente per gli artisti neofiti.

Nei kit per la quilling art troviamo anche altri attrezzi che possono aiutarci a ottenere le forme desiderate dalle strisce di carta arrotolate.

Procedimento

Realizzare un’opera decorativa con il quilling è divertentissimo:

  • Una volta ottenute (o comprate) le strisce di carta, proviamo ad arrotolarle attorno alla nostra penna. Poniamo un’estremità della strisciolina nella fessura della slotted tool e iniziamo ad arrotolare con attenzione la carta su sé stessa, ottenendo la forma desiderata (è bene cominciare dalle più semplici, come le spirali, ad esempio);
  • Quando la striscia è totalmente arrotolata, stacchiamola con delicatezza dalla penna e, con altrettanto garbo, incolliamo la coda della carta per fissare la figura. Non serve eccedere con la colla;
  • Per variare la forma della nostra spirale, basterà pizzicare con le dita la nostra piccola forma in 3D;
  • Quando avremo creato tutte le forme per il nostro “capolavoro”, attacchiamole con delicatezza tra loro con la colla e lasciamo asciugare;
  • Il lavoro è finalmente finito: godiamoci il nostro primo pezzo unico realizzato con il quilling e ricordiamo che la pratica continua affina la tecnica.

 

 

 

Canzoni per bambini piccoli, le più belle in italiano, ecco quali sono

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Sono colonna sonora che scandiscono le giornate dei nostri figli e nipoti. Aiutano ad imparare le prime parole e stimolano il movimento, grazie anche a simpatiche coreografie preparate su misura: sono le canzoni per bambini piccoli, pensate apposta per loro e facilmente reperibili anche grazie alla piattaforma video YouTube.

Tra le canzoncine per bambini grande rilievo assumono proprio i brani italiani. Senza falsa modestia possiamo tranquillamente affermare che la grande tradizione musicale tricolore si manifesta anche in brani dal sound cristallino e dai testi simpatici, spesso redatti in rima e per questo molto facili da memorizzare.

Scopriamo insieme quali sono le canzoni per bimbi in lingua italiana più amate.

Le più belle canzoni per bambini piccoli italiane

Il web pullula di musica per bambini, da dolci ninna nanne sino a pezzi ballabili nelle occasioni speciali,  o in vacanza.

Alcune tra queste opere sono diventate talmente popolari da essere entrate anche nelle classifiche dei dischi per adulti, come l’arcinota “Il pulcino pio“.

Il pulcino pio

“In radio c’è un pulcino, In radio c’è un pulcino

È il pulcino pio, è il pulcino pio E il pulcino pio, e il pulcino pio E il pulcino pio, e il pulcino pio”

Uscita nel 2012, “Il pulcino pio” è una produzione tutta italiana, nata dalla mente dell’editore di Radio Globo Bruno Benvenuti. L’opera è un adattamento di una filastrocca per bambini diffusa in America latina. E’ stata tradotta in moltissime lingue.

La danza del serpente

“Questa è la danza del serpente che vièn giù dal monte

per ritrovare la sua coda che ha perduto un di’”

La danza del serpente” è una canzone per bambini diventata virale dal 2012. Eseguita da numerosi cantanti e condivisa da altrettanti canali social, racconta la storia di un serpente che ha perso la sua coda.

 

Ci vuole un fiore

“Per fare un tavolo ci vuole il legno, Per fare il legno ci vuole l’albero

Per fare l’albero ci vuole il seme, Per fare il seme ci vuole il frutto

Per fare il frutto ci vuole il fiore, Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole un fiore”

Incredibile, ma vero, tra le canzoni italiane amate dai bambini piccoli figura uno dei brani più belli di Sergio Endrigo. Il testo, scritto nientemeno che da Gianni Rodari, contiene un chiaro messaggio ecologista.

Whiskey il ragnetto

“Whiskey il ragnetto sale la montagna

La pioggia lo bagna

E Whiskey cade giù, giù, giù”

Simpatica canzone-filastrocca per bimbi piccoli del 2017. Protagonista del brano è il ragnetto Whiskey, che riesce a riabbracciare la sua mamma dopo una serie di disavventure.

Volevo un gatto nero

“Ma i patti erano chiari

Un coccodrillo a te

E tu dovevi dare Un gatto nero a me”

Le canzoni dello Zecchino d’Oro sono sempre amate dai più piccoli. Nell’immenso oceano di opere degne di pregio, degna di nota è senza dubbio “Volevo un gatto nero“, brano del 1969 scritta da Mario Pagano e interpretato da Vincenza Pastorelli.

La canzone narra del mancato accordo raggiunto tra due personaggi, uno dei quali desidera ardentemente un gatto nero, senza ottenerlo.

Articoli partitivi, ecco quali sono e come impararli

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La grammatica italiana è una delle più affascinanti, ma anche tra le più complesse del panorama linguistico internazionale. Numerosi sono gli elementi che la compongono e non sempre è facile distinguere facilmente di quale componente linguistica stiamo parlando: esempio lampante di ciò è il riconoscimento e, soprattutto, il corretto utilizzo all’interno di una frase degli articoli partitivi.

Cos’è un articolo partitivo e come possiamo riconoscerlo? Scopriamolo insieme.

Articoli partitivi quali sono

Cos’è un articolo partitivo e qual è la sua funzione nella costruzione di una frase? Si tratta di un elemento grammaticale composto dalla parolina “di” unita ad un articolo determinativo (Il, La, Gli, Le). Questo particolare articolo viene inserito all’interno di una frase al fine di far comprendere al nostro interlocutore che stiamo parlando di una parte indefinita di un tutto ben più grande.

“Gradisci del latte fresco?”

Quali sono gli articoli partitivi? Del, Dello, Degli, Dei, Dell’, Della, Delle, Dell’ sono gli articoli partitivi sinonimi di parole come “alcuni”, “un pò” e tutte quelle espressioni che mettono in evidenza l’impossibilità di fornire un quantitativo preciso di una parte di un tutto.

I partitivi, inoltre, vengono utilizzati come plurale dell’articolo indeterminativo Un/Una/Uno:

“una ragazza/delle ragazze”

Prima di utilizzare l’articolo partitivo in una frase è bene imparare come collocarli correttamente:

  • Del e Dei si usano davanti a parole che iniziano per consonante, eccezion fatta per le seguenti: S preconsonantica, X, Y, Z, Ps, Pn, Gn (raggruppamento di consonanti);
  • Dello e Degli si usano nei casi esclusi dalla condizione precedente: S preconsonantica, X, Y, Z, Ps, Pn, Gn;
  • Dell’ e Degli si usa davanti a parole che iniziano per vocale;
  • Della e Delle si usano davanti a parole che iniziano per consonante;
  • Dell’ e Delle anticipano parole che iniziano per vocale.

Articoli partitivi o preposizioni articolate?

E’ piuttosto frequente confondere un articolo partitivo con una preposizione articolata.

Dal punto di vista della scrittura, non esistono differenze tra un aggettivo e una preposizione: Del, ad esempio, viene composto in entrambi i casi nella medesima maniera: di + articolo determinativo.

Il significato, tuttavia, è diametralmente opposto.

 – “gradirei delle risposte esaustive, grazie”

– “i gatti delle vicine sono adorabili”

  • La prima fase vede la presenza di un articolo partitivo (Delle): non sappiamo quante risposte esaustive vorremmo ottenere; il “Delle” potrebbe essere semplicemente sostituito dal termine “alcune”;
  • Il “Delle” della seconda proposizione, invece, svolge una funzione di introduzione di un complemento: le vicine sono le proprietarie dei felini adorabili.

Come possiamo evitare di confonderci tra le due forme grammaticali? Semplice: proviamo mentalmente a sostituire i vari Del, Della, Degli, ecc. presenti nella frase con la parola alcune/alcuni/alcuna/alcuno/un pò: se la frase manterrà il suo senso sostituendo la parola, allora avremo di fronte un articolo partitivo:

“ho incontrato degli studenti nel parco”

Degli” può tranquillamente essere sostituito con “alcuni”.

“sono arrivati i volumi degli studenti di scuola media”

E’ semplice intuire come il “degli” si riferisca agli studenti, non al numero imprecisato dell’oggetto della frase.

Basterà allenare la mente con costanza, avvalendosi di semplici esercizi di composizione di frasi con articoli partitivi e frasi con preposizioni articolate per distinguere immediatamente gli uni dalle altre: provare per credere.

 

 

I 7 re di Roma, come ricordarli? Ecco le migliori filastrocche

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Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio… E poi? Tra le nozioni più difficili da memorizzare da grandi e piccini, possiamo tranquillamente ritenere i 7 re di Roma tra quelle quasi impossibili da ricordare.

Quasi, appunto. Perché sono molteplici le strategie da attuare per ricordare date, luoghi e persone e i sette grandi sovrani capitolini, che hanno tenuto in mano le sorti della città dal 753 e il 509 a.C. (sino alla cacciata dell’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo) non fanno certo eccezione.

In soccorso dei giovanissimi scolari vengono, ancora una volta, le sempre amate filastrocche: un metodo divertentissimo per stimolare la mente, consentendo di potenziare le capacità mnemoniche dei più piccoli.

I sette re di Roma

Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio (noto anche come Anco Marcio), Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo sono i 7 re di Roma che governarono la Capitale sino al VI secolo a.C..

Al termine forzato della reggenza di Tarquinio il Superbo, Roma divenne una Repubblica. Non è semplice ricordare i nomi dei sette re di Roma,  figurarsi il corretto ordine di successione dei sovrani. Niente paura, però: grazie alle filastrocche per bambini – amatissime anche dagli adulti! – sarà possibile inserire in un cassetto della loro mente questo importantissimo ricordo storico, da rispolverare magari nel “temibile” momento dell’interrogazione.

Sono due, in particolare, le filastrocche dedicate ai re romani: leggiamole insieme e scegliamo quale potrebbe fare al caso del nostro bambino.

I 7 re di Roma, la filastrocca di C. Torri

“Romolo di Roma fu l’inventore O per meglio dire, il suo fondatore

Numa Pompilio re sacerdote e bonario Costruì templi e inventò il calendario

Tullo Ostilio Re guerriero, delle sue conquiste andava fiero

Anco Marzio, re dei mercanti Vendeva sale a tutti quanti

Tarquinio Prisco costruì le fogne e il foro E ancora possiamo ammirare il suo lavoro

Servo Tullio mise attorno a Roma le mura E rese la città così più sicura

Tarquinio il Superbo fu un vero tiranno E per la città fu un bel danno

Dai romani stufi fu cacciato via E così ebbe fine la monarchia

Finalmente la Repubblica arrivò Ma questa è un’altra storia, lo so!”

I 7 re di Roma, la seconda filastrocca

“Romolo della città fu il Re fondatore, a lui vanno in eterno gloria e onore.

Numa Pompilio fu religioso e pio, fece costruire un tempio per ogni Dio.

Tullo Ostilio fu Re guerriero, dei fratelli Orazi andava fiero.

Anco Marzio gran costruttore, del porto di Ostia fu l’inventore.

Tarquinio Prisco etrusco di gran civiltà di case in muratura riempì la città.

Servio Tullio assai intraprendente: di mura cinse Roma per difendere la gente.

Di questi bravi Re a rovinar la reputazione ci pensò Tarquinio il Superbo, con la sua orrenda azione!

Fece tanti guai e deluse così i Romani che lo scacciarono e non vollero più sovrani!”

Filastrocche allegre ed orecchiabili, che raggiungono appieno lo scopo per le quali sono state create: consentire ai bambini una corretta memorizzazione di concetti così complessi, divertendosi e apprendendo sempre nuove nozioni.

Imparare i nomi e le gesta dei 7 re di Roma non è mai stato così divertente: provare per credere!

Favole per bambini, quali sono le più belle prima della nanna? Ecco la classifica

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Le favole per bambini sono da sempre il modo migliore per fare addormentare più piccoli.

Esistono una miriade di favole della buonanotte, ognuna delle quali è adatta ad una determinata fascia di età. Favole per neonati, storie di principesse e guerrieri, filastrocche della buonanotte… Non mancano classici intramontabili, alcuni dei quali divenuti doppiamente famosi grazie a trasposizioni animate; storie con una morale, per i “cuccioli” più grandi; favole divertenti, per strappare un sorriso prima della nanna.

Quali sono le storie per bambini più amate da genitori e figli?

Le più belle favole per bambini

Potrebbe risultare impossibile nuotare nel vasto mare delle fiabe per bambini alla ricerca dei racconti più dolci e belli prima della nanna; esistono, tuttavia, delle storie della buonanotte adorate dai più piccoli, veri e propri “must read” che conciliano il loro sonno.

Scopriamo insieme le fiabe della buonanotte più amate dai bambini.

5 – Rudolph la renna

Non potevamo che inaugurare questa classifica dei più bei racconti per bambini con una storia prettamente natalizia.

Protagonista della storia è la giovane renna Rudolph, amatissima dai bambini per il suo naso dal colore particolare. Rudolph è una delle renne alleate di Babbo Natale, pronta a portare i regali ai più piccoli.

4 – Peter Pan

L’Isola che non c’è è il luogo per eccellenza dove divertirsi e non pensare alle preoccupazioni tipiche dell’età adulta. Massimo rappresentante della filosofia della magica location è Peter Pan, eroe bambino alla ricerca della sua ombra, che trascinerà Wendy e i suoi fratelli in una rocambolesca avventura.

3 – Raperonzolo

I fratelli Grimm sono sovrani incontrastati nella realizzazione di favole da leggere prima di andare a nanna. Una delle storie per bimbi più amate è “Raperonzolo“: la storia prende il via da un furto di raperonzoli ai danni di una strega. Per punire la coppia che osò portare via gli ortaggi dal proprio orto, la malefica donna chiese in pegno la bambina che i due genitori aspettavano.

Il resto, è storia: una fanciulla dalle lunghe trecce, imprigionata in una torre, che affrontò mille avversità per trovare, finalmente, l’amore.

2 – Aladino e la lampada magica

La favola di Aladino vanta innumerevoli trasposizioni, grazie in primis alla Disney, che realizzò un fantastico film animato e una trasposizione live action con Will Smith nei panni del genio.

Aladino è un giovane lavativo che viene ingannato da un mago, che lo assolda per ritrovare una vecchia lampada dai poteri fantastici. Il ragazzo, attirato dalla falsa promessa di diventare ricco, diventa vittima di un inganno, ma nulla è perduto: per il giovane sarà l’inizio di una nuova vita, al fianco del Genio della lampada.

1 – La Bella e la Bestia

È una storia sai, vera più che mai. Solo amici e poi, uno dice un noi… Tutto cambia già“. La storia di Belle, ragazza francese appassionata di lettura e del suo incontro con la Bestia, ha ispirato la realizzazione di una marea di trasposizioni filmiche e televisive.

Tra le letture per bambini, la storia de “La Bella e la Bestia“, oltre ad essere intrisa di elementi magici e avventurosi, contiene una importantissima lezione: mai basarsi soltanto sull’aspetto esteriore, perché la vera bellezza di ognuno di noi risiede nel proprio cuore. Una storia sempre attuale, una favola dolcissima da raccontare ai più piccoli, per conciliare un sonno sereno e carico di sogni.

 

 

Come scelgo la crema antietà adatta al mio tipo di pelle?

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Avere una bella pelle, dall’aspetto sano e curato, anche dopo i trent’anni, è motivo d’orgoglio, e ci permette di vivere in perfetta sintonia il rapporto fra corpo e mente.

Laddove le virtù genetiche non ci sono d’aiuto, possiamo scegliere percorsi alternativi, valutando i benefici della cosmesi, e l’organizzazione di una corretta skincare routine, a partire dall’uso di prodotti di qualità come le creme antietà Lancome.

Inutile negarlo: le creme antietà non sono tutte uguali ma, desiderando orientarsi nella scelta, è importante considerare l’adeguatezza del prodotto in base al tipo di pelle e alle sue caratteristiche.

Se a guidare la scelta antiage è la garanzia di ottenere un effetto lisciante, illuminante e rimpolpante, non possiamo dimenticare che la crema deve adattarsi anche alla nostra età.

Dopo i 25 anni dobbiamo assolutamente inserire nella beauty routine i primi prodotti antiage, per un uso sempre più mirato delle soluzioni, cadenzato al passare degli anni, e alla maturità della pelle.

La crema antietà e il fattore qualità della pelle

La miglior crema antietà è quella che si adegua perfettamente alla pelle. Gli indizi che svelano a quale tipo di pelle appartiene l’epidermide da trattare, si intuiscono facilmente, cominciando da dettagli quali la presenza di un’intensa lucidità, in caso di cute grassa e, al contrario, di un’evidente secchezza della pelle, che di norma è conseguenza della disidratazione.

Le pelli tendenzialmente secche, ad esempio, se non vengono trattate con tutti i riguardi, sono soggette a un precoce percorso di invecchiamento. La fragilità delle pelli secche deve essere supportata dai benefici di un’idratazione adeguata. In questi casi il prodotto anti-invecchiamento ideale contiene acido ialuronico, estratto di rosa o di semi di lino, e vanta formule dalla texture vellutata, in grado di idratare lasciando il viso morbido, vellutato e sorprendentemente luminoso. Per pelli più mature si suggerisce un prodotto idratante, ad effetto lifting rimpolpante per le soluzioni giorno, con adeguato fattore di protezione, e soluzioni protettive e nutrienti per la notte.

Chi ha la pelle secca deve poter contare su creme molto idratanti, magari arricchite da burro vegetale come quello di karitè, cacao o albicocca.

Le pelli grasse, così come quelle miste, di cui spesso si pensa erroneamente non abbiano bisogno di idratazione, devono essere trattate con cosmetici oil free, ma nutrite a dovere. Dopo un’accurata detersione, si rivela necessaria l’applicazione di una crema antiage in gel, oppure con altra formulazione, dalla texture sostanzialmente leggera, che non disdegna la presenza di acido ialuronico. Nonostante la necessità di combattere la presenza di sebo in eccesso, che è causa dell’antiestetica lucidità, è necessario evitare l’uso di prodotti troppo aggressivi e irritanti. Meglio inserire nella skincare routine delle pelli grasse prodotti a base di ingredienti naturali dagli effetti sebo regolatori, idratanti e lenitivi.

Le pelli sensibili sposano di rigore le creme antiage ipoallergeniche che, oltre a intervenire sui segni del tempo, sono perfettamente in grado di lenire la pelle.

Per prendersi cura delle pelli normali, niente è più adeguato delle creme antietà che preservano l’equilibrio cutaneo, e proteggono l’epidermide. Si parla di prodotti a base di olio di mandorle, di argan o di rosa mosqueta, che offrono un elevato grado d’idratazione, favoriscono l’elasticità della pelle, e intervengono concretamente nel percorso di rigenerazione cutanea.

Barzellette di Pierino, le 100 più belle, ecco quali sono

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Nell’immaginario cinematografico e televisivo identifichiamo lo scolaro più birbante d’Italia con il viso goliardico, ma in fondo buono, dell’attore Alvaro Vitali. E’ lui a vestire i panni di Pierino, alunno irriverente con il debole per le belle donne, fautore di alcuni tra i momenti più esilaranti della storia dello spettacolo. Le barzellette di Pierino, del resto, sono un patrimonio non tangibile, eppure ben radicato nella nostra società.

Alzi la mano chi non ha mai ascoltato, o raccontato, una delle tante freddure declamate dal buon Vitali e facilmente rintracciabili in rete. Qual è la barzelletta più irriverente del pestifero Pierino? Abbiamo stilato la nostra personale classifica delle barzellette divertenti di Pierino più iconiche e memorabili: pronti a ridere di gusto?

Barzellette di Pierino più belle

Abbiamo riportato alcune tra le barzellette di Pierino per bambini, che strapperanno un sorriso anche agli adulti.

L’ordine delle barzellette divertenti sulla scuola e non è assolutamente causale, perché ogni singola battuta del simpatico scolaro meriterebbe il podio di questa straordinaria classifica. Le battute di Pierino sono tra gli esempi più esilaranti di barzelletta scolastica!

Le battute migliori di Pierino

  • A lezione di storia: – Pierino, dove vivevano gli antichi Galli? – Negli antichi pollai!
  • Pierino pieno di entusiasmo: – Papà, oggi sono andato vicino al 10! – Quindi hai preso un 9? – No, ha preso 10 il mio vicino di banco!
  • A lezione di scienze: – Pierino, dimmi il nome di un liquido che non gela. – L’acqua calda, signora maestra.
  • Pierino alla maestra: – Maestra, si può punire una persona per una cosa che non ha fatto? – No di certo, Pierino… perché? – Non ho fatto i compiti!
  • La maestra a Pierino: – Pierino, nella frase “il medico cura il paziente”, dov’è il soggetto? – All’ospedale signora maestra!
  • Il fratello di Pierino gli chiede: – Perché ti agiti come un matto? – Pierino risponde: – Ho appena preso lo sciroppo e ho dimenticato di agitarlo prima!
  • La maestra sta insegnando ai suoi studenti la grammatica: – Vediamo Pierino se hai capito il verbo “studiare”. Io studio, tu studi, egli studia. Che tempo è, Pierino? – Pierino sospira alzando gli occhi al cielo: – E’ tempo perso, maestra!
  • Pierino sta sostenendo gli esami di quinta elementare. Non ha studiato e quindi non è preparato. La maestra, di fronte alla sua scena muta, esclama in preda alla disperazione: – Pierino, dimmi almeno qualcosa o sarò costretta a bocciarti!!!! – Pierino, speranzoso, risponde: – Qualcosa!
  • In classe: – Pierino, non sai neanche che fu Colombo a scoprire l’America? – Io non sapevo neanche che qualcuno l’avesse persa!
  • La maestra a Pierino: – dove si trova il monte Bianco? – E lui: – Sul libro di geografia, a pagina 66!
  • In classe: – Pierino, dove si trova l’Elba? – Nel plato!
  • La maestra interroga Pierino. – Vediamo Pierino, chi definì l’Italia “Bel Paese”?” – Pierino ci pensa un po’ su, poi risponde: – Un produttore di formaggi, signora maestra!
  • Pierino chiede alla professoressa di inglese: – Cosa vuol dire “I don’t know”? – Non lo so. – Ah, allora vado a chiedere a qualcun altro.
  • La maestra di matematica chiede a Pierino: – Se in una tasca dei pantaloni hai 2 euro e nell’altra ne hai 1 quanti euro hai in tutto? – Pierino risponde dopo aver controllato le sue tasche: – Uhmm… ho i pantaloni di un altro signora maestra!

Anagrammi per bambini, i migliori con soluzione e per la scuola primaria, ecco quali sono

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Educare i più piccoli divertendoli: questo è lo scopo di anagrammi per bambini e altri giochi linguistici capaci di allenare la mente partendo da una singola parola, o da una frase.

Cos’è un anagramma e come possiamo risolverlo? Parola di origine greca (“anà“, sopra e “gràmma“, lettera), l’anagramma si ottiene da una diversa disposizione di lettere che compongono una parola, o una frase.

Gli anagrammi per bambini, o per adulti, si distinguono in:

  • Anagrammi semplici, generati dalla disposizione diversa di lettere partendo da una singola parola;
  • Anagrammi a frase, quando da una singola parola otteniamo una frase;
  • Anagrammi divisi, che possono essere ottenuti da una o più parole, o tra più parole in entrambi i casi;
  • Frasi anagrammate, quando da una frase otteniamo un’altra frase con le stesse lettere ;
  • Frasi anagrammate divise, ovvero l’uso delle lettere di più parole per comporre una frase.

Scopriamo insieme quali sono i migliori anagrammi di parole per bambini frequentanti le storie primarie: giochiamo con la mente per incrementare competenze logiche e autostima dei più piccoli.

Anagrammi esempi

Che si tratti di anagrammare lettere semplici o di combinazioni più complesse, tutti i giochi logici atti a sviluppare nel bambino capacità cognitive e linguistiche possono essere impostate come un momento ludico, durante il quale è possibile gratificare lo scolaro, o al contrario, indirizzarlo al meglio qualora sbagliasse risposta.

Come si fa un anagramma? Il principio ricorda moltissimo quello della Settimana Enigmistica: dopo aver giocato, si consultano le soluzioni anagrammi per confrontare le risposte. Un allenamento cerebrale semplice, immediato, divertente.

Vediamo alcuni esempi classici di anagrammi divertenti.

Anagramma di “Mela”

La parola “mela” è composta da quattro lettere e può essere anagrammata in numerose varianti, come “lame” o “male“.

Anagramma di “Doni”

Altro anagramma per bambini semplice, ma dalle molteplici varianti, è quello della parola “doni“, che si trasforma in “nido“, “nodi“, “dino“.

Anagramma di “Il gatto nero”

Gioco più complesso, ma non impossibile per menti giovani e fresche come quelle degli scolari degli istituti primari, è fare anagrammi di più parole per ottenerne altre.

Esempio lampante è “il gatto nero“, che può essere riadattata in varianti quali: “legati torno“, “angeli rotto“, “regali tonto“.

Anagramma di “Due amici”

Due parole, otto lettere, molte soluzioni. Da “due amici” si possono ottenere frasi come: “cui media“, “duca miei“, “mi educai“.

Anagrammi per bambini di nomi propri maschili

Ottenere un nome proprio da una parola? E’ possibile!

Da parole come “nefasto“, “Nilo“, “eretto“, o “cerino” i più piccoli potranno scovare come dei tesori nascosti nomi come Stefano, Lino, Ettore, Enrico.

Anagrammi per bambini di nomi propri femminili

Possiamo ottenere anche nomi femminili anagrammando parole di senso comune.

Da “carie” sarà semplicissimo ottenere Erica, così come mescolando le lettere che compongono la parola “camino” i più piccoli potranno comporre il nome Monica. Il tutto, sempre divertendosi e aguzzando l’ingegno.

Alzi la mano chi conosce la soluzione all’anagramma “slavina“: avreste mai immaginato che cambiando l’ordine delle lettere si ottiene il nome Silvana?

Anagrammi da colorare

Per sviluppare le qualità logiche dei bambini in età scolare si ricorre spesso a giochi molto semplici, ma di impatto immediato.

E’ possibile, ad esempio, creare anagrammi per bambini associando alle parole da comporre dei disegni. Partendo dalla parola “logarfa“, ad esempio, è possibile ottenere “fragola“: un’associazione non sempre automatica, ma facilitata dall’immagine del frutto al quale collegare il gruppo di lettere.

6 consigli per organizzare un cambio pannolino efficace durante le vacanze in montagna

Gestire al meglio il momento del cambio pannolino durante le vacanze in montagna potrebbe rivelarsi molto più complicato di quello che si pensava. Le temperature sono infatti più basse, il che significa che da un lato bisogna preoccuparsi di proteggere il piccolo e dall’altro si dovranno togliere molti più vestiti al neonato per riuscire a cambiarlo. Questi dettagli impongono un’organizzazione ben precisa: vediamo allora insieme alcuni consigli da seguire per non avere problemi con il cambio pannolino durante le vacanze in montagna.

#1 Portare una borsa per appoggiare i vestiti del bebè

Innanzitutto, conviene portare sempre con sé una borsa piuttosto capiente, in modo da avere un punto d’appoggio per i vestiti del bambino. Come abbiamo accennato infatti, in montagna i neonati sono vestiti a strati e si dovranno togliere diversi capi per riuscire a cambiare il pannolino senza intralci. Meglio evitare di appoggiare i vestiti su un piano presente in bagno o comunque in una zona comune, per via della scarsa igiene. Molto meglio utilizzare la propria borsa, in modo da non correre rischi.

#2 Portare sempre un paio di tutine termiche di ricambio

Le tutine termiche sono fondamentali in montagna, perché permettono al neonato di stare al caldo. Come ben sappiamo però, il rischio che il piccolo si sporchi non va mai escluso quindi è sempre consigliabile mettere nella borsa del cambio almeno un paio di tutine in più, in modo da poterne utilizzare una nuova qualora quella che indossa si dovesse sporcare.

#3 Mettere in borsa diversi pannolini di scorta

Naturalmente, è importante ricordare di mettere sempre nella borsa del cambio un pacco di pannolini di scorta. Nel dubbio, vale la pena tenerne un paio anche nella propria borsetta principale o nello zaino, qualora dovessero servire proprio in emergenza e non si avesse la borsa del cambio sottomano.

#4 Mai dimenticare la pasta protettiva per il cambio

Tra i vari prodotti per la cura del bebè, non bisogna mai dimenticare la pasta protettiva per il cambio, fondamentale per proteggere la sua pelle delicata e prevenire irritazioni da pannolino. Quella di Babygella è tra le più consigliate dalle mamme, perché composta da ingredienti naturali e di ottima qualità: perfetta per prendersi cura del neonato sin dai suoi primissimi giorni di vita.

#5 Mettere sempre in borsa delle salviette detergenti per il cambio

Altrettanto importanti sono le salviette detergenti, soprattutto quando si è lontani da casa. Anche in questo caso però conviene sempre sceglierle di buona qualità, come quelle di Babygella che sono prive di sostanze chimiche e sono arricchite con complesso prebiotico per proteggere la barriera cutanea del neonato.

#6 Portare sempre un asciugamano da stendere sul fasciatoio

Infine, conviene sempre ricordare di mettere nella borsa del cambio anche un asciugamano da stendere sul fasciatoio. Questo è importante da un lato per questioni di igiene e dall’altro per evitare che il piccolo entri in contatto con superfici che potrebbero essere molto fredde, specialmente se ci si trova in montagna.

La volpe e l’uva: testo, morale, cosa insegna

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Una volpe affamata, come vide dei grappoli d’uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli, ma non ne fu in grado“: inizia così la favola “La volpe e l’uva“, una delle storie più note e tramandate di generazione in generazione.

La favola “La volpe e l’uva” è diventata talmente virale tra grandi e piccini da aver ispirato un vero e proprio modo di dire, ovvero quello di comportarsi come il furbo animale di fronte all’impossibilità di raggiungere anche solo un acino di frutto, quando si manifesta un’incapacità a tagliare un traguardo personale o professionale. Qual è la versione intera della favola e quale il messaggio che vuole trasmettere?

La volpe e l’uva, testo originale

La storia “La volpe e l’uva” si è arricchita nel corso dei secoli di piccole varianti; la storia originale, tuttavia, vede due versioni contrapporsi: quella di Esopo e quella di Fedro.

Si tratta di due piccolissimi testi, che differiscono in realtà in maniera minima e che mirano a promulgare lo stesso, identico messaggio: la presunzione non premia sempre e se un obiettivo non viene raggiunto non è possibile colpevolizzare sempre le circostanze.

La versione di Esopo

“Una volpe affamata, come vide dei grappoli d’uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli, ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi.» Così anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze.”

La versione di Fedro

“Spinta dalla fame una volpe tenta di raggiungere un grappolo d’uva posto in alto sulla vite, saltando con tutte le sue forze. Non potendo raggiungerla, esclama: “Non è ancora matura; non voglio coglierla acerba!”. Coloro che sminuiscono a parole ciò che non possono fare, debbono applicare a se stessi questo paradigma.”

Morale della favola La volpe e l’uva

Oltre alle due versioni ufficiali della favola, esistono varianti sul tema “La volpe e l’uva”, riscritte esplicitamente per i più piccoli e aventi il chiaro intento didattico di spingere i giovanissimi a riflettere sul senso della storia.

Senso che, se viene chiaramente esplicitato da Esopo e Fedro, viene quasi sottinteso in racconti e filastrocche, ben più lunghi e “contornati” di altri personaggi, con protagonista la volpe che cerca di raggiungere l’uva. L’aggiunta di co-protagonisti alla favola “madre” serve a sottolineare quanto la volpe sia il simbolo di alcuni valori da non perseguire: l’aggressività, la prepotenza, l’arroganza, ma soprattutto l’incapacità di ammettere i propri limiti.

Limiti che vengono messi in evidenza non solo dall’irraggiungibilità dell’uva per il predatore, ma anche dallo “sberleffo” della cornacchia, uno degli “antagonisti” inseriti in una versione più moderna e lunga della storia, che al contrario del mammifero può risalire e degustare gli acini del frutto senza alcuna difficoltà.

La volpe, animale astuto per eccellenza, viene messa sotto scacco da un grappolo di succosa uva, che essa non esita a definire “acerba” quando si rende conto di non poterla assaggiare. La morale della favola è: è importante accettare i propri limiti, invece di giustificare il proprio fallimento denigrando o sminuendo il prossimo. Mai disprezzare quello che non possiamo ottenere.

 

Giocattoli per bambini: da Pepco qualità a prezzi super convenienti

Il Natale è ormai alle porte ed è arrivato il momento di mettersi alla ricerca dei regali perfetti per grandi e piccini. Sono soprattutto i bambini però quelli che vivono più intensamente la magia del Natale; ecco perché non ci si può permettere di deluderli! Tutti meritano qualche bel giocattolo, originale e al tempo stesso accattivante. Non tutti però hanno la possibilità di spendere grandi cifre per i regali di Natale dei più piccoli. Le famiglie in difficoltà al giorno d’oggi sono parecchie e con i tempi che corrono non è affatto semplice riuscire a mettere da parte cifre importanti. Fortunatamente, anche in Italia è arrivato Pepco e si tratta di un’ottima notizia, specialmente in questo periodo! Questa catena internazionale sta riscuotendo infatti un grandissimo successo nel nostro Paese, proprio perché propone prodotti di qualità a prezzi veramente impareggiabili per via della loro convenienza.

Oltre a capi d’abbigliamento ed accessori per la casa, da Pepco è possibile trovare tantissimi giocattoli per Natale da regalare ai bambini di tutte le età. La scelta è davvero molto ampia ed i prezzi decisamente abbordabili, alla portata di ogni famiglia! Diamo allora un’occhiata alle idee regalo per bambini più interessanti disponibili nei punti vendita Pepco, che si trovano ormai in moltissime città italiane.

Bambole e Barbie per tutti i gusti

Figurano ancora tra i giocattoli più richiesti dalle bambine ed è quindi normale che da Pepco sia presente un ampio assortimento di bambole e soprattutto Barbie. Il bello però è che i prezzi rimangono sempre assolutamente vantaggiosi, dunque si possono accontentare i desideri dei più piccoli senza per questo essere costretti a sostenere dei costi esagerati.

Macchinine e costruzioni delle migliori marche

Nei punti vendita Pepco non mancano nemmeno macchinine e piste da costruire, delle migliori marche come Hot Wheels, che piacciono moltissimo ai bambini e che vengono infatti inseriti spesso nelle letterine inviate a Babbo Natale. Giocattoli forse non originalissimi ma di certo apprezzati dai più piccoli.

Peluche per grandi e piccini

Tra i giocattoli e le idee regalo di Natale per i bambini che troviamo in vendita da Pepco è doveroso menzionare anche i peluche, perché questa catena ne propone di veramente bellissimi. Da quelli ispirati ai cartoni animati a quelli in formato gigante, i peluche sono tutti morbidissimi ed il loro prezzo è davvero strepitoso perché assolutamente abbordabile.

Set creativi e giocattoli musicali

Da Pepco non mancano poi giocattoli più originali, come i vari set creativi per mettere a frutto la propria fantasia o quelli musicali che permettono di divertirsi imparando qualcosa di nuovo. C’è insomma l’imbarazzo della scelta ed è impossibile non trovare un regalo perfetto per un bambino, di qualsiasi età sia.

Quelli che abbiamo visto sono solo alcuni esempi di giocattoli che si possono trovare in vendita nei negozi Pepco e in tutti i casi un punto fermo rimane sempre il prezzo. Da Pepco la convenienza non viene mai meno ed è per tale ragione che questa catena è diventata in breve tempo un vero e proprio punto di riferimento per i genitori italiani.

Filastrocche in rima per bambini, le più belle e educative ecco quali sono

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Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha recitato una tra le più famose filastrocche in rima per bambini!

La filastrocca può essere definita a pieno titolo un patrimonio linguistico prezioso e non solo per i più piccoli. Tramite rime divertenti, infatti, i bimbi esercitano la memoria, imparano nuovi termini, apprendono la musicalità della lingua, distinguendo tra i diversi suoni e anticipando le sillabe che “chiudono” ogni singola frase.

Non si tratta solo di passatempi puerili, dunque: anche se spesso sembrano non possedere un senso logico, la filastrocca con rima è invece un mezzo prezioso per allenare la mente dei nostri bimbi. Alcune tra queste rime si tramandano di generazione in generazione; altre filastrocche bambini sono, invece, relativamente più recenti.

Quali sono le più belle ed educative filastrocche per bambini?

Le migliori filastrocche in rima per i bambini

Alcune filastrocche in rima per i bambini sono a dir poco memorabili e costituiscono un corpus culturale da non considerarsi inferiore a nessuna grande opera letteraria.

Quali sono le migliori rime tramandate di genitori in figli? Scopriamole insieme.

Ambarabà Ciccì Coccò

Cominciamo questa carrellata di filastrocche in rima per bambini con un grande classico: Ambarabà Ciccì Coccò.

“Ambarabà Ciccì Cocò, tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore. Il dottore si ammalò, Ambarabà Ciccì Coccò”

Negli anni, questa filastrocca per bambini è stata tramandata anche in versioni più “edulcorate”, che non facciano riferimento al rapporto fisico tra la figlia del dottore e le tre civette. La versione originale, tuttavia, è più esilarante e si ricorda con maggiore facilità.

Filastrocca del pulcino

Alcune filastrocche in rima per bambini hanno uno scopo ben preciso: insegnare ai piccoli di casa il numero dei giorni presenti in un mese, oppure da quanti e quali giorni è composta la settimana, come nel caso della filastrocca del pulcino. Un modo semplice, ma al contempo geniale per consentire ai bimbi in età prescolare di comprendere il tempo che passa.

“Lunedì chiuso chiusino, Martedì bucò l’ovino, Sgusciò fuori mercoledì, Pio, pio, pio di giovedì, Venerdì un volettino, beccò sabato un granino. La domenica mattina aveva già la sua crestina.”

 

Filastrocca della Befana

“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana: Viva, viva la Befana!”

Babbo Natale, gli elfi, la Befana sono personaggi ben radicati nell’immaginario collettivo di figli e genitori.

La filastrocca sulla Befana restituisce in rima l’identikit di questa simpatica vecchina che, a bordo della sua scopa, distribuisce regali ai più buoni, donando ai più pestiferi cenere e carbone.

Filastrocca della pipì

Jolanda Restano è una delle autrici più famose di filastrocche in rima. I suoi “gioielli linguistici” affrontano piccole e grandi tematiche quotidiane con una leggerezza magistrale.

“Lunedì dentro al vasino; martedì nel pannolino; dentro il water il mercoledì; alla toilette il giovedì. Venerdì nel gabinetto. Ahimé! Sabato nel letto! La domenica, che birichino!, ho fatto la pipì in giardino!”

La filastrocca della pipì è solo una delle tante filastrocche educative della Restano. Lo “spannolinamento” è croce e delizia di ogni genitore, che ha bisogno anche della collaborazione del proprio pargolo per portare positivamente a casa tale “pratica”.

Filastrocche come quella della pipì consentono a madri e padri di introdurre un argomento non sempre semplice da affrontare con i più piccoli.

Digitalizzazione del lavoro: come è cambiato lo scenario professionale negli ultimi 20 anni

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La formazione, le mansioni, tutte le professionalità e la ricerca d’impresa, sono profondamente cambiate negli ultimi 20 anni, in un mondo sempre più concreto e pronto alla velocizzazione di tutte le operazioni umane, attraverso social, piattaforme di contatto per riunioni, briefing e tantissime altre app per lo sviluppo professionale.

Ecco quali sono i punti salienti della digitalizzazione del lavoro e come è cambiato lo scenario professionale.

Smartworking e formazione professionale online

Questa è sicuramente l’evoluzione più determinante che la digitalizzazione ha attuato negli ultimi 20 anni, non solo ha offerto ai lavoratori la possibilità di svolgere le proprie mansioni da casa attraverso lo smartworking ma questo vantaggio si è tradotto anche per la formazione professionale e corsi di aggiornamento.

Tutto ciò, significa non solo consentire alle aziende un risparmio sulle spese ordinarie affitto, servizi e utenze, relativo ai luoghi fisici dove svolgere i corsi, ma anche offrire la possibilità alle persone di ottimizzare i tempi evitando di spostarsi da un luogo a un altro, seguendo le lezioni comodamente da casa.

Posta cartacea contro posta elettronica

L’email ha consentito di risparmiare tempo, costi e materiali cartacei, fornendo gli stessi servizi della posta ordinaria. Questa è stata sicuramente una delle prime molle che ha fatto scattare i processi di digitalizzazione che sono seguiti, proprio perché ha messo in evidenza tutti i vantaggi di Internet e del mondo multimediale per aziende e utenti.

Vetrine e cataloghi virtuali delle eCommerce: lo shopping online

Aziende e negozi (dai più piccoli ai più grandi) hanno ottenuto numerosi vantaggi dalla nascita delle eCommerce. In principio furono eBay e Amazon a dettare i canoni di questa rivoluzione, negli ultimi anni sono nati tantissimi siti di marketplace che avvicinano la domanda e l’offerta in qualsiasi settore di mercato.

Oggi, lo shopping online consente di trovare tantissimi prodotti, beni e servizi, con il miglior rapporto qualità prezzo, grazie alle numerose funzioni dei marketplace è possibile acquistare qualsiasi cosa con un semplice clic e ridurre al minimo i tempi di consegna.

A trarre vantaggio dallo shopping online sono state soprattutto aziende e negozi, che oggi possono mettere in rete il catalogo online e mostrare le vetrine virtuali sul sito aziendale.

Marketing digitale multicanale

Anche il marketing ha subito una rivoluzione sostanziale, aggiungendo altri canali pubblicitari a quelli classici già ampiamente utilizzati: carta stampata, radio, cartelloni e tv.

In primis il marketing è diventato digitale, grazie ai siti aziendali, i blog di settore, gli annunci sui quotidiani online ma soprattutto i social network. Ecco perché si parla di marketing multicanale, in quanto il sito aziendale viene collegato al marketplace, ai blog di settore e alla pagina social dell’azienda stessa, per promuovere la vendita di beni, prodotti e servizi.

In questo modo, non solo le grandi aziende hanno maggiori opportunità ma anche le piccole imprese possono ampliare il loro portfolio clienti e avere la possibilità di raggiungere più utenti per convertire il funnel di vendite.

Lavoretti creativi per bambini, i prescelti del 2022, ecco come realizzarli

Realizzare lavoretti creativi per bambini, coinvolgendo proprio i più piccoli nella realizzazione di oggetti, piccole opere d’arte, o disegni è una piacevole abitudine che sta prendendo sempre più piede in Italia.

Del resto, realizzare dei simpatici lavoretti per bambini con le proprie mani non è solo una fonte di soddisfazione: attraverso piccole opere di economia domestica, i più piccoli impareranno l’importanza di donare una seconda vita a materiali altrimenti destinati al macero, oltre ad allenare le proprie capacità cognitive e manuali.

Si tratta di una sorta di terapia occupazionale, adatta ad ogni tipologia di bambino. Il segreto è optare per i migliori lavoretti manuali per bambini: un mare molto vasto, nel quale però è possibile destreggiarsi con facilità, anche grazie ai numerosi tutorial presenti in rete.

I migliori lavoretti creativi per bambini del 2022

Tra le diverse opere che possono essere realizzate per e in compagnia dei nostri figli, nipoti o cuginetti, abbiamo selezionato alcuni tra i lavori creativi per bambini più simpatici e semplici da realizzare.

Bottoni, tappi di sughero, bastoncini di legno: ogni oggetto presente in casa può essere riutilizzato per realizzare portachiavi, portapenne, sacchetti profumati e altri deliziosi gadget da regalare a parenti e amici.

Quali sono i migliori lavoretti da fare con i bambini del 2022? Scopriamoli insieme!

Bottoni-gioiello

Alzi la mano chi non ha avuto il “piacere” di perdere almeno un bottone della propria giacca o camicia! I bottoni sono tra gli oggetti più riutilizzati in quella che potremmo chiamare l’arte del “riciclo creativo” nelle creazioni per bambini. YouTube pullula di canali aperti da esperte del fai da te, che insegnano come trasformare questi piccoli accessori in braccialetti o simpatici charms, ciondoli che possono impreziosire anche la più spartana delle collane.

Da questo breve tutorial, ad esempio, possiamo attingere numerose dritte per trasformare i bottoncini collezionati in casa in ciondoli per anelli, bracciali e collane: provare per credere!

Pupazzi di sughero

I tappi di sughero sono dei veri e propri tesori da riutilizzare nei lavoretti semplici per bambini!

Il tappo è un oggetto comunissimo, che può essere trasformato in portachiavi, portafoto o calamita in pochi, semplici passi. Servono pennelli, colori e tanta fantasia, come dimostrato da questo simpatico tutorial.

Sacchetti profumati fai da te

I sacchettini profumati sono tra gli oggetti più semplici da realizzare in caso di lavoretti per bambini fai da te.

Basta poco per profumare un armadio con un deodorante naturale, composto semplicemente da oli essenziali o rametti di piante aromatiche, dal rosmarino alla lavanda (come spiegato chiaramente in questo video-tutorial), riso o sale e sacchetti di organza, da recuperare dalle bomboniere.

Barattoli multitasking

I barattoli di vetro sono tra gli oggetti più riutilizzati nei lavoretti fai da te per bambini e non solo.

Trattandosi di vetro, è bene maneggiare tale materiale di riciclo con cautela. Trasformiamo il nostro vecchio barattolo in una lanterna, semplicemente inserendo delle piccole luci alimentate a batterie; in alternativa, possiamo colorarlo e impreziosirlo con glitter o altro materiale di riciclo, inserendo magari una piccola candelina al suo interno: sarà un perfetto gadget natalizio.

Siete a corto di idee? Nessun problema: basterà dare un’occhiata a tutorial come questo per scoprire come trasformare un pezzo di vetro in un’opera d’arte.

Consigli e trucchi per vincere al Blackjack del casino dal vivo

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Il blackjack è stato il cuore di ogni casinò terrestre in tutto il mondo, e ora è diventato il cuore di ogni casinò online come blackjack online. Ci sono molte opzioni per il blackjack in qualsiasi casino dal vivo, come ad esempio https://5gringos.com/it/games/live-casino, il che significa che tutti possono godersi il blackjack che vogliono dalla comodità di casa propria.

L’esplosione di Internet ha offerto agli appassionati di gioco molte nuove opportunità anche per quanto riguarda il blackjack. Ogni casino dal vivo è pieno di risorse per aiutare i giocatori. Ecco alcuni utili consigli e trucchi per il blackjack online da tenere a mente la prossima volta che vi sedete a un tavolo.

Sapere se stare in piedi o prendere una carta

La realtà del blackjack è che non esistono regole ferree. Tuttavia, dovreste capire cosa fare quando vi vengono distribuite determinate carte, soprattutto se confrontate con quelle del banco.

Se dovete pescare una media di quattro a otto, per esempio, e il banco si presenta con qualche carta, dovreste sempre prendere una carta. Se state distribuendo 12 e 16 e anche il banco ha una carta bassa, dovreste considerare di stare in piedi. Tenete presente che il banco deve prendere delle decisioni in modo che non dobbiate farlo voi, quindi lasciate che vada in bancarotta quando deve farlo. Le carte peggiori per il croupier sono i nostri due-sei; è probabile che i croupier vadano in bancarotta quando hanno queste carte.

La carta mostrata dal banco spesso determina le vostre decisioni più di quanto pensiate. Se, ad esempio, dovete distribuire da 12 a 16 e il banco ha carte alte (da sette a un asso), dovreste avvicinarvi il più possibile al 21. C’è la possibilità di andare in rosso, ma il banco ha anche maggiori possibilità di battervi. C’è la possibilità di andare in rosso, ma anche il banco ha maggiori possibilità di battervi. Trovate una comoda tabella che mostri quando dovreste prendere una carta o tenere una mano, e tenetela a portata di mano quando giocate a blackjack online.

Non prendete l’assicurazione

In generale, si dovrebbe ignorare l’assicurazione se si ha un blackjack e il banco ha un asso. È molto meglio vincere 3/2 sul vostro blackjack che puntare denaro extra senza sapere se il banco ha un blackjack.

Raddoppiare sempre il 10 o l’11

Il raddoppio è l’opportunità di raddoppiare la puntata dopo aver ottenuto le prime due carte. Dopo il raddoppio, si ottiene un’altra carta e si deve stare. La maggior parte dei siti di casino dal vivo consente di raddoppiare su due carte qualsiasi.

Il raddoppio è una mossa utile, soprattutto quando il banco mostra due, tre, quattro, cinque o sei. Queste carte significano che è più probabile che il banco vada in bancarotta. Dovrete raddoppiare la vostra puntata, ma questo significa anche che avrete una doppia possibilità di vincere.

Non cercate di contare le carte

La maggior parte delle persone sente parlare dell’idea del conteggio delle carte prima di sentir parlare di blackjack. Anche se ci sono stati alcuni casi storici di conteggio delle carte, è difficile da fare, soprattutto nei giochi con sette o otto mazzi di carte. Il conteggio delle carte, che si effettua quando il croupier distribuisce i dieci e le carte basse in modo da poter modificare la propria puntata, funziona solo nei casinò tradizionali, perché i casinò online hanno il sistema RNG. Se pensate che il conteggio delle carte sia una buona soluzione, allora dovete giocare nei casinò offline.

Capire le vincite al casinò

Uno degli aspetti positivi del blackjack è che offre maggiori probabilità di vincita rispetto ad altri giochi, come la roulette. Ma i giocatori devono comunque prestare attenzione al numero di mazzi utilizzati nel gioco. I giochi possono includere da uno a otto mazzi, e le vincite al casinò migliorano notevolmente per ogni mazzo aggiuntivo.

Ad esempio, in una partita con un solo mazzo, il casinò avrebbe un vantaggio dello 0,17%, che aumenta allo 0,46% quando si aggiunge un secondo mazzo. Con sette mazzi, il vantaggio sarebbe dello 0,64% e diventa dello 0,65% con otto mazzi. Fate le vostre ricerche prima di giocare al blackjack dei casino dal vivo per capire bene a cosa andate incontro.