sabato, Luglio 31, 2021
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La dipendenza da droghe e il pericolo delle ricadute

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Uno degli aspetti più infidi delle dipendenze è il rischio di ricaduta. Infatti è pericoloso pensare di essere guariti una volta per tutte, poiché è possibile sprofondare nuovamente nel tunnel se non si fa attenzione a determinati stimoli.

Questa minaccia è insita in tutte le sostanze stupefacenti, non solo la cocaina ma anche altre droghe come la marijuana, l’hashish e i cannabinoidi di sintesi. Senza dimenticare l’eroina e gli allucinogeni, che hanno effetti terribili sul corpo e sulla psiche.

Per fortuna ci sono degli specialisti che seguono il paziente anche dopo il percorso di riabilitazione, proprio per scongiurare eventuali ricadute. È il caso del centro di disintossicazione San Nicola di Arcevia, in provincia di Ancona: un autentico fiore all’occhiello del territorio, celebre in Italia e all’estero per i suoi metodi all’avanguardia.

Il team del San Nicola è esperto nel trattamento delle dipendenze: da droga, da alcool, da internet e così via. Si utilizzano varie tecniche, dalla terapia cognitivo-comportamentale alla mindfulness, per accompagnare le persone verso la guarigione.

Dopo la residenza, durante la quale avviene la disintossicazione – e si lavora per una migliore comprensione della propria dipendenza e di come affrontarla – si è assistiti con incontri regolari in presenza oppure a distanza. In tal modo, è più facile evitare le ricadute.

In cosa consiste la ricaduta

La ricaduta in sé e per sé non è altro che una nuova assunzione della sostanza. Tuttavia il problema si profila già da prima: nella mente si attivano diversi meccanismi, gli stessi che avevano portato, all’inizio, all’insorgere della dipendenza.

Cambiano gli atteggiamenti e i comportamenti, spesso senza che l’individuo se ne renda conto. Non di rado quando accade è già troppo tardi: le dinamiche sono avviate, ed è frequente la successiva ricerca della droga (che sia cocaina, cannabis o altro).

In questi momenti è molto utile una buona conoscenza di sé. È più semplice, così, comprendere in anticipo ciò che sta succedendo. È meglio che a supportare l’introspezione ci sia un professionista del settore, uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Le cause della ricaduta

La ricaduta può essere provocata da cause interne oppure esterne.

Cominciamo con le seconde. L’ambiente è pieno di stimoli potenziali che conducono alle ricadute: a volte basta soltanto un odore, un’immagine, una scritta che si legge su un cartellone in strada ecc. Per questa ragione è importante tenersi alla larga da tutti gli elementi scatenanti.

È fondamentale, poi, mettere da parte tutte le altre sostanze, perché la ricaduta non è necessariamente legata alla droga “di partenza”. Facciamo un esempio: chi è dipendente dalla cocaina dovrebbe evitare anche l’alcool, la marijuana e così via. I meccanismi che si generano nel cervello sono più o meno gli stessi, al di là della tipologia di prodotto che si assume.

E per quanto riguarda i fattori interni? Capita che la ricaduta abbia origine da una sensazione o da un’emozione. Uno stato di tristezza o di apatia, di nervosismo o di agitazione, che spinge a riprendere la droga per trovare sollievo. Quest’ultimo, ovviamente, sarebbe solo temporaneo, e il problema si ripresenterebbe punto e a capo.

Come riconoscere una ricaduta

Poiché l’atto di drogarsi è lo step finale della ricaduta, è essenziale saper individuare tutte le condizioni precedenti.

In questo ci aiutano due studiosi, Gorsky e Miller, che descrivono i passi che segnano l’avvicinarsi della ricaduta. La persona inizia a rifiutare i trattamenti, affermando di non averne più bisogno: dà per scontato che la dipendenza sia finita, e per così dire “abbassa la guardia”.

La negazione è un’avvisaglia delle ricadute. In situazioni di stress è possibile sentire il desiderio della sostanza psicotropa, che non va mai trascurato anche se in principio è poco intenso.

Spesso, prima della ricaduta vera e propria, ci si isola dagli eventi sociali e si tralasciano gli impegni quotidiani. Non si rispettano gli orari del sonno e quelli dei pasti, non ci si dedica all’igiene del corpo. In altri termini si perde la struttura, una conseguenza molto diffusa tra coloro che soffrono di una dipendenza.

Se si va avanti senza cercare aiuto, si incrementano l’ansia e l’irrequietezza. Diminuisce la lucidità, si agisce in maniera irrazionale. Alla fine, si assume di nuovo la droga nella speranza di stare meglio psicologicamente. E il circolo vizioso ricomincia.

Qualche consiglio per prevenire le ricadute

Una delle migliori strade per la prevenzione delle ricadute consiste in un percorso terapeutico ad hoc. Questo è utile per conoscere sé stessi, per guadagnare consapevolezza e autoefficacia, per adottare strategie di coping e gestire la dipendenza.

Sono opportuni anche i gruppi di auto-mutuo-aiuto, in cui ci si confronta con altre persone che si trovano nelle stesse circostanze. Il dialogo è molto importante per scongiurare le ricadute, perché insegna la tolleranza e il senso di responsabilità.

Un ottimo accorgimento è compilare un diario. Mettere su carta i propri stati emotivi, e rileggerli, serve ad assimilarli, affrontarli e accettarli, per poi superarli.

Crema di caffè: come prepararla in casa

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crema di caffè

Molto spesso le mamme si preoccupano che in casa ci sia sempre qualcosa di pronto e salutare per i propri figli e per eventuali amichetti. Ma, quante volte, sarà capitato alle mamme di dover ospitare altre mamme e non avere nulla da offrire se non cibi e alimenti preparati appositamente per i più piccoli? Ecco perché anche in casa non devono mai mancare spuntini o ricette adatte ad accogliere anche gli adulti. Vediamo insieme qualche consiglio utile.

Crema di caffè sempre pronta per gli ospiti

Con l’arrivo dell’estate e delle temperature calde non c’è niente di meglio che poter offrire una fresca crema di caffè agli ospiti. Una ricetta, se così la si vuol chiamare, che richiede una preparazione semplice e veloce, adatta da preparare in ogni momento, anche all’ultimo minuto. Un servizio semplice che vi permetterà di fare sempre bella figura e non farvi trovare colte alla sprovvista. Vostro figlio invita a casa un amico e questo decide di farsi accompagnare dalla mamma? Bene, un’occasione per scambiare due chiacchiere in tranquillità. Il nostro consiglio di oggi ricade sulla preparazione della crema di caffè.

Crema di caffè ingredienti e preparazioni

Come immaginerete si tratta di una preparazione semplicissima che nella maggior parte dei casi richiede ingredienti presenti in ogni cucina.

Ingredienti:

  • caffè già pronto
  • zucchero q.b.
  • panna liquida

Procedimento: 

  • Come prima cosa preparate il classico caffè e versatelo in una tazzina
  • quando è ancora caldo procedete a zuccherato come siete soliti fare
  • aspettate che si raffreddi e poi riponetele in frigorifero
  • aspettate circa due ore
  • passato questo tempo indicato, proseguite con la preparazione della panna montata
  • in una ciotola fredda versate la panna liquida e iniziate a montarla
  • quando sarete a metà dell’opera, quindi una consistenza della panna semimontata, procedete nel versare il caffè freddo a filo
  • continuate con entrambe le operazioni di pari passo, finite di montare la panna e terminate di versare il caffè
  • continuate a mescolare fino a ottenere la giusta consistenza
  • una volta raggiunta, coprite la ciotola con pellicola e lasciate raffreddare per circa un’ora.
  • dopodiché sarà pronta per essere servita, ovviamente fredda.

Crema di caffè curiosità e altri utilizzi

Il caffè è un momento che non può mancare durante l’arco della giornata. C’è chi la mattina ha bisogno del caffè per alzarsi e chi, invece, preferisce assaporarlo subito dopo pranzo. Chi lo preferisce da solo e chi insieme a una gustosa colazione e chi ne ha bisogno per dormire. Insomma, il caffè è veramente sempre presente e in modi diversi nella vita di ognuno di noi. Tra l’altro è anche molto utilizzato come aggiunta in alcune preparazioni come tiramisù o granite. Quando fa caldo, invece di prenderlo nella classica tazza bollente, potrebbe essere un uso alternativo quello di assaporarlo freddo, ecco dunque l’idea della crema di caffè. Tra l’altro, c’è anche da dire che la crema di caffè potrebbe essere un ottimo metodo per non sprecare del caffè avanzato o non bevuto durante la giornata. Invece di buttarlo o berlo forzatamente può trasformarsi in una gustosa e fresca crema di caffè.

Pannolini lavabili: come si lavano, quanto durano e quanto si risparmia

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pannolini lavabili

Ormai sta prendendo sempre più piede la consapevolezza di quanto sia importante che ogni singolo individuo faccia qualcosa per contribuire ad aiutare l’ambiente. Quando si hanno dei bambini piccoli, ovviamente, il pannolino è un elemento imprescindibile. I primi mesi poi il cambio pannolino avviene molto spesso, con il risultato che, alla fine della giornata, il cesto dei rifiuti è colmo. Un vero e proprio colpo basso per l’ambiente e l’inquinamento. Quindi, cosa si può fare per andare incontro all’ambiente e al tempo stesso garantire confort e benessere ai piccoli? Oggi, sono sempre di più le mamme che scelgono di utilizzare i pannolini lavabili. I pannolini lavabili sono pannolini di stoffa e altri materiali riutilizzabili, che a differenza degli usa e getta non vanno gettati dopo l’utilizzo ma vanno lavati in lavatrice, fatti asciugare e riutilizzati per molti cambi. Non è una scelta semplice che si fa con leggerezza, visto che richiede un impegno molto grande, ma sicuramente sarà apprezzata. Proprio a causa della grande cura e accortezza che bisogna mettere in pratica quando si sceglie di utilizzare i pannolini lavabili, sono molte le mamme cariche di buone intenzioni ma che poi non riescono a stare dietro a questo impegno e, di conseguenza, si vedono costrette ad abbandonare questo percorso green. Vediamo insieme come scegliere i pannolini lavabili adatti ai bambini e che vadano anche incontro alle esigenze della mamma, come utilizzarli e come custodirli senza rovinarli. 

Pannolini lavabili quando iniziare a usarli

Nessuno vi può dire qual è il momento giusto per iniziare ad usare i pannolini lavabili per vostro figlio. Solitamente si consiglia di aspettare i primi mesi di vita, così da poter acquistare direttamente i pannolini lavabili taglia unica.

Pannolini lavabili quanto durano e quanti ne servono

Con una media giornaliera di 5 o 6 cambi occorrono circa 14/18 pannolini, sempre ipotizzando lavaggi ogni 48 ore. Se i pannolini vengono mantenuti e conservati correttamente possono anche durare diversi anni, tanto che nel migliore dei casi potranno anche passare al fratello o sorella minore.

Pannolini lavabili modelli

Tanto per cominciare, è giusto sapere che esistono diversi tipi di modelli di pannolini lavabili. Abbiamo:

  • Pannolino lavabile a 1 pezzo: cioè all’interno dello stesso pannolino troverete già cucita la parte assorbente.
  • Pannolino lavabile a 2 pezzi: la mutandina non ha la parte assorbente cucita ma è munita di una tasca dove poterla inserire, oppure dei bottoni per attaccarla e staccarla

Pannolini ecologici come si lavano

La cosa importante nell’utilizzo di pannolini lavabili è quella di lavarli e conservarli correttamente, così da garantirne un lungo utilizzo. Ecco, alcune semplici regole per lavare i pannolini correttamente:

  • ogni pannolino ha un inserto diverso, a seconda dell’età del bambino e del modello prescelto, in ogni caso sarà sufficiente riporlo in un contenitore chiuso non ermeticamente senza prelavaggio; solo in caso di feci è necessario risciacquare l’assorbente sotto acqua fredda e pretrattarlo strofinando del sapone vegetale, prima dello stoccaggio
  • culle e mutandine possono essere lavate ad una temperatura massima di 40°C, mentre gli inserti fino a 60°C, insieme al resto della biancheria
  • non bisogna utilizzare saponi disinfettanti, sbiancanti ottici, ammorbidente o candeggina.
  • essendo il pannolino indispensabile per ogni bambino, è anche giusto cercare di asciugarlo in tempi brevi. Se non è possibile stendere il pannolino al sole, è possibile metterlo in centrifuga ad un massimo di 1000giri (a eccezione delle parti in pul).

Pannolini lavabili risparmio

Secondo quanto riportato sul sito Proiezioni di borsa, un set di 25 pannolini lavabili di ottima qualità ha un costo che si aggira intorno ai 350€. Questo significa che con i pannolini lavabili risparmieremmo 1.650€ durante lo svezzamento del bambino! E non dimenticate che se avrete un altro figlio, il risparmio sarà doppio.

 

Il bilinguismo in età evolutiva: sfide e opportunità

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Il cervello di un bambino è qualcosa di prodigioso, soprattutto quando si tratta di imparare una o più lingue straniere. Sembra che soprattutto nei primi 6 anni di vita la sua capacità di assimilare e parlare più lingue sia esponenzialmente superiore a qualunque fase successiva della sua vita.

Che dire quindi di crescere un bambino bilingue in età evolutiva? Questa è una domanda che si pongono molti genitori che parlano due lingue diverse come l’italiano e l’inglese, l’italiano e lo spagnolo etc. Quali sfide dovranno affrontare i genitori nell’insegnare ai propri bambini due lingue? Quali sfide dovrà affrontare il bambino? Ma soprattutto, quali opportunità potrebbe offrire loro il fatto di crescere bilingue?

Bilinguismo: sfide per i genitori

Riuscire a trovare il giusto equilibrio nell’insegnare ai propri bambini due lingue non è sempre facile. Quale lingua si dovrà parlare in casa? Quella del papà? Quella della mamma? Tutte e due? Quella del paese in cui si vive? Sono tutte domande che giustamente i genitori si pongono.

Diciamo che molto dipende dall’obiettivo che si vuole ottenere e dalla situazione della propria famiglia. Se l’obiettivo è quello di aiutare i bambini a dominare perfettamente sia la lingua del papà che quella della mamma allora entrambi i genitori dovranno rivolgersi a loro nella propria lingua madre. In questo modo i bambini impareranno a comunicare con entrambi i genitori usando entrambe le lingue.

Un’altra opzione potrebbe essere quella di stabilire, come genitori, di usare la lingua minoritaria (quella non parlata nel paese in cui si vive) in casa, e di usare la lingua ufficiale al di fuori della vita familiare (quindi quando si è a contatto con altri interlocutori).

Ovviamente ciascuna famiglia deve stabilire quale sia il metodo migliore da adottare con i propri bambini. Alcuni pensano che l’esposizione a una o all’altra lingua attraverso film, cartoni animati, etc, possa essere sufficiente. In linea generale, per quanto possa avere la sua influenza, i risultati derivanti con questo approccio non potranno mai essere equivalenti a quelli ottenuti con un’educazione bilingue o, ancor meno, con un percorso strutturato attraverso la frequentazione di scuole bilingui, partendo dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria per poi proseguire con la secondaria. Gli istituti bilingui, come la St.Philip School, per esempio, consentono l’acquisizione di due idiomi in maniera spontanea e naturale.

Pertanto anche se può comportare uno sforzo costante attenersi a una regola piuttosto che a un’altra, i risultati che si otterranno alla fine ripagheranno generosamente.

Bilinguismo: sfide per i bambini

La sfida più grande che deve affrontare il bambino è quello di saper comunicare i propri bisogni in due lingue diverse. La difficoltà che un bambino, soprattutto in età prescolare può avvertire, si può manifestare con eventuali problemi o ritardi nello sviluppo linguistico del bambino.

Naturalmente un genitore attento, presterà attenzione a questi sintomi anche se le ricerche effettuate dimostrano che queste difficoltà fanno parte solo di una fase iniziale e che crescendo, spariranno.

Saranno più le opportunità che il bilinguismo gli offrirà che non le difficoltà.

Le opportunità offerte dal bilinguismo

Le opportunità o benefici che si presentano ad un bambino bilingue sono molteplici.

La prima grande opportunità che si presenta a un bambino bilingue è quella di poter comunicare con un maggior numero di persone provenienti da altre parti del mondo e questo, non è una possibilità da poco.

Inoltre altri vantaggi sono:

  • Cognitivi. Gli studi effettuati sull’argomento hanno dimostrato che i bambini bilingue hanno una maggiore creatività e maggiori competenze sia a livello comunicativo che sociale. Inoltre molti di loro mostrano una più forte motivazione all’apprendimento.
  • Alcune ricerche hanno evidenziato che, per i bambini bilingue, imparare altre lingue risulta meno difficile rispetto ad altri bambini che conoscono una sola lingua. Generalmente, a livello scolastico, ottengono migliori voti e sono più efficienti nella risoluzione dei problemi.
  • Lavorativi. È evidente che saper parlare più lingue in un mondo sempre più globalizzato è una grande opportunità in ambito lavorativo.

Il bilinguismo quindi comporta sicuramente delle sfide ma offre anche incredibili opportunità!

Daltonismo nei bambini: come riconoscerlo

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daltonismo nei bambini

Il daltonismo è una condizione che altera la percezione di alcuni colori senza però compromettere la vista di chi ne è affetto. Viene, dunque, classificato come un disturbo del senso cromatico che rende incapaci di distinguere perfettamente alcuni colori, alcuni colori specifici come il rosso, il blu, il verde, il violetto e tutte le loro sfumature. Ma, come riconoscere se un bambino è affetto da daltonismo? Sicuramente non è una prova che si può effettuare quando il bambino è ancora piccolo, molto spesso, infatti, in tenera età fanno difficoltà a distinguere i colori o a identificarli correttamente, ma questo non vuol dire che siano daltonici. Solitamente a rendersi conto di questa condizione sono le insegnanti che notano delle difficoltà da parte del bambino nel colorare alcuni ambienti con colori poco saturi. Cerchiamo di capire meglio cos’è il daltonismo, come riconoscerlo e come affrontarlo.

Daltonismo cos’è

Il daltonismo è un difetto di natura prettamente genetica, nota anche come “cecità ai colori“, e comporta un’alterazione nella percezione dei colori. È un vero e proprio disturbo della percezione visiva, anche s non ne compromette l’acuità. la denominazione “daltonismo” prende il nome dal chimico J. Dalton, il primo a scoprire l’esistenza di questa anomali, in quanto ne era affetto anche lui.

Daltonismo chi ne è affetto

Si stima che il 5% dei maschi sia affetto da daltonismo, dunque, sembrerebbe che questa anomalia del vista colpisca principalmente il sesso maschile. La motivazione sarebbe legata a una mutazione recessiva sul cromosoma X. Per questo, nel caso delle bambine la condizione si verifica più raramente, in quanto starebbe a significare la presenza di entrambi i cromosomi mutati. Solitamente il daltonismo è presente sin dalla nascita, cioè ha una natura prettamente genetica, ma a volte può presentarsi in seguito a eventi traumatici, come danni agli occhi, ai nervi o al cervello. Il daltonismo comune a cui sono colpiti la maggior parte è quello che riguarda l’asse rosso-verde. Una forma di daltonismo più rara altera la percezione del blu.

Daltonismo bambini cause

Il daltonismo è legato a un deficit di funzionamento dei coni, di natura genetica. I coni sono i fotorecettori che permettono agli occhi di distinguere i colori e sono di tre tipi (blu, rosso e verde). Nel daltonismo classico, cioè quello più diffuso, sono alterati i coni del verde e del rosso. Ovviamente, nel caso in cui i genitori abbiano la conferma della diagnosi di daltonismo nel proprio bambino è importante informare gli insegnati, in modo tale che non scambino eventuali “errori” per pigrizia e possano, anzi, aiutare il bambino nello svolgimento di alcuni compiti.

Prove daltonismo nei bambini

Nel caso in cui un bambino soffra di daltonismo l’errore più comune sarà quello di confondere i colori relativi a paesaggi autunnali, a causa delle sfumature presenti, ad esempio, potrebbe avere difficoltà nel colorare un albero verde o il fusto marrone. Ovviamente, una volta appurato che il bambino dovrebbe essere abbastanza grande da riconoscere i colori e che non stia peccando di pigrizia, allora è importante consultare il pediatra che, nel caso in cui, lo ritenga necessario procederà con una visita oculistica specifica. Esistono, infatti dei test visivi, attraverso i quali bisogna riconoscere le sfumature. Tra i tanti, ve ne è uno che consiste nell’avere davanti tanti puntini con colori sfumati che se uniti correttamente permetteranno di disegnare una determinata immagine. Ovviamente, i test sono studiati in base all’età del bambino, ad esempio, per i più piccoli l’immagine di riferimento sarà un animale mentre per i più grandi si passerà ai numeri. E

Rossetto fatto in casa: come realizzarlo in modo naturale

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rossetto fatto in casa

Il rossetto è un cosmetico che quasi tutti utilizziamo, comodo e semplice da tenere in borsa o in tasca, è un ottimo alleato per mantenere idratate le labbra, sia in estate che in inverno, e per renderle uniche con un make up personalizzato. Dunque, se state cercando una ricetta per realizzare un rossetto in piena regola, abbiamo quello che fa per voi. Se volete sentirvi uniche, un modo è quello di creare da soli il vostro stick. Come per la maggior parte dei prodotti fai da te, finalizzati a ridurre il più possibile l’uso di prodotti della grande distribuzione, molto spesso contenenti sostanze dannose per l’organismo e per l’ambiente, il procedimento per realizzarli è più difficile a dirsi che a farsi. Dopo aver visto come preparare lo shampoo fatta in casa, preparare lo scrub fatto in casa, il sapone, lo shampoo solido fai da te e il burrocacao, arriviamo anche ad occuparci del make up. L’importante è procurarsi gli ingredienti giusti, per poter ottenere un prodotto naturale al 100% e al tempo stesso efficace. Molto spesso gli acquirenti sono spinti ad acquistare un prodotto commerciale per mancanza di tempo, basta entrare in negozio, scegliere il prodotto con la profumazione e le caratteristiche ricercate ed ecco che in pochi minuti il problema è risolto. Del resto, oggi, ci sono a disposizione veramente prodotti di tutti i tipi con packaging anche molto attraenti, che invogliano il cliente a sceglierli. In questo articolo spiegheremo come realizzare un rossetto fatto in casa.

Come creare un rossetto fatto in casa: ingredienti e ricetta

Per ottenere un rossetto fatto in casa occorrono pochi semplici ingredienti. Vi proponiamo una ricetta da cui poi potrete partire per sperimentare diverse alternative, così da poter poi utilizzare voi quella che preferite.

  • Tre cucchiaini di burro di karité
  • tre cucchiaini di cera d’api
  • un cucchiaino e mezzo di olio di Argan
  • vitamina E in polvere 1 grammo
  • un cucchiaino di mica (polvere minerale che trovate in farmacia oppure on line)

Procedimento:

  • Prendere un pentolino che non si usa in cucina per far sciogliere a bagno maria la cera 
  • aggiungere una o due gocce dell’olio preferito o anche più di uno, e togliere dal fuoco
  • dopo aver mescolato il composto lasciare raffreddare per qualche minuto
  • unire la vitamina E o i pigmenti scegliendo quei colori che seguono maggiormente la moda e la propria personalità
  • mescolare e passare il tutto in un piccolo contenitore di vetro oppure negli appositi stick sterilizzati e vuoti che si possono trovare nei negozi all’ingrosso di cosmetica e profumi
  • facendo in questo modo il rossetto fai da te è già pronto per essere utilizzato.

Consigli

Se avete bisogno di prelevare una piccola quantità di rossetto e non volete utilizzare le dita, potreste utilizzare un piccolo pennellino che vi aiuterà a distribuire meglio il prodotto. Inoltre, per dare libero sfogo alla vostra fantasia, potete anche sbizzarrirvi con le varie tonalità e sperimentare, fino a trovare il colore più adatto al vostro viso e alla vostra carnagione.

Che cos’è la candida intestinale

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La candida intestinale è un disturbo molto sgradevole che interessa in prevalenza le donne. Per sapere come riconoscerla e combatterla, ci siamo rivolti al team del centro Biomedic, che ci ha aiutato a capirne di più.

Chi colpisce la candida intestinale?

In genere sono coinvolte soprattutto le persone che non prestano particolare attenzione alla salubrità del proprio regime alimentare né rispettano i classici principi di educazione alimentare. Ecco, quindi, che è pericoloso un consumo eccessivo di carboidrati, con riferimento in particolare alle farine e agli zuccheri raffinati, ma è necessario ridurre il più possibile anche l’assunzione di bevande alcoliche e di tutti gli alimenti preconfezionati e processati. Con la candida intestinale, viene meno l’equilibrio della flora batterica. I batteri iniziano a crescere senza limiti e i diversi elementi che proliferano a livello intestinale sono senza controllo.

Qual è l’approccio del centro Biomedic?

In tutte le situazioni in cui vi sia l’opportunità di usare i rimedi naturali, e cioè quando essi non comportano il minimo rischio per la salute delle persone e anzi garantiscono risultati sicuri, questa è la strada che privilegiamo. Deve essere chiaro, però, che le terapie mediche tradizionali vengono comunque prese in considerazione e non sono escluse a priori. Il nostro approccio verso la medicina personalizzata e biocompatibile è quello di una realtà con oltre 30 anni di esperienza.

Ci sono dei rimedi naturali per combattere la candida intestinale?

Il primo consiglio che diamo è quello di agire nel modo più tempestivo possibile, in modo che il fungo possa fare meno danni possibili. La candida intestinale, infatti, è un nemico insidioso, dal momento che può mettere a repentaglio il metabolismo e l’assorbimento dei nutrienti essenziali per il corpo umano. Non ha senso allarmarsi, perché dalla candida si guarisce; ma certo è che il problema non può essere sottovalutato. Quando si parla di rimedi naturali, per altro, bisogna anche tenere conto del regime alimentare che si sceglie, individuando una dieta appropriata per l’intestino.

Come ci si deve comportare a tavola?

I lieviti devono essere evitati, e andrebbero messi in lista nera anche gli insaccati, i formaggi stagionati e quelli salati. Come si è detto l’assunzione di carboidrati andrebbe regolata, e la farina 00 dovrebbe lasciare il posto alla farina integrale o a quella di tipo 2, che è meno raffinata. Poiché l’alcol tende ad amplificare le infiammazioni, se si riesce a farne a meno è meglio. Al bando anche i prodotti di pasticceria, le caramelle, il cioccolato, le creme, le bevande eccitanti e il caffè. Il latte dovrebbe consumato in quantità modeste, mentre al suo posto sono da preferire le bevande vegetali. Anche la frutta eccessivamente zuccherina deve essere dimenticata per qualche tempo.

Ci sono prodotti naturali che si possono assumere?

Sì, ma ovviamente il fai da te non va bene: è sempre opportuno contattare uno specialista in modo da scoprire quale sia la terapia migliore da seguire. D’altro canto la posologia cambia in base a quanto la situazione è grave, mentre la varietà di prodotti naturali è davvero ampia: oltre ai fermenti lattici e ai probiotici ci sono anche gli integratori a base di uva ursina e di semi di pompelmo.

Quali sono, infine, i sintomi che possono aiutare a riconoscere la candidosi intestinali?

Questo disturbo si presenta, tra l’altro, con una voglia immotivata di zucchero e con l’intolleranza a diverse sostanze come il fruttosio, la caffeina e il glutine. L’intestino è irritabile, e si ha a che fare con gonfiore addominale dopo i pasti. In alcuni casi ci possono essere mal di ossa e dolori muscolari, insieme con bruciore e prurito a livello anale.

Suggerimenti per appuntamenti di successo dopo i quaranta

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Passata una certa età ritornare in pista può sembrare un ostacolo troppo duro da superare, ma è solo una questione di prospettive. In realtà i quaranta sono forse gli anni migliori della nostra esistenza, abbastanza mature da sapere che alcune cose hanno più valore di altre, ed abbastanza giovani da poterci ancora godere i piaceri della vita.

Non trascurare le moderne tecnologie

I tempi sono cambiati, oggi il mondo è impregnato di tecnologia e la sfera relazionale non fa differenza rispetto al resto. I siti per appuntamenti sono la massima espressione del progresso digitale applicato alle necessità romantiche, tramite queste piattaforme è possibile oltre che effettuare una ricerca molto accurata del proprio partner, iniziare il rapporto sul piano virtuale e mantenerlo in tale contesto tutto il tempo che sia necessario affinché sia maturata la decisione di passare allo stadio successivo. Il sistema è strutturato per permettere alle persone di mantenere l’anonimato fino all’ultimo momento, ed in questo modo non devi temere che la tua vita si veda invasa da nulla, fintanto che non avrai effettivamente deciso di concretare ciò che sul piano virtuale hai costruito.

Sfrutta i tuoi vantaggi di donna matura

Sei in un’età nella quale se da un lato la bellezza naturale probabilmente comincia a dare tenui segni di cedimento, riesci ancora a tenere il passo con piccoli trucchi e stratagemmi imparati lungo il percorso, ma soprattutto sei nell’età in cui cominci a capire che l’aspetto fisico non era poi così importante, questo è il momento nel quale molti altri aspetti della tua vita e del tuo carattere si vedono rinforzati dalla consapevolezza che il tuo valore lo puoi stabilire solo tu. Nessun altro.

Forse non te ne sei ancora accorta, ma tale consapevolezza è apprezzata e ricercata da molti uomini, l’aria da donna matura ti dona molto più di quanto ti donassero il rossetto e le unghie smaltate una decina d’anni fa.

Presta attenzione ai match più maturi o più giovani di te

Avere 40 anni è un po’ come trovarsi in una terra di mezzo, gli uomini con 10 anni in meno ti vedono come una donna matura con la quale intavolare un rapporto serio e soddisfacente, mentre per quelli con una decina di anni in più sei la giovane conquista della quale sentirsi orgogliosi.

Puoi prendere il meglio dei due mondi e scegliere l’uomo che piace a te senza troppo preoccuparti della tua o della sua età, se sei nell’ambito virtuale imposta quindi i filtri su un range ampio di anni e concentrati piuttosto sui parametri che contano per davvero, all’ora di trovare la tua anima gemella l’età sarà probabilmente l’ultimo dei fattori rilevanti.

Presenta il tuo partner ai tuoi figli se tutto è serio

Il momento più delicato è quello di introdurre il tuo partner ai tuoi figli. Non prendere alla leggera questo momento e non permettere a chiunque di entrare nella loro vita, ma è altrettanto importante arrivarci prima o poi a questo punto, altrimenti quello che stai facendo è dividere per comparti stagni la tua vita, e non è mai una cosa sana. Il tuo uomo deve capire l’importanza che i figli hanno nella tua vita per poter abbracciare anche questa parte fondamentale di te, ed i tuoi figli devono poter conoscere l’amore in un ambiente domestico per uno sviluppo sano ed equilibrato.

Conclusione

Arrivare agli anta da single e madre, significa avere ancora davanti come minimo metà della propria vita, ma con alle spalle tanta esperienza. Ricordati di vivere e non diventare mai troppo grande per continuare a porti domande.

Come ritrovare l’amore per una madre single

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Ritrovarsi madre e single è una situazione condivisa da molte donne, e che dipendendo dal punto di vista, può essere motivo di disagio e malessere oppure un’opportunità per un nuovo e felice inizio. In questa circostanza ci piacerebbe parlarvi proprio della seconda opzione, una via che spesso può essere la più difficile perché allontana dalla propria zona di comfort e spinge all’azione, ma la cui ricompensa ripaga per ogni sforzo.

Dove cercare

Da mamme single accade che purtroppo, tutti quegli ambienti che ormai frequentiamo ci portino a stare abbastanza fuori dal giro, eppure da qualche parte bisogna pur ripartire per reinserirsi nel gioco. Ecco 3 consigli che potrebbero tornarti utili.

  • Guarda fuori dalla tua cerchia sociale

Accettare d’uscire dalla propria cerchia di amici e conoscenti è fondamentale per riaprirsi al mondo, ed accogliere così a mente fresca le novità che il futuro ha in serbo per noi.

  • Prova i servizi per incontri online

Ogni mamma sa quanto sia complicato trovare il tempo da dedicare alla ricerca del partner, fortunatamente la tecnologia digitale riesce a dare molto supporto per permettere a chiunque, una conciliazione tra le necessità femminili con i doveri materni, tramite i migliori siti per single la ricerca del partner diventa una questione di scelta, ed è possibile anche mantenere l’anonimato fino al momento stesso del primo incontro dal vivo! Si tratta insomma di una scelta molto comoda per via dei filtri presenti grazie ai quali si possono fare delle ricerche più approfondite in base ai nostri gusti, per via dell’alto numero delle persone da contattare nel tempo libero ed anche per la nostra sicurezza.

  • Vai agli appuntamenti al buio

Gli appuntamenti al buio sono una soluzione divertente e sbrigativa, devi però esserci portata perché altrimenti la timidezza potrebbe giocarti brutti scherzi, la differenza tra questi ed i siti per incontri sta nel fatto che per i primi è contemplata tutta una fase di conoscenza previa via chat, con quelli al buio invece ci si tuffa direttamente.

Come agire

Per paradossale che possa sembrare, trovare un partner è la parte più difficile, anche più difficile che sapere come agire dopo. Questo perché per decidersi ad iniziare la ricerca è necessario rompere gli indugi, dopo… ormai siamo in ballo!

Restano però alcuni punti importanti da tenere a mente soprattutto durante la prima fase di conoscenza.

  • Sii aperta a cose nuove

Iniziare una storia sentimentale è un po’ come andare in campeggio. Puoi essere preparata quanto vuoi, ma alla fine sai benissimo che il bello del campeggio sta proprio in tutto ciò che ti sorprenderà, per permetterlo devi però farti trovare psicologicamente pronta.

  • Accetta il tuo passato e non nasconderlo

Quel che è stato, è stato! Fa parte del tuo percorso e ti ha portato fino al qui ed ora. Fare pace col passato è fondamentale per poter cominciare a costruire un futuro migliore. Se il tuo passato non ti piace evita di spendere energie preoccupandoti di nasconderlo, concentrati sul tuo futuro e vedrai che vivere senza questi pensieri sarà più facile che mai.

  • Ricordati che meriti amore

Su questo punto non sono ammessi dubbi né discussioni, deve diventare un dogma. Pretendi amore e non accettare nulla di meno.

  • Non rinunciare ai tuoi valori

Essere aperta a cose diverse, naturalmente non significa rinunciare ai valori in cui credi. L’amore è una scoperta e spesso è anche compromesso, sta a te decidere quali sono i confini entro i quali sei disposta a spingerti.

Dispositivo anti scavalcamento per la culla: come funziona

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dispositivo anti scavalcamento

Quando i bambini sono in casa sappiamo che una ne fanno e cento ne pensano, per questo è importante non lasciare nulla al caso e cercare di rendere la propria abitazione il più possibile sicura, a prova di bambino. Ovviamente, non è possibile scongiurare ogni tipo di pericolo, però oggi esistono molti strumenti che possono aiutare i genitori a sentirsi più tranquilli. Solitamente si tende a pensare che il bambino possa incorrere in qualche pericolo quando è sveglio e in giro per casa, magari approfittando di un momento di distrazione da parte dei genitori, ma non è sempre così. Quando i bambini si addormentano e, soprattutto nella fascia di età fino ai 2 anni, li lasciamo riposare nel lettino con le sbarre. Un posto sicuro, che permette ai genitori di godersi qualche momento di relax oppure di dedicarsi ad attività e faccende domestiche impossibili da realizzare quando il bambino è sveglio. Ma, mentre il piccolo dorme nel lettino, vi sarà capitato di recarvi spessissimo da lui, in silenzio per evitare di svegliarlo, con il desiderio di sincerarvi che tutto sia ok. Soprattutto quando i bambini sono molto piccoli, la preoccupazione principale che assale un genitore mentre il figlio riposa è la paura che smetta di respirare. Per monitorare il respiro del bambino esistono dei dispositivi che attraverso un segnale sonoro avvertono quando si verifica una pausa troppo lunga tra un respiro e l’altro. Ma, quando i bambini iniziano a essere più grandi, quindi a tirarsi in piedi, aiutandosi con le sbarre del lettino o in autonomia, la preoccupazione cambia e si trasforma nella paura che il bambino, cercando di uscire da solo dal lettino, possa scavalcare le sbarre e cadere sul pavimento. Come risolvere questa preoccupazione? Da qualche tempo è in commercio un dispositivo anti scavalcamento, primo nel suo genere, che, se adagiato sulla sponda del lettino, avvisa con un segnale sonoro e una notifica di allarme sullo smartphone del possibile pericolo. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Dispositivo anti scavalcamento: come funziona e dove acquistarlo

L’azienda produttrice di questo strumento è la Tippy Rail che ha progettato il tutto per garantire la sicurezza dei bambini e la tranquillità dei genitori. L’installazione del dispositivo è molto semplice. Si tratta di un fascione sensorizzato da appoggiare direttamente sulla spondina del lettino che si affaccia sul pavimento e allacciare le linguette di velcro facendole passare attraverso le apposite asole. Per testare la funzionalità del dispositivo è possibile effettuare una prova molto semplice, cioè premere il fascione. Da subito si noterà il segnale sonoro che avverte il genitore del bambino che si è svegliato e essendosi poggiato sulla sponda del lettino potrebbe cercare di scavalcarlo.

È possibile utilizzare il dispositivo in due modi:

  • Senza scaricare l’app: il dispositivo emetterà un semplice segnale sonoro nel caso in cui il bambino tenti di scavalcare,
  • Utilizzando l’app mobile: in questo caso sarà necessario connettere il dispositivo alla rete Wi-Fi di casa per collegarsi alla app Tippy Safe Home, e permettere, così, l’invio di notifiche di allarme.

È possibile acquistare il prodotto nei negozi Prenatal, in store e online.

Burrocacao fai da te: come realizzarlo in casa

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burrocacao fai da te

Il burrocacao è un prodotto che quasi tutti utilizziamo, comodo e semplice da tenere in borsa o in tasca, è un ottimo alleato per mantenere idratate le labbra, sia in estate che in inverno. Dunque, se state cercando una ricetta per personalizzare il vostro burrocacao, abbiamo quello che fa per voi. Se volete sentirvi unici, un modo è quello di creare da soli il vostro stick. Come per la maggior parte dei prodotti fai da te, finalizzati a ridurre il più possibile l’uso di prodotti della grande distribuzione, molto spesso contenenti sostanze dannose per l’organismo e per l’ambiente, il procedimento per realizzarli è più difficile a dirsi che a farsi. Dopo aver visto come preparare lo shampoo fatta in casa, preparare lo scrub fatto in casa, il sapone e lo shampoo solido fai da te, ora arriviamo al make up. L’importante è procurarsi gli ingredienti giusti, per poter ottenere un prodotto naturale al 100% e al tempo stesso efficace. Molto spesso gli acquirenti sono spinti ad acquistare un prodotto commerciale per mancanza di tempo, basta entrare in negozio, scegliere il prodotto con la profumazione e le caratteristiche ricercate ed ecco che in pochi minuti il problema è risolto. Del resto, oggi, ci sono a disposizione veramente prodotti di tutti i tipi con packaging anche molto attraenti, che invogliano il cliente a sceglierli. In questo articolo spiegheremo come fare il burrocacao fatto in casa.

Come creare un burrocacao fatto in casa: ingredienti e ricetta

Per ottenere un burro di cacao fatto in casa occorrono pochi semplici ingredienti. Vi proponiamo alcune ricette per sperimentare diverse alternative.

Burrocacao classico

Burrocacao ingredienti:

  • 1 cucchiaio di burro di karitè
  • 1 cucchiaio di burro di cacao bianco (che è possibile trovare in pasticceria)
  •  una goccia d’olio d’oliva o di olio di mandorle
  •  un vasetto di vetro come quello della crema per il contorno occhi

Procedimento:

  • Prendete il burro di karatè e il burro di cacao e fateli sciogliere a bagnomaria in un piccolo vasetto di vetro
  • Una volta sciolti, allontanateli dal fuoco e aggiungete delle gocce d’olio. Mescolate il tutto con un cucchiaino e lascia la preparazione in frigo per almeno 24 ore

Burrocacao al miele

Ingredienti burro cacao:

  •  1 cucchiaio di burro di cacao (venduto in pasticceria)
  •  1 cucchiaio di burro di karitè (in erboristeria)
  •  1 cucchiaio miele
  •  1 cucchiaio olio di jojoba
  •  1 contenitore di vetro

Procedimento:

  • Fate sciogliere a bagnomaria il burro di karitè e il burro di cacao in un piccolo vasetto di vetro
  • Una volta pronto, aggiungete il miele e le gocce d’olio
  • Mescolate il tutto con un cucchiaino e lasciate riposare ciò che avete ottenuto in frigo per 24 ore

Burrocacao al cioccolato

Ingredienti burrocacao:

  •  2 cucchiaini di Burro di Karité
  • 2 cucchiaini di Burro di Cacao
  • 1 quadratino di cioccolato fondente
  • 2 gocce di aroma naturale di vaniglia (facoltativo)

Procedimento:

  • Iniziate, sciogliendo il cioccolato a bagnomaria
  • Subito dopo, aggiungete il Burro di Karité e di Cacao. Continuate, mescolando fino a che non si scioglierà tutto completamente
  • Dopo aver spento il fuoco, versare nel contenitore che avete scelto e aspettare che si raffreddi
  • Mettere in frigorifero per circa 24 ore

Qualche consiglio per voi

Se avete bisogno di prelevare una piccola quantità di burrocacao e non volete utilizzare le dita, potreste utilizzare un piccolo pennellino che vi aiuterà a distribuire meglio il prodotto.

Ristoranti per bambini: alcuni consigli su quali scegliere e le regole da rispettare

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ristoranti per bambini

Le uscite in famiglia sono sempre belle ed è giusto condividere il proprio tempo tutti insieme. Ma, ci sono alcuni luoghi e alcune circostanze che possono spaventare un genitore, soprattutto se alle armi con bambini ancora piccoli. Ad esempio, è giusto portare i bambini al ristorante? Molto spesso, il ristorante viene visto come un luogo che può preoccupare i genitori che si pongono alcune domande: come farò a far stare mio figlio seduto al tavolo? Disturberà le persone sedute nei tavoli accanto? E, se iniziasse a fare i capricci? Tutti dubbi assolutamente normali e che è giusto che un genitore si ponga prima di organizzare un’uscita con tutta la famiglia. Del resto, se i genitori conoscono i propri bambini e sono abituati a portare pazienza, non è detto che la stessa cosa debbano farla anche gli altri commensali. Dunque, molto spesso si tende a ricorrere a una decisione drastica, cioè quella di lasciare i figli a casa. Ma, non pensiamo sia questa la soluzione migliore, in quanto per i bambini le uscite e il contatto con luoghi e situazioni nuove sono sinonimo di crescita e di scoperta ed è giusto che facciano le loro esperienze. La cosa più giusta da fare, invece, è preparare il bambino all’uscita e lo stesso genitore deve essere in grado di riconoscere se la situazione che si sta per presentare è adatta al proprio bambino, del resto non si può pensare che un bambino stia seduto su una sedia per 3-4 ore di seguito senza poter fare nulla. Andiamo, dunque, a vedere quali sono i ristoranti più adatti per accogliere le famiglie con i bambini, quindi quali caratteristiche devono rispettare e anche quali sono le regole che genitori e bambini devono rispettare affinché non si creino disagi all’interno del locale.

Ristorante per bambini caratteristiche

È importante, quando si decide di andare a mangiare fuori con dei bambini, scegliere dei locali adatti anche alle esigenze dei più piccoli. Ad esempio, scegliere:

  • ristorante area bimbi, permetterà ai genitori di mangiare serenamente e al bambino di giocare in sicurezza. Scegliere di prenotare in ristoranti con area bimbi, eviterà lo stress ai genitori che potranno rimanere seduti al tavolo a conversare e, i più piccoli, avranno un luogo dove giocare, senza quindi rischiare di mettersi a correre tra i tavoli e facendo zig zag tra i camerieri.
  • ristorante con giochi per bambini, anche qui, stesso discorso, è bene informarsi prima, telefonando o effettuando delle ricerche sul web, sul tipo di locale dove si intende andare. Più il locale sarà baby friendly, più la serata si mostrerà serena e divertente per tutta la famiglia

Educazione anche a casa per i bambini

Se è vero che un ristorante deve essere adatto ad accogliere le esigenze dei bambini, è anche vero che devono essere anche i bambini stessi a rispettare delle regole di buon senso ed educazione. Qui, entrano in gioco i genitori, che sin dalle mure domestiche devono abituare i figli a saper stare a tavola composti e a rispettare le persone che gli sono intorno. Magari, consigliamo ai genitori, di munirsi di libri o fogli da disegno con i colori per intrattenere i bambini anche seduti a tavola.

Shampoo solido fatto in casa: come si prepara

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shampoo solido fatto in casa

Ormai sempre più persone hanno scelto di abbandonare i prodotti commerciali per utilizzare solo quelli naturali. Le motivazioni, legate a questa scelta, possono essere diverse, dall’inquinamento ambientale alla maggiore preoccupazione per ciò che entra in contatto con il proprio corpo. Abbiamo già visto come come preparare uno shampoo alternativo in casa e i benefici derivanti, ma sapevate che oltre a questa preparazione già descritta c’è anche la possibilità di preparare lo shampoo solido fai da te direttamente in casa? Ovviamente questa alternativa presenta una serie di vantaggi, prima di tutto parliamo di una saponetta che una volta preparata può essere conservata e quindi utilizzata per un lungo periodo e sempre pronta al bisogno. Diciamo che il passaggio dallo shampoo solido a quello liquido è anche un aiuto che noi diamo all’ambiente inquietante quanto permette di eliminare le confezioni di plastica, da sempre fonte di inquinamento. Utilizzare prodotti naturali, e per di più fai da te, vi permetterà non solo di prepararli direttamente in casa, conoscendo così ogni ingrediente utilizzato, ma anche di dare una possibilità in più all’ambiente e alla vostra chioma. Del resto, è risaputo che utilizzare trattamenti chimici non è sicuramente la soluzione migliore per prendersi cura del proprio corpo. Vediamo insieme come lavarsi i capelli in casa senza dover ricorrere al classico shampoo. In questo articolo spiegheremo come fare lo shampoo in casa in formato solido e i benefici apportati.

Perché preferire lo shampoo solido

Utilizzare prodotti naturali, e per di più fai da te, vi permetterà non solo di prepararli direttamente in casa, conoscendo così ogni ingrediente utilizzato, ma anche di dare una possibilità in più all’ambiente e al vostro portafoglio. Del resto, è risaputo che preparare dello shampoo fai da te non avrà sicuramente lo stesso costo di quello acquistato. Inoltre, lo shampoo solido è pratico e veloce, facile da sciacquare, utile anche per un rapido lavaggio sotto la doccia. Lo troverete anche molto comodo per i viaggi.

Come fare shampoo fatto in casa solido

Cercando sul web shampoo solido ricetta, ovviamente se ne troveranno tantissime, in base anche ai vostri gusti. Intanto, andiamo a indicarvi una ricetta facile e veloce, che poi, una volta interiorizzata vi permetterà anche di dare vita ad alcune varianti. Non potrete più farne a meno.

Ricetta Shampoo fai da te

Ingredienti per lo shampoo solido:

  • 15 ml di acqua distillata
  • 50 ml di olii essenziali
  • 300 g di burro di cocco o avocado
  • 300 ml di olio di oliva
  • 250 ml di olio di palma
  • 150 ml di olio di ricino
  • 120 ml di Liscivia

NON DIMENTICATE DI MUNIRVI DI OCCHIALI E GUANTI E DI NON TOGLIERLI PER TUTTA LA DURATA DELLA PREPARAZIONE, IN QUANTO LA SODA CAUSTICA VA MANEGGIATA CON CURA E DOVETE PROTEGGERE LA VOSTRA PELLE E I VOSTRI OCCHI. IL NOSTRO CONSIGLIO È QUELLO DI NON INIZIARE QUESTA PREPARAZIONE SE INTORNO CI SONO DEI BAMBINI, MEGLIO SE SIETE SOLI IN CASA O COMUNQUE CON ALTRI ADULTI.

Procedimento:

  • Prendete occhiali e guanti adatti alla lavorazione e mi raccomando di tenerli per tutta la preparazione. Prendete l’acqua distillata e versatela in una ciotola di vetro, aggiungendo gradualmente la liscivia. Il consiglio, visti gli ingredienti da utilizzare, è quello di effettuare il procedimento all’aperto, o comunque in un luogo particolarmente areato.
  • Iniziate a mescolare il composto e noterete che il tutto inizierà a riscaldarsi. A quel punto, procedete aggiungendo olio di ricino, olio di oliva, olio di palma e il burro di cocco o di avocado
  • Assicuratevi che il composto raggiunga la temperatura di 100 °C, dopodiché procedete con il frullatore e aggiungete gli olii essenziali che avete scelto
  • A questo punto potete prendere la forma o lo stampo in silicone che avete scelto per versarci dentro il composto ottenuto. Una volta terminata questa operazione lasciate riposare per circa 24 ore, ricordando di coprire lo stampo con un asciugamano
  • Passate le 24 ore, procedete rimuovendo lo shampoo solido ottenuto e suddividetelo in parti più piccole, così da poterle conservare. E, prima di considerare il procedimento terminato, lasciate riposare dalle 3 alle 6 settimane.

Shampoo solido come si usa

Esattamente come se fosse uno shampoo liquido. Bagnate i capelli e strofinateci sopra lo shampoo solido.

Plagiocefalia nel neonato: cos’è, cause, come si previene e come si cura

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plagiocefalia

La plagiocefalia è un’anomalia nella forma del cranio di un neonato, causata dalla stessa posizione della testa assunta per troppo tempo. I bambini, soprattutto quando sono molto piccoli, tendono a muovere la testa molto poco e ad adagiarsi spesso poggiandosi verso lo stesso lato, da lì, complici anche le ossa ancora morbide, la posizione mantenuta nel tempo potrebbe portare a un appiattimento del cranio, solitamente nella parte posteriore o laterale. Non si tratta di una patologia grave, e nella maggior parte dei casi tende a risolversi spontaneamente, magari utilizzando qualche accorgimento specifico o appositi strumenti, come l’apposito cuscino, ma, in ogni caso, è giusto parlarne con il pediatra che prenderà in considerazione tutti gli aspetti del caso e saprà consigliarvi nel modo migliore su come intervenire.

In base alla deformazione assunta dalla testa, esistono 3 tipologie che potrebbero essere presenti nei neonati:

  • Plagiocefalia: quando il bambino dorme sempre sullo stesso lato;
  • Brachicefalia: quando il bambino dorme sempre a faccia in su;
  • Scafocefalia: quando il bambino dorme con la testa sempre da un lato

Andiamo adesso a vedere quello che c’è da sapere sulla Plagiocefalia.

Plagiocefalia cause

Le cause legate alla plagiocefalia possono essere diverse, tra cui:

  • Quando il bambino è ancora nella pancia della mamma: il feto potrebbe assumere, per via di una serie di circostanze, sempre la stessa posizione nell’utero. Una posizione che potrebbe portare, anche a causa della morbidezza delle ossa del cranio, a prendere una determinata forma che resterà tale fino alla nascita. Il bambino, inoltre, anche una volta nato potrebbe continuare a voler mantenere sempre la stessa posizione, così da accentuare la deformazione. Stesso discorso vale per i bambini nati prematuri, le cui ossa sono ancora più morbide e, di conseguenza, più facile da modellare.
  • Durante il parto: la causa potrebbe essere legata a qualche pressione esercitata durante quella fase.
  • Subito dopo la nascita: sicuramente la posizione assunta maggiormente dai neonati, soprattutto durante la notte e durante i riposini, è quella supina, cioè a pancia in su. Questa posizione è quella che più porterà al verificarsi della deformazione del cranio. Ma, attenzione, è giusto ricordare che, nonostante questo aspetto, gli studi confermano che i neonati, soprattutto nei primi mesi di vita, DEVONO dormire a pancia in su, per ridurre il rischio della SIDS (sindrome della morte in culla).

Plagiocefalia come si previene

Come già detto, è importante che il bambino mantenga la posizione a pancia in su durante il sonno, ma durante il giorno si consiglia di utilizzare alcuni accorgimenti che potrebbero aiutare a prevenire la plagiocefalia, ad esempio:

  • Far cambiare la posizione della testa del neonato, alternandola un po’ a destra e un po’ a sinistra
  • Cambiare anche il lato della culla o comunque la posizione dove riposa il bambino, così che sarà lui al risveglio a ricevere stimoli da posizioni diverse che lo aiuteranno a cambiare da solo posizione
  • Alternare anche il braccio con cui si tiene il bambino durante l’allattamento, sia naturale che artificiale.
  • Utilizzare strumenti adatti, come il cuscino o seggiolini che non comportino uno schiacciamento del cranio

Plagiocefalia come si cura

Se si tratta di una plagiocefalia leggera, nella maggior parte dei casi, tenderà a guarire spontaneamente seguendo alcuni accorgimenti, in caso contrario sarà il pediatra a indicarvi il trattamento più adatto, in base alla condizione in cui versa il bambino.

 

Usare le lampade led per decorare una terrazza: i consigli da ricordare

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Quando si decide di illuminare uno spazio outdoor, sono molti gli aspetti che devono essere tenuti in considerazione, e tra questi c’è il fatto che il flusso luminoso che viene generato dai prodotti illuminanti può avere delle conseguenze negative. Una intensità luminosa troppo elevata, infatti, oltre a mettere a repentaglio l’atmosfera suggestiva dell’ambiente può essere fonte di disagio per gli animali o arrecare disturbo ai vicini di casa. Per questo motivo, nel momento in cui i proiettori vengono installati è bene non puntare il fascio luminoso in direzione dell’ambiente esterno, dal momento che la luce può essere riflessa nei vetri delle finestre dei vicini, risultando sgradevole. Senza dimenticare che troppa luce non permette di osservare le stelle e la meraviglia del cielo notturno.

Le lampade solari

Anche le lampade solari possono essere impiegate per illuminare una terrazza. Si tratta di una soluzione conveniente a livello economico e intelligente, oltre che rispettosa dell’ambiente. Con un investimento iniziale minimo si ha a disposizione l’energia rinnovabile offerta dal sole, con un’illuminazione che sarà gratis per tutto il tempo in cui il prodotto sarà funzionante. Le lampade solari sono sicure e garantiscono il massimo della versatilità: sono davvero comode per illuminare gli esterni dato che, come si può facilmente immaginare, non hanno bisogno di un collegamento con la rete elettrica. Pertanto vi si può ricorrere non solo in terrazza, ma anche a un ingresso domestico o in giardino.

Come trovare le lampade giuste

Sfruttando le lampade led, ci sono alcuni consigli che vale la pena di tenere in considerazione per un uso ottimizzato. In primo luogo, quando se ne ha la possibilità sarebbe meglio preferire l’illuminazione a sensori. Ciò vuol dire fare affidamento sulle lampade che hanno integrato un sensore di movimento, capaci di garantire in maniera automatica una luce istantanea non appena il movimento viene rilevato, ma anche di diminuire le spese per l’energia a fine mese. Anche la luce dinamica offre molteplici vantaggi: con le luci dimmerabili, infatti, si ha l’opportunità di definire il livello di luminosità che si preferisce a seconda del tipo di attività che si deve svolgere.

Una terrazza da sogno: gli accorgimenti utili

È sempre opportuno prestare attenzione al livello di luminosità che la lampada emette: quando si tratta di illuminare una terrazza, infatti, non è detto che vada bene una luce troppo intensa e brillante, la quale può risultare poco piacevole alla vista e addirittura mettere a repentaglio l’armonia complessiva del contesto. Se si desidera un’atmosfera avvolgente si può optare per una temperatura di colore calda, pari a 2.700 K. Questa scelta garantisce una colorazione gialla, per una luce avvolgente e soffusa: si tratta della tonalità migliore per beneficiare di un relax ottimale. Infine, un ultimo accorgimento da adottare è quello che richiede di verificare la protezione IP, vale a dire l’indice di protezione da polveri e liquidi. Gli esperti raccomandano di scegliere un IP non inferiore a 44: basta consultare le specifiche dei prodotti per trovare il valore relativo.

Dove comprare le lampade da esterno

La scelta e l’acquisto di Lampade da esterno possono essere compiuti sul sito web di Lampada Diretta, una realtà che è un punto di riferimento nel settore, con oltre un quarto di secolo di esperienza. Stiamo parlando, non a caso, dell’azienda leader a livello europeo per ciò che riguarda il mercato online dell’illuminazione, in grado di assicurare prodotti ecosostenibili e di alta qualità a un prezzo più che conveniente.

Tra giochi di luce e atmosfere rilassanti

Quando la stagione calda si avvicina è un vero piacere sfruttare il più possibile la terrazza, in modo da godere di una temperatura fresca e piacevole. Si tratta, per altro, di uno spazio domestico che può essere dedicato a una vasta gamma di attività, che si tratti di un aperitivo con gli amici, di un pomeriggio di giochi con i figli o anche solo di un po’ di riposo in solitaria. Per fare in modo che la terrazza sia il più possibile confortevole, però, c’è bisogno di illuminarla ad hoc, studiando non solo i prodotti migliori da scegliere, ma anche i punti in cui i corpi illuminanti dovranno essere collocati. Sono tre i livelli di illuminazione a cui si deve prestare attenzione: quello generale, quello direzionale e quello ambientale. Le lampade da parete o da soffitto sono raccomandate per l’illuminazione generale: si tratta delle sorgenti luminose che devono essere sfruttate per fare luce sull’ingresso al terrazzo e per assicurare tutta la visibilità di cui si ha bisogno. Gli elementi decorativi del giardino, invece, possono essere valorizzati e messi in risalto con le luci direzionali, che devono andare dal basso verso l’alto. L’illuminazione ambientale, infine, può essere ricreata con luci morbide e soffuse intorno al divanetto, alla poltrona o al tavolo.

Scrub fatto in casa: come prepararlo

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scrub fatto in casa

Ormai sempre più persone hanno scelto di abbandonare i prodotti commerciali per utilizzare solo quelli naturali. Così come sono in aumento le persone che scelgono di preparasi da soli, in casa, i prodotti per la propria beauty routine quotidiana. Dallo shampoo , al sapone fai da te, con pochi ingredienti e semplici passaggi potrete prepararvi un prodotto con le vostre mani, avendolo così sempre a disposizione, senza doversi recare in altri negozi o supermercati. Ora, per completare la cura del proprio corpo,  vediamo insieme come preparare uno scrub fai da te. 

Scrub viso e scrub corpo, perché sono importanti

Lo scrub, su viso e corpo, consiste nel rimuovere lo strato superficiale della pelle per permettere alle cellule di rinnovarsi. Per garantire dei risultati evidenti, andrebbe effettuato una volta a settimana e la pratica di svolgimento non è difficile. La parola stessa dice già tutto, scrub in inglese significa “strofinare”, azione possibile grazie alle particelle presenti negli ingredienti all’interno del prodotto che con la loro consistenza “ruvida” permetteranno appunto l’eliminazione superficiale dell’epidermide. L’applicazione del prodotto deve avvenire a pelle leggermente umida, e aiutandosi con le dita iniziare a compiere dei movimenti circolari, concentrandosi, per il viso, nella famosa zona T (cioè fronte, naso e mento), e per il corpo, nelle zone ritenute particolarmente ruvide, come le cosce, le braccia e la schiena. Se, effettuato correttamente e con regolarità, i benefici dello scrub saranno visibili già dopo un breve periodo, la pelle apparirà più levigata e luminosa.

Come preparare lo scrub viso fatto in casa

La pelle del viso è sicuramente più delicata rispetto a quella del corpo, di conseguenza è necessario fare attenzione agli ingredienti utilizzati. La ricetta per preparare uno scrub viso fai da te è moto semplice e veloce. Gli ingredienti, tra l’altro sono anche semplici da reperire in ogni cucina. Vediamo insieme la ricetta più veloce e pratica:

  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 3 cucchiai di olio d’oliva o di mandorle
  • 2 cucchiai di miele

In alternativa:

  • 1 cucchiaino di miele
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di bicarbonato

È importante mescolare bene il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Sarà sufficiente applicarlo sulla pelle e massaggiare delicatamente sulla pelle umida, con movimenti circolari. Vi consigliamo di evitare la zona del contorno occhi e di concentrarvi nella zona T.

Come preparare lo scrub corpo fatto in casa

Per il corpo, ovviamente, bisognerà utilizzare ingredienti più decisi, proprio per via della resistenza della pelle. La ricetta per preparare uno scrub corpo fai da te è molto semplice e veloce. Gli ingredienti, anche in questo caso sono anche semplici da reperire in ogni cucina. Vediamo insieme la ricetta più veloce e pratica:

  • sale grosso
  • olio
  • cucchiaino di miele

Mescolate bene il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Sarà sufficiente applicarlo sul corpo e massaggiare delicatamente sulla pelle umida, con movimenti circolari. Ovviamente, il nostro consiglio è quello di effettuare questa operazione sotto la doccia. La pelle apparirà da subito rivitalizzata e più liscia. In caso di cellulite, poi, basterà aggiungere all’olio di oliva del caffè.

Come fare per sentire meno dolore durante le contrazioni: ecco le posizioni consigliate

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sentire meno dolore durante le contrazioni

Quando si è in dolce attesa, più i mesi passano e più con l’avvicinarsi della presunta data del parto iniziano anche le prime preoccupazioni legate al travaglio e al parto. Ovviamente, ansie, timori, dubbi e dolore sono tutti soggettivi, così come le esperienze legate al parto. Per questo, il consiglio è quello di non ricercare costantemente dettagli legati ad altre esperienze in sala parto, perché ognuna è diversa, così come lo sarà la vostra. Una cosa sicura e certa è che prima o poi una donna incinta dovrà affrontare la fase del travaglio. Esistono donne che vivono questo momento con dolori assolutamente sopportabili, più paragonabili a dei fastidi e non a una sofferenza, così come, invece, sentirete di donne che racconteranno il contrario. Questa condizione non si può prevedere e non dipende da qualche formula particolare, semplicemente può dipendere sia dalla soglia del dolore della donna così come dalle condizioni in cui si verificano sia il travaglio che il parto. Proprio per questo, ad oggi, c’è anche la possibilità di richiedere un aiuto per alleviare i dolori legati alle contrazioni da travaglio, sono sempre più le donne che richiedono l’anestesia epidurale.  Così come, al contrario, molte donne preferiscono non ricorrere a farmaci o anestesia per paura di comportare dei rischi per il feto, scegliendo così la via totalmente naturale. Del resto, fino a qualche anno fa non vi erano alternative e il parto è una delle cose più naturali al mondo. Proprio per colore che scelgono di non avvalersi alcun supporto medico per il controllo del dolore, sappiate che esistono delle posizioni adatte proprie per sentire meno dolore durante le contrazioni. Vediamole insieme.

Posizione adatte per sentire meno dolore durante le contrazioni

In caso di contrazioni dolore si tenderebbe a pensare che la scelta migliore sia quella di rimanere sdraiati sul letto in posizione supina. In realtà, è la posizione peggiore da assumere durante il travaglio perché non permette all’utero di mantenere la sua posizione naturale, andando a impedire o comunque rallentare, la naturale fase espulsiva.

  • Camminare in compagnia

Soprattutto durante le prime ore di travaglio quando le contrazioni non sono ancora molto ravvicinate, si consiglia, qualora ce ne fossero le condizioni ovviamente, di camminare. Meglio ancora se insieme al proprio compagno al quale appoggiarsi durante la contrazione.

  • Dondolio pelvico – ginocchia piegate – a carponi

Il dondolio pelvico e la rotazione del bacino permetteranno sia alla futura mamma di avvertire meno dolore durante la contrazione, m anche al bambino di sentirsi cullato. Il dondolio, così come le ginocchia piegate, l’accucciarsi o l’inginocchiarsi a quattro zampe, possono essere considerate valide alternative per gestire il dolore.

Oltre alle posizioni consigliate, vi sono anche una serie di accortezze che possono aiutare la mamma a gestire con maggior serenità questo momento, tanto magico quanto colmo di preoccupazioni:

  • ascoltare buona musica
  • farsi massaggiare la zona lombare magari con un olio non profumato
  • impacchi caldi nelle zone più tese dove si sente maggior dolore
  • usare la Gym-ball, ossia la famosa palla morbida di grandi dimensioni che si usa anche per alcuni esercizi in palestra

Ovviamente, pensare di eliminare il dolore durante le contrazioni non è possibile, questi suggerimenti però potrebbero aiutarvi nella gestione del dolore.

 

 

Sapone fatto in casa: come si fa?

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sapone fatto in casa

Ormai sempre più persone hanno scelto di abbandonare i prodotti commerciali per utilizzare solo quelli naturali. Le motivazioni, legate a questa scelta, possono essere diverse, dall’inquinamento ambientale alla maggiore preoccupazione per ciò che entra in contatto con il proprio corpo. Inoltre, oltre a prendersi maggiormente cura di se stesse, a molte persone piace conoscere ogni singolo ingrediente con cui viene in contatto. Senza contare la soddisfazione di prepararsi un prodotto con le proprie mani, e poterlo, così sempre avere a disposizione, senza doversi recare in altri negozi o supermercati. Abbiamo già visto come preparare uno shampoo alternativo in casa e i benefici derivanti, ora vediamo insieme come preparare una saponetta fatta in casa. Molto spesso gli acquirenti sono spinti ad acquistare un prodotto commerciale per mancanza di tempo, basta entrare in negozio, scegliere il prodotto con la profumazione e le caratteristiche ricercate ed ecco che in pochi minuti il problema è risolto. Del resto, oggi, ci sono a disposizione veramente prodotti di tutti i tipi con packaging anche molto attraenti, che invogliano il cliente a sceglierli. Allora, perché sostituire una saponetta commerciale con una saponetta naturale? In questo articolo spiegheremo come fare il sapone fatto in casa e i benefici apportati.

Perché preparare saponette fai da te

Utilizzare prodotti naturali, e per di più fai da te, vi permetterà non solo di prepararli direttamente in casa, conoscendo così ogni ingrediente utilizzato, ma anche di dare una possibilità in più all’ambiente e al vostro portafoglio. Del resto, è risaputo che preparare del sapone fai da te non avrà sicuramente lo stesso costo del sapone acquistato.

Come fare il sapone in casa senza soda caustica

Il sapone in casa può essere preparato seguendo due modalità. La prima, e la più diffusa, è quella che prevede l’utilizzo della soda caustica, materiale altamente pericoloso, in quanto composta da elementi corrosivi che necessitano di essere maneggiati con cura e con attrezzature apposite. Noi, per rendere la preparazione del vostro sapone meno pericolosa e più “leggera” vi proponiamo la ricetta senza la soda caustica.

  • Acquistare il sapone di Marsiglia, ma attenzione, deve essere quello originale e vero. Per essere sicuri di acquistare quello corretto, dovete sempre controllare l’INCI (che vi consigliamo di controllare in ogni vostro acquisto, in quanto vi aiuterà a comprendere gli ingredienti presenti nel prodotto che state comprando e le quantità di ognuno). Un sapone di Marsiglia puro, deve contenere diverse percentuali di olio di oliva che, nelle etichette, è indicato come sodium olivate.
  • Una volta accertati di aver acquistato il giusto sapone di Marsiglia, che è l’ingrediente principale, vediamo come procedere.
  • Ingredienti da acquistare per preparare il sapone in casa:
  • 250 ml di sapone di Marsiglia, preferibilmente non profumato
  • 220 ml di acqua distillata
  • 11 ml di olio vegetale (si può utilizzare ogni tipo di olio vegetale, da quello di oliva a quello di mandorle)
  • 5-6 gocce di olio essenziale preferito

Per un tocco di originalità potete acquistare anche coloranti naturali o spezie per preparare la saponetta del colore che preferite

Ricetta:

  • Prendete il sapone di Marsiglia acquistato e aiutandovi con un coltello o una grattugia, sminuzzate il sapone e poi scioglietelo a bagnomaria. Prendete un cucchiaio in legno, mi raccomando MAI utilizzare il metallo per questi passaggi, e mescolate il tutto per bene in attesa che il composto si inizi ad addensare
  • Aggiungete man mano dell’acqua senza smettere di mescolare. Continuate così fino a ottenere una consistenza abbastanza densa
  • Procedete aggiungendo l’olio vegetale, sempre continuando a mescolare.
  • Stessa cosa per le gocce di olio essenziale e le eventuali sostanze coloranti, aggiungete e mescolate
  • prendete degli stampi e versate li il composto ottenuto
  • lasciate riposare il sapone per circa 5-6 settimane e poi sarà pronto per l’utilizzo.

 

Eterocromia, occhi di colore diverso: cos’è, causa, malattia e trattamento

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eterocromia

Alla nascita, una delle prime cose che genitori e parenti cercando di comprendere è il colore degli occhi del bambino. Avrà preso dalla mamma, dal papà o dalla nonna? I bambini appena nati non hanno un colore degli occhi ben definito e, comunque, è destinato a cambiare nel corso dei mesi, per considerarsi definitivo dopo l’anno di vita. Ma, sapevate che circa 1 bambino su 100 nati ha la possibilità di nascere con gli occhi di colore diverso. Una caratteristica che li rende unici, che prende il nome di eterocromia, e può essere presente alla nascita o acquisita, in casi di particolari eventi e patologie. Dunque, avere occhi diversi non è un difetto, bensì è causata dalla diversa quantità di melanina nei due occhi: se il pigmento è poco concentrato si andrà incontro ad una colorazione più chiara, solitamente azzurra, mentre nel caso opposto l’iride virerà verso i toni del marrone. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Eterocromia cos’è

Le persone con occhi di colore diverso sono affetti da eterocromia, una particolare caratteristica che coinvolge l’iride e che interessa circa l’1% dei bambini nati. La si riconosce facilmente, in quanto gli occhi di chi ne è affetto hanno due colori diversi tra loro. Si tratta di una caratteristica che può essere presente già dalla nascita, quindi congenita, oppure può presentarsi più avanti con l’età, in quel caso si dice acquisita e va assolutamente indagata la causa, visto che potrebbe essere sintomo dell’insorgere di una malattia oppure un infortunio.

Eterocromia cause

Come già detto, l’eterocromia è causata dalla diversa quantità della melanina presente nei tessuti dell’iride di entrambi gli occhi. A seconda della quantità, in più o in meno, gli occhi assumeranno una colorazione diversa. Se il pigmento è poco concentrato si andrà incontro ad una colorazione più chiara, solitamente azzurra, mentre nel caso opposto l’iride virerà verso i toni del marrone. La diversa concentrazione di melanina che determina la diversa colorazione degli occhi può essere:

  • congenita: avviene nella maggior parte dei casi. L’origine dell’eterocromia dell’iride è genetica e l’unica causa riconducibile è la carenza o l’eccessiva quantità di melanina
  • acquisita: nel caso in cui l’eterocromia dovesse comparire durante il corso della vita, sarà necessario individuarne la causa, che potrebbe dipendere da diversi fattori come: infortunio, reazione a farmaci, insorgere di una malattia

Eterocromia e mosaicismo somatico

È importante ricordare che queste due condizioni, per quanto apparentemente simile, non devono assolutamente essere confuse. La differenza è evidente, nel caso di mosaicismo somatico, all’interno della stessa iride sono presenti più sfumature di colore, mentre nel caso dell’eterocromia l’iride ha un colore solo, seppur diverso rispetto a quello dell’altro occhio.

Diagnosi

Se l’eterocromia si presenta sin dalla nascita in se per se non rappresenta alcun problema di salute, anche se ovviamente è necessario farlo presente al pediatra. Se, nel corso degli anni i colori degli occhi dovessero cambiare è assolutamente opportuno farsi vedere da un medico ed approfondire le cause di questo cambiamento.

Eterocromia trattamento

L’eterocromia, se congenita, non rappresenta un rischio per la salute, quindi non è necessario alcun trattamento, anche se si consiglia ugualmente un consulto pediatrico. Invece, qualora, dovesse avvenire questo cambiamento più avanti, sarà il medico a individuare il trattamento più adatto da applicare in base, ovviamente, alla causa scatenante.

 

I gadget promozionali che rendono felici i bambini

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Molti negozi e molte aziende che vendono prodotti per bambini e ragazzi hanno trovato nei gadget aziendali dei regali in grado di catturare la curiosità del proprio target di clienti per renderli felici. Per capire quanto sono importanti i gadget per i bambini, abbiamo coinvolto gli specialisti di StampaSi.

Per quale motivo conviene scegliere dei gadget promozionali destinati ai bambini?

Perché anche questo tipo di clientela ha bisogno di essere incuriosita, coinvolta e fidelizzata. Il merchandising è molto importante e soprattutto efficace per la sua capacità di approcciare clienti nuovi e al tempo stesso per fidelizzare i consumatori già abituati a scegliere quel marchio. Che si tratti di clienti di 12 o di 40 anni, poco cambia in un’ottica di marketing. Quel che è certo è che ancora oggi, nell’epoca del digitale, ha un senso decidere di investire in una strategia pubblicitaria basata proprio sui gadget.

Già, ma come si fa?

Una campagna pubblicitaria che si fondi sulla diffusione di gadget personalizzati è essenziale nel contesto di una strategia di crescita vincente. I gadget hanno la capacità di attirare l’attenzione di coloro a cui sono destinati, e in più i bambini e i ragazzi con la loro innocenza si lasciano stupire e meravigliare in modo piacevole e gratificante. Con un gadget scelto con cura, è facile far conoscere e diffondere il logo aziendale, e quindi il marchio nella sua totalità. Insomma, è un modo per essere vicini e sotto gli occhi dei clienti.

La brand reputation è importante anche fra i ragazzi, allora?

Naturalmente sì: questo è il motivo per il quale i gadget destinati ai bambini non possono essere scelti in maniera affrettata, o magari puntando sul massimo risparmio. Ogni singolo omaggio reca con sé un messaggio: è chiaro, quindi, che se un’azienda regala un gadget di scarsa qualità o che si rompe dopo poco tempo comunica un’immagine non troppo allettante di sé. Il bello dei gadget per i bambini e degli adolescenti sta nella capacità persuasiva che li caratterizza, e che prescinde dall’uso delle parole, spesso non necessario. Sia chiaro, però: per catturare e convincere i più piccoli i gadget devono avere un forte appeal, anche dal punto di vista estetico, in modo che i destinatari non vedano l’ora di poterli usare.

Quali sono i gadget ideali per i ragazzini?

Uno zainetto personalizzato è un grande classico: i bambini e i ragazzi lo porteranno con sé non solo a scuola, ma anche quando andranno in giro con gli amici, al parco, in piscina e in molti altri contesti. Si tratta di un tipo di gadget che assicura la massima visibilità proprio perché non rimane chiuso tra quattro mura, ma viene sempre portato in giro, per di più durando per anni e anni. Quindi, il logo aziendale potrà essere visto in spiaggia o su un campo di calcetto, all’università o all’oratorio, nelle aule in cui si fa catechismo o dai partecipanti a una gita in montagna. Degni di nota sono anche gli adesivi personalizzati, che fanno dell’adattabilità il proprio punto di forza. Volendo si potrebbe conquistare la passione nei confronti della tecnologia da parte dei più giovani, per esempio accostando al logo del marchio stampato un QR Code che, una volta inquadrato, permetta di navigare sul sito aziendale e magari effettuare un acquisto a un prezzo scontato. E visto che l’obiettivo è quello di conquistare un pubblico giovane, vale la pena di sfruttare tutte le idee utili per attirarlo, a cominciare dagli hashtag e dalle interazioni con i social network.

Ci sono altre proposte che avete in mente?

Certo: le t-shirt, i cappellini e i giochi da spiaggia. Le magliette a maniche corte, ovviamente, sono un evergreen che non passa mai di moda, presenti nel guardaroba di bambini e adolescenti di tutte le età. È importante, però, che siano di qualità e con un design accattivante: in caso contrario non verranno mai indossate, e la diffusione del messaggio pubblicitario si bloccherà. I berretti e i cappellini con visiera, invece, contribuiscono alla definizione di un urban style. D’altro canto oggi questi accessori vengono indossati da molti idoli dei più giovani, dai calciatori ai trapper, dagli attori ai motociclisti. Insomma, si tratta di un capo di abbigliamento su cui vale la pena di puntare, tenendo presente che è possibile intervenire sia sui colori della stampa che sulle dimensioni. Si può scegliere anche il punto in cui riportare logo e scritte: di lato o di fronte, a seconda dell’obiettivo che ci si propone di perseguire. Infine, da non dimenticare i giochi da spiaggia, che nei mesi più caldi sono molto richiesti e apprezzati: per esempio le bocce, ma anche le racchette da ping pong o gli aquiloni. Sono tutti oggetti che offrono una superficie ampia su cui far stampare loghi, slogan e recapiti aziendali.

Shampoo naturale fatto in casa: preparazione e benefici

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shampoo naturale fatto in casa

Siete in casa e dovete lavarvi i capelli urgentemente ma avete dimenticato di acquistare lo shampoo e non avete modo di uscire per andare a comprarlo? Nessun problema. Lavarsi i capelli in casa, anche senza lo shampoo tradizionale, è possibile, anzi, per certi aspetti è anche meglio. Lo shampoo commerciale, acquistato a poco prezzo nei supermercati, molto spesso contiene delle sostanze chimiche non prettamente salutari per salvaguardare i vostri capelli. Certo, ne esistono di buona qualità e senza dubbio la comodità di acquistare un barattolo già pronto all’uso non è da sottovalutare, ma perché non imparare a lavarsi i capelli in modo naturale e alternativo? Utilizzare prodotti naturali, e per di più fai da te, vi permetterà non solo di prepararli direttamente in casa, conoscendo così ogni ingrediente utilizzato, ma anche di dare una possibilità in più all’ambiente e alla vostra chioma. Del resto, è risaputo che utilizzare trattamenti chimici non è sicuramente la soluzione migliore per prendersi cura del proprio corpo. Vediamo insieme come lavarsi i capelli in casa senza dover ricorrere al classico shampoo.

Come preparare lo shampoo in casa

Un ingrediente spesso presente nelle nostre cucine e che si è rivelato essere un ottimo alleato nella cura dei capelli è la farina di ceci. Lo sapevate? Bene, allora prendete carta e penna e segnate ciò che occorre e il procedimento, facile e veloce, da utilizzare per preparare ciò che occorre.

  • 4 cucchiai di farina di ceci
  • 1 cucchiaio di miele il più possibile sciolto
  • 5 o 6 di acqua in una ciotolina

Procedimento:

  • in una ciotola abbastanza capiente versate sia la farina di ceci che il miele
  • aggiungete pian piano l’acqua fino a ottenere un composto che sia della stessa consistenza dello yogurt
  • accertatevi che non ci siano grumi all’interno del composto
  • una volta pronto il composto lasciate riposare mentre vi bagnate i capelli
  • procedete a bagnarvi i capelli come siete abituati a farlo solitamente
  • una volta fatto, procedete pettinando i capelli così da renderli più districati e permettere così al composto di raggiungere ogni parte del cuoio capelluto
  • spalmate il composto ottenuto sulla testa, massaggiando per bene. La farina di ceci vi regalerà anche un leggero e delicato scrub, molto piacevole oltre a essere utile per eliminare residui di pelle morta
  • lasciate assorbire per una decina di minuti e poi passate al risciacquo
  • consigliamo di risciacquare molto bene, così da evitare che rimangano grumi o parte del composto tra i capelli
  • infine, si può concludere il tutto con un bel risciacquo acido, composto da un bicchiere di acqua e un cucchiaino di aceto.

Benefici e tipo di capelli adatto al trattamento

La farina di ceci contiene le saponine, dei glicosidi terpenici di origine vegetale che prendono il nome dalla Saponaria officinalis, che veniva coltivata un tempo per il lavaggio della lana, adatte per il trattamento dei capelli. Inoltre, contrariamente agli shampoo che acquistiamo, questa routine naturale permetterà di mantenere i capelli e la cute puliti in modo delicato e green. In ogni caso, quando procedete con l’acquisto di un prodotto destinato al vostro corpo vi consigliamo di controllare sempre l’INCI per verificare gli ingredienti ed effettuare una ricerca su ciò che contengono. Ad usare questo trattamento può essere chi: ha capelli grassi, secchi, capelli ricci e cuoio capelluto delicato.

 

Organizzazione feste di compleanno

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Tra i ricordi più belli che un bambino avrà nella sua vita ci sono, sicuramente, quelli che sono legati alle feste di compleanno. Proprio per questo motivo, molti genitori tengono a regalare ai propri figli dei momenti indimenticabili e feste di compleanno perfette. Ma come si fa a rendere le feste per bambini degli eventi memorabili. Sicuramente il primo passo è pianificare il tutto in modo meticoloso e affidarsi ad agenzie specializzate per la parte che riguarda  l’organizzazione e l’animazione per bambini. Infatti, uno degli aspetti più importanti di una festa è il divertimento.

Come organizzare un’ottima festa di compleanno per bambini

Quando si decide di progettare una festa di compleanno per un bambino, gran parte dell’organizzazione cambia in base alla scelta della location. Prediligere la propria casa, rispetto a una soluzione esterna, è sicuramente più complicato ma, se ci si organizza bene e con un po’ di creatività, si possono raggiungere grandi risultati, in un precedente articolo abbiamo spiegato come festeggiare il compleanno in casa

Non occorre avere una casa troppo grande per ospitare un compleanno per bambini. Basta scegliere la zona della casa in base al numero delle persone che vogliamo invitare. Infatti, dobbiamo tenere in considerazione anche almeno uno dei genitori nel caso in cui i bambini ospiti siano molto piccoli.

Solitamente, il momento migliore per svolgere la festa è il pomeriggio, ma in base all’età del festeggiato e dei suoi amichetti si può optare anche per altre fasce orarie. Alcune idee carine sono una cena con pizza e visione di un film o un pigiama party.

Le principali azioni da svolgere quando organizziamo una festa a casa

Il primo passo, quando si organizza una festa, è la realizzazione degli inviti. Infatti, non tutti i bambini conosceranno l’indirizzo della casa. Il biglietto, quindi, aiuta a chiarire il luogo esatto dello svolgimento della festa. Sull’invito è importante inserire anche altre importanti informazioni come l’orario di inizio della festa e quello in cui i genitori dovranno venir a prendere i figli (sempre nel caso in cui la festa non sia di bambini molto piccoli di età).

Per non creare confusione, una buona idea è mettere un cartello sul cancello o il portone di ingresso di casa così da rendere chiaro quale sia l’appartamento dove si svolgerà la festa. Può bastare anche mettere qualche palloncino colorato.

Chiedere la conferma, nel biglietto, è un buon metodo per sapere in anticipo il numero delle persone che parteciperanno. I moderni mezzi di comunicazione digitale rendono molto più rapide le risposte.

Un secondo punto da curare con attenzione è il menu della festa. Si può decidere di fare tutto da soli in casa o, in alternativa, chiedere un aiuto esterno. Il consiglio è quello di fare un mix, ordinando parte del cibo da asporto e preparare qualcosa in casa, ad esempio un bel dolce.

Se il festeggiato, invece, desidera avere una torta di compleanno molto scenica, è meglio occuparsi della parte salata in casa e ordinare il dolce in una pasticceria specializzata.

Dopo aver stabilito cosa mangiare, è molto importante definire una scaletta su cosa fare durante la festa, che dovrà essere rispettata quanto più possibile. Per chi vuole rendere la festa indimenticabile è possibile scegliere un servizio professionale di animazione per bambini in ogni regione o provincia. Gli animatori, infatti, si occuperanno di far divertire tutti i bambini mentre gli adulti potranno passare del tempo conversando in piena tranquillità.

Scegliere un servizio di animazione per bambini significa poter avere diverse soluzioni professionali per la festa del proprio bambino come: feste a tema, carrettini con zucchero filato, granite e crepes, giochi gonfiabili e artisti di vario tipo (trampolieri, maghi, sputafuoco e animazione con balli).

Affidarsi a un servizio professionale non solo renderà il compleanno del festeggiato indimenticabile, ma farà divertire tutti i bambini invitati e permetterà ai genitori di avere più tempo per poter accogliere gli invitati, curare il buffet e il resto dei dettagli. Insomma, ci si potrà godere la festa del proprio bambino in totale allegria e tranquillità.

Ricette per bambini: dolcetti alle mele

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dolcetti alle mele

Molto spesso si fa difficoltà a convincere i più piccoli a mangiare la frutta. Il frutto, apparentemente, o a volte per comodità si tende a servirlo così al naturale, semplicemente lavato, sbucciato e tagliato a pezzetti. Il bambino, potrebbe non gradire subito la consistenza e il sapore del frutto che gli è stato presentato, così è sempre meglio stimolare l’appetito del bambino, non solo proponendo l’alimento in versione diverse e più gustose, ma anche attraverso la vista. Del resto, come si dice, non si mangia solo con la bocca. Ecco, dunque, un consiglio su come far assaggiare la frutta, in questo caso la mela, ai vostri bambini. E, trattandosi di una ricetta semplice e gustosa, potrebbe essere uno spunto anche per gli adulti, così da gustare questo dolce tutti insieme durante l’ora della merenda: i dolcetti alle mele. Vediamo insieme come realizzare questa ricetta, sarebbe anche un’idea quella di prepararla insieme ai vostri piccoli, così da coinvolgerli e spingerli poi ad assaggiare una loro creazione.

Dolcetti alle mele ingredienti

  • 200 gr di farina 00
  • 80 gr di olio di girasole
  • 150 gr di zucchero
  • 125 gr yogurt bianco
  • 3 uova
  • 2 mele rosse
  • la buccia grattugiata di 1 limone
  • 1 bustina di lievito

Dolcetti alle mele procedimento

  • Prima di iniziare, visto che si tratta di una ricetta veloce da preparare, vi consigliamo di scaldare il forno a 180°C, così da trovarlo già caldo quando arriverà il momento di infornare
  • prendere le mele, lavarle bene e sbucciarle. Una volta fatto questo procedimento, iniziate a tagliarla a spicchi molto sottili. Se, il bambino in questione è piccolo o fa difficoltà con la consistenza della mela, potete anche grattugiare così da eliminare qualsiasi problema
  • preparare una ciotola e metterei dentro la farina setacciata e un pò di sale (a vostra discrezione)
  • in un altro recipiente, montate gli albumi a neve e lasciateli da parte
  • prendete uno sbattitore elettrico per facilitare il compito e iniziate a montare i tuorli, aggiungendo lo zucchero e la buccia di limone grattugiata. Lavorate l’impasto fino a ottenere la giusta consistenza, cioè il composto deve risultare gonfio e spumoso
  • procedete aggiungendo pian piano l’olio e poi una volta raggiunta la giusta consistenza potete versare anche lo yogurt
  • continuando a mescolare un pò alla volta aggiungete anche la farina. Meglio se continuate ad aiutarvi con lo sbattitore elettrico
  • a questo punto potete aggiungere gli albumi montati precedentemente e aggiungete a tutto il composto il lievito e le mele che avete tagliato o grattugiato a vostro piacimento
  • continuate a girare il tutto fino a che non risulti ben amalgamato e della giusta consistenza
  • adesso potete decidere se continuare la ricetta preparando tanti piccolo dolcetti monoporzione, oppure utilizzare uno stampo unico e preparare un dolce più grande. Potete decidere voi anche in base agli accessori che avete in casa
  • in ogni caso versate il composto o negli stampini o nello stampo unico e infornate, nel forno ormai preriscaldato, per circa 25 minuti, fino a che non saranno cotti
  • per essere sicuri sulla cottura vi consigliamo sempre di fare la prova dello stecchino. Infilate lo stecchino al centro del composto e se risulterà ancora modo vorrà dire che la cottura non è ancora terminata
  • una volta pronto, sfrontate e lasciate raffreddare prima di servire.

Come proteggere i bambini dalle zanzare: cerotti antizanzare o spray repellente

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come proteggere i bambini dalle

Con l’arrivo dell’estate sta aumentando anche il tempo che i bambini passano all’aria aperta. Si organizzano gite, serate fuori e passeggiate nel verde, tutto il possibile per far divertire i più piccoli dopo i mesi freddi passati in casa. I bambini, si sa, amano correre e giocare nel verde e negli spazi aperti, e, per questo, è necessario anche pensare alla loro sicurezza. Non parliamo solo di sicurezza durante il gioco o le camminate, ma è importante pensare anche a proteggere il loro corpo dai pizzichi delle zanzare. Con il caldo e l’umidità, questi piccoli insetti si presentano nelle situazioni più disparate e diventa importante tenerle lontano dai piccoli. I pizzichi delle zanzare, soprattutto su pelli delicate e se ripetuti possono diventare molto fastidiosi per i bambini, causando fastidi e prurito. Quindi, se state pensando di passare del tempo all’aperto con i vostri figli, nella liste delle cose da portare non dimenticate anche la protezione contro le zanzare. Ma, a questo punto la domanda sorge spontanea, quale rimedio utilizzare per proteggere i bambini dai pizzichi delle zanzare? Sicuramente è importante trovare il metodo più adatto per tenerle lontane, sia in base all’età del bambino, ma anche sulla base di ciò che volete utilizzare. Ad esempio, se non volete recarvi in farmacia o al supermercato c’è anche la possibilità di realizzare dei repellenti naturali per le zanzare, ma, se, invece non ve la sentite di ricorrere al fai da te, i rimedi più gettonati sono sicuramente i cerotti antizanzare, così come gli spray da acquistare in farmacia. Vediamoli insieme.

Prodotti da evitare sui bambini

Nella maggior parte dei prodotti considerati efficaci per tenere lontane le zanzare, troviamo il DEET (dietiltoluamide), una sostanza dai potenziali effetti tossici se utilizzata per un lungo periodo. Quindi, è importante, quando si sceglie una protezione, soprattutto per i bambini, controllare le sostanze presenti nei prodotti che stiamo per acquistare, per evitare di imbatterci in un acquisto sbagliato.

Cerotti antizanzare per bambini

In commercio, è possibile acquistare i cerotti antizanzare specifici per neonati e bambini. Si tratta di cerotti adesivi, biologici e privi di sostanze tossiche, di solito a base di sostanze naturali come la citronella. Molto comodi e semplici da applicare, basterà liberare la parte adesiva e applicare il cerotto, non direttamente sulla pelle, ma su un indumento indossato dal bambino (preferibilmente dietro la schiena, così che il bambini non riesca a staccarlo con il rischio che possa metterlo in bocca), oppure direttamente sul passeggino o sulla carrozzina e sul lettino mentre dorme.

Spray antizanzare per bambini

Per chi, invece, preferisse ricorrere auno spray repellente, è importante che il bambino abbia superato i tre mesi di vita. Ovviamente, prima di acquistare uno spray è importante accertarsi che sia assolutamente naturale, come ad esempio quelli a base di Paramatandiolo (PMD o citrodiolo), l’unico principio attivo naturale. Inoltre, verificare sempre che sulla confezione dello spray ci sia la dicitura “Presidio medico chirurgico”. In ogni caso, è bene farsi consigliare da un esperto.

Rimedi sotto i tre mesi

Per i neonati fino a 3 mesi bisognerebbe evitare di utilizzare qualsiasi tipo di prodotto. In casa, sarebbe utile montare delle zanzariere, mentre quando si è all’aperto acquistare la retina da applicare intorno alla carrozzina.

Assistenza agli anziani: i suggerimenti da ricordare

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Quando è necessario assistere un familiare anziano o ipomobile, è molto importante adottare tutti gli accorgimenti che servono per una gestione ottimale, a maggior ragione nel caso in cui si parli di un soggetto non autosufficiente a causa delle patologie da cui è afflitto. Non è una missione impossibile, ma di certo è una sfida che deve essere affrontata con la massima attenzione, perché a volte può succedere che la persona palesi una vera e propria repulsione nei confronti delle cure. I figli costretti a gestire il decadimento dei propri genitori – un decadimento che molto spesso non è solo fisico, ma anche e soprattutto mentale – devono impegnarsi per individuare una soluzione ideale per tutti.

La ricerca della serenità

Non bisogna aver paura di chiedere aiuto, se se ne presenta la necessità: non si può sempre pensare di farcela da soli, anche perché il rischio che si corre è quello di vedere compromessa la propria serenità. Chiedere aiuto vuol dire, in sostanza, fare affidamento su una struttura assistenziale che garantisca gli standard di professionalità più elevati e che metta a disposizione uno staff che assicuri il miglior trattamento possibile. Per i cosiddetti caregiver non è così semplice coniugare con successo l’assistenza a un familiare, la vita professionale e le relazioni sociali quotidiane: ecco perché spesso è meglio contattare una struttura dedicata.

Gli aiuti esterni

Saper accettare la necessità di un aiuto esterno è importante, e un riconoscimento di questo tipo deve avvenire senza alcun senso di colpa. È normale che per qualcuno, soprattutto nei primi tempi, la prospettiva di usufruire di un sostegno che proviene da un soggetto al di fuori della famiglia non sia così facile da accettare. Le sensazioni che si possono avvertire sono molteplici: c’è chi potrebbe percepire il tutto come una sconfitta personale, o addirittura come una minaccia. Farsi aiutare, inoltre, per qualcuno potrebbe essere inteso come un volersi liberare delle proprie responsabilità. Ovviamente non è così, e non c’è niente di male nell’accettare un aiuto esterno, poiché questo non vuol dire sbarazzarsi dei propri familiari. Al contrario, un aiuto in più garantisce una migliore assistenza. Si può trattare di una vera e propria struttura, come si è detto, ma anche di un badante che lavori per alcune ore al giorno: l’importante è che ogni dettaglio venga orchestrato in modo da non compromettere la vita quotidiana del soggetto debole.

L’importanza di costruire una routine

Un consiglio comune da parte degli esperti è quello che prevede di creare una routine. Una sola visita, per quanto rapida sia, può far la differenza, come pure una semplice telefonata. In questo modo, infatti, si trasmettere una sensazione di sicurezza e si comunica la propria vicinanza, sia che il contatto avvenga per telefono, sia che si svolta fisicamente. Essere vicini vuol dire prendersi cura della persona e avere a cuore la sua salute. Per una persona anziana è fondamentale essere certi di far ancora parte della vita dei propri cari, e dei figli in particolare. Questo facilita una migliore convivenza con i problemi di salute e più in generale con una condizione di vita che non di rado è complicata da accettare. In alcuni casi, un messaggio o una telefonata possono essere più che sufficienti, e da questo punto di vista la tecnologia offre un supporto prezioso.

Gli stimoli e l’attività

Sia la mente che il corpo devono essere aiutati e stimolati, per poter restare sani il più a lungo possibile. A questo scopo, è di fondamentale importanza l’attività: ce ne sono davvero tante che possono essere svolte e che aiutano le persone anziane a tenere occupato il cervello e a far muovere il fisico. Anche gli incontri con gli amici vanno bene, ma vale la pena di privilegiare anche le passeggiate all’aperto, utili per scoprire e conoscere nuovi posti. In molti casi, a una persona in là con gli anni basta poco per vedersi allietare la giornata, il che vuol dire anche mettere da parte, almeno per qualche momento, la sofferenza peculiare della vecchiaia. La differenza non di rado passa dai piccoli gesti.

Una nuova condizione da valutare

I figli di genitori anziani devono imparare a capire in che condizioni si trovano i propri cari. È normale che con la vecchiaia si diventi più irascibili e si tenda a perdere la pazienza con facilità: per questo bisogna mettersi nei loro panni, per quanto ciò possa essere complicato. Essere vecchi vuol dire non avere un impegno quotidiano, dover fare i conti con una vita sociale ridotta, avere poche energie e ritrovarsi pieni di malattie o comunque di acciacchi. È ovvio che lo sforzo da compiere è notevole, ma una volta che ci si riesce la strada si fa in discesa.

I prodotti per prendersi cura degli anziani

Dopo aver compreso come prendersi cura degli anziani, è importante saper scegliere anche i prodotti giusti per loro: si trovano, tra l’altro, sul sito web di AMioAgio, uno shop online il cui catalogo comprende prodotti assorbenti per l’incontinenza urinaria e articoli per l’autodiagnosi e l’igiene della persona.

La tisana alla passiflora, buoni motivi per farne uso

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Tra le tisane per dormire, un posto di rilievo è occupato da quella alla passiflora. Questa pianta è nostra amica contro una serie di disturbi leggeri del sistema nervoso, come quelli legati a stati non cronici di ansia, stress e insonnia.

Quando tali problematiche diventano gravi è opportuno rivolgersi a uno specialista per intraprendere un adeguato percorso di cura, ma per le forme più lievi sono consigliabili i rimedi naturali come può essere appunto una tisana alla passiflora. Una curiosità: questa pianta è stata introdotta in Europa dal monaco agostiniano Emmanuel de Villegas, ed è stata chiamata così da Linneo – dal latino passio, “passione”, e flos, “fiore”; il fiore della passione di Cristo.

Le foglie della pianta, impiegate per la formulazione di ottime tisane calmanti, sono disponibili su My Nature Cup dove, oltre alle più comuni erbe sfuse adatte alla preparazione di tisane, è possibile acquistare infusi alla frutta e tè pregiati provenienti da tutto il mondo, selezionati accuratamente tra i prodotti dalla qualità più elevata disponibili sul mercato.

Vediamo ora quali sono le circostanze più diffuse in cui è consigliabile ricorrere alla tisana alla passiflora.

Non riesci a riposare bene di notte

Lo scopo più importante di una tisana alla passiflora è proprio quello di aiutarti a dormire meglio. Una bevanda di questo tipo dona al corpo e allo spirito maggiore serenità, soprattutto se sorseggiata più volte alla settimana.

La passiflora è un autentico ansiolitico naturale e svolge un’azione benefica nei confronti del sistema nervoso centrale (in particolare dei centri encefalici che regolano il ritmo sonno-veglia): i suoi principi attivi stabiliscono infatti delle connessioni con i recettori delle benzodiazepine del cervello, il che determina un marcato effetto rilassante.

Se hai difficoltà ad addormentarti o se il tuo riposo notturno si interrompe spesso, ti consigliamo dunque una tisana alla passiflora. Essa è nemica dell’insonnia e contribuisce anche a rallentare il battito cardiaco se, ad esempio, ci risvegliamo agitati a causa di un incubo.

Sei in preda a sensazioni di agitazione e di irrequietezza

Essendo calmante, la passiflora è ideale tanto di notte per dormire quanto di giorno per chi vuole ritagliarsi qualche attimo da dedicare al relax.

Coccolati con una buona tisana alla passiflora, per dimenticare – anche se soltanto per alcuni minuti – le tue preoccupazioni e i doveri che ti aspettano quotidianamente. Tali bevande sono eccellenti sia calde sia fresche, e sono quindi perfette per tutte le stagioni dell’anno. Sono fonte di comfort specialmente in inverno, assunte magari su un comodo divano davanti al caminetto!

Problematiche che si presentano in forma leggera come ansia o depressione possono essere alleviate grazie alle capacità benefiche della passiflora. Lo ripetiamo: queste condizioni devono essere leggere, non croniche, altrimenti si rende assolutamente necessario l’intervento di un professionista ai fini di una cura mirata. A ogni modo, dal regno vegetale ci giungono sempre validissimi rimedi.

Soffri per i dolori mestruali

Le donne che soffrono di dolori mestruali intensi dovrebbero bere con una certa costanza le tisane alla passiflora. Queste, tra le altre cose, sono lenitive e attenuano gli spasmi che interessano l’area dell’utero.

Non solo: tale pianta è alleata anche delle donne che stanno attraversando una fase delicata come la menopausa, la passiflora infatti è indicata per placare le vampate di calore, gli sbalzi di umore, le vertigini e il nervosismo – tutti sintomi tipici di questa condizione fisica.

Sei colpito da frequenti mal di stomaco

In quanto antispasmodica, la passiflora è ottima anche contro il mal di stomaco. È inoltre in grado di contrastare le infiammazioni delle pareti gastriche che, se non curate, portano con il passare del tempo a patologie come gastriti e ulcere.

In realtà questa pianta è complice di tutto l’apparato digerente, risultando ad esempio adatta anche al trattamento delle irritazioni dell’intestino: in simili situazioni, le tisane alla passiflora sono un vero toccasana.

Desideri preservare la salute del tuo cuore

Per concludere, la passiflora è cardioprotettiva: calma il battito cardiaco accelerato donando un effetto benefico per il corpo e per la psiche, e studi recenti hanno evidenziato la sua utilità nella prevenzione di eventi gravi come l’infarto e l’ictus.

Qualche informazione in più sulla passiflora

Abbiamo visto che le tisane alla passiflora sono fonte di benessere per l’intero organismo. Servono a migliorare la qualità del sonno, sono antistress, sono preziose per il sistema nervoso e in generale per il fisico.

Come già detto la passiflora è stata portata in Europa da Emmanuel de Villegas, essendo originaria dell’America centrale e meridionale. Richiede un clima temperato/caldo e teme molto il freddo. Si caratterizza per i suoi fiori multicolore – che non possono non catturare l’attenzione – e per i frutti giallini a forma di bacca.

Una soluzione rilassante e calmante, uno dei tanti aiuti che ci arrivano dal mondo della natura; questa è la passiflora!

Fenilchetonuria: tuo figlio ha fatto il test?

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fenilchetonuria

La Fenilchetonuria (bota anche come PKU), è una malattia metabolica rara, che nel mondo interessa più di 50.000 persone e che nella sola Italia si stima colpisca 1 bambino ogni 2.581 nati. E’ una patologia rara di cui si parla molto poco, ma esiste ed è necessario diagnosticarla in tempo affinchè chi ne è affetto possa intraprendere le cure e gli accorgimenti necessrai.

Che cos’è la Fenilchetonuria?

La Fenilchetonuria è una patologia, che si presenta fin dalla nascita e che è caratterizzata dalla mutazione di un gene, la fenilalanina idrossilasi (PAH), necessario per il metabolismo della fenilalanina (Phe), un aminoacido essenziale presente in quasi tutti gli alimenti proteici.

Fenilchetonuria diagnosi

Lo screening neonatale è stato introdotto in tutto il territorio nazionale a partire dai primi anni ’90. E, da quel momento, la comunicazione della diagnosi avviene alla nascita del figlio: in genere, per i genitori è uno shock. Lo screening è fondamentale per diagnosticare questa patologia, coSì come altri disordini metabolici. Il test che si effettua non è complicato: entro le prime 72 ore di vita, vengono raccolte alcune gocce di sangue dal tallone del piccolo. Il prelievo effettuato permetterà di rilevare la quantità di fenilalanina presente nel sangue e da li a poco arriverà la risposta. Se il risultato sarà positivo, a quel punto sarà necessario effettuare una serie di accertamenti con medici e strutture specializzate.

Fenilchetonuria cura

I pazienti affetti da Fenilchetonuria, dovranno seguire una dietoterapia a vita.

Fenilchetonuria dieta: in cosa consiste?

La cura per i pazienti affetti da questa patologia risiede nella dieta. Per conoscere meglio il trattamento dedicato ai pazienti affetti da questa patologia, abbiamo sentito alcuni esperti. «Nell’esclusione o nella limitazione degli alimenti contenenti l’aminoacido fenilalanina, che si trova nella maggior parte dei cibi ricchi di proteine come carne, pesce, uova, salumi, ma anche pasta e pane comuni. Inoltre, si aggiungono alimenti dietetici speciali a ridotto apporto di proteine e formule con aminoacidi, vitamine e minerali prive di fenilalanina, per poter soddisfare i fabbisogni nutrizionali di chi è affetto da Fenilchetonuria», spiega Alice Dianin, dietista presso l’AOU di Verona, centro regionale per lo screening neonatale, la diagnosi e il trattamento delle malattie metaboliche ereditarie e le malattie endocrinologiche congenite. «L’obiettivo principale della dieta è il mantenimento di valori ematici adeguati, per evitare le complicanze soprattutto neurologiche della malattia e per assicurare crescita e sviluppo motorio e cognitivo normali. Ecco perché va seguita per tutta la vita, sapendo che la dieta è sempre personalizzata, e accuratamente studiata e calcolata secondo i fabbisogni e la gravità della patologia».

Soprattutto durante il periodo dell’infanzia, però, seguire la dietoterapia può essere anche un fattore che fa sentire il bambino escluso o diverso a scuola, durante l’ora della merenda o durante le feste di compleanno per esempio. «È fondamentale che i genitori acquisiscano sin da subito gli strumenti per comunicare al meglio con il loro bambino anche questi aspetti. Spiegando, attraverso l’uso di metafore, esempi o immagini che ai più piccoli sono più familiari, il perché delle visite, della dieta, della differenza dei cibi rispetto agli altri, coinvolgendoli nella gestione della malattia cucinando insieme fin dall’inizio, mostrandogli quali sono le farine adatte a loro o come si usano i preparati di miscele aminoacidiche. Questo aiuterà il bambino nel suo processo di autonomia e di autoefficacia. E non solo: lo metterà nelle migliori condizioni di condividere con gli amici o con i compagni il perché della differenza della sua dieta. La differenza, allora, non sarà vista più come un limite, ma sarà una caratteristica», aggiunge Chiara Cazzorla.

Realtà virtuale, rischi e vantaggi per genitori e bambini

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Realtà virtuale
Realtà virtuale

La realtà virtuale nel 2021 ha permesso ai più piccoli di costruire un mondo parallelo nel quale vivere esperienze multisensoriali che riescono appunto a coinvolgere tutti i sensi in modo sempre più verosimile divertendosi pur rimanendo in casa. Si tratta di una realtà immersiva che riesce a catturare l’attenzione dei più piccoli abbandonando joy stick e telecomandi e procedendo verso nuove periferiche capaci di decifrare tutti i movimenti del corpo o la voce.

I bambini e i genitori sembrano essere soddisfatti ma come ogni cosa occhiali virtuali e visori realtà virtuale che permettono di entrare a contatto con una realtà fittizia possono essere parecchio rischiosi oltre che problematici. Il rischio maggiore è essere travolti da mondi virtuali che prendono il posto della realtà. Questo può accadere, per quanto possa sembrare strano, anche soltanto attraverso l’utilizzo di supporti come il casco o occhiali realtà virtuale. Di conseguenza il compito dei genitori è monitorare il tempo che i figli trascorrono davanti a questi videogiochi.

Realtà virtuale significato, pro e contro di una realtà fittizia

Virtuale è tutto ciò che è in potenza ma non in atto, qualcosa che potrebbe essere, ma che non è. Una realtà immaginaria che è tornata utile in più occasioni alla ricerca, alla formazione o per scopo terapeutico per trattamento di disturbi psicologici.

I visori vr come funzionano? E’ semplice, basta indossare il visore, quando l’utente comincia a muoversi, il movimento reale corrisponde a quello virtuale. Il visore realtà virtuale può funzionare in autonomia, questa è una delle esperienze più curiose e simpatiche per qualunque età. Ad esserne particolarmente attratti sono i maschi, su internet si trovano molti video realtà virtuale che mostrano al meglio di cosa si tratta.

Dove acquistare gli accessori per la realtà virtuale

Sul sito BaterItalia ,uno dei migliori siti online, è possibile trovare migliaia di prodotti di alta qualità come quelli per la realtà virtuale visore o casco, dispositivi per smartphone, videogiochi e molto altro ancora per tutte le età e per tutte le esigenze. La spedizione è gratuita, l’utente ha la possibilità di restituire la merce qualora non dovesse essere soddisfatto entro 90 giorni al massimo.

Torta kinder paradiso per bambini: ricetta per una colazione in famiglia

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torta kinder paradiso

La colazione è solitamente un momento moto frenetico, soprattutto durante la settimana. Il tempo a disposizione è molto poco, c’è chi deve correre a lavoro e chi a scuola, quindi non sempre si riesce a godere di questo momento intorno alla tavola e in famiglia. Un vero peccato, visto che la mattina dovrebbe essere quella parte che poi da inizio al resto della giornata. Allora, perché non giocare d’anticipo e preparare la colazione la sera prima, così da avere il tempo al risveglio di godersela tutti insieme? Abbiamo un consiglio per grandi e piccini: la torta kinder paradiso.

Torta Kinder Paradiso

La torta kinder paradiso è un dolce morbido, ripieno di panna e latte. Oltre alla sua composizione, principalmente bianca e chiara, può essere servita anche tagliata a forma di una merendina. L’impasto, così come la realizzazione, sono molto semplici e il risultato è garantito. Un dolce soffice e gustosa, ma al tempo stesso fatto in casa. Come tocco finale, sulla torta, potete dare una bella spolverata di zucchero a velo e lasciarla riposare in frigorifero, per fargli raggiungere quella giusta freschezza e consistenza, amata, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno.

Torta Kinder Paradiso Ingredienti

  • 140 grammi di farina 00
  • 150 grammi di zucchero
  • 250 millilitri di latte
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di lievito di birra in polvere
  • 120 millilitri di panna
  • 40 grammi di zucchero a velo
  • 25 grammi di amido di mais
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 bustina di vanillina

Torta Kinder Paradiso Procedimento

  • Iniziate, preparando la crema di latte. Prendete una casseruola e versato 200 ml di latte.  Prendete la stecca di vaniglia e, una volta estratti i semi, aggiungeteli al latte e alla bacca di vaniglia.
  • Iniziate a scaldare il latte.
  • Nel mentre, prendete una ciotola e mescolate insieme zucchero a velo e amido di mais. Mescolate il tutto e versate nel latte che nel frattempo si sarà scaldato. Mescolate fino a raggiungere la giusta consistenza e, subito dopo, aggiungete un pò di miele. Continuate a mescolare e spegnete il fuoco. Aspettate che si raffreddi prima di aggiungere altro.
  • Prendete la panna e versatela in una ciotola, montandola a neve. Una colta pronta aggiungetela al composto già ottenuto. Mescolate delicatamente per non smontare la panna. Subito dopo, coprire il composto con una pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo.
  • Nel frattempo, prendete una ciotola e versate le uova. A questo, aggiungete, zucchero e vanillina. Aiutatevi con le fruste elettriche e lavorate l’impasto fino a ottenere una crema della giusta consistenza. Preparatevi da parte circa 50 ml di latte e versateli poco alla volta nel composto.
  • Sempre nella stessa ciotola, procedete aggiungendo la farina e, quando l’impasto sarà totalmente privo di grumi, versatelo in uno stampo rettangolare e mettetelo in forno preriscaldato a 200 °C per circa 25 minuti.
  • Tagliate il dolce a metà e riempite interno con la crema che avevate già preparato. Richiudete il tutto, spolverate con dello zucchero a velo e mettete in frigorifero per un’ora oppure in freezer per 15 minuti.
  • Una volta pronta, potete terminare con un’altra spolverata di zucchero a velo.

Alternativa

Se, volete dare un tocco di originalità e preparare il dolce non in modo classico ma a porzione, vi consigliamo di dare la forma della classica merendina.

 

Apnee notturne nei bambini: come riconoscerle e cosa fare

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apnee notturne nei bambini

I bambini, finché sono piccoli, non riescono a far capire ai genitori i loro malesseri e fastidi. Per questo, è importante sorvegliarli e tenerli sotto controllo, così che un genitore possa intervenire e chiedere un consulto pediatrico qualora si accorgesse di qualcosa di strano nei comportamenti del piccolo. Durante il giorno, risulta sicuramente più semplice osservare il bambino nelle sue mille attività, di notte, quando tutti dormono può essere più complesso. Soprattutto, nei primi anni di vita è importante controllare anche il sonno del proprio bambino e i suoi comportamenti mentre riposa, da li potrebbero sorgere circostanze da non sottovalutare. Non necessariamente gravi, ma che è necessario trattare con prontezza. Un esempio, potrebbero essere le apnee notturne nei bambini. È mai capitato di ascoltare il respiro del bambino e, improvvisamente, non sentirlo più? Attimi, composti da pochi secondi, che sicuramente per un genitore sembreranno lunghissimi, dove il respiro del bambino si ferma per poi riprendere normalmente. Se, è capitato anche a vostro figlio, è importante parlarne con il pediatra. Ma, vediamo insieme, meglio di cosa si tratta.

Apnee notturne nei bambini cosa sono

L’apnea nel sonno si presenta principalmente nei bambini fino a 6 anni. È una patologia che consiste in un‘interruzione del sonno, che può variare dai 10 secondi fino a quasi un minuto, generata da un’ostruzione delle vie aeree superiori.

Apnea notturna cause

Tra le cause principali legate all’apnea notturna nei bambini, troviamo l’ostruzione delle vie aeree superiori. Questa ostruzione può essere causata da un aumento delle adenoidi o delle tonsille. Inoltre, le apnee possono presentarsi anche in casi di bambini in sovrappeso. Quindi, ostruzione vie aeree e obesità nei bambini, possono essere i principali fattori che causano apnee notturne. Anche le malformazioni cranio–facciali e le patologie neuromuscolari possono rientrare tra le cause delle apnee notturne.

Apnee notturne nei bambini sintomi

I sintomi per riconoscere un bambino che soffre di apnea nel sonno possono essere diversi. Molto spesso di associa a questi il russamento, si pensa che se un bambino russa è perché ha problemi di apnea, ma non è così. Il russamento può essere un sintomo, come no. Tra i sintomi che è possibile valutare durante il sonno del bambino citiamo:

  • interruzione della respirazione durante il sonno
  • movimenti strani legati alla respirazione (ad esempio movimento irregolare del torace)
  • frequenti risvegli
  • eccessiva sudorazione durante il sonno

Ma, per diagnosticare le apnee notturne, non è solo corretto considerare ciò che accade durante il sonno, ma è anche importante controllare i comportamenti del bambino durante il giorno, quindi quando è sveglio. Ad esempio:

  • difficoltà a svegliarsi la mattina
  • difficoltà a concentrarsi durante il giorno
  • stanchezza
  • iperattività
  • mal di testa, soprattutto al mattino

Apnee notturne nel bambino diagnosi

È importante valutare tutti i sintomi sopra elencati e tenerli sotto controllo, solo una volta individuati e accertati, sarà possibile ipotizzare una diagnosi. Come prima cosa, bisognerà informare il proprio pediatra che provvederà a effettuare tutti gli accertamenti del caso. Se, tale diagnosi verrà confermata, oltre al pediatra sarà necessario coinvolgere anche gli specialisti del caso per intervenire al meglio e tempestivamente.

 

Tortino di patate e zucca per bambini: un piatto completo e sfizioso

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tortino di patate e zucca

Convincere i più piccoli a mangiare le verdure non è sempre semplice e, molto spesso, si finisce anche per non avere più modi alternativi per proporre questi piatti ai bambini. Ma, è importante che sin da piccoli l’alimentazione sia completa e varia, di conseguenza è importante non arrendersi e cercare la chiave giusta che invogli anche i più restii a consumare verdure. I bambini, ovviamente, non vanno assolutamente forzati a mangiare, ma semplicemente invogliati e stimolati. Ogni bambino, così come l’adulto, ha dei gusti e non è detto che debba necessariamente mangiare di tutto, però bisogna garantire un’alimentazione il più possibile salutare e variegata. Mettetevi tutti a tavola per consumare i pasti insieme e date voi adulti per primi il buon esempio. Se il bambino vede il genitore rifiutarsi di mangiare un determinato piatto non capirà il perché lui invece sia costretto a mangiarlo. È importante trasmettere serenità e stabilità al bambino e, magari, cercare di coinvolgere, nei limite del possibile e della sicurezza, nella preparazione dei pasti. Vi consigliamo, dunque, una ricetta adatta per tutta la famiglia, facile da preparare e salutare: il tortino di patate e zucca.

Tortino di patate e zucca per bambini

Rende il momento del pasto divertente e stimolante è possibile. Inoltre, per i più creativi è anche consigliato creare proprio delle forme con colori e sagome all’interno del piatto, sfruttando le pietanze presenti. Il piatto che vi consigliamo oggi, cioè il tortino di patate e zucca, è un piatto molto sfizioso ma anche facile da preparare. I bambini apprezzeranno il sapore e la consistenza, mentre gli adulti la possibilità di offrire un piatto completo, composto da carboidrati, fibre e vitamine con un apporto calorico bilanciato.

Tortino di patate e zucca ingredienti

  • 500 g di zucca
  • 400 g di patate
  • 200 ml di latte
  • 60 g di grana grattugiato
  • noce moscata q.b.
  • scorza di 1 limone
  • sale q.b.
  • olio extravergine di oliva
  • 2 noci di burro

Gli ingredienti utilizzati per questa ricetta sono facili da reperire in ogni cucina, così da poter essere preparata anche all’ultimo momento.

Tortino di patate e zucca procedimento

La ricetta del tortino di patate e zucca può essere preparata con due diverse modalità di cottura:

  • Lavate bene le patate facendo scorrere dell’acqua fresca e poi mettetele a lessare in una pentola con acqua che le ricopra completamente. Non è necessario sbucciarle prima.
  • Una volta lessate, procedete a toglierle dalla pentola, aspettate che si raffreddino leggermente e poi sbucciatele. Una volta terminato questo procedimento schiacciatele fino a ottenere il purea. Poter aiutarvi con il frullatore o lo schiacciapatate, oppure va benissimo anche una semplice forchetta.
  • Prendete la zucca e lavatela bene, eliminando tutti i semi. Adagiatela su un vassoio e infornate per circa 20 minuti a 180° fino a che non raggiunge una consistenza più morbida. Una volta pronta sfornatela, togliete la buccia e riducetela in purea. Aggiungete 2 cucchiai parmigiano, poco latte e la scorza di limone e mescolate bene per amalgamare. A seconda dell’età del bambino decidete se aggiungere anche un pò di sale.
  • Versare il comporto ottenuto con le patate in un pentolino e aggiungere latte, sale (a vostra scelta), noce moscata e mettete sul fuoco basso. L’importante è mescolare spesso per evitare grumi. Unite il burro e mescolate fino a che il purea si addensa.
  • Una volta raggiunta la giusta consistenza, togliete il pentolino dal fuoco e lasciate raffreddare.
  • Appena pronto, preparate il piatto distribuendo i due composti a strati alternati, oppure come meglio credete. Potete servire anche con dei cracker o grissini di pane.

Per la cottura al forno

Il procedimento non cambia, ma a cambiare è la cottura.

  • Dopo aver lessato e schiacciato le patate in una terrina e condite con olio, sale (sempre a vostra scelta) e la noce moscata. Preparate la purea di zucca.
  • Rivestite una teglia di carta forno e stendete un filo d’olio sul fondo. Versate i due comporti all’interno della teglia, alternandoli tra di loro. Aggiungete un pò di parmigiano e un filo di pangrattato.
  • Infornate in forno caldo preriscaldato a 220° per 15 minuti.

 

 

Cuscino da allattamento: benefici in gravidanza e in allattamento e quali acquistare

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cuscino da allattamento e gravidanza

Durante la gravidanza il corpo di una donna subisce molti cambiamenti, sia fisici che ormonali. I cambiamenti fisici sono quelli che possono trovare sollievo, grazie a una serie di accessori studiati appositamente per alleviare dolori e fastidi al corpo, legati alla gravidanza. Durante i primi mesi il fisico non subisce modifiche rilevanti e anche la pancia non è ancora ben visibile o pesante, ma, più si va avanti con la gravidanza e più queste cose si accentuano. Per questo, è importante acquistare (o anche farsi prestare da altre mamme) tutto il necessario per rendere gli ultimi mesi di gravidanza, già di per se molto impegnativi, meno faticosi. Tra questi, vi consigliamo di dare uno sguardo ai cuscini allattamento e gravidanza. Ce ne sono di svariati modelli e marche, con le dimensioni che più si addicono alla condizione di ogni singola mamma e per le varie necessità. In Italia, il cuscino per allattamento non viene usato molto, nonostante è risaputo che garantisca una serie di benefici sia durante la gravidanza che durante il periodo di allattamento. Vediamo ora insieme, i vantaggi che si possono riscontrare nell’utilizzo del cuscino da allattamento, sia prima del parto, ad esempio viene usato spesso per riposare in modo comodo e corretto senza appesantire il pancione, ma anche per allattare il bambino al seno.

Cuscino gravidanza e allattamento perché acquistarlo

Come già detto, il cuscino allattamento e gravidanza, chiamato così per via dei suoi duplici utilizzi, non viene molto usato in Italia. In commercio ce ne sono moltissimi e molto spesso ci si trova in difficoltà durante la scelta del più adatto. Può capitare di lasciarsi convincere per via di un fantasia migliore rispetto a un’altra e magari correre il rischio di acquistarne uno non adatto alle esigenza della futura mamma. Quindi, è necessario conoscere bene le caratteristiche che più si adattano e di cui necessita una mamma in dolce attesa per non sbagliare, anche perché sarebbe veramente un peccato, visti i benefici che può apportare un corretto utilizzo di questo cuscino.

Cuscino gravidanza e allattamento benefici

Il cuscino per gravidanza e allattamento può avere diverse forme e dimensioni. Vediamo insieme quelli più diffusi.

  • Esistono marche e modelli che consentono di adattare lo stesso cuscino sia per la gravidanza che per l’allattamento. Solitamente si tratta di un cuscino che ha la forma di una mezza luna, abbastanza lungo da poter essere “abbracciato” durante la notte. La forma e la morbidezza consente alla futura mamma di mantenere una postura corretta e di lasciare che la pancia venga “sorretta” dal cuscino, cos da non farla pesare solo d Aung lato. Inoltre, la possibilità di accavallare una gamba al d sopra del cuscino garantisce una posizione comoda per stimolare il sonno.
  • Per chi, invece, preferisse acquistare due cuscini separati, cioè uno adatto per la gravidanza e uno adatto per l’allattamento, ecco alcune linee guida da seguire:
  • Cuscino allattamento: ha la forma di un ferro di cavallo, di dimensioni più piccole rispetto al cuscino descritto precedentemente. È comodo da trasportare. Los dopo di questo cuscino è quello di aiutare le mamme a sostenere il bambino durante la poppata, così da permettere alla mamma di non caricare tutto il peso sulla schiena e sulle braccia, evitando posizioni scorrette e i conseguenti dolori alla schiena.
  • Cuscino gravidanza: permette alla mamma di assumere le posizioni più comode e, di conseguenza, più adatte alla pancia che sta crescendo. I modelli migliori sono quelli che permettono di avvolgere tutto il corpo della donna, sia in lunghezza che lateralmente, e che assicurano il giusto sostegno a schiena, collo e testa. Importante è anche scegliere un modello che permette di tenere piedi e gambe in posizione sollevata, così da facilitare la circolazione sanguigna negli arti inferiori.

Libri per aiutare i bambini a elaborare un lutto: ecco quali scegliere

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aiutare i bambini a elaborare un lutto

La morte è un tema delicato e molto personale. È difficile da elaborare e metabolizzare per gli adulti, figuriamoci per i bambini. Nel loro mondo tutto è immortale e magico, non c’è spazio per il dolore e per la morte, ma ahimè, prima o poi anche loro si dovranno trovare ad affrontare un lutto, che sia di una persona cara o anche di un animale domestico. Molto spesso, ci si chiede come affrontare l’argomento e cosa è giusto dire ai piccoli quando qualcuno che amano non c’è più. Le scuole di pensiero sono diverse; c’è chi ritiene più giusto mentire temporaneamente al bambino, magari inventando un lungo viaggio, e chi, invece, preferisce optare per la verità assoluta. Ogni genitore conosce il proprio bambino e saprà sicuramente il modo migliore per aiutare ad affrontare una perdita, in ogni caso esistono molte letture utili, adatte ai più piccoli proprio per aiutare i più piccolo a comprendere il senso della morte, utilizzando parole e illustrazioni che riusciranno a spiegare la realtà ma in modo naturale.

Se state cercando un modo adatto all’età del vostro bambino per spiegargli che qualcuno che ama e che fino a poco tempo fa faceva parte della sua quotidianità ora non c’è più, vi consigliamo di provare a leggere insieme un libro adatto che possa aiutarlo nel comprendere quanto accaduto. La verità è sicuramente sempre la scelta migliore, ma è importante che il metodo utilizzato sia adatto al bambino per evitare che possa creare traumi o paure.

Abbiamo selezionato alcuni dei libri consigliati per aiutare i bambini a conoscere il tema della morte.

I bimbi, spesso, hanno bisogno di essere partecipi di ciò che accade intorno a lor,o ma ovviamente, con i giusti tempi e modi. Quindi ‘come spiegare a un bambino il tea della morte?’ E, come rendere meno traumatico questa spiegazione? Non dimenticate che c’è sempre la possibilità di consultare: i libri per spiegare ai bambini che qualcuno purtroppo non c’è più!

 

LA NONNA IN CIELO

Un libro che aiuterà il vostro bambino a non sentirsi solo dopo la perdita di una persona cara. La protagonista di questa storia è la piccola Emma che ha da poco perso la sua amata nonna. Emma, sa che la sua nonna anche se non è più accanto a lei fisicamente, la guarda dal cielo e non la perderà mai di vista, proteggendola come faceva quando era ancora in vita. Età di lettura: da 4 anni.

IO DOPO DI TE

Il piccolo Pietro adora il suo bisnonno, hanno un legame speciale e giocano sempre insieme, invitando storie e giochi. Purtroppo per il bisnonno si sta avvicinando il momento di salutarlo e il piccolo è tristissimo. Grazie alla storia di una goccia, l’ultimo dono che il bisnonno fa a Pietro, prima di lasciarlo, il piccolo protagonista di questo libro impara ad accettare ciò che è inevitabile e a continuare ad amare il suo bisnonno, che non è più accanto a lui, ma è dentro al suo cuore. Età di lettura: da 5 anni.

 

PERCHÈ NON C’È PIU’

Per i bambini è difficile capire il significato della morte e affrontare la perdita di una persona che amano. Dove è andata la persona che è morta? Tornerà di nuovo? Sono questi gli interrogativi più comuni che un bambino si pone e che spesso il genitore non sa come affrontare. Questo libretto offre un pratico aiuto per comprendere i loro sentimenti quando vivono un lutto e per rassicurarli che questo tempo verrà superato e potranno tornare a sorridere. Età di lettura: da 4 anni.

 

 

Comodità e sicurezza per il vostro bimbo

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Se avete da poco avuto un bambino o siete in dolce attesa, vi starete chiedendo come organizzare uno spazio a prova di bimbo. In modo particolare, uno dei momenti più belli e importanti è la realizzazione della cameretta che ospiterà il piccolo. Bisognerà creare un ambiente confortevole e pieno di colore, in modo da stimolare la crescita cognitiva di vostro figlio e donargli gioia e serenità. Proprio per questo, il primo oggetto da introdurre in casa è proprio il lettino che coccolerà e cullerà il pargolo nei primi mesi di vita. Un ottimo esempio è l’Erbesi Lettino venduto da Puposhop.com, programmato proprio per avere cura del piccolo ospite al suo interno.

Il lettino

Abbiamo appena parlato dell’importanza del lettino e vi abbiamo proposto l’Erbesi lettino. Perché vi proponiamo questo prodotto? Per via dei mille e mille vantaggi che ha, analizziamoli insieme. Innanzitutto, ci scontriamo con un lettino nato dallo studio della cromoterapia, materia importantissima per la crescita cognitiva e creativa del piccolo. Assistiamo a diverse sfumature di bianco, arancio, giallo, rosso, azzurro, viola, blu e verde. Per l’appunto, il piccolo è immerso nei colori dell’arcobaleno, proprio come in un libro o cartone animato. Tornando alla cromoterapia, riprendiamo un principio fondamentale di questa materia la quale dice che a determinate lunghezze d’onda corrispondono delle vibrazioni capaci di influenzare e cambiare lo stato d’animo di una persona. Proprio per questo, è importante che il bambino stia a stretto contatto con i colori e con il loro continuo mutamento. In più, il lettino è fornito anche di una piccola lucina notturna che aiuterà il bimbo a sentirsi più al sicuro. La paura del buio è una delle fobie più comuni tra i neonati o i bambini tra i tre e i sei anni. L’Erbesi lettino ha come obiettivo quello di sostenere il pargolo sin dall’inizio.

L’importanza della comodità

I primi mesi sono fondamentali per la futura crescita di vostro figlio. Per questo motivo avrà bisogno di essere circondato d’ amore e, soprattutto, da un ambiente consono e a prova di bambino. Si consiglia di alzare i fili elettrici e isolarli con del nastro. Oppure tentare di coprire le prese di corrente, dato che i bimbi tendono ad infilarci le dita. Per proteggere la loro testolina dallo sbattere contro gli spigoli di tavoli o sedie, sarebbe meglio foderarli o coprire spigoli e angoli con dell’ovatta o della spugna. Facendo così, il piccolo eviterà di farsi male e potrà girare per la casa in tutta tranquillità. Un altro elemento che non dovrà mai mancare è la presenza di giochi interattivi ed educativi. Il genitore dovrà guidare il figlio e aiutarlo con dei giochi studiati da psicologi dell’infanzia in modo da scoprire sin da subito quella che sarà la loro attitudine da adulti. Importantissimo è anche lo sviluppo della creatività. Pastelli, tempere e pennarelli devono diventare i migliori amici del bambino. Non disponendo ancora di un linguaggio preciso, tende ad esprimersi attraverso l’arte e, quindi, attraverso dei disegni che possono apparire stilizzati. In realtà ogni forma creata ha un preciso significato che vi potrà aiutare a capire i bisogni del vostro piccolo. Usare le tempere è un’idea spassosa sia per figli sia per genitori. Sporcarsi le mani è un momento di gioco molto bello per i più piccoli, poiché potranno comunicare tramite l’uso dei gesti ed entrare in stretto contatto con la propria attività. Soprattutto, se al gioco partecipa anche il genitore, si creerà un momento di forte contatto che aiuterà il bambino a sentirsi amato. Imparerà anche a far parte di una squadra e a realizzare progetti di gruppo.

Orari migliori per i bambini: a che ora devono mangiare e a che ora andare a letto

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orari migliori per i bambini

Quando arriva un bambino all’interno della coppia la vita quotidiana si stravolge completamente. A modificarsi maggiormente sono sicuramente gli orari, i genitori non possono più “improvvisare” o “arrangiarsi” ma devono assolutamente rispettare le esigenze nel nuovo arrivato. Molto spesso, soprattutto quando i bambini sono piccoli, non è facile instaurare una routine e diventa veramente difficile organizzare la giornata. Sicuramente non sarà facile, ma, per il bene dei piccoli, è importante rispettare alcuni orari indicati per consumare i pasti e per la messa a nanna. Inizialmente, potrebbe volerci del tempo, ma anche la vita dei genitori poi ne trarrà beneficio. I bambini hanno bisogno di regole e routine da rispettare, e i genitori, una volta iniziato il percorso devono essere bravi e mantenerlo. Ad esempio, quale sarebbe l’orario giusto per far mangiare i piccoli? E per metterli a letto? Ecco alcuni consigli per voi.

Perché è importate definire degli orari per i bambini

I pasti, sono sicuramente un momento molto importante nella giornata di ognuno di noi, soprattutto per i bambini. Finché parliamo dei primi mesi di vita, quindi quando il piccolo prende ancora il latte, che sia materno o artificiale, non è possibile stabilire degli orari, in quanto l’allattamento sarà a richiesta, sulla base della richiesta del piccolo. Ma, una volta iniziata la fase dello svezzamento, ecco qui che diventa necessario introdurre degli orari ben precisi che aiuteranno, non solo i piccoli a memorizzare e comprendere le varie fasi della giornata, ma anche gli adulti a organizzarsi nel restante tempo.

Orari pasti per i bambini

Una volta terminata la fase dell’allattamento, il bambino andrebbe svegliato tra le 7 e le 9 del mattino, a seconda delle esigenze del genitore che lavora o del piccolo se va all’asilo. Questo orario è comunque valido anche per chi resta a casa, in quanto permette di mantenere la giusta distanza tra i successivi pasti, permettendo al bambino di digerire e di dedicarsi anche ad altro. Dopodiché:

  • lo spuntino andrebbe servito a metà mattina, quindi tra le 10 e le 11. L’importante è cercare di rimanere leggeri, in vista dell’arrivo del pranzo. Potreste offrire al bambino un pò di frutta o uno yogurt. Se il bambino dovesse addormentarsi a metà mattinata, il consiglio è quello di anticipare un pochino il pranzo e non il contrario. Evitate, cioè, di far fare merenda al bambino in tarda mattinata, altrimenti, di conseguenza, si posticiperà anche il pranzo.
  • il pranzo andrebbe consumato tra le 12 e le 13, o comunque non oltre le 14. Il bambino avrà così il tempo di digerire e arrivare al riposino pomeridiano più rilassato e sazio.
  • una volta terminato il riposino pomeridiano, si passa alla merenda, anche questa molto leggera e ben distante dalla cena.
  • tra le 18.30 e le 19.30 potete servire la cena, infine se il bambino prende ancora il latte prima di andare a letto, mi raccomando cercate di non sovraccaricarlo troppo. Magari fatevi consigliare da una pediatra le giuste quantità da dividere tra la cena e il latte prima della nanna.

A che ora dovrebbero andare a letto i bambini

Solitamente, l’orario più consono per mettere a letto i bambini è tra le 20.30 e le 21.30, soprattutto se il giorno successivo dovranno alzarsi presto. Terminata la cena cercate di rendere l’ambiente più rilassante possibile, spegnendo televisione e cellulare, e magari leggendo insieme un bel libro. 

Prendere una laurea online: i vantaggi quando si hanno bambini

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Prendere una laurea online ormai è un vero gioco da ragazzi ed è una scelta utile soprattutto quando si hanno dei bambini. Sono davvero molte le università che offrono questa soluzione di studio per chi non può seguire le lezioni in presenza. Tra lauree brevi, specialistiche e master di primo e secondo livello, troverai quello che cerchi in molti atenei italiani e non solo. Nei prossimi paragrafi ti spiegheremo quali sono i vantaggi quando si è genitori. Per approfondire sulle lauree a distanza vedere anche Atenei Online, sito di riferimento all’università telematica.

Laurea online: cos’è

Conseguire un titolo di studio che vada oltre il diploma, si sa, ormai è indispensabile visti i tempi di crisi. Specializzarsi in una materia e riuscire finalmente ad indossare l’ambìta “corona d’alloro” è un’esperienza da intraprendere quando si hanno tutte le idee chiare. Ma se pensi di non poter seguire la didattica perché sei troppo occupato con la tua vita, con il lavoro o magari con dei bambini, forse non sai che ormai esistono delle alternative valide che ti salveranno l’esistenza. Con la laurea online potrai riscontrare molti vantaggi, anche e soprattutto se si hanno dei figli piccoli. Ormai studiare da casa è possibile grazie alle numerose varianti formative offerte dalle varie università italiane pubbliche e private. Potrai così finalmente studiare da casa tua con i mezzi che normalmente hai a disposizione a casa tua. Starai seduto comodamente e non dovrai più preoccuparti di trascorrere lunghe ore fuori casa seduto ad una sedia ad ascoltare un professore spiegare dalla sua cattedra.

Lauree online quando si hanno dei bambini: tutti i vantaggi

Hai un figlio o magari più di uno e pensi di aver messo da parte la tua formazione? Non preoccuparti, hai un futuro davvero ampio davanti a te. Infatti, se vuoi riprendere gli studi per migliorare la tua posizione lavorativa o per immergerti finalmente nei libri che trattano la tua materia preferita, devi sapere che puoi farlo a colpi di clic. Che tu sia un genitore giovane o meno, potrai così dividere la tua vita ottimizzando i tempi e senza lasciare nulla da parte. Potrai iscriverti a tutte le facoltà universitarie seguendo le lezioni direttamente da casa tua. Cosa ti servirà? Semplicemente una connessione ad Internet e un supporto su cui navigare. Dal cellulare, dal tablet o dal computer fisso e portatile, potrai collegarti in ogni momento per seguire le lezioni registrate o in diretta. Sarà davvero facile poter gestire al meglio la propria vita da genitore e da studente universitario. Potrai così dedicarti ai tuoi figli, preparargli i pasti, aiutarli nei compiti o farli divertire nei giochi e, in generale, prenderti cura di loro. Allo stesso tempo potrai scegliere tu quando fare lezione e come organizzare la tua vita universitaria. Le lauree “da casa” potranno essere conseguite in tutte le università che offrono una formazione telematica. Potrai trovare i corsi più adatti a te nelle università riconosciute dal Ministero dell’Istruzione. Laurearsi, oggi soprattutto in un’epoca segnata dalla pandemia, non è mai stato così facile.

Centrifugato di pera e banana: una merenda per tutta la famiglia

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centrifugato di pera e banana

I genitori sono sempre alla ricerca di idee sulla merenda adatta ai più piccoli. Ora, che sta anche per arrivare l’estate, i bambini hanno bisogno di nutrimento e freschezza. Quindi, ecco un suggerimento adatto, non solo ai più piccoli, ma anche ai genitori per una merenda sana, gustosa e veloce. Un momento da passare insieme a tutta la famiglia. Del resto, i bambini seguono l’esempio dei genitori, quindi quale insegnamento migliore, se non quello di mangiare sano proprio davanti o insieme a loro? Oggi, vi presentiamo la preparazione del centrifugato di pera e banana. Due frutti semplici da trovare in casa e ricchi di vitamine, che permetteranno ai bambini di assumere la giusta quantità di sostanze nutritive necessarie e le giuste energie per affrontare la loro giornata.

Centrifugato di pera e banana ingredienti

Ovviamente, come dice il nome stesso, gli ingrediente necessari per preparare questo centrifugato di frutta sono la pera e la banana. Si tratta di due frutti molto diffusi e solitamente presenti in ogni casa e molto amati dai bambini. Ma, in realtà il centrifugato può essere preparato anche con altri frutti, a vostra scelta. Magari, se vedete che il piccolo apprezza questo tipo di merenda, potete provare a variare ogni giorno con della frutta diversa.

  • 1 pera
  • 1 banana

Centrifugato di pera e banana procedimento

  • prendete la pera, lavatela per bene e sboccatela, ricordandovi di eliminare i semi
  • stesso procedimento con la banana. una volta sbucciata, tagliatela a rondelle
  • inserire gradualmente nella centrifuga i pezzetti di pera e banana
  • azionare la centrifuga di volta in volta, fino a che non ottenete il composto della giusta consistenza
  • il risultato deve essere ovviamente liquido (non troppo) e bene amalgamato

Essendo necessari il coltello e la centrifuga, vi consigliamo di non farvi aiutare dai bambini, per evitare qualsiasi tipo di rischio. Una volta ottenuto il risultato, versate il centrifugato in dei bicchieri e gustate tutti insieme questa merenda fresca e salutare!

Come insegnare ai bambini a nuotare: cosa fare e cosa non fare

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come insegnare a nuotare ai bambini

L’estate si sta avvicinando e con essa anche la voglia di vacanze. Molte famiglie si stanno già organizzando per trascorrere qualche giorno al mare e i più piccoli non vedono già l’ora di giocare con la sabbia e fare il primo bagno. Ma, se i vostri figli non sono ancora in grado di nuotare abbiamo qualche consiglio per voi. La supervisione dell’adulto è fondamentale, anche qualora il bambino sia in grado di stare a galla da solo, e soprattutto insegnare ai piccoli a nuotare, oltre che un grande divertimento, è molto importante in quanto potrebbe salvargli la vita in situazioni di pericolo in presenza di acqua. Lo stesso genitore che si appresta a insegnare al piccolo a nuotare deve essere consapevole della responsabilità che si sta prendendo e non perdere mai di vista la sicurezza del bambino.

Come insegnare ai bambini a nuotare: cosa fare

La condizione ideale per insegnare a un bambino a nuotare sarebbe quella di iniziare in una piscina, quindi in un’area delimitata, senza rischio di onde o buche sul fondo e in presenza di un istruttore esperto che aiuti sia il piccolo che il genitore ad approcciarsi in modo corretto al nuoto. Ma, qualora non ci fosse ancora stata la possibilità di far seguire al piccolo delle lezioni di nuoto, vediamo come aiutarlo a iniziare a nuotare in sicurezza.

  • Non forzare il bambino: ogni bambino è diverso, ci sarà chi è più attratto dall’acqua e chi magari inizialmente si mostrerà più titubante. Inoltre, ricordate che più crescono e più acquisiscono la consapevolezza del timore verso l’acqua. Di conseguenza, sarà più facile convincere un bambino piccolo rispetto a uno più grande ad entrare in acqua.
  • L’adulto deve entrare insieme al bambino: il bambino ha bisogno, soprattutto all’inizio di sentirsi protetto e rassicurato dal genitore. Oltre al fatto che il bambino non deve mai essere lasciato da solo in acqua, nemmeno se vicino alla riva o a bordo piscina.
  • Fornire al bambino il necessario per sentirsi sicuro: inizialmente il bambino potrebbe sentirsi più sicuro se ha disposizione una ciambella, i braccioli o una tavoletta. Tutti accessori che lo aiuteranno ad approcciarsi inizialmente con l’acqua.
  • Iniziare dall’acqua bassa: il bambino inizialmente deve sentirsi sicuro e padrone della situazione, quindi toccare il fondo con i piedi lo aiuterà a lasciarsi andare.
  • Divertirsi: il bambino ha bisogno di rilassarsi e divertirsi insieme al genitore. L’acqua è un elemento che, seppur naturale, inizialmente può spaventare i più piccoli. Per questo è compito del genitore trasmettere sicurezza e divertimento.
  • Insegnare a mettere la testa sotto l’acqua: quando il bambino si sentirà pronto e avrà familiarizzato con l’acqua, potete iniziare proporgli di andare sott’acqua, con gli occhi chiusi e trattenendo il fiato per qualche secondo.
  • Insegnare i primi movimenti con le gambe: aiutate il bambino sorreggendolo per l’addome dolcemente e aiutandolo a rimanere sollevato, invogliandolo a muovere le gambe.

Come insegnare ai bambini a nuotare: cosa non fare

È molto importante far si che l’esperienza in acqua sia divertente per il bambino, quindi è necessario:

  • Non forzarlo
  • Non trasmettere le vostre ansie e paure al bambino
  • Non perdere la pazienza se inizialmente il piccolo ha paura o non riesce a familiarizzare con l’acqua. Magari uscite dall’acqua, fate altro e poi ritentate in un altro momento.
  • Non gettatelo in acqua a sua insaputa

Ricette con verdure per bambini: cotolette verdi

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cotolette di verdure

Non è sempre semplice convincere i più piccoli a mangiare le verdure. A volte, fanno fatica gli stessi genitori, quindi immedesimiamoci nei più piccoli quando si trovano davanti alcune pietanze. Il segreto, ovviamente, è quello di non forzarli mai a mangiare alcun tipo di piatto, per evitare che il bambino possa poi associare il cibo a sentimenti e sensazioni negative. Cerchiamo, piuttosto, di presentare sempre ricette alternative che stimolino, anche visivamente, l’appetito del bambino. Inoltre, è importante rispettare gli orari dei pasti del bambino, devono essere gli adulti ad adeguarsi ai loro, e non il contrario. È importante trasmettere serenità al bambino e, magari, cercare di riunirsi tutti insieme intorno alla tavola per consumare insieme i pasti. Vi consigliamo, dunque, una ricetta adatta per tutta la famiglia, facile da preparare e salutare: la cotoletta di verdura.

Cotoletta di verdura ricetta

La cotoletta è piatto che, solitamente, viene visto di buon occhio dai bambini, quindi si presta benissimo per convincere i bambini a mangiare verdure. Magari, potete accompagnare il piatto con patate cotte al forno, così da renderlo ancora più appetitoso.

Cotoletta di verdura ingredienti

Nella ricetta che segue abbiamo inserito le classiche verdure che solitamente si reperiscono con facilità in cucina, però, potete sbizzarrirvi e utilizzare quelle che preferite.

  • 2 Patate lesse di media dimensione
  • 1 Zucchina
  • 1 Carota
  • 1/2 Peperoni rosso
  • 1/2 Peperoni giallo
  • 1 Cipolla
  • q.b. Pangrattato
  • q.b. Sale
  • q.b. Pepe

Cotoletta di verdura procedimento

  • Per iniziare, potete portarvi avanti, iniziando a lavare e pulire tutte le verdure che volete utilizzare, tagliandole già a pezzetti e facendole soffriggere con un pochino di olio in una padella
  • nel frattempo lessate le patate e, una volta pronte, lasciatele raffreddare per poi pelarle e schiacciarle
  • prendete un contenitore e metteteci dentro tutte le verdure tagliate a pezzetti e le patate schiacciate
  • aggiungete un pò di sale (dipende dall’età del bambino) e pepe (a vostra scelta)
  • spolverate la superficie con un pò di pangrattato fino a ottenere un composto facile da lavorare
  • con un cucchiaio prendete una parte dell’impasto ottenuto e lavoratelo a mano fino a dargli la forma di una cotoletta e poggiatela su un vassoio con della carta da forno. Eseguite la stessa procedura fino a terminare il composto.
  • Passate così alla cottura che può avvenire in padella o in forno:
  • per la cottura in padella: versate dell’olio sul fondo e friggete le cotolette su entrambi i lati
  • per la cottura in forno: 180°C per 20 minuti

Vacanze con Bambini in villaggio a Vieste

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Niente è più indicato per una vacanza che mare, relax e divertimento in una cornice accogliente e sicura. Tutto questo lo potete trovare a Vieste, una meravigliosa città sul mare cristallino della Puglia. Viaggiare con i bambini, si sa, richiede alcune attenzioni e accortezze in più. Per questo motivo sempre più persone cercano la soluzione del villaggio vacanze che abbia un occhio di riguardo per i più piccoli. Se viaggiate in famiglia e siete alla ricerca di un villaggio a Vieste, il villaggio e camping Oasi può rappresentare un’ottima soluzione. Ecco tutto quello che dovete sapere prima di fare le valigie!

Villaggio e Camping Oasi a Vieste

Il villaggio camping Oasi a Vieste è una realtà a conduzione famigliare che opera da più di quarant’anni. L’area si estende per oltre 20.000 metri quadri di verde e mette a disposizione soluzioni che si adattano a ogni esigenza: piazzole per roulottes e tende, deliziose villette in muratura con veranda esterna, monolocali a due passi dal mare e una torretta esclusiva da cui ammirare il panorama marittimo fin dal risveglio. All’interno troverete anche un ristorante specializzato nel sapiente utilizzo delle materie prime locali e un bar dove fermarsi per uno spuntino tra un tuffo e l’altro. Lo svago è assicurato non solo dal parco giochi e dalla piscina, ma anche dall’accesso alla spiaggia privata su cui si affaccia la struttura. Con il suo fondale basso e sabbioso, la spiaggia di Scialmarino è perfetta per far giocare in acqua i più piccoli in tutta sicurezza, mentre la sabbia dorata e finissima è uno degli elementi più apprezzati dai genitori, che possono godersi il meritato relax. Sono a disposizione delle famiglie tante attività di animazione e intrattenimento tra cui scegliere, adatte sia ai bambini che ai ragazzi adolescenti, e tutte nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Cosa fare a Vieste

La maggior parte delle persone che visitano Vieste difficilmente riescono a sottrarsi alla bellezza delle sue spiagge e alla leggera brezza marina. Dopo una giornata passata in spiaggia tra relax e divertimento, però, non perdete l’occasione di godervi uno dei tanti spettacoli ed eventi musicali organizzati nel centro di Vieste e nel suo incantevole borgo medievale, detto anche “borgo antico”. Nelle immediate vicinanze è presente la riserva naturale Foresta Umbra, un bosco incontaminato popolato da animali da fiaba come i daini, che spesso si avvicinano con curiosità ai visitatori regalando esperienze uniche per grandi e bambini. Un luogo ideale per entrare in contatto con la natura in modo sicuro, magari organizzando un piacevole picnic all’ombra delle querce secolari o sulle rive del laghetto artificiale. I più avventurosi ameranno invece le escursioni nelle alle grotte marine, create dall’azione del vento e del mare nel corso dei secoli. Si possono raggiungere in barca, e nel tragitto avrete modo di ammirare il meraviglioso panorama delle coste pugliesi della zona del Gargano. Secondo la leggenda, le grotte marine non sono altro che le dimore delle sirene! Da non perdere, in zona, anche l’Arco di San Felice, altro spettacolare prodotto dell’erosione del vento e del mare, e le Isole Tremiti, che secondo la leggenda furono create dallo stesso eroe dell’Iliade, Diomede.

Salvagente o braccioli? Cosa scegliere per i più piccoli

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salvagente o braccioli

L’estate è ormai alle porte, così come la voglia e il desiderio di passare qualche ora in spiaggia. Il sole e il mare sono elementi fondamentali per la salute del corpo e della mente, è importante, però, ovviamente, approcciarsi a loro in totale sicurezza. Una volta scelta la protezione solare adatta per ogni componente della famiglia, si passa agli accessori da spiaggia. I bambini, sicuramente, non vedono l’ora di scendere in spiaggia, giocare con la sabbia e fare il bagno in mare. A questo punto, ogni genitore, si sarà posto la domanda su quale gonfiabile utilizzare per far divertire il proprio bambino in acqua, in sicurezza. La scelta, soprattutto per i primi anni di vita, ricade tra il salvagente (o ciambella) e i braccioli. Vediamo insieme quale è considerato più sicuro. Al di la della scelta fatta dai genitori, è importante sempre che i bambini non restino mai soli in acqua, ma sempre supervisionati da un adulto. E, sia ciambella che braccioli, devono essere certificati con il marchio CE.

Il salvagente per bambini

Durante i primi mesi di vita, il salvagente viene considerato lo strumento più sicuro per far divertire il piccolo in acqua.

  • Fino all’anno di vita, si consiglia il modello con la mutandine incorporata, così da poter lasciare il bambino, senza doverlo sorreggere, a contatto con l’acqua. Ovviamente, l’adulto deve sempre rimanere vicino al piccolo. Il salvagente permetterà al piccolo di familiarizzare con l’ambiente e iniziare a svolgere i primi movimenti a contatto con l’acqua.
  • Dopo l’anno di età, si consiglia di utilizzare il salvagente senza mutandina, il rischio è quello che il bambino, ormai più grande e consapevole dei propri movimenti, rischi di sbilanciarsi verso l’acqua e capovolgersi, finendo così con la testa sotto l’acqua e le gambe incastrate nella mutandina.
  • In ogni caso, bisogna prestare attenzione durante l’acquisto. Ogni ciambella ha una sua dimensione e portata di peso, è necessario sceglier quella adatta al proprio bambino, per evitare che possa scivolare in acqua dal buco del salvagente.

I braccioli per bambini

Rispetto al salvagente, i braccioli trasmettono meno sicurezza la bambino. Si consiglia di passare ai braccioli, solo se il bambino è particolarmente sicuro e non ha paura di eventuali imprevisti legati all’acqua. Il rischio è quello di spaventarlo e di non fargli apprezzare l’acqua e il nuoto. I braccioli, infatti, lasciano il bambino più libero nei movimenti, dando giusto la sicurezza di non affondare. Sicuramente, il consiglio è quello di utilizzarli quando il bambino è un pò più grandicello e ha già familiarizzato con l’acqua. Quantomeno, il piccolo dovrà tenere la testa e il collo sollevati da solo, per evitare che finiscano in acqua. Meglio ancora se, durante i mesi invernali, il bambino ha seguito un corso di nuoto, questo sicuramente lo aiuterà a entrare più facilmente a contatto con l’acqua e a svolgere i movimenti necessari per imparare a nuotare.

Colazione sana per bambini: Muffin integrali zucchine e yogurt

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muffin integrali con zucchine e yogurt

La colazione è il pasto principale che ci aiuta ad affrontare il resto della giornata. Energia e positività partono da come inizia la giornata. Se, la mattina avete poco tempo da dedicare alla preparazione della colazione per voi e per i vostri bambini, abbiamo un consiglio per voi. Se siete alla ricerca di un dolce sano, nutriente e veloce da preparare, e che si possa anche conservare, potete provare con i muffin integrali con zucchine e yogurt. Una colazione adatta per tutta la famiglia, veloce da preparare, e con ingredienti facili da reperire in ogni cucina, potrete fornire ai piccoli una colazione alternativa, gustosa e sana. Il risultato è uno spuntino sano adatto sia da consumare in casa, ma anche da portare durante i viaggi o le giornate in spiaggia.

Muffin integrali zucchine e yogurt ingredienti

  • 2 zucchine
  • 75 gr di farina integrale
  • 75 gr di farina 0
  • 2 cucchiaini di sale (a vostra scelta)
  • 1 cucchiaino scarso di bicarbonato
  • 130 gr di yogurt bianco (o come preferite voi)
  • 60 ml di olio evo
  • 1 uovo
  • basilico (a vostra scelta)

Muffin integrali zucchine e yogurt procedimento

  • Prendere le zucchine e pulire per bene. Sciacquare sotto acqua corrente e buttare le due estremità.
  • far scaldare un pò di olio in una padella a fuoco basso
  • tagliare le zucchine a piccoli pezzi e metterli nella padella con olio caldo
  • far cuocere il tutto per circa 10-15 minuti, mantenendo il fuoco basso
  • togliere le zucchine dalla padelle e lasciarla raffreddare in un contenitore a parte
  • unire i restanti ingredienti: yogurt, olio, uovo e basilico quest’ultimo a vostra scelta) e mescolare il tutto
  • lasciate riposare il composto ottenuto
  • in una ciotola a parte, unire le farine, il sale e il bicarbonato
  • mescolare per bene e una volta ottenuto un composto omogeneo, unire questi ingredienti con quelli rimasti nell’altro contenitore
  • mescolate il tutto per bene
  • una volta ottenuto un composto della giusta consistenza, potete versarlo all’interno delle formine adatte per i muffin, altrimenti se non le avete in casa, potete anche utilizzare il classico stampo da dolce, ottenendo così un unico grande muffin, ugualmente gustoso.
  • infornare a 180°  per circa 20 minuti o finché i muffin saranno dorati in superficie

Torta con carote e mandorle per bambini: una merenda salutare

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torta con carote e mandorle

La merenda per i bambini è un pasto molto importante. Ora, in previsione dell’arrivo dell’estate è giusto fornire ai piccoli alternative sempre nuove e fresche. Non sempre, purtroppo, si ha il tempo per potersi dedicare alla preparazione di dolci e torte per i più piccoli. Per questo, abbiamo pensato a un dolce sano, nutriente e veloce da preparare: la classica torta con carote e mandorle. Un dolce molto amato da piccoli per la consistenza soffice e per il suo sapore gustoso. Carote e mandorle, inoltre, è un mix giusto che permetterà anche al bambino di consumare questi ortaggi senza fare storie.

Torta di carote e mandorle ingredienti

  • Carote 300 g
  • Lievito in polvere per dolci – 1 bustina
  • Farina 00 300 g
  • Mandorle pelate 100 g
  • Zucchero semolato 180 g
  • Olio di semi di girasole 90 g
  • Uova medie 3
  • Sale fino 1 pizzico

Torta di carote e mandorle procedimento

  • Tanto per cominciare, munitevi di un frullatore o di una planetaria, e tritate insieme le mandorle pelate e lo zucchero, fino a ottenere un composto ben amalgamato
  • pelate bene e lavate le carote, facendole a rondelle. Una volta effettuata questa procedura, inserite anche queste nel frullatore e mixate il tutto
  • prendete le uova e versatele all’interno della ciotola con il composto che avete già ottenuto e aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale. Azionate le pale o le fruste in modo da amalgamare bene gli ingredienti
  • in un recipiente a parte setacciate la farina e il lievito
  • mescolate il tutto con un cucchiaio e poi andate a unire con il composto ottenuto in precedenza
  • infine, versate anche l’olio e continuate con la planetaria o il frullatore fino a quando non otterrete un impasto denso ed omogeneo
  • nel frattempo prendete una teglia o uno stampo e imburratelo oppure foderatelo con della carta da forno e versate l’impasto ottenuto
  • lasciate cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 40 minuti, vi consigliamo di verificare spesso la cottura del dolce con uno stecchino, infilandolo al centro della torta: se risulterà umido allora la torta non è ancora pronta
  • una volta pronta, lasciatela raffreddare completamente nello stampo e poi servitela
  • per chi volesse, c’è anche la possibilità di completare il dolce con una spolverata di zucchero a velo

Buchi alle orecchie ai bambini: a che età farli e dove farli

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buchi alle orecchie ai bambini

I buchi alle orecchie sono ormai sempre più diffusi tra le bambine, ma anche tra i bambini. Il desiderio di poter sfoggiare uno o più orecchini ormai fa parte della moda e, prima o poi, sarà normale per un genitore ricevere questo tipo di richiesta da parte dei figli. Ma, nonostante, bucarsi le orecchie sia una pratica diffusa è sempre giusto non sottovalutarla e ponderare bene la decisione, prima di acconsentire. Sono diverse le accortezze che è giusto seguire, dall’età del bambino o della bambina al posto in cui recarsi per farli. Vediamo insieme alcuni consigli utili per prendere questa decisione.

Buchi alle orecchie a che età si possono fare

Sempre più spesso capita di vedere neonati, o comunque bambini molto piccoli, con i buchi alle orecchie. In realtà, è altamente sconsigliato fare i buchi ai bambini troppo piccoli per i seguenti motivi:

  • rischio di allergie e infezioni
  • potrebbero togliersi dalle orecchie ed essere così ingeriti

Quindi, secondo gli esperti, l’età consigliata per effettuare i buchi alle orecchie è dai 7 anni in su. Questo, non solo per i motivi sopra indicati, ma anche perché il lobo nel corso dei primi anni si modifica in grandezza e il foro potrebbe non rimarrebbe centrale.

Buchi alle orecchie bambini dove farli: farmacia o piercer?

E’ di uso comune far fare i buchi alle orecchie ai bambini direttamente in farmacia, un metodo pratico e veloce. Nel corso degli anni, però, sono sempre di più i genitori che mettono in discussione il classico metodo “con la pistola” utilizzato in farmacia, rivalutando la figura del piercer. Il piercer, infatti, molto spesso viene visto come colui che realizza piercing su parti del corpo diverse dalle tradizionali orecchie, come la lingua o l’ombelico, e l’idea di far entrare un bambino o bambina di pochi anni in uno studio di piercing può sembrare fuori dal comune. Ma in realtà, non è così. Non bisogna lasciarsi influenzare da questi pregiudizi e concentrarsi, invece, sulla tecnica utilizzata. Vediamo insieme le tecniche utilizzate sia in farmacia che dal piercer, così sarete voi a scegliere il metodo che preferite.

Buchi alle orecchie ai bambini in farmacia

Recandovi in una farmacia di fiducia per far fare i buchi alle orecchie ai vostri piccoli, la procedura da seguire, sarà la seguente:

  • il piccolo o la piccola avrà la possibilità di scegliere gli orecchini che preferisce. Ovviamente, gli orecchini, saranno nuovi, chiusi in una confezione e sterili
  • l’addetto andrà a disegnare un puntino nell’area del lobo, lo farà vedere sia ai bambini che ai genitori e una volta avuto l’ok passerà a disinfettare la zona anteriore e posteriore dell’orecchio
  • l’orecchino scelto sarà inserito nella pistola, adeguatamente disinfettata, e si procederà con la realizzazione del foro. In molte farmacie, si effettuano entrambi i fori contemporaneamente, così da non dover sottoporre il bambino una seconda volta alla stessa procedura

Buchi alle orecchie ai bambini in farmacia svantaggi

Come già detto, ormai sta prendendo sempre più piede la possibilità di effettuare i fori alle orecchie direttamente da un piercer specializzato. Vediamo perché la scelta della farmacia, a volte può destare qualche dubbio. Innanzitutto, è bene informarsi sul metodo utilizzato nella farmacia di riferimento. Nel caso in cui, il farmacista utilizzasse il vecchio metodo tradizionale della “pistola”, i rischi possono essere i seguenti:

  • la pistola con cui vengono effettuati i fori non si può smontare completamente, quindi anche durante la pulizia dello strumento ci saranno alcune parti difficili da sterilizzare. Di conseguenza, potrebbero rimanere alcuni residui di sporcizia all’interno della pistola
  • la pistola è studiata per forare l’orecchio con un buco standard, ma non tutte le zone dell’orecchio sono uguali e potrebbero richiedere dei fori personalizzati che la pistola non è in grado di generare. Molto spesso, infatti, i buchi fatti con la pistola risultano irregolari
  • gli orecchini che si possono inserire nella pistola sono quelli classici con la farfallina dietro, che però hanno una barra troppo corta che non è adatta in caso di gonfiore dell’orecchio. La pelle rischierebbe si rimanere troppo stretta e di non respirare adeguatamente

Buchi alle orecchie in farmacia metodi aggiornati

In molte farmacia d’Italia, probabilmente per le condizioni sopra indicate, non si utilizza più la classica “pistola, ma ci si affida a un nuovo sistema a pressione manuale, molto delicato e quasi indolore, ma soprattutto più sicuro rispetto al metodo classico, in quanto lo strumento utilizzato per inserire il primo orecchino è sigillato, sterile e monouso. Inoltre, non si utilizza più la tradizionale farfallina per chiudere l’orecchino, ma un sistema a “campana” che protegge la punta dell’orecchino così da lasciare il lobo libero di gonfiarsi leggermente come naturale reazione post-foratura e permettendo quel “passaggio d’aria” che aiuta una più rapida cicatrizzazione della piccola ferita. Per questo, qualora si decidesse di far fare i buchi alle orecchie ai propri bambini, è bene informarsi sul metodo utilizzato. 

Buchi alle orecchie ai bambini negozio di piercing

Nonostante lo scopo sia lo stesso, cioè forare i lobi ai bambini, sono molte le differenze e i vantaggi emersi tra le tecniche utilizzate. Vediamo insieme i vantaggi di far fare i buchi alle orecchie ai bambini da un piercer specializzato:

  • utilizzo di attrezzatura monouso. L’ago utilizzato per il foro, una volta utilizzato viene buttato via
  • il foro effettuato è perfettamente tondo e non si corre il rischio di lacerazioni della pelle
  • il gioiello inserito nel lobo sarà sufficientemente lungo da permettere alla pelle di respirare, anche qualora dovesse gonfiarsi nei giorni successivi

Buchi alle orecchie ai bambini come curarli

Al di la del luogo dove deciderete di far fare i buchi ai bambini, la cosa importante è anche pensare al dopo, cioè all’importanza dell’igiene e alla cura dei buchi ancora freschi:

  • disinfettare l’orecchio seguendo accuratamente le indicazioni fornite da chi lo ha fatto
  • soprattutto per i primi giorni è sconsigliato giocare troppo con il gioiello
  • fare attenzione che non si impigli in vestiti o capelli

Farinata di ceci per bambini: una merenda nutriente e gustosa

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farinata di ceci per bambini

La merenda per i bambini è uno dei pasti importanti nell’arco dell’intera giornata. Molto spesso, per praticità, si tende a far consumare ai piccoli merendine industriali, gustose e veloci. Ma, se state cercando un’alternativa valida e altrettanto gustosa da sostituire alle classiche merendine, vi proponiamo oggi un piatto facile e veloce da preparare, e al tempo stesso sano e nutriente. Perché non proporre ai vostri figli una merenda alternativa, fatta in casa, magari facendovi aiutare proprio da loro? Una di queste potrebbe essere la farinata di ceci per bambini. Inoltre, una volta pronta, potrete anche conservarla e gustarla il giorno successivo.

Farinata di ceci per bambini valori nutrizionali

All’interno della farinata di ceci, troverete il giusto mix di proteine, carboidrati e grassi.

Farinata di ceci ingredienti

  • 150 g di farina di ceci
  • mezzo litro di acqua
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale marino q.b.
  • rosmarino

Durante la preparazione, ovviamente, potrete scegliere voi le dosi che vi occorrono. La cosa importante è rispettare la seguente regola: il rapporto tra la farina di ceci e l’acqua deve essere sempre di 1 a 3.

Farinata di ceci occorrente

Preparare a farinata di ceci è molto semplice e veloce. Come detto, oltre agli ingredienti, avrete bisogno solo di un “testo” o teglia da forno, meglio se di forma rotonda, con i bordi bassi e di un forno.

Farinata di ceci procedimento

  • prendete in anticipo e tenete a portata di mano ingredienti e occorrente
  • mettete la farina di ceci in una ciotola capiente e versate a poco a poco anche l’acqua. Il tutto continuando sempre a girare il composto con una frusta per non fra formare grumi
  • aggiungete il rosmarino e lasciate riposare per almeno 4 ore
  • accendete il forno, modalità statica a 200°
  • prendete la teglia e ungetela con un pò di olio
  • togliete il rosmarino e aggiungete olio e sale
  • versate il composto ottenuto nella teglia
  • infornate, cercando di posizionare la teglia nella parte bassa del forno
  • aspettate 10 minuti e spostate la teglia nella parte alta
  • dopo altri 20 minuti circa, la farinata di ceci è pronta

Potete servire anche con una spolverata di rosmarino sopra la superficie.

 

 

Libri ricette per bambini

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Molto spesso i genitori si ritrovano davanti al frigorifero a chiedersi cosa preparare da mangiare ai propri figli. Un adulto, si sa, molto spesso “si arrangia”, ma per un bambino ovviamente questa opzione non può esser contemplata. I pasti dei bambini devono essere completi e rispettare le giuste proporzioni e condimenti, adatti per ogni tipo di età. Inoltre, con i bambini è sempre meglio variare e presentare piatti sempre diversi, così da fargli assaggiare diversi sapori e consistenze e farli abituare a un’alimentazione variegata.

Dunque, se siete in cerca di idee che vi facilitino sulla preparazione dei pasti per i più piccoli, vi consigliamo i seguenti libri di ricette per bambini.

Ricette bambini: quali libri acquistare

IL GRANDE RICETTARIO PER IL TUO BAMBINO

Il passaggio dall’allattamento alle prime pappe è sicuramente un momento molto delicato, sia per la mamma che per il bambino. La preoccupazione di ogni genitore non si limita solamente alla preparazione del piatto, ma alla consapevolezza che questa importante tappa dello sviluppo potrebbe condizionare l’atteggiamento futuro del piccolo verso il cibo, così come e la sua salute. Questo libro, vi aiuterà, proponendovi tantissimi piatti, salutari e gustosi, per offrire al vostro piccoli gusti e sapori sempre nuovi, nel rispetto della gradualità e stagionalità.

il grande ricettario per il tuo bambino

IL CUCCHIAINO D’ARGENTO

Se state cercando un libro che vi aiuti nel dare un giusto imprinting alimentare ai bambini fin dai primi mesi, questo potrebbe fare al caso vostro. Un alternativa allo svezzamento tradizionale, che presenta una ricca raccolta di ricette con note sulle diverse consistenze e le alternative per variare sapori senza scatenare pianti o digiuni.

MAMMA CUCINO DA SOLO

Una raccolta di ricette originale, che segue i principi del Metodo Montessori. Un libro-laboratorio che consente al bambino di “fare da solo”, e di contribuire alla realizzazione del suo dolce preferito in totale sicurezza e autonomia. Una guida semplice che richiama un’altra attività Montessoriana, cioè quella del travaso, tanto amata dai piccoli. Nel libro sono inserite delle etichette da applicare sui contenitori da cucina che conterranno gli ingredienti, in modo che il bambino li associ chiaramente e in maniera univoca alle immagini che trova nel libro.

mamma mi cucino da solo

IMPARIAMO A MANGIARE

È fondamentale avere le idee chiare in fatto di alimentazione, soprattutto nella fase dello svezzamento. Un esperto pediatra di base, un affermato nutrizionista e un concretissimo chef stellato propongono un metodo che pone le basi di un’alimentazione sana.

impariamo a mangiare

BIMBE E BIMBI A TAVOLA

Se siete sopraffatti dal tran tran quotidiano e avete poco tempo per pensare ai pasti, questo libro vi aiuterà. Molto spesso non si riesce a preparare pasti diversi per ogni membro della famiglia, quindi se state cercando qualche idea per un pranzo o una cena gustosa, sana, che piaccia ai vostri bambini ma sia adatta a tutta la famiglia non perdetevi questo libro. In questa raccolta di ricette, elaborate da Elisa Perillo, ne troverete un bel po’: le proposte sono pensate proprio per semplificare la vita in cucina a mamme e papà, preparate partendo dal gusto dei più piccoli e realizzate con ingredienti genuini e metodi di cottura sani. Un libro che parla di cibo, ma che è anche un modo per coccolare i vostri bambini e chi deve pensare a loro.

bimbe e bimbi a tavola

“Salta Salta” per bambini: pericoli e benefici

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salta salta per bambini

Ora che iniziano le belle giornate sono molti i bambini che preferiscono svolgere attività all’aria aperta. Correre, saltare, giocare, è il sogno di ogni bambino, ancor di più se si è in compagnia. Ultimamente, oltre ai classici giochi all’aperto, come lo scivolo e l’altalena, si stanno diffondendo i “Salta salta”, una sorta di tappeto elastico dove il bambino può saltare avvalendosi della spinta dell’elastico. Una sensazione ludica e adrenalinica al tempo stesso, in quanto il bambino riuscirà a saltare molto più in alto rispetto a quanto potrebbe fare in una condizione normale. Un gioco e un passatempo senza dubbio divertente, ma proprio questa “spinta” che l’estatico da al bambino e che gli permette di raggiungere altezze importanti spaventa molto i genitori. Quindi, cosa fare? Vediamo insieme i pro e i contro del “salta salta”.

Salta Salta per bambini benefici

Sicuramente passare del tempo all’aria aperto e, per di più, facendo attività fisica, aiuterà l’umore e la salute del piccolo. Ricordando, ovviamente, che si tratta di un gioco in sospensione , di conseguenza, il bambino non deve mai esser lasciato da solo durante lo svolgimento di questo passatempo.

Vediamo insieme quali possono essere i vantaggi legati all’utilizzo del “salta salta”:

  • allenamento e attività fisica: fare movimento per i bambini è fondamentale. Soprattutto durante il pomeriggio, cioè dopo aver passato diverse ore seduti tra i banchi e chiusi tra quattro mura, è importante fargli passare del tempo all’aria aperta, ovviamente in sicurezza.
  • aumento del buonumore: i bambini quando giocano e hanno modo di scaricare le loro energie accumulate durante la giornata sono felici.
  • aumento della coordinazione: i salti aiutano a migliorare il proprio controllo motorio.

Salta Salta per bambini pericoli

Nonostante il divertimento assicurato per i più piccoli, è importante non dimenticare che questa attività può anche comportare dei rischi. Tra cui:

  • pericolo di caduta: è importante che il bambino non venga mai lasciato da solo e che, intorno, al tappeto venga creata una sorta di rete di sicurezza che peretta al bambino di non cadere al di fuori della piattaforma, evitando, dunque, di finire a terra. Inoltre, il genitore presente deve ricordare al bambino di non esagerare con le acrobazie e di non compiere salti e movimento che potrebbero essere pericolosi.
  • è importante scegliere una struttura di qualità: state mettendo la salute di vostro figlio in mano a un gioco, di conseguenza, è importante acquistare il “salta salta” in un negozio specializzando, accertandovi che la struttura sia adeguata e resistente e che sia dotata di tutte le misure di sicurezza adatte a questo gioco.

Salta Salta da che età si può usare e quanto tempo

Il salta salta è sconsigliato a bambini troppo piccoli che ancora non hanno un controllo motorio e una piena consapevolezza delle loro azioni. Il rischio è quello di caduta e di movimenti sbagliati che possano portare a lividi, graffi e altri infortuni anche più seri. Anche il tempo di gioco deve essere limitato in base all’età dell’età del bambino. Comunque, in ogni caso non dovrebbero “saltare” per più di 15-20 minuti al giorno, per evitare di sovraccaricare troppo e in modo sbagliato la colonna vertebrale.

 

 

Libri per insegnare l’inglese ai bambini: come imparare divertendosi

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insegnare inglese ai bambini

La lingua inglese ormai è entrata a fare parte della quotidianità. Per un bambino, conoscere questa lingua sarà sicuramente un valore aggiunto. Per questo motivo sono sempre di più i genitori che si informano sui metodi e corsi più adatti per insegnare l’inglese ai propri figli. Esistono molte scuole, così come insegnanti privati che possono accompagnare il piccolo in questo percorso, ma si può insegnare inglese ai bambini piccoli direttamente tra le mura di casa? Sicuramente, per far si che il bambino acquisisca delle competenze giuste, è necessario rivolgersi a una persona esperta. Però, per iniziare, è possibile seguire qualche suggerimento.

La cosa principale, quando ci si approccia con un bambino, è sicuramente quella di coinvolgerlo con il gioco. Se uno o entrambi i genitori sono bilingue, l’apprendimento in casa sarà ancora più semplice. Altrimenti, vi consigliamo di avvalervi dell’aiuto dei numerosi libri per insegnare inglese ai bambini reperibili ormai in quasi tutte le librerie.

Come aiutarsi con i libri per insegnare inglese ai bambini

Selezionare con cura i libri può rappresentare un valido aiuto per insegnare l’inglese ai bambini. Attraverso la lettura in generale i bambini apprendono moltissimo, specialmente per quanto riguarda la varietà del lessico e la proprietà di linguaggio. I benefici della lettura per i bambini sono davvero moltissimi, per questo gli esperti consigliano di iniziare a leggere e a raccontare storie già durante la gravidanza e nella primissima infanzia.

Libri per insegnare l’inglese ai bambini

Abbiamo selezionato alcuni dei libri consigliati per insegnare l’inglese ai bambini. Quindi ‘come insegnare l’inglese ai bambini?’ E, come rendere più divertente questo insegnamento?

IL MIO PRIMO INGLESE

Un libro molto utile e istruttivo. L’autrice è un’insegnante di scuola dell’infanzia, che mette a disposizione la sua professionalità e le sue conoscenze per aiutare e supportare i genitori a muovere i primi passi nell’apprendimento della lingua inglese attraverso giochi illustrati e semplici attività. Dai numeri ai colori, dalle stagioni agli animali, tante sezioni per accompagnare i bambini nel loro primo approccio con l’inglese. Età di lettura: da 4 anni.

IMPARO L’INGLESE. LE MIE PRIME 100 PAROLE

Un aiuto per i genitori che, attraverso le animazioni, i colori e il gioco, potranno insegnare ai bambini le prime 100 parole in inglese. Grazie al modulo sonoro, inoltre, potranno imitare anche la corretta pronuncia di ogni parola. Studiato per poter essere utilizzato sia in compagnia dei genitori ma anche solo dal bambino. Età di lettura: da 4 anni.

LIBRO BILINGUE – MY DAD IS THE BEST

Un libro adatto per tutta la famiglia. Una storia da raccontare e leggere sia in italiano che in inglese, proprio per aiutare i più piccoli a comprendere le prime parole, ma anche le prima frasi in inglese. Inoltre, visto che il protagonista di questo libro è un papà, potrebbe essere un regalo adatto per festeggiare qualche ricorrenza speciale o semplicemente per dire al proprio papà quanto è importante. Età di lettura: 3- 7 anni.

LE MIE PRIME 150 PAROLE IN INGLESE

Lo scopo di questo libro è introdurre i bambini alla conoscenza della lingua inglese con il “metodo diretto”, grazie agli scenari didattici, ai giochi e ai weblink che ne permettono una più immediata memorizzazione. Età di lettura: da 5 anni.

Libri per aiutare i bambini ad accogliere il nuovo fratellino: ecco quali acquistare

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l’arrivo di un fratellino

Un nuovo fratellino/sorellina sta per arrivare ed è arrivato il momento di comunicarlo al primogenito. Come trovare le parole giuste? Come la prenderà? Sicuramente l’arrivo di un altro neonato in casa porterà una serie di cambiamenti e destabilizzerà l’attuale nucleo famigliare, per questo è importante rassicurare e coinvolgere il bambino affinché viva serenamente e accolga con gioia il nuovo arrivato.

I bimbi devono essere aiutati e accompagnati in questa fase di cambiamento nel modo più delicato e rispettoso possibile. Vi consigliamo di provare a leggere insieme a loro un libro adatto che possa aiutarli a comprendere quello che sta per accadere.

Abbiamo selezionato alcuni dei libri consigliati per aiutare i bambini ad accogliere il fratellino che sta per arrivare. Quindi ‘come aiutare i bambini ad affrontare l’arrivo di un fratellino?’ E, come rendere meno traumatico questo cambiamento? Non dimenticate che c’è sempre la possibilità di consultare: i libri per dire ai bambini che sta per arrivare un fratellino!

LUPETTO DIVENTA FRATELLO MAGGIORE

Lupetto diventa fratello maggiore, è un libro che aiuterà il piccolo a trovare risposte a domande che molto probabilmente si porrà una volta scoperto l’arrivo di un fratellino. Linguaggio ricco e adatto ai piccoli, aiuterà il primogenito a tranquillizzarsi e a comprendere quanto sia bello avere un nuovo compagno di giochi

ALICE E IL FRATELLINO NEL PANCIONE

Alice e il fratellino nel pancione, è un libro che aiuta a comprendere sin dall’inizio della gravidanza che sta per arrivare un nuovo compagno di vita. Per i bambini non è sempre facile comprendere che stia per arrivare un bambino, quando quest’ultimo è ancora nella pancia della mamma. La protagonista di questo libro, Alice, è ansiosa di conoscere il nuovo fratellino o la nuova sorellina e comincia a interagire con lui/lei già da dentro il pancione e il futuro nascituro risponde facendo delle capriole nel grembo e dando dei piccoli calcetti. Un rapporto che, giorno dopo giorno, si arricchisce e diventa sempre più stretto e profondo.

E’ IN ARRIVO UN FRATELLINO

E’ in arrivo un fratellino, la mamma di Piccolo Gufo ha deposto un uovo bellissimo, ma lui non sembra molto contento. Ha paura che con il nuovo bambino non ci sarà più tempo per lui. Una storia molto tenera adatta per tutte le piccole creature in attesa di abbracciare un fratellino o una sorellina. Età di lettura: da 3 anni.

UN FRATELLINO O UNA SORELLINA PER TOMMI

Un fratellino o una sorellina per Tommi, racconta la storia di Tommi che diventerà fratello maggiore! E ora? Lui non sa proprio nulla di fratellini e sorelline. Cosa farà il bebè dentro il pancione? Sentirà le voci, i suoni? Si annoierà? Tommi ha tante domande da fare, mamma e papà hanno tante risposte per lui. Età di lettura: da 3 anni.

Cibo cinese in gravidanza: si può mangiare?

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cibo cinese in gravidanza

Durante la gravidanza sono molte le accortezze da osservare per preservare la salute della futura mamma e del feto. Tra queste, un occhio di riguardo va sicuramente dato all’alimentazione da seguire durante i nove mesi di gestazione. Molte abitudini culinarie è necessario modificarle per evitare il rischio di malattie e infezioni che potrebbero provocare danni al bambino che sta per nascere. Nonostante la gioia di diventare mamma e la priorità che ovviamente ha la salute del piccolo, a volte può non essere sempre semplice rinunciare ad alcuni cibi o ad alcuni tipi di cucine, come ad esempio la cucina cinese. Si tratta di un tipo di alimentazione che ormai è entrata a far parte della nostra cultura ed è anche molto apprezzata. Quindi, la domanda che molte donne in dolce attesa si fanno è: posso mangiare cinese in gravidanza?

Cibo cinese in gravidanza, si può mangiare?

In gravidanza, ormai si sa, è assolutamente sconsigliato mangiare alimenti crudi. Ad esempio, è vietato consumare sushi e pesce crudo, alimenti, però, tipici della cucina giapponese. Nel caso, invece, del cibo cinese, è importante sottolineare che è contraddistinto, per la maggior parte dei piatti, da una cottura a vapore che, oltre a essere sana, mantiene inalterate le qualità nutritive del piatto, e grazie alle alte temperature viene scongiurato anche il rischio legato alla toxoplasmosi. Inoltre, si tratta anche di una cucina povera di grassi e di carboidrati, quindi se si scelgono i giusti piatti, non vi sono particolari controindicazioni in gravidanza.

Cibo cinese in gravidanza cosa evitare

Il cibo cinese fa male? Come già detto, durante la gravidanza è sconsigliato assumere cibi crudi, quindi bisognerà evitare tutto ciò che non è cotto. Inoltre, si consiglia di fare attenzione ai condimenti utilizzati nei piatti. Ordinare un riso o una pasta cotti al vapore non creano alcun problema alla donna incinta, ma è necessario informarsi bene sui condimenti e salse presenti nel piatto. Ad esempio:

  • farsi portare per il condimento il tradizionale olio e non il grasso di maiale, come spesso accade
  • per salare il piatto, accertarsi che venga utilizzato il sale e non glutammato, sconsigliato nell’alimentazione delle gestanti, sia perché potrebbe provocare disturbi come mal di testa e nausea ma anche perché secondo alcuni studi il glutammato se penetra nella placenta potrebbe provocare danni al sistema nervoso del feto
  • evitare cibi troppo piccanti che potrebbero accentuare problemi legati alla gravidanza come stitichezza ed emorroidi
  • evitare salse troppo dolci, per non fra alzare eccessivamente la glicemia

La cosa principale, ovviamente, quando si è incinta e si decide di mangiare cibo cinese è quella di rivolgersi a un ristorante di fiducia dove, oltre ad avere la certezza di tutti gli ingredienti e i metodi di cottura dei piatti, venga anche garantita l’igiene.