Chi è Stefano Feltri? Età – Altezza – Segno zodiacale – Carriera e tutte le curiosità

Stefano Feltri è nato a Modena il 7 settembre 1984 ed è un giornalista italiano. Ha 36 anni, è del segno zodiacale della Vergine e no, non è parente di Vittorio Feltri, il controverso saggista e opinionista di destra. Stefano è stato nominato direttore di Domani, il nuovo quotidiano di sinistra di Carlo De Benedetti. 

Stefano Feltri: biografia 

Laureato alla Bocconi, Stefano Feltri inizia la sua carriera di giornalista presso la Gazzetta di Modena. Successivamente ha la possibilità di fare alcuni stage presso la redazione di Radio 24 e quella del quotidiano Il Foglio. Fino al 2009 ha lavorato per il giornale Il Riformista 

Nel 2009 lavora per Il Fatto Quotidiano, dove si occupa della sezione economica, un ruolo che ricopre per cinque anni. Dal 2011 conduce per la Rai la trasmissione radiofonica Prima Pagina, su Radio 3, in onda per una settimana all’anno. Dal 2012 al 2014 è stato collaboratore per il programma di Lilli Gruber, Otto e mezzo 

Nel 2015 Stefano Feltri viene nominato vicedirettore de Il Fatto Quotidiano da Marco Travaglio, ruolo che mantiene fino al 2019. Trasferitosi a Chicago, ha continuato a scrivere per Il Fatto Quotidiano di economia e di America.  

Tra il 2019 e il 2020 è stato direttore del sito internet ProMarket.org, creato presso il centro di ricerca guidato dal Prof. Luigi Zingales presso la University of Chicago-Booth School of Business.  

A maggio 2020 è stato nominato direttore del quotidiano Domani, edito da Carlo De Benedetti, andato in stampa per la prima volta ieri, 15 settembre 2020.  

Stefano Feltri: pubblicazioni 

Stefano Feltri, oltre che giornalista, si è cimentato nella scrittura di diversi testi di carattere economico, come: Il candidato (Aliberti, 2011), Il giorno in cui l’euro morì (Aliberti, 2011), La politica non serve a niente (Rizzoli, 2015), La traversata (Feltrinelli, 2013), La lunga notte dell’euro – scritto a quattro mani con Alessandro Barbero -, Chi comanda davvero in Europa (Rizzoli, 2014) e Il populismo della sovranità (Einaudi, 2018). 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *