Come crescere un bambino bilingue

Come crescere un bambino bilingue

Il bilinguismo è un percorso lungo che richiede un enorme quantità di tempo ed energie dall’infanzia almeno fino all’adolescenza del bambino. Non è un compito da delegare solo ad altri (non bastano gli incontri 2-3 volte a settimana con madrelingua straniera), ma i genitori devono essere coinvolti in prima persona. Crescere un bambino bilingue (ma essere una mamma italiana) è un lavoro duro, costante, quotidiano. Non servono costose scuole elitarie o prestigiosi asili internazionali, basta seguire i consigli degli esperti in didattica bilingue.  

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Tecniche diffuse per crescere un bambino bilingue

Indipendentemente da quale sia la situazione di partenza, le tecniche più comunemente diffuse per crescere un bambino bilingue:  

  • Una persona una lingua (one person one language– OPOL): significa che una persona parlerà sempre e solo esclusivamente la seconda lingua con il bambino. Generalmente significa che ogni genitore parla la sua lingua madre con il figlio. Il bambino per apprendere naturalmente la lingua ha bisogno di sentirla per molte volte al giorno e per un tempo considerevole (risulta difficile se il papà non è mai a casa) e da persone diverse in contesti diversi.  
  • Lingua minoritaria a casa (Minority Language at home, MLAH): tutti i membri della famiglia in casa parlano la lingua non madre (ossia se vivete in Italia qualsiasi altra lingua al di fuori dell’italiano). Non è sempre efficace e il bambino può avere difficoltà con l’apprendimento della lingua dominante. 
  • Inventare un modello personale adatto alla propria famiglia. Per esempio alcune famiglie usa una lingua per le vacanze all’estero (inglese), e una per il resto dell’anno.  

Il metodo va scelto in base alle risorse e ai limiti del nucleo familiare. Si deve tener presente quanto tempo ogni genitore può passare con il figlio, se anche altri familiari (zie, nonni e cugini) parlano la seconda lingua e qual è la lingua del paese dove la famiglia vive. 

Qual è il momento giusto per iniziare con il bilinguismo? Tutti gli studiosi sono d’accordo: cominciare subito, dal momento della nascita del bambino, perché più è piccolo d’età e più sarà facile per lui apprendere in modo spontaneo e naturale, e senza accento (ovvero il bambino parlerà la seconda lingua come un “native speaker”).  

 

Essere un bambino bilingue

Succede spesso che il bambino si rifiuta di parlare la lingua in cui si sente meno a suo agio. Può capitare anche che il bambino si rifiuta per non mettersi in mostra con gli altri bambini e quindi sono molto timidi. Può succedere infine che il bambino non vuole sentirsi diverso e vuole uniformarsi agli altri. È importante allora che il bambino frequenti ambienti dove altri bambini anche parlando la seconda lingua e con i quali possa giocare

Lo strumento migliore per motivare i bambini durante l’apprendimento della seconda lingua è la lode, non solo all’incoraggiamento. È importante lodare lo sforzo e non il risultato. Come dice Montessori, è bene descrivere ciò che il bambino ha fatto invece di giudicarlo.  

Come fare per non far mescolare le lingue? Se la mamma parla in inglese e il bambino risponde in italiano, la mamma può ripetere ciò che il bambino ha detto ma in inglese oppure può continuare la conversazione come se nulla fosse oppure fa il “code switching” ossia si adatta e continua la conversazione nella lingua italiana usata dal bambino. 

 

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