giovedì, Maggio 13, 2021
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Come pastorizzare le uova per evitare i rischi della Toxoplasmosi

Il modo sicuro per poter preparare dolci al cucchiaio e maionesi in gravidanza, senza il rischio di contrarre alcun batterio, come quello della Toxoplasmosi, è pastorizzare le uova.

Magari avete rinunciato, mentre eravate in dolce attesa, a preparare o a mangiare un buon tiramisù, uno zabaione o una maionese e vi siete fermati per paura di contrarre quel nemico batterio della gravidanza,  utilizzando le uova crude, seppur fresche.

Per poter stare tranquilli è fondamentale imparare a pastorizzare le uova. In che modo? Ve lo diciamo noi!

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Come pastorizzare le uova a bagnomaria

Cosa significa pastorizzare le uova

Pastorizzare prende il nome del biologo francese Pasteur e significa sottoporre gli alimenti a un trattamento termico a basse temperature per uccidere gli eventuali germi patogeni presenti, germi che sono pericolosi per la salute, e non solo in gravidanza, ma in questo dolce periodo lo sono maggiormente, mantenendo vivi però gli altri microorganismi ricchi di proprietà.

Anche se non si è in stato “interessante”, il pericolo più comune che si può prendere con le uova è contrarre un’ infezione da salmonella.

Come pastorizzare le uova in casa

Si possono pastorizzare uova intere o soltanto il tuorlo o soltanto l’albume.

E poi utilizzarle come ingredienti per preparare dolci, ad esempio la crema di mascarpone, o per fare le salse, come la maionese.

Indispensabile un attrezzo però, il termometro da cucina, che aiuta e consente di misurare la temperatura dell’acqua che deve raggiungere i 121°.

  • Uova intere

Se dovete preparare un dolce, considerate che per 3 uova intere vi occorreranno:

  • 150 g di zucchero
  • 25 g di acqua

Iniziate  con il montare le uova con metà dello zucchero.
L’altra metà la metterete in un pentolino con l’acqua e ponete tutto sul fuoco, mescolando con un cucchiaio.

Verificate con il termometro che lo sciroppo di zucchero raggiunga i 121° e poi versatelo a filo quindi in maniera lenta e delicata, sulle uova montate, mescolando con dolcezza.
In questo modo avete le uova pastorizzate.

Attenzione però avete già messo dello zucchero, quindi quando andrete a fare la vostra ricetta, ricordatevi di togliere 150 g di zucchero giù utilizzati.

  • Albumi

Per utilizzare 3 albumi pastorizzati, montateli con un pizzico di sale.

Nel frattempo in un pentolino fate scaldare: 50 g di zucchero in 25 g di acqua e lasciate che lo sciroppo raggiunga i 121° e poi spegnete.

Versate lo sciroppo sopra gli albumi montati a neve ben ferma e mescolate dall’alto verso il basso per non farli smontare.

Ricordatevi di togliere 50 g di zucchero dalla vostra ricetta!

  • Tuorli

Se vi servono soltanto tuorli, montateli con 50 g di zucchero,poi con altri 50 g insieme a 25 g di acqua, preparate lo sciroppo. Raggiunti i famosi 121° , potete poi versarlo sopra i tuorli montati, mescolando dal basso verso l’alto.

Anche in questo caso togliete 100 g di zucchero dalla vostra ricetta.

Come si pastorizzano le uova per le preparazioni salate

Se la pastorizzazione delle uova vi occorre per una ricetta salata invece, come ad esempio la maionese, allora dovete sostituire lo zucchero con dell’olio.

Il procedimento è lo stesso delle ricette dolci: dovrete scaldare l’olio nella quantità giusta indicata nella vostra preparazione e poi unirlo alle uova montate (tuorli, albumi o intere).

Fate attenzione a versare l’olio a filo e a lavorare continuamente le uova con la frusta.

Altri alimenti che sono rischiosi in gravidanza

A quali ulteriori alimenti fare attenzione?

Gli alimenti che sono rischiosi per contrarre la famigerata toxoplasmosi sono:

  • frutta e verdura cruda o mal lavata, in particolare quella dell’orto;
  • carni crude o poco cotte;
  • carni affumicate e salumi o insaccati poco stagionati (meno di 30gg) soprattutto se prodotti a livello familiare.

Particolare attenzione va data agli alimenti pronti per il consumo che possono essere soggetti a cross-contaminazione:

  • diretta, per contatto con altri alimenti che portano il batterio patogeno (carne cruda, pesce crudo, frutta e verdura non lavate),
  • indiretta, per contatto con utensili o superfici di lavoro contaminate e non pulite in maniera adeguata.

 

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