Come togliere il ciuccio: consigli pratici

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come togliere il ciuccio

Dopo mesi o anni in sua compagnia, prima o poi arriva per tutti i bambini ( e genitori) il momento di abbandonare il ciuccio. Così, se nei primi mesi di vita viene consigliato come metodo per ridurre il rischio della SIDS, viene, invece, sconsigliato passati i 3 anni. Il ciuccio rassicura, culla e consola i più piccoli, rappresentando anche un valido aiuto per gli stessi genitori. Proprio per questi motivi, quando si avvicina il terzo anno di vita del bambino, le domande più comuni diventano: come togliere il ciuccio e quando togliere il ciuccio. Vediamo ora, alcuni consigli che potrebbero tornare utili ai genitori che si stanno avventurando in questa impresa.

A che età togliere il ciuccio?

Se l’utilizzo del ciuccio si protrae oltre i 3 anni, potrebbero insorgere i seguenti rischi:

  • malformazioni legate a mascella, denti e palato
  • ritardo nel linguaggio
  • otite

Per questo, è necessario, già a partire dai 18 mesi, iniziare a ridurre l’uso quotidiano del ciuccio. Limitandolo, magari, solo al riposino e alle ore notturne. Inoltre, se è vero che ci sono alcuni bambini che abbandonano da soli e spontaneamente il ciuccio, ce ne sono altri che fanno più difficoltà a staccarsene. In questo caso, dovrà essere il genitore ad aiutarlo in questo passaggio, ovviamente nella maniera più delicata e meno traumatica possibile.

Come togliere ciuccio: consigli

Prima di intraprendere questo passaggio, dovete spiegarlo al bambino, con termini adatti alla sua età. Spiegargli che è arrivato il momento di ridurre o salutare del tutto il loro amico ciuccio. Rendetelo partecipe della decisione. Ovvio, soprattutto all’inizio, vedere il vostro bambino piangere o disperarsi alla ricerca del ciuccio non sarà semplice, per questo è importante cercare di rendere questo distacco il meno indolore possibile. Ecco alcuni suggerimenti che potranno esservi utili per togliere il ciuccio al proprio piccolo.

È importante scegliere il momento giusto

Chi meglio di un genitore conosce il proprio bambino e sa quando è il momento giusto per iniziare. Un consiglio utile è quello di non farlo in concomitanza con altri eventi importanti di cambiamento: inizio della scuola, spannolinamento, arrivo di un fratellino/sorellina.

L’unione fa la forza

Se il genitore decide che è arrivato il momento di togliere il ciuccio, tutte le persone che entrano in contatto con il bambino, devono mantenere la stessa linea. Informate, dunque, insegnanti, babysitter, nonni, zii e parenti della vostra decisione, così da concordare al meglio le nuove abitudini del piccolo e mantenere tutti una routine costante.

Non cedere ai capricci

Soprattutto all’inizio preparatevi a pianti e capricci. Il bambino non comprende il perché sia giusto privarlo di un oggetto che, fino a poco prima, gli veniva concesso proprio dallo stesso genitore. È importante non perdere la pazienza e mantenere la calma, spiegandogli che sta avvenendo questo cambiamento, ovviamente utilizzando un linguaggio a lui comprensibile. Infine, mai tornare indietro. Se, il ciuccio è stato eliminato del tutto o limitato ad alcuni momenti della giornata non dovete cedere, altrimenti il bambino capirà che sarà sufficiente inscenare un capriccio per riaverlo indietro. E, dovrete ricominciare tutto il lavoro daccapo.

In quanto tempo si può togliere il ciuccio ai bambini

Partendo sempre dal presupposto che ogni bambino è diverso e ha bisogno dei suoi tempi per abituarsi a questo distacco, esistono diversi approcci al riguardo:

  • Toglierlo di botto, è un metodo sconsigliato, in quanto ritenuto troppo traumatico per il bambino
  • Togliere il ciuccio gradualmente, è quello che più si adatta ai bambini. Ridurne l’utilizzo a partire dall’anno di età
  • Rendere il ciuccio sgradevole, c’è chi lo strofina nel limone o aceto
  • La Fatina dei ciucci, molti genitori raccontano che di notte passa una fatina per prendere il ciuccio e portarlo a un bambino più piccolo. In cambio, al suo posto si troverà un regalino.

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