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Febbre alta nei bambini: cosa fare, se non presentano sintomi, se hanno meno di un anno e se non scende

La misurazione della temperatura corporea dei bambini è uno dei metodi più conosciuti per testare la salute dei nostri figli. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i valori definiti “nella norma” sono quelli compresi tra 36,5 e 37,5° con misurazione ascellare. Di conseguenza, in generale, si può iniziare a parlare di febbre quando la temperatura ascellare supera i 37,5°, e quella rettale i 38,0° (ricordandosi che nella misurazione della temperatura rettale è necessario togliere sempre 0,5°). Ora, andiamo a vedere cosa accade e come dobbiamo comportarci nei casi in cui si presenti febbre alta nei bambini.

Febbre alta bambini cosa fare

Una temperatura corporea ascellare misurata correttamente superiore a 39° (o 39,5° rettale) viene generalmente considerata febbre alta. Per avere la certezza della misurazione è importante effettuarla con degli strumenti adatti, come il termometro digitale elettronico.

In caso di febbre alta, è importante:

  • far bere molto il bambino,
  • non forzarlo a mangiare, ma somministrare piccoli pasti facilmente digeribili,
  • tenerlo a riposo senza coprirlo troppo,
  • controllare che il bambino urini regolarmente,
  • tenerlo sotto controllo, soprattutto di notte,
  • controllare e segnalare subito la comparsa di altri sintomi (vomito, diarrea, tosse, mal di testa, eruzione cutanea, difficoltà o dolore quando urina, disturbi nella deambulazione…);
  • controllare eventuali segni di di stress respiratorio.

È necessario avvertire il pediatra di base sulle condizioni fisiche del bambino e farsi prescrivere la cura corretta da seguire e farsi anche dare qualche consiglio su come abbassare la febbre. Solitamente, i due farmaci antipiretici utilizzabili in età pediatrica sono il paracetamolo e l’ibuprofene che NON vanno mai somministrati insieme.

Febbre alta nei bambini senza sintomi

Secondo quanto riportato da IlCorrieredellaSera si stima che circa il 10% dei bambini, specialmente durante i primi anni di vita, presenta questa condizione clinica. Oltre a una temperatura corporea elevata non si notano altri segnali o sintomi di malattia. Nella maggior parte di questi casi, ci troviamo di fronte a una normale alterazione, magari causata da una forma virale a carico delle vie aeree superiori. Tuttavia, non è però una situazione da sottovalutare, infatti, in alcune circostanze la febbre alta nei bambini che non presentano nessun altro sintomo può essere la prima manifestazione di una infezione batterica grave. È, dunque, importante informare tempestivamente il pediatra che provvederà a valutare la situazione.

Può essere causata dal covid?

Nonostante i bambini siano stati i meno contagiati da questo virus, è importante non abbassare la guardia, soprattutto nel caso in cui si verifichino episodi di febbre alta (sintomo più frequente in circa 8 casi su 10). All’aumento della temperatura seguono, sempre per frequenza, la tosse, la rinite e la diarrea. I bambini si possono dunque infettare, ma spesso senza conseguenze. Diversa è invece la situazione per i bambini che presentano già altre patologie croniche, stesso discorso che si fa anche per adulti e anziani. Alla luce di questo, è sempre opportuno informare il pediatra.

Febbre alta nei bambini di un anno

La febbre è un’alterazione che non deve preoccupare eccessivamente la mamma, soprattutto se nell’arco delle giornate passate si sono verificate delle situazioni che avrebbero potuto scatenarla. Nei bambini è molto frequente ammalarsi spesso, a maggior ragione nei primi anni di età e con un sistema immunitario in formazione. La cosa importante è monitorare e tenere sotto il controllo il bambino ed eventuali altri sintomi e contattare il pediatra.

Febbre alta che non scende

Se la febbre supera i tre giorni è importante richiamare il pediatra e aggiornarlo sulle condizione del bambino e sulla terapia che si sta seguendo. In ogni caso, non è detto che, anche se la febbre c’è ancora, si debba necessariamente somministrare un antibiotico. Questa decisione non deve dipendere dalla durata della febbre, ma dalla comparsa di sintomi che possano suggerire la presenza di una malattia di origine batterica.

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