Figlio unico si o no?

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Figlio unico si o no?

Le famiglie di una volta, composte, oltre che dai genitori, anche da 7 o 8 fratelli, sono solo un lontano ricordo. Il famoso detto “dove si mangia in quattro si mangia anche in cinque“, ormai sembra non rassicurare le coppie di oggi. Secondo gli ultimi dati Istat riportati, sono sempre di più le coppie che decidono di non dare un fratello o una sorella ai loro primogeniti. Le motivazioni possono essere molteplici, ma, sicuramente tra quelle che rispecchiano un pò la quotidianità di tutti vi sono:

  • la difficoltà di trovare un lavoro stabile che possa garantire una serenità economica ai figli,
  • l’età media dei genitori si è notevolmente alzata. Se in passato, già intorno ai 25 anni, le donne vantavano diversi figli, oggi sono sempre di più le donne che decidono di metter su famiglia dopo i 35 anni
  • la vita frenetica che tutti siamo costretti a condurre. Se, una volta, era il padre a provvedere ai bisogni della propria famiglia, oggi, le donne lavorano e, purtroppo, non sempre sono supportate da contratti che le permettono di godersi serenamente la maternità

Per queste, e sicuramente, anche altre ragioni aumentano i figli unici. In alcune famiglie la scelta è serena e condivisa, mentre, in quelle dove non vi sono possibilità diverse, rimane la preoccupazione di lasciare il proprio figlio da solo, senza una spalla che lo sosterrà per il resto della vita, con il timore che possa sviluppare un carattere più chiuso e solitario rispetto a chi, invece, vive quotidianamente con un fratello o una sorella. Ma è realmente così? vediamolo insieme.

Figlio unico si o no?

Al giorno d’oggi, i figli hanno sempre maggior bisogno di attenzioni e di aiuti da parte dei propri genitori. Per questo, molte coppie, decidono di concentrare esclusivamente su un unico figlio, per dargli tutte le possibilità che altrimenti, dovrebbe condividere con un altro membro della famiglia. Lo scopo di ogni genitore è quello di garantire al proprio bambino la possibilità di fare sport e di frequentare le migliori scuole e università. Obiettivi sicuramente più raggiungibili se bisogna fare i conto con un solo bambino. Qui, seppure motivazioni assolutamente condivisibili ecco spuntare il dubbio che il figlio in questione, possa presentare a distanza di anni la sindrome del figlio unico. Ovviamente, non esiste nessuna evidenza scientifica sull’esistenza di questa sindrome. Ovvio che essere figli unici comporta avere tutte le attenzioni su di se e questo potrebbe portare il piccolo a sentirsi troppo il centro del mondo. Qui, entrano in gioco i genitori che, con il supporto del resto della famiglia, nonni e zii, devono comportarsi in modo che il bambino si senta seguito ma sempre puntando all’autonomia e non al narcisismo. È importante spingere il bambino alla socializzazione, dandogli la possibilità di relazionarsi con i propri compagni di scuola, e frequentando amici con cui condividere le proprie passioni. Inoltre, molto spesso, i figli unici, appunto perché non si sono mai sentiti in competizione con altri bambini, tendono a essere più generosi con gli altri e a non cercare lo scontro. Non vi è una legge esatta che permetta di entrare nella psicologia del figlio unico, è però, giusto ricordare che ogni bambino è diverso dagli altri e che l’obiettivo principale deve essere sempre quello di pensare al suo equilibrio e mantenerlo nel migliore dei modi.

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