Fragole in gravidanza: si possono mangiare? Ecco la risposta dell’esperto

Fragole in gravidanza: si possono mangiare? Ecco la risposta dell'esperto

Aria di primavera, tempo di fragole. Un alimento semplice e gustoso a cui è difficile resistere. Ma se non è tutto oro ciò che luccica, allora è utile approfondire benefici e rischi dell’assumere fragole in gravidanza facendo le dovute considerazioni e differenze anche con la fase di allattamento.

Fragole gravidanza, cosa è importante sapere

Oltre a non essere protetta da una buccia, la fragola cresce a contatto con la terra. Viene dunque spontaneo domandarsi se le fragole in gravidanza possono costituire un pericolo per noi e per il nostro bambino, oppure se sia consigliabile mangiare fragole durante l’allattamento. Fortunatamente la risposta è positiva, non ci sono rischi particolari connessi all’uso di fragole in gravidanza o nel rapporto tra fragole e allattamento. Ma non si tratta di una condizione assoluta, bisogna fare attenzione e seguire le giuste precauzioni. Vediamo come.

Benefici fragole in gravidanza

Partiamo subito col dare una buona notizia: le donne incinte possono mangiare le fragole. Non solo possono, in un certo senso devono. In generale l’apporto nutritivo di frutta e verdura fresca è fondamentale per il nostro benessere, ma guardando nello specifico ai benefici provenienti dal mangiare fragole in gravidanza sono da evidenziare la forte presenza di vitamina C, che favorisce l’assorbimento del ferro negli alimenti, e di acido folico, indispensabile per la salute del feto, oltre alle ben note proprietà antiossidanti utili per combattere gonfiore e stitichezza.

Stesso discorso anche per i frutti di bosco in gravidanza, considerando i benefici per il sistema circolatorio, anche se in questo caso è preferibile consumarli surgelati in modo da ridurre ulteriormente i rischi con la cottura. Mentre se quello a cui stai pensando è un’invitante crostata, le controindicazioni nell’assunzione di marmellata di fragole in gravidanza sono diverse a causa della maggiore presenza di zucchero che da una parte potrebbe causare problemi al feto, come quelli legati al diabete gestazionale, e dall’altra a noi stesse facendoci ingrassare. Questo non impone una rinuncia, piuttosto il sapersi regolare.

fragole in gravidanza

Gravidanza fragole: i rischi

Se i vantaggi dell’introdurre le fragole nella nostra alimentazione anche durante la gravidanza sono evidenti, lo sono anche le problematiche connesse a un uso scorretto degli alimenti crudi. Ma questo non deve allarmarci, solo ricordarci di procedere con attenzione. È indispensabile ad esempio lasciare le fragole a bagno in acqua e bicarbonato, o in una soluzione disinfettante, per almeno 10 minuti dopo averle lavate in modo da rimuovere terra e impurità eliminando il rischio di infezioni.

Quando invece a preoccuparci sono le allergie, il consiglio è quello di assaggiare sempre un alimento in quantità ridotta prima per valutare eventuali reazioni anche lì dove non si è soggetti allergici. Non dimentichiamo, infatti, che questo frutto contiene la molecola dell’istamina, pericolosa nello sviluppo di reazioni allergiche, e che nel caso dovesse provocarci inaspettatamente problemi può essere gestita con l’uso di antistaminici previo consulto medico.
Per quanto riguarda invece l’eventualità che si presenti un’allergia alle fragole nel feto, i rischi maggiori per il piccolo sono quelli connessi alla toxoplasmosi, che oltre a poter danneggiare fortemente il feto comporta anche il rischio di un aborto, ma la situazione cambia dopo il parto.

Fragole allattamento, cosa fare?

Come comportarsi quindi dopo la nascita del bambino? È pericoloso assumere fragole durante l’allattamento? Se si fa riferimento ai benefici descritti prima, si potrebbe pensare che mangiare le fragole in allattamento è una scelta saggia e sicura. Purtroppo non è così. Considerando le capacità allergizzanti del frutto e la debolezza del sistema immunitario del neonato, la decisione migliore è quella di eliminare le fragole in allattamento, almeno fino a quando il piccolo non avrà raggiunto il primo anno di età. Solo allora potrà iniziare a provare un po’ alla volta diversi alimenti e iniziare insieme a te un percorso di benessere attraverso la sana alimentazione.

 

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