I fossili spiegati ai bambini

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i fossili spiegati ai bambini

Durante la scuola primaria viene introdotto l’argomento dei dinosauri e, quindi, dei fossili. Ai bambini solitamente piace moltissimo questo tema e ne restano affascinati, tanto da continuare a parlarne in casa. Ma cosa rispondere se ci fanno domande specifiche, magari su qualche passaggio che non hanno compreso? Ecco allora alcune brevi indicazioni su i fossili spiegati ai bambini, comprensibili anche ai più piccoli!

Cosa sono i fossili?

Iniziamo innanzitutto con il concetto stesso di fossile. Cos’è un fossile? I fossili sono i resti di esseri viventi, animali e vegetali, vissuti milioni di anni fa. Alcune particolari condizioni ambientali, molto rare, hanno permesso ai resti di questi esseri viventi di essere perfettamente conservati nel corso del tempo. Per questo motivo sono arrivati fino ai giorni nostri, e grazie a questi fossili possiamo cercare di capire come erano fatte le piante e gli animali molto prima della comparsa dell’uomo sulla Terra. Attraverso i fossili, infatti, possiamo studiare l’evoluzione, ovvero come le forme di vita sono nate e cambiate nel corso del tempo per adattarsi al meglio al mondo che le circondava.
La scienza che studia i fossili si chiama Paleontologia, ed è nata durante l’Illuminismo, un periodo storico che possiamo collocare tra il 1700 e il 1800. Il biologo e geologo Charles Darwin, inoltre, definì alcuni esseri dei “fossili viventi”. Con questo termine indicava quegli esseri viventi (sia piante che animali) che nel corso del tempo non avevano cambiato di molto le loro caratteristiche e che, quindi, erano ancora molto simili ai loro antenati. Alcuni di questi sono gli squali, l’opossum e le felci.

Quali esseri viventi diventano fossili?

Come detto, sia piante che animali possono diventare fossili, ma è più probabile che a fossilizzarsi siano le parti più dure o ricche di minerali, come le ossa. Per questo motivo abbiamo ritrovato i fossili di dinosauri con le loro grandi ossa, insieme a fossili di conchiglie, uova, altri scheletri e carapaci. Sono invece più rari i fossili di piante (foglie, fiori, tronchi, ecc.) e dei tessuti molli, anche se in rari casi sono stati trovati corpi interi. Ne sono un esempio i mammut ritrovati all’interno dei ghiacciai, ancora perfettamente conservati, e alcune mummie umane ritrovate nel secco deserto. Diversi insetti, infine, sono stati ritrovati all’interno dell’ambra, ovvero gli insetti che si trovavano sugli alberi e che sono rimasti intrappolati nella loro resina che, fossilizzandosi, è diventata ambra.
Infine, anche le impronte possono fossilizzarsi, se sono presenti determinate caratteristiche ambientali. In molti musei si possono ammirare le impronte lasciate dai giganteschi dinosauri!

 

Come si formano i fossili?

Come abbiamo detto, la formazione dei fossili è molto rara poiché sono necessarie condizioni ambientali e climatiche molto particolari. L’insieme dei fattori ambientali e dei processi meccanici, chimici e biologici che sono necessari per far sì i resti di esseri viventi diventino fossili, si chiama “fossilizzazione“.
Innanzitutto, i resti degli esseri viventi devono trovarsi sotto sedimenti (ovvero un accumulo di sostanze come terra e altri minerali) o sotto la cenere che si forma in seguito alle eruzioni dei vulcani. Questo perché uno dei requisiti fondamentali per la fossilizzazione è l’assenza di aria, altrimenti avverrebbe la decomposizione. Poi, come detto, interviene una serie di processi che durante i secoli trasformano i resti degli esseri viventi in fossili.

 

Immagini di fossili per bambini

Ecco infine delle immagini di fossili per bambini, in modo da comprendere meglio come si presentano:

paleontologia per bambini

disegni fossili per bambini

la fossilizzazione classe terza primaria

tipi di fossili scuola primaria

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