Il gatto con gli stivali, la morale dietro la storia, ecco cosa insegna ai bambini

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Il gatto con gli stivali, è tratto da una popolare fiaba della tradizione europea. Ne esistono numerose versioni, ma le più conosciute sono sicuramente quella dei fratelli Grimm e di Charles Perrault. Come ogni fiaba che si rispetti, anche questa contiene un importante insegnamento, scopriamo quale morale si nasconde dietro la storia e cosa insegna ai bambini.

Il Gatto con gli stivali fiaba

Molti anni fa, nel cuore di un folto bosco, viveva un vecchio mugnaio con tre figli ai quali, dopo la sua morte, lasciò tutti i suoi beni. Al primogenito lasciò il mulino, al secondo  un asino e al terzogenito lasciò un gatto. Dopo la morte del padre, i tre fratelli lavorarono insieme al mulino, macinando il grano che i contadini portavano dai villaggi vicini. Ben presto però capirono che i guadagni non bastavano al sostentamento di tutti e tre, così i fratelli si divisero e decisero di andare per il mondo in cerca di fortuna. Il fratello più giovane al quale era toccato in eredità il gatto, cominciò a lamentarsi per la sua cattiva sorte quando, ad un tratto, sentì una vocina. Il ragazzo rimase sbigottito perchè era proprio il gatto a parlare! La bestiola consolò il suo padrone e gli promise che, se avesse avuto fiducia in lui, avrebbe fatto la sua fortuna. Il ragazzo ebbe fiducia nell’animale e diede ascolto alle sue richieste: prestò al gatto stivali, cappello ed un sacco e attese paziente. Il gatto si acquattò nel folto bosco e catturò dei fagiani ed altra selvaggina che ripose nel suo sacco e si incamminò verso il castello del re. Arrivato al castello, portò in dono le sue prede, accertandosi che venisse riferito al re che quelli erano doni del Marchese di Carabas. Continuò in questo modo per parecchi giorni, offrendo al re numerosi doni per conto del suo padrone. Poi, dopo aver osservato a lungo il tragitto seguito dalla carrozza reale, escogitò uno stratagemma. Chiese al ragazzo di nascondere tutti i suoi vestiti e di immergersi nel torrente, in attesa del passaggio della carrozza del re. Il ragazzo ancora una volta gli diede ascolto: il gatto si appostò sulla strada e, non appena vide arrivare la carrozza reale, cominciò a gridare disperato e a chiedere aiuto. Quando la carrozza si fermò, lo scaltro animale raccontò che il suo padrone, il marchese di Carabas, era stato rapinato dei suoi averi e gettato nel torrente. Il re riconobbe il gatto e mandò subito i suoi servitori al castello, affinchè portassero abiti e sete per il giovane marchese. Il giovane potè così presentarsi al cospetto del re e della principessa sua figlia. Era bellissimo con indosso abiti eleganti e le sue naturali buone maniere lo rendevano simile ad un vero principe. Il re lo invitò a salire sulla sua carrozza e lo portò al castello. Nel frattempo il gatto, precedendo la carrozza, raccomandava a tutti i contadini che incontrava che, se interrogati dal re, avrebbero dovuto rispondere che quelle terre appartenevano al marchese di Carabas. In cambio del favore, il gatto promise loro di liberare quelle terre dalla presenza di un terribile orco. Così, al passaggio della carrozza reale, i contadini salutavano esultanti il marchese di Carabas, loro signore e padrone! Il giovane era più sbalordito che mai, mentre il re, compiaciuto, pensava in cuor suo di dare sua figlia in sposa al marchese. Nel frattempo il gatto si mise alla ricerca del castello in cui viveva il terribile orco, famoso per i suoi poteri magici e per la sua capacità di riuscire a mutare il suo aspetto. Il gatto, giunto al cospetto dell’orco, gli chiese di mostrargli le sue abilità magiche mostrandosi dubbioso. Così l’orco, punto nell’orgoglio, si trasformò subito in un leoncino. Il gatto rimase stupito, ma senza perdere la calma, disse all’orco che quella trasformazione era stata troppo semplice e che sarebbe stato molto più difficile trasformarsi in un topolino. Allora l’orco, non se lo fece ripetere due volte e, pur di mostrare i suoi poteri, si tramutò in un topolino. Il furbo gatto, che non aspettava altro, con un balzo lo afferrò e lo mangiò. Il gatto aveva finalmente raggiunto il suo scopo, tutte le terre e le ricchezze dell’orco diventarono proprietà del suo padrone, il marchese di Carabas che potè così ottenere la mano della principessa.

Il gatto con gli stivali Perrault, morale della storia

La favola ci insegna che non importa quanto piccole siano le cose che la vita ci offre in dote, quello che conta è saperle sfruttare al meglio. Se utilizzate con intelligenza e, perchè no, anche con un pizzico di astuzia, è possibile ottenere grandi risultati. La storia ha ispirato il gatto con gli stivali film del 2011., spin off del più celebre film di animazione Shrek. E’ possibile trovare il gatto con gli stivali streaming ita sul canale Netflix.

 

 

 

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