La dipendenza da droghe e il pericolo delle ricadute

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Uno degli aspetti più infidi delle dipendenze è il rischio di ricaduta. Infatti è pericoloso pensare di essere guariti una volta per tutte, poiché è possibile sprofondare nuovamente nel tunnel se non si fa attenzione a determinati stimoli.

Questa minaccia è insita in tutte le sostanze stupefacenti, non solo la cocaina ma anche altre droghe come la marijuana, l’hashish e i cannabinoidi di sintesi. Senza dimenticare l’eroina e gli allucinogeni, che hanno effetti terribili sul corpo e sulla psiche.

Per fortuna ci sono degli specialisti che seguono il paziente anche dopo il percorso di riabilitazione, proprio per scongiurare eventuali ricadute. È il caso del centro di disintossicazione San Nicola di Arcevia, in provincia di Ancona: un autentico fiore all’occhiello del territorio, celebre in Italia e all’estero per i suoi metodi all’avanguardia.

Il team del San Nicola è esperto nel trattamento delle dipendenze: da droga, da alcool, da internet e così via. Si utilizzano varie tecniche, dalla terapia cognitivo-comportamentale alla mindfulness, per accompagnare le persone verso la guarigione.

Dopo la residenza, durante la quale avviene la disintossicazione – e si lavora per una migliore comprensione della propria dipendenza e di come affrontarla – si è assistiti con incontri regolari in presenza oppure a distanza. In tal modo, è più facile evitare le ricadute.

In cosa consiste la ricaduta

La ricaduta in sé e per sé non è altro che una nuova assunzione della sostanza. Tuttavia il problema si profila già da prima: nella mente si attivano diversi meccanismi, gli stessi che avevano portato, all’inizio, all’insorgere della dipendenza.

Cambiano gli atteggiamenti e i comportamenti, spesso senza che l’individuo se ne renda conto. Non di rado quando accade è già troppo tardi: le dinamiche sono avviate, ed è frequente la successiva ricerca della droga (che sia cocaina, cannabis o altro).

In questi momenti è molto utile una buona conoscenza di sé. È più semplice, così, comprendere in anticipo ciò che sta succedendo. È meglio che a supportare l’introspezione ci sia un professionista del settore, uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Le cause della ricaduta

La ricaduta può essere provocata da cause interne oppure esterne.

Cominciamo con le seconde. L’ambiente è pieno di stimoli potenziali che conducono alle ricadute: a volte basta soltanto un odore, un’immagine, una scritta che si legge su un cartellone in strada ecc. Per questa ragione è importante tenersi alla larga da tutti gli elementi scatenanti.

È fondamentale, poi, mettere da parte tutte le altre sostanze, perché la ricaduta non è necessariamente legata alla droga “di partenza”. Facciamo un esempio: chi è dipendente dalla cocaina dovrebbe evitare anche l’alcool, la marijuana e così via. I meccanismi che si generano nel cervello sono più o meno gli stessi, al di là della tipologia di prodotto che si assume.

E per quanto riguarda i fattori interni? Capita che la ricaduta abbia origine da una sensazione o da un’emozione. Uno stato di tristezza o di apatia, di nervosismo o di agitazione, che spinge a riprendere la droga per trovare sollievo. Quest’ultimo, ovviamente, sarebbe solo temporaneo, e il problema si ripresenterebbe punto e a capo.

Come riconoscere una ricaduta

Poiché l’atto di drogarsi è lo step finale della ricaduta, è essenziale saper individuare tutte le condizioni precedenti.

In questo ci aiutano due studiosi, Gorsky e Miller, che descrivono i passi che segnano l’avvicinarsi della ricaduta. La persona inizia a rifiutare i trattamenti, affermando di non averne più bisogno: dà per scontato che la dipendenza sia finita, e per così dire “abbassa la guardia”.

La negazione è un’avvisaglia delle ricadute. In situazioni di stress è possibile sentire il desiderio della sostanza psicotropa, che non va mai trascurato anche se in principio è poco intenso.

Spesso, prima della ricaduta vera e propria, ci si isola dagli eventi sociali e si tralasciano gli impegni quotidiani. Non si rispettano gli orari del sonno e quelli dei pasti, non ci si dedica all’igiene del corpo. In altri termini si perde la struttura, una conseguenza molto diffusa tra coloro che soffrono di una dipendenza.

Se si va avanti senza cercare aiuto, si incrementano l’ansia e l’irrequietezza. Diminuisce la lucidità, si agisce in maniera irrazionale. Alla fine, si assume di nuovo la droga nella speranza di stare meglio psicologicamente. E il circolo vizioso ricomincia.

Qualche consiglio per prevenire le ricadute

Una delle migliori strade per la prevenzione delle ricadute consiste in un percorso terapeutico ad hoc. Questo è utile per conoscere sé stessi, per guadagnare consapevolezza e autoefficacia, per adottare strategie di coping e gestire la dipendenza.

Sono opportuni anche i gruppi di auto-mutuo-aiuto, in cui ci si confronta con altre persone che si trovano nelle stesse circostanze. Il dialogo è molto importante per scongiurare le ricadute, perché insegna la tolleranza e il senso di responsabilità.

Un ottimo accorgimento è compilare un diario. Mettere su carta i propri stati emotivi, e rileggerli, serve ad assimilarli, affrontarli e accettarli, per poi superarli.

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