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La listeriosi in gravidanza: cos’è, come si cura e come prevenirla

L’infezione da listeria, anche detta listeriosi, è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che ne è la causa, il Listeria monocytogenes. Di cosa si tratta? È un batterio scoperto per la prima volta in Australia nel 1924, molto diffuso nell’ambiente. Si trova, infatti, principalmente nel suolo, nei vegetali, nell’acqua e nel fango. Il germe è presente anche nell’intestino di molte specie animali e dell’uomo, può contaminare tutti gli alimenti crudi e riesce a crescere perfino nei cibi refrigerati. Se si contrae tale infezione, i sintomi che si possono scatenare, in generale, se parliamo di soggetti sani, sono lievi e poco duraturi. Possono manifestarsi gastroenteriti e febbre lievi, accompagnati da altri sintomi come:

  • dolori muscolari,
  • brividi
  • sensazione di malessere,
  • vomito,
  • diarrea.

Fin qui, tutto sotto controllo: ma, cosa succede se si contrae la listeriosi in gravidanza? Vediamolo insieme.

La listeriosi in gravidanza

Se, i sintomi e le conseguenze, della listeriosi, in un soggetto sano, nella maggior parte dei casi non sono gravi, nelle donne in gravidanza la situazione è molto più delicata. La listeriosi, infatti, può causare:

  • aborti spontanei,
  • parti prematuri
  • e infezioni neonatali.

Proprio alla luce di quanto detto sopra, cioè che la Listeria monocytogenes è presente ovunque nell’ambiente, la contaminazione è estesa anche alle verdure ed è possibile anche quella del cibo precotto pronto per il consumo. Nonostante ciò è una malattia relativamente rara, con 1-10 casi ogni milione di persone all’anno in base al Paese e alla regione presa in considerazione.

Trasmissione e contagio

La principale via di contaminazione è la via orale. Quindi, attraverso l’ingerimento di prodotti alimentari contaminati. Alcuni cibi a cui prestare particolarmente attenzione sono:

Listeriosi in gravidanza: diagnosi

Nel caso in cui si sospetti di aver contratto questa infezione, è necessario rivolgersi immediatamente al proprio ginecologo. La diagnosi si fa con un prelievo di sangue o di liquido amniotico, che posti in terreni di coltura particolari, danno luogo alla crescita del germe. Il tempo di incubazione di questa malattia può variare dalle 72 ore delle forme gastroenteriche ai 20-70 giorni delle forme con altra localizzazione. Quindi bisognerà risalire almeno a ciò che si è ingerito circa tre settimane prima dell’inizio dei sintomi e se ci sono stati contatti con animali o sono state svolte attività di giardinaggio.

  • carne cruda,
  • latticini,
  • verdure fresche e insalate preconfezionate,
  • frutta,
  • frutti di mare,
  • formaggi teneri,
  • latte non pastorizzato, sebbene siano stati segnalati alcuni focolai che interessano anche il latte post-pastorizzato,
  • cibi trasformati e preparati (pronti all’uso),
  • hot dog.

In casi molto rari, la trasmissione può avvenire anche per via cutanea.

Listeriosi in gravidanza: si può curare?

La Listeria è molto sensibile all’Ampicillina, un antibiotico che riesce nella maggior parte dei casi ad uccidere il germe. Questo farmaco non è dannoso per il feto e per il neonato e può essere assunto con totale tranquillità durante l’intera gravidanza. In ogni caso, prima di intraprendere qualsiasi cura, è necessario che sia il vostro medico a prescrivervela.

Come prevenire la listeriosi

Il modo migliore per non ammalarsi è quello di non assumere i cibi che possono esserne contaminati.

  • evitare carne cruda, pesce crudo o affumicato, latte non pastorizzato, formaggi a pasta morbida come la Feta, il Brie, il Camembert ed il Gorgonzola.
  • evitare cibi non controllati nella preparazione o nella conservazione (cibi pre-confezionati o pre-cotti), o conservati a lungo in frigorifero o in freezer.
  • evitare verdure non lavate più volte e frutta con la buccia non lavata.
  • evitare di lasciare gli alimenti a temperatura ambiente per più di una–due ore se la temperatura è elevata, ad esempio in estate.
  • evitare di assumere salse fresche a base di carne o paté acquistati nei supermercati.
  • indossare guanti per praticare giardinaggio e lavarsi bene le mani dopo aver finito o dopo aver lavato verdure con molta terra .

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