domenica, Aprile 18, 2021
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La strada del ritorno: intervista esclusiva a Marco Fortuna

Marco Fortuna è nato e vive nelle Marche, una regione dove le montagne, le colline e il mare cullano i suoi sogni, parlano al suo animo e ritornano con accenni e ricordi nei suoi scritti. Il suo amore per la poesia è iniziato tra i banchi di scuola e si è rinnovato sempre con intensità.

Ha iniziato a scrivere poesie nel 2000 ed ancora oggi coltiva questa passione. Una ricerca costante, un viaggio nel cuore dell’uomo.

I suoi interessi letterari nel tempo hanno spaziato in ambito teatrale con la stesura della pièce “Le parole possono cambiare il mondo”, messa in scena per la prima volta dalla compagnia teatrale i Lo.co.s. nel 2016 al Teatro Nuovo di Capodarco di Fermo.

Prossimamente verrà presentato, in tour per l’Italia, un nuovo spettacolo teatrale dal titolo “L’amore non basta”, incentrato sulle contemporanee forme di solitudine. Importanti le collaborazioni con musicisti di fama nazionale e internazionale come il M° Fabrizio De Rossi Re, il M° Roberta Silvestrini, il M° Paolo Quilichini, il M° Davide Martelli e il M° Antonio Ferdinando De Stefano che ha musicato una sua poesia per uno spettacolo teatrale andato in scena a Bruxelles.

Con il musicista Fabio De Sanctis ha musicato alcune delle sue poesie interpretate dall’attore e poeta Sergio Soldani.

Ha da poco pubblicato La strada del ritorno. Favole d’amore e di perdono, edito da La Rondine Edizione.

Di cosa si tratta?

In pratica, è il primo libro illustrato per bambini dell’autore Marco Fortuna.

Le parole, nello scrittore, diventano storie per allietare le notti e i giorni dei bambini con la tenerezza che è in grado di mutare in riscoperta.

Il ritorno e il perdono sono la chiave di una narrazione che rivolgendosi al mondo dei più piccoli racconta il ritorno a casa e la capacità di perdonare e perdonarsi.

Il superamento dei propri limiti, la capacità di cogliere lo straordinario, la possibilità di scoprirsi migliori rendono La strada del ritorno. Favole d’amore e di perdono un libro in grado di emozionare e di parlare al cuore di tutti perché l’aspirazione alla bellezza è un sentimento universale.

Favole per sognare un futuro migliore.

Favole per superare i dolori della vita.

Favole per ritornare a casa e scoprirsi nuovamente bambini.

Il libro si avvale delle illustrazioni di Antonio Spadaro, in grado di suggellare le parole di Marco Fortuna e renderle “viventi”.

La raccolta si compone di cinque brevi storie, ciascuna delle quali costruisce un percorso narrativo differente a partire dall’esigenza di proporre un insegnamento di saggezza morale o pratica. Come in ogni favola che si rispetti, anche in questo caso alcuni comportamenti umani sono trasfusi nei personaggi principali, senza tuttavia la consueta tipizzazione di vizi e virtù della tradizione favolistica antica di Esopo e Fedro. 

Per saperne di più, abbiamo intervistato l’autore.

L’intervista a Marco Fortuna

Parlaci un po’ di te…

Sono un uomo felice quando ascolto musica degli anni ’80 e ’90 ma forse non è questo che volete sapere… amo scrivere quando ho una storia importante da raccontare, quando il messaggio veicolato dalla storia è importante, ecco perché ho scritto La strada del ritorno. Il linguaggio delle favole è stato di grande aiuto per parlare di cose importanti come l’amore e il ritorno dalle persone che amano stare con noi, che ci aspettano.

Cosa ti piace leggere?

Mi interessano testi di narrativa, sociologia, storia; il genere che mi appassiona di più è certamente la poesia. Ultimamente leggo molto poesia americana, le nuove voci.

Qual è il tuo hobby?

Amo leggere, ascoltare musica e fare delle lunghe passeggiate al parco.

Parlaci del tuo libro. A chi lo consiglieresti e perché?

Ho scritto il libro perché avevo voglia di leggere delle favole nuove, originali, ai miei figli. La cosa curiosa è che ho sviluppato le tracce che avevo proprio con l’aiuto dei bambini. Ci siamo divertiti e abbiamo dato libero sfogo alla nostra fantasia; il libro è arricchito delle bellissime illustrazioni di Antonio Spadaro, perciò credo sia davvero un bel regalo per tutta la famiglia.

Come sono nati i personaggi?

I personaggi fanno parte del mio immaginario, della mia storia, raccontano segretamente cosa sogno e come vorrei che finisse una bella storia.

Ti è mai venuto il “blocco dello scrittore”?

Spesso ho avuto a che fare con il “blocco delle scrittore” perché nello sviluppo del testo è naturale che vengano dubbi e incertezze su come sviluppare l’idea, fino a quando a volte ci si blocca del tutto.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Il ricordo è la fonte d’ispirazione principale. L’amore ricevuto e donato, le malinconie, le gioie, gli adii, fanno parte di un mondo che custodiamo e nel quale ci riscopriamo.

Qual è il messaggio insito nel libro?

In ogni favola i personaggi positivi si ritrovano in un pasticcio dal quale devono inevitabilmente tirarsi fuori, ma il bello è che nessuno è veramente solo nella sua impresa. È un messaggio che ho voluto dare ai miei figli e a tutti i bambini come loro: bisogna avere una grande forza d’animo e affrontare le avversità con coraggio, chi ci ama è sempre al nostro fianco.

Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?

C’è molto di me nei personaggi delle miei favole; certamente la parte più giocosa e fantasiosa di quel bambino al quale non ho mai detto addio.

Progetti futuri?

Ho due raccolte poetiche inedite che spero presto di pubblicare e una pièce teatrale da portare in scena. Continua inoltre la mia collaborazione con altri artisti, votata al dialogo e alla creatività.

 

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