Latte materno: benefici, come si conserva, composizione

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Il momento della nascita è uno degli eventi più significativi nella vita di una madre e del suo piccolo. Una volta venuto al mondo, il bebè avrà bisogno di essere coccolato e, soprattutto, alimentato a dovere: cosa c’è di meglio, dunque, di una “coccola soffice” di latte materno?

Quando è possibile produrlo, il latte materno rappresenta la migliore soluzione alimentare per i più piccoli. L’allattamento al seno, infatti, non solo consolida il legame tra la madre ed il nascituro, ma è un vero e proprio toccasana per entrambe le parti: il neonato cresce forte e sano e la madre, grazie al processo di allattamento, è maggiormente tutelata dall’insorgenza di patologie, quali l’osteoporosi e alcune forme tumorali mammarie e ovariche.

Benefici latte materno

Prima di parlare dei benefici del latte dal seno, partiamo da un presupposto fondamentale: mai demonizzare le madri che non riescono a fornire una “poppata naturale” al proprio bebè. Spesso, infatti, diventa difficoltoso, se non impossibile, allattare al seno; in aiuto delle madri che non riescono nell’impresa, fortunatamente, arrivano validi prodotti sostitutivi.

Ciò premesso, scopriamo insieme perché gli specialisti consigliano spassionatamente alle madri di allattare al seno i propri piccoli. Il latte materno è ricchissimo di sostanze indispensabili alla corretta crescita del bambino. Tra queste, oltre all’acqua, ricordiamo: ferro, proteine, carboidrati (lattosio, in primis) e grassi.

Bere il latte materno aiuta a prevenire l’insorgenza di varie patologie, come l’obesità; il prezioso alimento, inoltre, è facilmente digeribile e contribuisce a rafforzare le difese immunitarie del piccolo.

Composizione latte materno

La composizione del latte materno varia in base alle fasi di produzione dello stesso dalla ghiandola mammaria.

  • Fase 1: Colostro. Il colostro è il primo latte materno, quello prodotto e fornito al bebè appena nato. Si tratta di un liquido più denso, di colore giallo-arancione, prodotto dalla neomamma dal settimo mese di gestazione sino ai 6 giorni successivi alla nascita del bimbo. Povero di grassi, il colostro fornisce al neonato carboidrati, proteine e sali minerali. Ricco di immunoglobuline IgA, il colostro facilita il potenziamento del sistema immunitario del nascituro e vanta proprietà lassative;
  • Fase 2: Latte di transizione. Prodotto dal sesto giorno, il latte di transizione presenterà un colore più tendente al bianco. Si tratta di un latte intermedio, ricco anche di lattosio e grassi;
  • Fase 3: Latte maturo. Quando il seno diventa più teso e raddoppia di volume, si assiste al fenomeno della montata lattea, con la conseguente evoluzione del latte materno in maturo. Il latte maturo è lo stadio finale del latte materno: ricco di nutrienti, fornisce al bebè acqua e sostante nutritive facilmente assimilabili.

Conservazione latte materno

Non sempre è possibile far assumere il proprio bambino il latte materno immediatamente. Niente paura, però: il latte può essere estratto manualmente, o tramite tiralatte, e conservato in maniera adeguata, seguendo alcune, semplici dritte.

  • Il latte va estratto e conservato avvalendosi di attrezzatura pulita e sterilizzata;
  • Il contenitore dove conservare il latte (in vetro, oppure plastica) deve possedere una chiusura ermetica e deve essere etichettato all’esterno, segnando in maniera leggibile la data di estrazione;
  • Il liquido può essere conservato in frigorifero fino a tre giorni, con una temperatura media di 2°-4°. A temperatura ambiente, invece, il latte non resisterà più di quattro ore a 25°;
  • Il latte può essere anche tenuto in freezer per sei mesi, scongelandolo in frigorifero e consumandolo entro 24 ore. Mai congelare una seconda volta il prodotto scongelato.

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