Neutrofili alti in gravidanza: cause, trattamenti e sintomi. Cosa dice l’esperto

Neutrofili alti in gravidanza: cause, trattamenti e sintomi. Cosa dice l'esperto

I neutrofili alti in gravidanza e non, che si trovano nel tuo sangue, prende il nome di neutrofilia e di solito non ci sono sintomi evidenti, per cui si è in grado di capirlo da soli .

Infatti le conseguenze possono essere molto diverse tra di loro:  un’appendicite o addirittura un infarto o un linfoma.
Occorre sapere che in alcuni periodi della vita, è normale che questo valore risulti alterato. Per questo, è sempre importante e meglio sottoporre al proprio medico curante il referto delle analisi del sangue.

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Cosa sono i neutrofili

I neutrofili rappresentano il gruppo più numeroso della famiglia dei globuli bianchi .
Sono quelle cellule che si trovano nel sangue e sono prodotte dal midollo osseo che si attivano soprattutto quando arriva un pericolo da un batterio o da un fungo, mentre se è un virus, preferiscono cedere il passo ai linfociti.

Nel sangue prendono il 50-70% delle componenti e il midollo osseo ne produce 100 miliardi ogni giorno.

Questo perché il loro compito è proteggere il tuo corpo da eventuali agenti patogeni e perché la loro vita non ha una durata sopra le 10 ore nel siero, arrivando ad un massimo a pochi giorni nei tessuti, dove comunque la loro popolazione è minore.

E oltre a questo, un altro scopo è quella di intercettare e distruggere sostanze potenzialmente pericolose. Per liberarsi di loro, attuano il meccanismo della fagocitosi, ovvero ingeriscono le particelle e le disintegrano.

In altre parole li mangiano.

Le cause di un loro aumento di numero, cioè dei neutrofili alti, sono varie e tantissime:

  • appendicite patologia molto seria,
  • tumore
  • infarto

Il valore viene monitorato attraverso gli esami del sangue, ma preso in considerazione solo lui, non significa granché.

Sarà il tuo medico a capire se c’ bisogno di preoccuparsi,confrontandolo anche con gli altri risultati e tenendo presente tutta la tua storia clinica.

I neutrofili si chiamano così perché negli esami di laboratorio reagiscono solo al contatto con coloranti neutri.

Vengono anche classificati come leucociti granulosi, ( leucocitosi) perché nel loro citoplasma, cioè in quella sostanza che si trova fra la membrana cellulare e quella che riveste solo il nucleo, si possono notare delle fini granulazioni.

Questi granuli contengono proteine che aiutano il sistema immunitario a combattere batteri e funghi.
Gli altri lobuli bianchi di questo tipo sono gli eosinofili e i basofili.

Neutrofili alti cause

Per tenere monitorato il loro livello basta che fai un esame del sangue.

Tenendo presente che i valori riportati sul referto possono variare anche in base al laboratorio nel quale sono state effettuate le analisi.

  • I valori normali vanno intorno alle 4mila unità per millimetro cubo di liquido.
  • I neutrofili alti se supera 8mila cellule per millimetro cubo.

La ragione dei neutrofili alti è di norma uno stato infettivo acuto provocato da un batterio o da un fungo. I
l tuo midollo osseo inizierà a produrne di più quando capirà che è necessario affrontare una minaccia esterna e rientrerà nei ranghi una volta cessato il pericolo.

Ecco perché si può assistere a un picco di presenze durante la fase più acuta dell’infezione e, successivamente, a una progressiva riduzione della concentrazione.

Può però anche esserci un’origine non infettiva alla base del valore alterato, che potrebbe dire un infarto o una forma di anemia.

Un valore alto dei neutrofili nel sangue può essere il segnale anche di:

  • un’appendicite,
  • di stress,
  • un’emorragia
  • un tumore

Quando un batterio o un fungo riesce a provocare un’infezione nel tuo organismo, il midollo aumenta la produzione di neutrofili, soprattutto durante la fase acuta e quando la zona interessata è ben localizzata, come in caso di:

  • ascessi: accumulo di pus in una zona circoscritta, una cavità neoformata come un foruncolo, causata da un’infiammazione
  • flemmoni: una dispersione di pus provocata da un’infiammazione acuta o subacuta del tessuto connettivo sottocutaneo
  • empiemi: accumulo di pus in una cavità preformata, come l’utero o la cavità toracica
  • appendicite acuta: un’irritazione, infiammazione e infezione dell’appendicite vermiforme, quel tubulo che origina dall’intestino cieco

L’origine può però anche essere un problema di salute più serio:

  • un’infezione come la setticemia,
  • un’infiammazione come una malattia intestinale  come il morbo di Crohn o colite ulcerosa,
  • un ictus,
  • una coronopatia
  • un’artrite reumatoide.

Sono poi anche un segnale che potrebbe esserci una neoplasia in corso. Può trattarsi di leucemia, ma anche di carcinomi con metastasi alle ossa o linfomi.

Se poi la causa non è infettiva, allora si apre un diverso insieme di ipotesi. In particolare potrebbe trattarsi di un’infiammazione, o flogosi, dovuta alla necrosi di alcuni tessuti, come in casi di ustione o infarto.

Potrebbe anche essere la conseguenza di un intervento chirurgico o di un trauma, come anche un forte stress.

Neutrofili alti ( globuli bianchi alti) i sintomi

Non ci sono sintomi che identifichino esattamente la neutrofilia.

Le manifestazioni fisiche cambieranno in base alla patologia o al problema di salute che ha provocato l’aumento dei neutrofili.

Durante la gravidanza, è necessario aumentare l’attenzione nei confronti dei segnali che invia il tuo corpo e informare sempre il tuo medico e il tuo ginecologo di ogni cambiamento che avvertirai.
Alcune alterazioni sono però fisiologiche e dovute all’importante carico di stress al quale stai andando incontro.

Altre ragioni di aumento fisiologico dei neutrofili sono invece legate a periodi di stress intenso, al ciclo mestruale o al parto e, in generale.

In alcuni periodi della tua vita, un aumento dei neutrofili può anche essere fisiologico.

Trattamenti

Per il trattamento dei neutrofili alti è necessario che il tuo medico abbia individuato la causa che ha scatenato il problema.

Neutrofili e linfociti

Come ti dicevo prima, i neutrofili sono un gruppo che appartiene all’insieme più grande dei globuli bianchi.

All’interno di questa famiglia si trova anche un altra grande categoria, quella dei linfociti. Altri agglomerati più piccoli sono invece costituiti da basofili, eosinofili e monociti.

Ciascuno di loro è addetto alla difesa del tuo organismo e ha un preciso bersaglio da colpire: da una banale allergia o influenza a una forma di leucemia o di tumore.

In caso di neutrofili alti, ad esempio, avrai probabilmente notato che i linfociti risultano invece più bassi. Una relazione in realtà piuttosto nomale. I primi infatti reagiscono contro i batteri e i funghi, mentre i secondi sono addetti al contrasto dei virus.

 

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