Oggetto transizionale nei bambini: cos’è?

Oggetto transizionale nei bambini: cos'è?

L’oggetto transizionale è di fondamentale importanza per lo sviluppo emotivo e psicologico del bambino. La rappresentazione oggettiva dell’oggetto transizionale va ricercata nel contesto in cui il bambino si circonda abitualmente e con cui sperimenta una relazione d’affetto.  Ma qual’è la sua funzione?

L’oggetto transizionale è quasi sempre protagonista di alcune scene comuni se si pensa a bambini molto piccoli: sarà capitato di vedere delle copertine, dei pupazzetti, dei giochi da cui un bambino non si stacca quasi mai. In realtà per un bimbo così piccolo non sono solo oggetti, ma tentativi di sperimentare il mondo. Nei primi mesi di esistenza, il bambino non possiede la percezione degli altri: la madre e il bimbo sono un tutt’uno, per cui non ha la consapevolezza che qualcuno si stia prendendo cura di lui. Con il passare del tempo, il neonato inizia a percepire che lui e la mamma sono due entità separate e il timore che la figura materna possa distaccarsi da lui e abbandonarlo genera un’intensa tristezza nel piccolo. L’oggetto transizionale è una strategia che il bambino mette a punto per superare le sue paure, in questo caso, il distacco della madre.

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Origine e funzione dell’oggetto transizionale

Il concetto di oggetto transizionale è stato creato e divulgato per la prima volta da Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista britannico. L’oggetto transizionale, secondo le teorie di Winnicott, serve a sperimentare una relazione affettuosa da parte del bambino con un altro diverso da sé stesso.

Le fattezze dell’oggetto transizionale sono sempre da ricercarsi in contesti usuali e abitudinari, ovvero dove il bambino come consuetudine sarà solito soffermarsi maggiormente. Per questo, la maggior parte degli oggetti transizionali saranno pupazzetti di peluche, copertine, o piccoli giochi in cui il bambino rivedrà la principale figura di riferimento: la madre. Secondo gli studi di Winnicott, la madre che lo psicoanalista definisce ”sufficientemente buona”, dapprima tenderà ad assecondare e ad adattarsi ai bisogni del suo bambino, per lo meno, fino ai primi mesi di vita del piccolo; successivamente, l’adattamento della madre alle richieste del figlio diminuirà fino a sparire completamente,  in modo che il bambino accetti ed acquisisca il distacco con la sua figura. Ovviamente, essendo questi i primi momenti in cui il bambino sperimenterà la frustrazione e l’angoscia ricordando la vicinanza della madre in passato, metterà in pratica delle strategie per soddisfare e appagare le sue paure: l’oggetto transizionale diventa quindi un sostituto della madre, un simbolo in cui il bimbo riverserà i suoi bisogni, le sue emozioni e i suoi desideri, soprattutto in quei momenti in cui il distacco genera angoscia e quindi, sofferenza. Solitamente è facile notare come il bambino dia attenzioni contrastanti all’oggetto: positive, come le coccole e l’alta considerazione che ha dell’oggetto in sé, ma anche negative come i morsi e le percosse arrivando anche a distruggerlo.

 L’oggetto transizionale per i bambini è un’entità, un simbolo: permette alla figura materna di allontanarsi pur rimanendo vicino al bambino tramite l’oggetto preferito del piccolo. Scopo dell’oggetto transizionale è quello di creare consapevolezza nel bambino gettando le fondamenta per la costruzione della sua identità.

oggetto transizionale

Cosa succede in età adulta?

L’oggetto transizionale non è prerogativa dei bambini e non è un evento che è confinato nell’infanzia. Non solo un pupazzetto di peluche o una copertina; anche in età avanzata l’accettazione della realtà esterna può risultare complicata e mai veramente completata in maniera definitiva.

L’impellente bisogno di un oggetto nello specifico, può quindi ricomparire in età adulta. Anche in questo caso il movente è l’ansia di abbandono o di privazione. Questo sottolinea l’importanza della rassicurazione e di come anche da adulti la cosa fondamentale sia sentirsi confortati.

Un esempio calzante è il cellulare e il controllo costante di quest’ultimo.  Il telefono come i più classici oggetti transizionali per i bambini può essere visto simbolicamente come un modo per controllare l’ansia da separazione, poiché rappresenta una persona assente di cui sentiamo la mancanza, e che, tramite l’apparecchio telefonico, appunto, potremmo chiamare. L’effetto rassicurante sta proprio nella consapevolezza di poter chiamare da un momento all’altro la persona di cui si sente nostalgia. Il cellulare come oggetto transizionale in quanto rappresenta simbolicamente la persona che stiamo cercando di sostituire, così come una copertina o un peluche, per un bambino, rappresenterà la madre.

Come devono comportarsi i genitori? E’ importante sottolineare, per prima cosa, che non necessariamente ogni bambino deve avere un pupazzetto o una copertina che funga da oggetto transazionale;  non è necessario che sia un oggetto fisico, a volte, l’oggetto può avere aspetti differenti e apparire sottoforma di qualcos’altro, assumendo le stesse funzionalità dell’oggetto transazionale. Una lucina accesa durante la notte, una ninna nanna, l’atto di succhiarsi il pollice possono avere gli stessi effetti rassicuranti di un orsacchiotto o una copertina. La cosa fondamentale in questa fase in cui, la consapevolezza del bambino va ricreandosi è che i genitori non costringano il piccolo a lasciare andare l’oggetto transazionale da lui scelto, né bisogna che l’oggetto prescelto sia sostituito.

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La scelta dell’oggetto da parte del bambino non ha parametri fissi, di solito è un’attrazione spontanea verso un qualcosa che nel bambino suscita sicurezza: quasi un amore a prima vista. È corretto, da parte dei genitori, lasciare l’oggetto privilegiato dal bimbo sempre a disposizione del piccolo, senza preoccuparsi più di tanto se verrà trasportato a scuola, o in situazioni in cui il bambino potrebbe risentire lo stress in maniera particolare. L’oggetto transazionale è infatti, fonte di sicurezza.

La presenza di un oggetto transazionale durante l’infanzia, poi, è fugace per definizione, infatti, oltrepassata questa fase, l’oggetto in questione perderà la sua primaria importanza; qualora si notassero attaccamenti persistenti durante la crescita è bene rivolgersi ad uno specialista. Quest’attaccamento morboso, tuttavia, risulta molto raro in quanto la fase dell’oggetto transazionale va completandosi nel momento in cui il piccolo avrà accesso alla scuola primaria, fase della vita nella quale ormai è sicuro dell’affetto che i genitori hanno verso di lui nonostante non siano costantemente presenti nella sua vita. La sicurezza dell’affetto posto nel legame genitoriale è fondamentale affinché il bambino costruisca la propria identità.

 

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