Orticaria in gravidanza: consigli per curarla e alleviarla

Orticaria da stress in gravidanza: consigli per curarla e alleviarla

L’orticaria in gravidanza, conosciuta anche come orticaria da stress, è un problema di cui si sa poco ma che in realtà è più diffuso di quanto si pensi: colpisce infatti una donna su 10 soprattutto in gravidanza, ma più in generale caratterizza un terzo di tutte le orticarie croniche, colpendo 300mila italiani, le donne nel 60% dei casi,

Più di un semplice sfogo o prurito, i dermatologi la chiamano orticaria da stress o orticaria fisica, ed è la forma più diffusa di orticaria provocata da un forte stress.
Altre cause tra quelle che provocano questo tipo di orticaria sono:

  • lo strofinamento con materiali irritanti
  • la pressione contro tessuti irritanti
  • intenso esercizio fisico
  • agenti fisici: come il sole, il caldo, il freddo e addirittura l’acqua.

I sintomi, appena si presentano, vanno curati in maniera appropriata e rivolgendosi ad un dermatologo che farà una corretta diagnosi. Capire quale sia l’agente responsabile non è semplice, ma attraverso test specifici, si può fare un’anamnesi prevenendone l’insorgere in altre occasioni. I test permettono di seguire il paziente nel tempo e capire se le terapie stanno facendo effetto.

La più frequente orticaria fisica è la dermografica: studi recenti hanno dimostrato che per questo tipo, qui esiste anche una familiarità e una correlazione con gli stress psicofisici, ma le cause vere e proprie sono ancora ignote.

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orticaria da stress in gravidanza

 

Orticaria in gravidanza

Il 20%  delle donne incinte lamenta episodi di prurito in gravidanza e nota comparire sulla pelle dei puntini, dapprima piccole bolle localizzate ma che poi possono sfociare in una vera e propria orticaria.
Generalmente non sono manifestazioni da legare all’allergia, quindi non dovete pensare ai test allergici – anche se è sempre bene consultare il dermatologo-.

Si manifestano soprattutto durante l’ultimo trimestre e ancora di più se la mamma subisce un travaglio o un parto poco sereno. Di solito spariscono del tutto sin dalle prime ore dopo il parto, ma in alcuni casi può essere necessario far passare alcuni giorni.

All’inizio noterete che la vostra pelle si arrossa e si gonfia leggermente: dovete far caso al fatto che,se toccata con un oggetto arrotondato come il tappo di una biro o  un cucchiaio, tende a lasciare un segno sulla pelle che perdura. Questa manifestazione scompare senza che ve ne rendiate conto,  dopo qualche minuto o qualche ora.

Ma nei casi più seri è possibile proprio “scrivere” sulla pelle vere e proprie parole, praticando una leggera pressione: questo è il dermografismo ed è l’unico sintomo o segnale che sta arrivando l’orticaria.

Orticaria in gravidanza cause

Queste reazioni cutanee avvengono senza che ci sia la motivazione di combattere un vero “nemico”. Viene liberata istamina e dopodiché si presenta arrossamento e gonfiore, ogni qual volta che c’è un piccolo trauma o una variazione termica. Si tratta di un disturbo autoimmune allora: il nostro organismo non si riconosce e attacca se stesso.

Ecco che arriva il prurito in tutto il corpo.

Può comparire in seguito a piccoli traumi, dopo momenti di forte stress o brusche variazioni di temperatura. Nelle donne in gravidanza anche dopo aver indossato vestiti troppo attillati, dopo aver fatto attività sportive che comportano affaticamento, ma anche un bagno o una doccia troppo freddi o troppo caldi.

Esami da fare

Per individuarne le cause è meglio fare test approfonditi ed esami specialistici, previa consultazione dal proprio dermatologo di fiducia.
Questo disturbo avviene dopo una qualsiasi alterazione dell’organismo ma anche in un periodo di forte stress psicologico.
Gli esami da fare sono:

  • esami del sangue, per escludere problemi al fegato, ai reni alla tiroide. In molti casi, quando l’orticaria non è correlata ad un momento traumatico, può essere causata dal malfunzionamento della tiroide. Si fanno l’ematocrito, che indica la quantità di globuli rossi, bianchi e le piastrine presenti, ma si possono fare anche i dosaggi ormonali per vedere se ci sono alterazioni ormonali;
  • la radiografia del torace o dell’addome.

Una volta escluse patologie fisiche, il medico indagherà sulla possibilità di una causa psicologica. Un lutto, un forte stress o un dolore provocato dal periodo che si vive, possono essere le cause che ci sono dietro la comparsa dell’orticaria.

Se così fosse si richiederà per la paziente un supporto psicologico insieme alla cura farmacologica.

Orticaria in gravidanza rimedi

La cura è, nella maggior parte dei casi, l’assunzione di farmaci antistaminici da assumere per bocca che, ovviamente non è il trattamento per eccellenza per una donna in gravidanza.
Gli antistaminici bloccano l’eccesso di istamina prodotta dalle cellule e quindi aiutano ad attenuare i sintomi.

Ma in gravidanza o in allattamento?

E’ vero, i medicinali non si possono assumere in gravidanza o mentre si allatta, possono essere pericolosi: ma è vero anche che alcuni farmaci oggi hanno caratteristiche che, se assunti in maniera appropriata, non portano nessuna grave conseguenza sul feto o sul bambino.

L’unica cosa da fare è: innanzitutto sentire il medico o ginecologo e quale farmaco vi consiglia, dopodiché, per un ulteriore e maggiore sicurezza, chiamare il Centro Anti Veleni.

Qui sarà il medico di turno del Centro antiveleni a dirvi se quel farmaco è ok oppure quale è meglio usare (in gravidanza o in allattamento), senza incorrere in un pericolo evidente: dapprima vi farà alcune domande, poi vi spiegherà quale medicinale ma sopratutto come prenderlo ( molto probabilmente in dosi minori).
Dopotutto al giorno d’oggi sono davvero pochissimi i medicinali che creano danni reali al feto e non si possono assumere in gravidanza,ad esempio gli antitumorali, ma è sempre meglio chiedere agli esperti prima.

Vi elenchiamo adesso i Centri Anti Veleni d’Italia, non dovete per forza chiamare quello più vicino casa perché la consulenza avverrà solo telefonicamente.

  • CAV “Osp. Pediatrico Bambino Gesù” Dip. Emergenza e Accettazione DEA Roma – Piazza Sant’Onofrio, 4 – CAP 00165.
    Tel. 06 68593726.
  • Azienda. Osp. Univ. Foggia
    V.le Luigi Pinto, 1 – CAP 71122
    Tel. 800183459
  • Az. Osp. “A. Cardarelli”Napoli
    Via A. Cardarelli, 9 – CAP 80131
    Tel. 081-5453333M.
  • CAV Policlinico “Umberto I” Roma
    V.le del Policlinico, 155 – CAP 161
    Tel. 06-49978000
  • CAV Policlinico “A. Gemelli” Roma
    Largo Agostino Gemelli, 8 – CAP 168
    Tel. 06-3054343
  • Az. Osp. “Careggi” U.O. Tossicologia Medica Firenze
    Largo Brambilla, 3 – CAP 50134
    Tel. 055-7947819
  • CAV Centro Nazionale di Informazione Tossicologica Pavia
    Via Salvatore Maugeri, 10 – CAP 27100
    Tel. 0382-24444
  • Osp. Niguarda Ca’ Granda Milano
    Piazza Ospedale Maggiore, 3 – CAP 20162
    Tel. 02-66101029
  • Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXII Bergamo
    Piazza OMS, 1 – CAP 24127
    Tel. 800 883300

 

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