Ossiuri in gravidanza: cosa sono e come si prendono

Ossiuri in gravidanza: cosa sono e come si prendono

Gli ossiuri in gravidanza possono provocare danni al feto e alla futura mamma? Gli ossiuri, e più in generale i vermi intestinali, non sono pericolosi, nemmeno durante la gravidanza. Ma è sempre meglio prestare molta attenzione ai vermi in gravidanza e consultare subito il proprio medico di fiducia o ginecologo. La presenza di questi vermi intestinali non interferisce con lo sviluppo del feto. I vermi non possono essere trasmessi attraverso la placenta né attraverso il sangue.  

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Come si prendono gli ossiuri 

Noti come i “vermi dei bambini”, sono parassiti intestinali di colore bianco/avorio e dalla forma affusolata diffusi soprattutto tra i più piccoli. Secondo diversi studi, dall’ 11 al 20% dei bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni ha gli ossiuri. Si tratta di vermi Nematodi (di forma cilindrica) che si differenziano dai vermi piatti (Platelminti) e dai vermi uncinati (Acantocefali). Sintomo tipico di quest’infezione è il prurito nella zona anale, specie nei bambini. Questi parassiti cilindrici entrano nell’organismo attraverso la bocca sotto forma di uova. L’infestazione è molto contagiosa e spesso avviene in modo accidentale attraverso l’ingerimento delle uova annidate sotto le unghie o tra le fibre degli asciugamani o dei vestiti. Una volta raggiunto l’obiettivo, ossia l’intestino questi parassiti si riproducono e depositano le uova nella zona perianale, causando un fastidioso intenso prurito proprio in quella zona. L’ossiuriasi è altamente contagiosa. Tra l’origini di alcune appendiciti c’è quest’infezione. Gli ossiuri maschi sopravvivono nel colon per circa 7 settimane, le femmine per 5 settimane. Una femmina di ossiuro può contenere dalle 11.000 alle 16.000 uova. Dall’ingerimento delle uova di ossiuri ai primi sintomi passano anche 4 settimane. 

Ossiuri in gravidanza: cosa sono e come si prendono

Ossiuri rimedi naturali 

Durante il contagio da ossiuri è bene seguire una dieta ricca di verdura e frutta cotta. In particolare le sostanze vermifughe, (secondo la tradizione popolare), sono l’aglio, la cipolla, il succo di melagrana e il succo di limone, cannella e chiodi di garofano. È consigliato anche lo yogurt bianco magro con probiotici e fermenti lattici.  

Terapia ossiuri 

Oltre alla carenza di igiene, altri fattori di rischio sono i cibi poco cotti o crudi, specialmente la carne, e le verdure non lavate bene. La cura consiste nel somministrare all’intero nucleo familiare farmaci antiparassitari. Per prevenire l’ossiuriasi è bene seguire queste semplici regole:  

  • Lavarsi bene le mani prima di mangiare o toccare il cibo 
  • Evitare di mangiare carne cruda o poco cotta 
  • Non lasciare cibo fuori dal frigo per oltre 2 ore 
  • Tenere le unghie pulite e corte 
  • Lavare i capi intimi, biancheria ed asciugamani a 60° e separati da altri indumenti 
  • Igienizzare sanitari, tavolo e giocattoli 
  • Per sedare il prurito intenso si possono applicare creme a base di un blando anestetico 
  • Preferite sempre la doccia giornaliera al posto del bagno 
  • Indossare preferibilmente capi intimi in cotone 

Come eliminare gli ossiuri 

Oltre 500 milioni di persone ogni anno hanno l’ossiuriasi. Per evitare l’infezione da ossiuri in gravidanza e le reinfezioni, occorre sempre curare scrupolosamente l’igiene personale. Tra i sintomi oltre al prurito nella zona anale ci sono: disturbi nervosi, prurito vulvare, fili bianchi nelle feci, dolori addominali e disturbi intestinali. L’ossiuriasi terapia prevede l’assunzione di farmaci antiparassitari specifici (es. mebendazolo, pyrantel o albendazolo) per uccidere il verme (non le uova!) 

 

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