Parto in casa: perché è sempre meglio partorire in ospedale?

Parto in casa: perché è sempre meglio partorire in ospedale?

Il parto in casa è un trend in costante crescita in Italia. Partendo dal presupposto che ogni donna è libera di scegliere cosa fare con il proprio corpo anche in maternità, c’è da dire che l’ospedale resta ancora il luogo più sicuro dove partorire, come rivela la SIN (Società Italiana di Neonatologia). Il 6 giugno ricorre la Giornata internazionale del Parto in casa e la SIN ci tiene a ribadire che anche in tempo di coronavirus è sempre preferibile partorire in ospedale e che i punti nascita sono luoghi sicuri e protetti. Perché è consigliabile non partorire in casa o in ambiente extraospedaliero? Scopriamolo insieme.

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Partorire a casa

Il parto a casa era una necessità nei tempi antichi, ma ora che è una libera scelta della donna perché è ancora così preferito? Le donne che partoriscono in casa fanno una scelta. Scelgono di non voler condividere in un ambiente ospedaliero quest’esperienza così intima e personale e di non voler dare alla luce il loro figlio in un ambiente così freddo come un ospedale. La legge italiana (regionale n°26 del 1998) lascia la donna libera di scegliere dove e come partorire: in strutture ospedaliere, in una casa di maternità o a domicilio. Analizzando la questione dal punto di vista economico, il parto in clinica è il più costoso e quello a casa il più economico, mentre il parto in ospedale è gratuito. In alcune regioni il parto a domicilio viene rimborsato interamente dall’ASL (Piemonte, Marche, Lazio, Emilia Romagna e provincia autonoma di Trento). Come spiega la SIN però il parto in casa naturale può essere pericoloso e se il bambino (o la mamma) ha complicanze deve essere trasportato subito in ospedale (per la legge il domicilio dove avviene il parto deve distare massimo 8 km dall’ospedale). Il tasso di mortalità nel parto a domicilio è nettamente maggiore di quello in ospedale. C’è da dire che nel caso di complicazioni che necessitano il trasferimento in ospedale questo potrebbe non avvenire in tempo e a causa dell’emergenza coronavirus sono anche disponibili meno ambulanze. Bisogna considerare tutti i rischi connessi per chi decide comunque di fare il parto naturale in casa. In primis un aumento del tasso di mortalità del bambino e il pericoloso del decesso nel tragitto in ambulanza qualora ci fossero complicazioni gravi.

Parto in casa

Perché molte donne preferiscono partorire a casa?

Molte donne non voglio mostrarsi in pieno travaglio e sofferenza e preferiscono restare nelle pareti della propria casa. Bisogna mettere al primo posto non sé stesse, ma il bambino e la sua vita. Se il parto in ospedale resta più sicuro per la mamma e per il bambino, anche al tempo del coronavirus, perché preferire il parto a domicilio? Secondo le linee guida internazionali, possono scegliere il parto in casa donne che hanno meno di 35 anni, chi ha una gravidanza singola e non presenta malattie preesistenti.

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