domenica, Giugno 13, 2021
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Parto prematuro: cause, prevenzione e sopravvivenza

Solitamente, in condizioni normali, il parto avviene tra la 37esima e la 41esima settimana di gestazione. Quindi, un bambino nato prima di questo periodo viene definito prematuro. Ovviamente, già il fatto di partorire a 37 settimane, o anche prima, è indice di una serie di fattori che non hanno permesso alla gravidanza di giungere al termine naturalmente. Le cause possono essere molteplici e le complicanze dei prematuri dipenderanno da quanto è stata anticipata la nascita. I bambini prematuri vengono definiti dei “guerrieri”, proprio perché giunti alla vita troppo presto, con il loro organismo ancora non completamente formato e pronto per affrontarla. Ma, grazie ai progressi della scienza, il tasso di sopravvivenza dei neonati prematuri è in netta crescita. Le cure a cui il piccolo viene sottoposto, all’interno della Terapia Intensiva Neonatale (TIN), sono mirate a portare a compimento la crescita che si sarebbe dovuta concludere nell’utero.

Parto prematuro cause

Come già detto, non esiste una cause precisa e predominante per il parto prematuro. Possono esserci però della patologie materne o delle infezioni che possono aumentare il rischio. Vediamo, insieme, quali sono questi fattori che possono favorire l’insorgere di un parto pretermine:

  • genetica
  • esperienza passata di parto prematuro
  • gravidanza gemellare
  • travaglio pretermine spontaneo
  • ipertensione
  • fecondazione in vitro
  • fare uso di alcol, droga e fumo durante la gravidanza
  • peso della futura mamma (malnutrizione e obesità)
  • infezioni del liquido amniotico
  • malattie infettive
  • malformazioni del feto e dell’utero
  • stress o traumi
  • Placenta previa, distacco della placenta ed emorragia prenatale
  • età della gestante

Parto prematuro come prevenirlo

Durante la gravidanza è importante farsi controllare e visitare periodicamente dal proprio ginecologo e contattarlo ogni qualvolta si presentino dubbi o situazioni che destano preoccupazione. Sono proprio i controlli periodici, gli esami e le ecografie che hanno lo scopo di valutare e monitorare lo stato di salute della mamma, del feto e della placenta, proprio per ridurre il rischio di complicanze che potrebbero portare anche a un parto prematuro. Durante le visite, il medico terrà sotto controllo anche eventuali contrazioni uterine anticipiate e la lunghezza del collo dell’utero.

Il parto prematuro, in base alle settimane di gestazione si divide in:

  • Tardivo, quando la nascita avviene tra la 34esima e la 37esima settimana di gravidanza.
  • Grave, quando la nascita avviene tra la 25esima e la 33esima settimana di gravidanza.
  • Estremo, quando la nascita avviene prima della 25esima settimana di gestazione.

Parto prematuro sopravvivenza e complicanze

Oggi, grazie alle cure, il tasso di sopravvivenza dei bambini nati prematuri è aumentato. Inoltre, secondo la SIN (Società Italiana di Neonatologia), la mortalità dei nati prematuri si aggira attorno al 10% e il tasso di sopravvivenza è tanto minore quanto prima avviene il parto. Il bambino che nasce prima della presunta data prevista è un bambino che non ha avuto il tempo necessario in utero per crescere correttamente, quindi alcuni organi, come polmoni, cuore e cervello non sono ancora formati. Ovvio che, questa condizione fisica, rende più difficile per lui adattarsi al mondo esterno e la capacità di sopravvivenza dipenderà da quanto questa formazione degli organi sia ridotta.

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