Partorire con il coronavirus: le regole che garantiscono sicurezza

Partorire con il coronavirus: le regole che garantiscono sicurezza

L’allarme coronavirus in Italia non accenna a rientrare e ha costretto il governo ad attuare drastici provvedimenti nel tentativo di arginare la pandemia, comportando non pochi sacrifici per milioni di italiani. Come ben sappiamo, il Covid-19 non risparmia nessuno, indipendentemente dall’età, e purtroppo anche le donne incinte, o che allattano, possono risultarne colpite. L’idea di mettere al mondo un figlio proprio in questo periodo genera inevitabile apprensione: ciò che, comprensibilmente, preoccupa le neomamme e le future mamme è la possibile trasmissione del virus al bambino e la paura di  non poter vivere il momento del parto con la dovuta serenità

In verità, con qualche accortezza in più, tutto resta pressoché invariato e alle donne in procinto di partorire la sicurezza è sempre garantita in qualsiasi ospedale.

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Coronavirus: come comportarti in gravidanza e dopo aver partorito

Innanzitutto, agendo di prevenzione, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) ha diramato una serie di utili consigli alle donne in gravidanza e a quelle che hanno già partorito, al fine di ridurre il rischio di contrarre la malattia. 

Nessun vaccino è ancora stato scoperto, ecco perché è importante attenersi alle comuni regole igieniche e a quelle che il governo stesso ha predisposto in questi giorni, che valgono per tutti noi: la futura mamma, o la neomamma, e ovviamente le persone che le stanno vicino, devono lavarsi spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone o con un gel disinfettante, ed evitare la vicinanza con possibili persone infette, mantenendosi ad almeno un metro di distanza.

Fino a questo momento non è stata trovata traccia del virus nel liquido amniotico, nemmeno nel sangue del cordone ombelicale e nel latte materno, quindi è comunque possibile e consigliato allattare al seno, o utilizzare latte materno spremuto.

Se la madre è risultata positiva al coronavirus, per proteggere la salute del piccolo appena nato deve obbligatoriamente attuare la norme igieniche sopraelencate e, se vuole continuare ad allattare al seno, deve farlo indossando una mascherina: ad oggi, l’unica possibile trasmissione del virus rimane quella post parto per via respiratoria. In alternativa, se madre e figlio devono essere separati, il latte può essere appunto somministrato al bambino producendolo mediante la spremitura manuale.

 

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Le accortezze attuate in ospedale

Alle donne che si accingono a partorire, pur mantenendo un iter normale, è garantito un parto sereno e sicuro nonché una particolare scrupolosità, soprattutto se si sospetta un’infezione o se questa è già stata appurata.

La partoriente è assistita a 360 gradi a partire dall’arrivo in ospedale, e posizionata in un’area del pronto soccorso appositamente dedicata alle future mamme, dove le si eseguono i dovuti accertamenti e monitoraggi in attesa di trasportarla in sala parto. Il futuro papà deve rimanere in sala d’attesa, mantenendo la dovuta distanza tra persone, e può raggiungere la moglie o la compagna solo al momento del parto, solo lui e nessun altro.

Non mancano le restrizioni anche dopo la nascita del bambino: nessun parente può entrare in visita a parte il padre, e la neomamma viene dimessa il prima possibile.

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