domenica, Aprile 18, 2021
Home mamme Permessi Allattamento Inps: quello che devi sapere

Permessi Allattamento Inps: quello che devi sapere

Le donne che hanno appena partorito, come quelle che hanno adottato un bambino, hanno diritto a delle ore di permessi allattamento, da dedicare al piccolo arrivato.

Esistono anche i permessi allattamento padre, per accudire il figlio se la mamma non ha la possibilità di allattare il piccolo.

Sono dunque permessi speciali per accudire il neonato chiamati anche “ore di allattamento“: i permessi allattamento inps sono dediti alla salute del bambino ma per poterne usufruire bisogna avere dei requisiti.
Per sapere quali sono e cosa bisogna fare per richiederli, continua a leggere l’articolo.

Leggi anche:

Capezzolo introflesso: come fare con l’allattamento?

Tubercoli di Montgomery: cosa sono e come riconoscerli

Mastite carcinomatosa: sintomi e cura

permessi per allattamento

Le ore allattamento in assenza dal lavoro per allattare,equivalgono ad un’indennità economica pagata dall’Inps:  non sono cumulabili con il congedo parentale, cioè con i 6 mesi di permesso al 30% dello stipendio.

Che significa che la lavoratrice e il lavoratore non possono utilizzare il congedo parentale ad ore contemporaneamente con il permesso per allattamento.

Permessi Inps Allattamento

Il permesso allattamento sono indennità giornalierie distribuiti in:

  • 2 ore di permesso per allattamento al giorno -se la madre o il padre lavorano 6 o più ore al giorno-;
  • 1 ora di permesso se lavorano meno di 6 ore al giorno

Nel caso di parto gemellar e nei casi di adozione o affidamento di più bambini, le ore raddoppiano. Se si hanno 3 o più gemelli , le ore di permesso sono sempre doppie e non triple.

Il lavoratore può usufruire delle 2 ore di permesso sia consecutivamente o spezzandole nell’arco della giornata.

E durante l’allattamento la lavoratrice non può fare turni di lavoro notturni,  dalle 24 alle 6 del mattino: possono quindi allontanarsi dal luogo di lavoro e sono considerate ore di lavoro retribuito, con diritto all’indennità dall’INPS.

Permessi per allattamento

I permessi per l’allattamento possono essere richiesti sia dalla mamma che dal papà: il padre lavoratore può richiedere il riposo giornaliero in alternativa alla madre, ma non può richiederlo se la mamma è in astensione obbligatoria o facoltativa.

Rimane valido fino al primo anno di vita del bambino ed entro un anno dall’entrata in famiglia in caso sia adottato o in affidamento.

Come fare domanda

La domanda va presentata prima dell’inizio dell’allattamento al datore di lavoro, a meno che la lavoratrice non appartenga a categorie che hanno diritto al pagamento diretto da parte dell’Inps, come le lavoratrici agricole e dello spettacolo.

Si può presentare la domanda sia alla sede Inps che al datore di lavoro.

Le domande vanno presentate in via telematica tramite il servizio online apposito, il contact center o i patronati.

Per presentare la domanda si devono allegare i documenti:

  • Certificato di nascita del bambino o autocertificazione
  • Provvedimento di adozione o di affidamento preadottivo
  • Documento dell’autorità competente con la data dell’ingresso del minore nella famiglia
  • Autorizzazione all’ingresso in Italia del minore rilasciata dal CAI
  • Decreto di trascrizione nel registro di stato civile emesso dal tribunale dei minori o autocertificazione
  • Documento dell’autorità competente con la data dell’ingresso del minore nella famiglia
  • Autocertificazione del padre che attesta la rinuncia da parte della madre
  • Autocertificazione del padre che attesta la qualità di lavoratrice autonoma della madre

Se l’articolo ti è piaciuto condividilo sui tuoi social. Ci aiuterai a crescere!

Visita anche il profilo Instagram e la pagina Facebook

RELATED ARTICLES

Babywearing: cosa significa portare in fascia i neonati?

Ultimamente è tornato alla ribalta un tema che, non ci crederete, in realtà esiste da secoli: il babywearing. Questa parola inglese non significa altro...

Permessi per gravidanza e maternità e i migliori lavori per le mamme: cosa c’è da sapere

Essere mamme e al contempo lavoratrici può risultare molto difficoltoso. Tra le ore da dedicare al lavoro, i figli da accudire e le faccende...

Tracciati in gravidanza: quando si fanno e perché. Quali i valori, ci sono rischi?

In gergo sono chiamati tracciati in gravidanza, invece il termine tecnico è cardiotocografia. Ma cosa sono? Sono monitoraggi, specificatamente fatti alla fine della gravidanza, per esaminare...

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular

Esposizione solare in gravidanza: quali creme solari usare e come esporsi al sole

Per una donna incinta non è assolutamente vietato andare al mare ed esporsi al sole. Come per ogni cosa, però, è necessario farlo con...

Violenza ostetrica: come riconoscerla e come denunciare

La gravidanza e il parto sono momenti molto delicati che la donna affronta. Il corpo, così come la mente, vengono sottoposti a cambiamenti importanti....

Bambini e fumo: ecco quali sono i rischi

Che il fumo faccia male è un dato di fatto. Ma, il connubio fumo e bambini è assolutamente da evitare. Quando mettiamo al mondo...

Togliere il pannolino: meglio il vasino o il riduttore?

Quando per un genitore si avvicina il momento di togliere il pannolino al bambino, la domanda che si pone è: meglio il vasino o...

Recent Comments

Stefania Bezzoli on Bocconcini di pollo impanati
deborah lumachi on Come combatto la mia timidezza
Manuela on Perché amo leggere
coolclosets on Perché amo leggere