Placenta Accreta: cosa vuol dire, come intervenire, le cause

Placenta Accreta: cosa vuol dire, come intervenire, le cause

Si viene a sapere di avere la placenta accreta quasi sempre solo al momento del parto, quando la placenta non viene espulsa. Questa causa emorragie che possono essere anche fatali.

Nell’articolo seguente vi indicheremo che cos’è la placenta accreta, quali sono le cause e i  sintomi , la diagnosi e le possibili conseguenze.

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Placenta Accreta che vuol dire

La placenta è un organo che si forma all’inizio della gravidanza dopo la scomparsa del sacco vitellino, equindi è un organo temporaneo che mette in connessione mamma e bambino.

Cresce all’interno dell’utero, al quale è adesa e attaccata tramite i villi coriali.

Questi villi ci interessano ora perchè si parla di Placenta Accreta quando i villi coriali crescono oltre misura, in maniera patologica, e arrivano al miometrio uterino: una condizione difficile da diagnosticare e che può creare problemi al momento del parto.

Questo organo è importante perché agisce come un filtro, che lascia passare le sostanze nutritive dalla mamma al feto e depura il sangue dalle sostanze nocive, e connettendo mamma e il feto, da un lato avremo una faccia materna della placenta con alcuni vasi che perforano le pareti dell’utero e creano delle connessioni vascolari; dall’altro , dalla parte fetale, si formerà il cordone ombelicale, che si connette al bimbo per fargli arrivare nutrimento e ossigeno.

La placenta inoltre depura anche il sangue materno dalle sostanze potenzialmente nocive per il feto.

Se è accreta significa che la placenta, che ha di suo un certo grado di invasione della parete uterina, di norma si creano dei piccoli vasi, poco tenaci, che dopo il parto si chiudono facendo staccare la placenta, entro massimo 30 minuti dalla nascita, ma in caso di placenta accreta questa tende a creare delle connessioni troppo forti con la parete dell’utero, arrivando alla muscolatura uterina e non riesce a staccarsi da sola in modo corretto.

Placenta accreta sintomi e placenta accreta cause

I fattori che possono predisporre a questa condizione sono:

  • la placenta previa, che nel suo sviluppo è quando può andare fisiologicamente a posizionarsi in vari punti dell’utero, e si parla di: placenta previa centrale, posteriore, placenta anteriore bassa, laterale destra o sinistra e placenta fundica.
    Non è fisiologico quando la placenta di posiziona davanti alla via di uscita del feto, si parlerà di placenta previa, predisponente all’accretismo placentare perché la placenta va a posizionarsi in un punto dell’utero che è più sottile ed è quindi più facile che questi vasi non abbiano le loro regolari connessioni.

Altri possibili fattori di rischio sono:

  • l’età materna superiore ai 35 anni;
  • aver avuto più di un figlio (il rischio aumenta in maniera progressiva);
  • la presenza di fibromi sottomucosi;
  • pregressi interventi chirurgici all’utero;
  • lesioni endometriali.

Purtroppo questo tipo di placenta, l’accreta, è quasi sempre asintomatica: dunque solo al momento del parto ci si rende conto della presenza di accretismo placentare, proprio a causa del ritardo nel secondamento, e perché può esserci un sanguinamento profuso.

La diagnosi

Placenta accreta ecografia

Proprio perché è asintomatica, è difficile da diagnosticare.
Non basta un’ecografia, ma occorrono degli esami specifici che però non fanno parte della routine prevista dalle linee guida generali.

Quindi la diagnosi viene fatta in presenza di altre malformazioni della placenta, che portano ad approfondire il livello d’indagine: ad esempio se è previa, che è una condizione che porta a sospettare l’accretismo oppure lo si scopre in maniera casuale durante il parto.

Placenta Accreta Conseguenze

Può compromettere la gravidanza questo tipo di placenta?

Tranne i casi più gravi,quando ad esempio l’utero è talmente invaso da non riuscire ad avere più la sua funzionalità, la placenta accreta non crea problemi in gravidanza ma li crea alla madre durante il parto.

Una placenta che non si stacca dall’utero dopo la nascita del bambino, come è normale che sia, può creare problemi seri perché può generare emorragie.

Richiede quindi l’intervento del ginecologo, che deve staccarla manualmente e se non riesce, con uno strumento specifico, chiamato curette, che serve proprio a grattare via i pezzi di placenta dall’utero.

Se invece viene individuata tramite ecografia ancora in fase di gravidanza, si programma un taglio cesareo, indicato in caso di placenta accreta.

E per le gravidanze che verranno?

Potrebbe essere un problema avere altre gravidanze.
Perché se non si riesce a staccare la placenta dall’utero, occorre intervenire chirurgicamente con un taglio simile a quello cesareo, si apre l’utero e si prova a pulirlo.
Ma se non dovesse essere sufficiente, l’utero va proprio asportato perché non riuscirebbe mai a contrarsi e porterebbe a un’emorragia anche potenzialmente fatale per la mamma.

Questa è ovviamente una situazione molto estrema, ma la placenta accreta si ripresenta in pazienti che hanno già avuta delle gravidanze.
Questi casi vanno tenuti sotto massima osservazione.

 

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