Regali di Natale: un viaggio culturale tra curiosità e tradizioni nel mondo

Care mamme, lo sappiamo… con il Natale alle porte ci si affretta a fare gli ultimi regali. Un compito non sempre facile.

Anche se un regalo è stato fatto con amore, infatti, capita spesso che non venga gradito. In alcuni casi, è talmente un flop che chi ha ricevuto il regalo lo ricicla l’anno successivo o lo mette in cantina e se lo dimentica.

Il compito diventa ancora più arduo quando si tratta di fare regali ad amici o parenti di altre culture, quando cioè entrano in gioco anche tradizioni differenti. Ciò che viene considerato educato in una cultura può essere totalmente inaccettabile in un’altra.

Così, con Babbel abbiamo scoperto tante curiosità e tradizioni nazionali e internazionali.

Ecco a voi le cose da conoscere per non fare gaffe nel momento dello scambio dei regali di Natale, sia che avvenga online o dal vivo.

Fraintendimenti spiacevoli

Christmas gifts and ornaments

In molti paesi regalare un orologio è un gesto frequente e spesso si tratta di un regalo apprezzato.

Non in Cina però, dove gli orologi offerti in regalo sono considerati una grande offesa e sono quindi assolutamente da evitare se si vogliono mantenere buoni i rapporti.

Questo perché in cinese, l’espressione “regalare un orologio” (送 钟, “sòng zhōng”) suona esattamente come le parole cinesi per “partecipare a un rituale funebre” (送终, “sòng zhōng”). Regalare un orologio sarebbe quindi percepito come un terribile malaugurio.

Allo stesso modo, sia in Cina che in Giappone il numero quattro (四, pronunciato “sì”), si pronuncia come la parola “morte” (死, “sǐ”). Pertanto, bisogna evitare di fare regali in set o multipli di quattro per non portar sfortuna al destinatario.

Anche gli ombrelli sono un taboo come oggetto da regalare in Cina, perché la parola cinese per “ombrello” (伞 “sǎn”) suona come la parola “rompere” (散 “sàn”).

Donare a qualcuno un ombrello porta ad insinuare che il rapporto tra due persone stia andando alla deriva.

Lo scambio di regali nel mondo

In Islanda è tradizione scambiarsi libri come regalo la vigilia di Natale e le persone passano poi la notte a leggere. Questa tradizione è nota come Jolabokaflod, che si traduce approssimativamente in “alluvione del libro di Natale”.

In Finlandia, invece, Babbo Natale è conosciuto come Joulupukki, che significa “capra natalizia”.

Per questo motivo, per consegnare regali le persone si vestono con maschere raffiguranti una capra, anche se attualmente questa tradizione sta cadendo in disuso.

Un’altra curiosità riguarda la tradizione libanese: il giorno di Natale i bambini dicono a qualsiasi adulto incontrino “Editi ‘aleik!” (“Hai un regalo per me!”).

Se gli adulti hanno con sé qualche regalino in più, cosa che spesso accade per l’occasione, i bambini lo aggiungono al loro bottino mattutino di Natale.

Una specie di dolcetto o scherzetto natalizio.

Dall’altra parte del mondo invece, in Brasile, durante il mese di dicembre gli amici si scambiano piccoli regali usando un nome falso e rivelano la loro identità solo il giorno di Natale, fenomeno chiamato Amigo Secreto, l’equivalente dell’inglese Secret Santa o Amigo Invisible in spagnolo. I brasiliani infatti sono tra i più affezionati a questa tradizione.

Natale anticipato

In Germania, oltre a ricevere regali il giorno di Natale, il 6 dicembre, in occasione della festa di San Nicola, i bambini trovano caramelle e altri doni nelle scarpe sotto i loro letti, portati appunto da San Nicolaus durante la notte.

Lo stesso accade In Polonia: ci si scambia i regali alla Wigilia (vigilia di Natale), ma i bambini ricevono regali anche all’inizio del mese, il giorno di Sw. Mikolaj (San Nicola).

Nei Paesi Bassi invece avviene il giorno prima, il 5 dicembre, alla vigilia della Festa di San Nicola (in olandese Sinterklaasvond). In questa occasione i bambini ricevono regali e dolci. In alcuni casi vengono organizzate caccie al tesoro con poesie e indovinelli.

Seguendo gli indizi forniti, i bambini trovano i regali di Sinterklaas, San Nicola.

Chi spende di più in regali?

Secondo World Atlas, i rumeni sono coloro che spendono la maggior percentuale del loro reddito (32%) per le celebrazioni natalizie, tra regali, cibo e viaggi.

La Repubblica Ceca è seconda con il 25%, mentre Regno Unito e Stati Uniti sono entrambi terzi con il 15%. Italiani e spagnoli chiudono la classifica delle cinque prime posizioni con il 12% dei propri redditi destinati alle spese natalizie.

Restringendo il campo ai soli regali, il portale Statista stima che in Europa sono stati gli inglesi a spendere di più in regali nel 2019, con una media di 336 euro per acquirente.

Una differenza di circa 100 euro li separa dagli spagnoli (237 euro), secondi in classifica.

Gli Italiani si posizionano in terza posizione con una stima di circa 220 euro per acquirente, solo poco di più rispetto ai tedeschi, quarti, che secondo le stime hanno speso 217 euro. Quelli ad aver speso di meno sono gli olandesi (122 euro).

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