Ritardo del linguaggio nei bambini: come si manifesta e come comportarsi

0
280
disturbo del linguaggio nei bambini

Solitamente, quando i genitori si trovano di fronte a dei bambini che non parlano, la preoccupazione è molto alta. Il linguaggio è una componente fondamentale per relazionarsi e confrontarsi, tra parenti e amici, per questo, quando un bambino mostra qualche difficoltà in più, i genitori sono i primi ad avere pensieri. Ma, ricordando agli stessi genitori che ogni bambino è diverso, è importante non fare paragoni tra loro, nemmeno tra fratelli. Premesso questo, quando si può parlare di ritardo del linguaggio in un bambino? Con l’espressione ritardo nello sviluppo del linguaggio si fa riferimento a bambini che, senza presentare particolari deficit uditivi, cognitivi e relazionali, sviluppano il linguaggio in ritardo rispetto alla media generale.

Disturbi del linguaggio: quali sono i segnali da non sottovalutare

Lo sviluppo del linguaggio presenta una certa variabilità tra bambino e bambino. Tuttavia, recenti ricerche hanno individuato due principali criteri sulla base delle quali è possibile parlare di ritardo del linguaggio

Si può parlare di ritardo se un bambino, con adeguate abilità motorie, capacità uditiva nella norma, a 24 mesi:

  • Possiede un vocabolario molto ridotto (meno di 50 parole)
  • Il suo linguaggio è prevalentemente non intellegibile
  • Non è in grado di formare piccole frasi, cioè di associare due o tre paroline

.   e/o

  • a 30 mesi non hanno sviluppato la capacità di combinare due parole (ossia non provano a formare le prime piccole frasi).

Il punto di svolta lo si può avere dopo i 3 anni, considerata l’età spartiacque tra parlatore tardivo e un bambino con un probabile disturbo del linguaggio. C’è un’importante differenza, infatti, in queste due espressioni, si tratta di due condizioni cliniche completamente diverse. In molti casi il ritardo del linguaggio si risolve in modo spontaneo senza necessità di un intervento diretto e solo superati i 3 anni e dopo aver ovviamente parlato con uno specialista, è possibile giungere alla diagnosi di un Disturbo Specifico di Linguaggio.

Quindi, dopo i 3 anni, le possibili evoluzioni di un ritardo del linguaggio sono due.

  1. Recupero spontaneo del ritardo linguistico senza necessità di trattamento specifico.
  2. Permanenza di un disturbo del linguaggio. In questo caso, sarà necessaria una valutazione più approfondita per accertare se si tratta di un Disturbo Specifico di Linguaggio o se le difficoltà riscontrate possono essere ricondotte ad altra natura (disturbi emotivi, cognitivi o comunicativo-relazionali).

A chi rivolgersi

Ovviamente, in base alle difficoltà mostrate dal bambino, il percorso da seguire sarà diverso. In primo luogo, sarà utile un consulto con il vostro pediatra, che vi invierà agli specialisti di competenza per aiutarvi a scoprire i motivi alla base del ritardo di linguaggio. Tra gli specialisti, troviamo il Logopedista, che osserverà le abilità comunicativo-linguistiche del vostro bambino. Nel caso in cui venisse confermata la diagnosi di Disturbo di Linguaggio, i professionisti da coinvolgere sono Neuropsichiatra, Psicologo e Logopedista. Una corretta valutazione dello sviluppo del linguaggio prevede:

  • in prima battuta una valutazione strutturata dello sviluppo psicomotorio del bambino, per accertare che il ritardo del linguaggio non sia secondario ad un ritardo complessivo dello sviluppo.
  • in un secondo momento sarà necessario effettuare una valutazione delle differenti componenti linguistiche quali forma, funzione e contenuto, che si svolge attraverso questionari standardizzati o compiti con immagini o oggetti da denominare o indicare

Come aiutare i nostri bambini

È importante tenere a mente che il bambino impara a parlare per imitazione soprattutto dagli adulti che lo circondano ed in particolare dai genitori che parlano con lui. Come suggerito dal Centro di Psicologia per l’età Evolutiva, i genitori possono proporre giochi o attività per promuovere lo sviluppo comunicativo e linguistico del vostro piccolo:

Esistono, inoltre semplici strategie, che possono promuovere una migliore qualità delle interazioni comunicative con i nostri bambini, come:

  • Favorire una comunicazione faccia a faccia
  • Parlare con un ritmo lento
  • Favorire una corretta alternanza dei turni comunicativi
  • Riformulare o esprimere con le parole le intenzioni comunicative del bambino

Occorre evitare alcuni errori che posso ridurre l’iniziativa comunicativa del vostro bambino come:

  • Obbligare il bambino a ripetere una parola o una frase
  • Richiedere frequentemente di denominare (chiedere spesso “Cos’è?” o “Come si chiama?”)
  • Non valorizzare forme di comunicazione diverse da quella verbale, come ad esempio l’uso dei gesti.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here