Rosolia in gravidanza: riconoscere i sintomi, quali rischi e la cura

Rosolia in gravidanza: riconoscere i sintomi, quali rischi e la cura
La rosolia, se contratta in gravidanza,nelle prime 16 settimane, può provocare danni anche gravi al feto. Prima di concepire un bambino bisogna sempre verificare se si è immuni da questa malattia: se non lo sei, basta fare il vaccino.
Che cos’è? E’ una malattia virale contagiosa in genere innocua, ma se contratta in gravidanza, diventa pericolosa, perché può provocare aborto spontaneo, morte intrauterina o gravi malformazioni fetali.
Prima di concepire un bambino è sempre meglio controllare se sei immune e, se non lo sei, puoi proteggere te e il tuo futuro, questo è fondamentale, sottoponendoti al vaccino rosolia prima della gravidanza.
Facciamo un identikit della malattia e chiarezza a riguardo dell’argomento.
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rosolia in gravidanza

Virus rosolia

La rosolia è una malattia provocata da un rubivirus del gruppo dei togavirus, contagiosa perché si diffonde tramite le goccioline respiratorie diffuse nell’aria dal malato o il contatto diretto con le secrezioni nasali.

I sintomi non sono evidenti e può passare inosservata: quasi la metà delle persone infette non mostra alcun sintomo.
Possono esserci un’eruzione cutanea, con piccole macchie rosa che compaiono prima dietro le orecchie, poi fronte e poi anche tutto il corpo, si può avere febbre lieve e mal di testa, gonfiori dei linfonodi, dolori articolari e occhi  lacrimosi, per massimo una decina di giorni.
In rari casi possono esserci complicazioni, ad esempio l’encefalite o l’otite.
Ma è una tipica malattia infantile, come morbillo, varicella e pertosse.

Rosolia gravidanza

La rosolia può essere molto pericolosa se viene contratta in gravidanza .e conseguenze per il feto possono essere molto gravi.
Le conseguenze per il feto possono essere piuttosto serie, soprattutto se l’infezione avviene prima della 16°settimana di gravidanza.
Si può verificare.
  • aborto spontaneo,
  • morte intrauterina
  • gravi malformazioni che vanno nel complesso sotto il nome di sindrome della rosolia congenita.
Queste malformazioni possono riguardare vari organi come l’occhio, con rischio di glaucoma; l’orecchio, provocando sordità; il cuore e i grossi vasi sanguigni e il sistema nervoso, con rischio di ritardo mentale e motorio.
Secondo l’Istituto superiore di sanità, in caso di infezione nel primo trimestre il rischi di conseguenze per il feto è del 90%, mentre se l’infezione avviene dopo le 16-20 settimane di gravidanza, le conseguenze sono in genere molto meno gravi.
La buona notizia è che, una volta contratta, la rosolia lascia un’immunità permanente: per questo, chi l’ha già avuta in passato o è stata vaccinata  in vista di una gravidanza, può stare tranquilla.
In realtà sono sempre possibili nuove infezioni, ma sono innocue.
Chi è protetta perché ha già avuto l’infezione o ha ricevuto il vaccino, non corre alcun rischio, questo è l’importante.
Se non sei immune dalla rosolia, ma stai programmando una gravidanza, allora fai il vaccino e andrà tutto bene.

Il rubeo-test

Se vuoi essere certa di non averla avuta prima del vaccino, l’ideale sarebbe scoprire, prima del concepimento, se hai già avuto la malattia.
Per farlo basta eseguire il rubeo-test, che si effettua con un prelievo di sangue che permette di valutare se possiedi o meno gli anticorpi contro la malattia.
Il test rientra tra quelli offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale.
Il rubeo-test rileva la presenza di due tipologie di anticorpi:
  • IgM, sono le immunoglobuline che si producono nella fase acuta della malattia. Restano attive per circa 2 mesi, dopodiché i loro valori scendono al di sotto della soglia limite ed il test risulta negativo;
  • IgG, sono gli anticorpi ‘della memoria’, che si producono 1-2 settimane dopo aver contratto l’infezione ma restano positive per tutta la vita.
Se entrambi gli anticorpi sono negativi, significa che non c’è mai stato contatto con il virus.
Il vaccino, l’unica protezione efficace.
Arrivare a una gravidanza con il rubeo-test negativo oggi è sempre più difficile, sia perché il test viene prescritto tra gli esami preconcezionali di routine e quindi si fa sempre in tempo a vaccinarsi.
Il vaccino si inietta sottocute, ed è in combinazione con quelli contro morbillo e parotite ed è a base di ceppi di virus viventi attenuati. Così, in via del tutto precauzionale, è controindicato fare il vaccino se la gravidanza è già in corso.
Dopo il vaccino,i medici consigliano di aspettare almeno un mese prima di tentare di concepire un bambino.

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