sabato, Maggio 8, 2021
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Scollamento delle membrane: come si effettua? E’ doloroso? Tutto ciò che devi sapere

Lo scollamento delle membrane è quella procedura effettuata dal ginecologo o dall’ostetrica,  e si è costretti a ricorrervi se il travaglio non accenna a partire.
Ma cos’è esattamente e in cosa consiste questa procedura? Già solo il termine fa pensare a qualcosa di doloroso, è davvero così?

Ecco tutto quello che devi conoscere su questa procedura.

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scollamento delle membrane

Scollamento membrane cos’è

Lo scollamento delle membrane è quella manovra che permette di accelerare il travaglio, quando la gravidanza è quasi a  termine o è giunta a termine e il bambino non si decide a nascere.
Si tratta di una procedura del tutto meccanica che il ginecologo di fiducia o l’ostetrica, decidono di compiere se il travaglio non inizia in maniera spontanea, quindi serve a sollecitare il parto.

Le membrane amniocoriali rivestono la superficie interna del collo dell’utero, attraverso questa manovra vengono separate manualmente: si formerà allora uno spazio tra il tessuto uterino e le membrane fetali.

Ci sono dei rischi e, quali eventualmente i vantaggi di questa procedura ginecologica? C’è un momento preciso nel quale deve essere effettuata?

Scollamento in gravidanza quando si fa

Non prima delle ultime settimane di gestazione, in genere tra la 40° e la 41° settimana, se il travaglio non accenna nemmeno ad avviarsi: può essere effettuato sia dal ginecologo che dall’ ostetrica, che possono optare per fare questa manovra con l’intento di indurre le contrazioni, poi queste consentiranno di arrivare al parto.

In casi eccezionali, se il bambino è già molto grande, si può fare lo scollamento già alla 38° settimana di gravidanza.

Alcuni medici ritengono che lo scollamento manuale delle membrane, aiuti quando la dilatazione del collo dell’utero non è sufficiente o rimane solo appena accennata.
Nel caso in cui il collo dell’utero non è per nulla dilatato neppure in minima parte, molti considerano questa soluzione del tutto inutile.

La stimolazione meccanica delle membrane fetali è fatta per attivare le contrazioni uterine e liberare le prostaglandine, ormoni-mediatore flogistico che consentono il rilascio di ossitocina.
L’ossitocina, quando entra in circolo nell’organismo materno, è capace di accelerare o innescare il travaglio in modo naturale e senza il ricorso a farmaci.

Scollare le membrane: come si effettua?

Lo scollamento delle membrane è una manovra non sempre condivisa dai medici e se domandi ad una donna di raccontarti la sua esperienza in merito, 9 volte su 10 ti risponderà che l’ha vissuta come un momento fastidioso, doloroso o molto doloroso ( dipende molto anche da chi la pratica).

L’OMS, ll’Organizzazione Mondiale della Sanità, indica la manovra parto del distacco membrane, da preferire alle medicine o ad altri tipi di induzione del travaglio con ricorso farmacologico.

Prima di procedere ad attuare uno scollamento,  il medico deve fare un’attenta valutazione del quadro clinico generale e delle condizioni di salute della mamma e anche del nascituro.

Praticamente avviene così:

La manovra si effettua inserendo un dito all’interno della cervice uterina e compiendo movimenti circolari per due volte, in modo da creare uno spazio tra i tessuti sufficiente ad ottenere il distacco delle membrane fetali dal collo dell’utero.

La buona riuscita di questa pratica dipende, innanzitutto dal grado di maturazione della cervice.
Se la cervice uterina non è matura al punto giusto potrebbe addirittura compiere il compito al contrario, cioè ostacolare l’induzione del travaglio.

Subito dopo, ci sono dei rischi legati a questa procedura? E dopo quanto tempo inizia l’atteso travaglio?

Conseguenze dello scollamento delle membrane

Gli effetti indotti dallo scollamento delle membrane, quindi le conseguenze fisiologiche, sono:

  • abbassamento del sacco amniotico per favorirne la rottura;
  • sollecitare le contrazioni uterine;
  • ammorbidimento, appianamento e dilatazione della cervice (sua maturazione);

Per quanto riguarda la seconda domanda, quindi dopo quanto tempo inizia il travaglio, non c’è una risposta che vale per tutte ovviamente: ogni donna è diversa e il successo, le tempistiche, coma anche la percezione del dolore, variano di caso in caso.

Il travaglio potrebbe avviarsi dopo qualche ora dallo scollamento delle membrane o non incominciare per niente.
In quest’ultimo caso il medico valuterà il ricorso ai  farmaci per indurre il parto.

Lo scollamento meccanico delle membrane non va praticato in caso di:

  • rottura spontanea delle membrane prima prima del travaglio;
    parto non avvenuto dopo 18 ore di travaglio;
    patologie fetali o materne (es. diabete gestazionale);
    gravidanza oltre la 41ma settimana gestazionale.

Dopo lo scollamento ci può essere dolore, crampi e perdite di sangue.
Il rischio principale è che tale sanguinamento degeneri in emorragia, anche dopo alcune ore dal termine della manovra. Allora sarà essenziale un intervento tempestivo e potrebbe essere consigliabile un taglio cesareo.

 

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