Seno in gravidanza: come cambia e come prendersene cura

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seno in gravidanza

Durante la gravidanza, il nostro corpo subisce una serie di cambiamenti. Dall’inizio della gravidanza fino al parto, e anche dopo, il seno passa per diverse trasformazioni, finalizzate all’allattamento da parte della futura mamma. Solitamente, sentire un dolore al seno, sentire i capezzoli più sensibili, rientra tra i primi sintomi per individuare una gravidanza. Da quel momento, in base alle settimane di gestazione la donna potrà assistere a una serie di cambiamenti. Vediamoli insieme.

Seno Gravidanza: come cambia

A partire già dalle prime settimane di gravidanza, il seno della futura mamma cambia. Vediamo come.

Seno in gravidanza: cambiamenti primo trimestre

Proprio durante le prime settimane di gestazione che iniziano ad avvertirsi i primi cambiamenti e fastidi al seno. Il seno in gravidanza subirà trasformazioni sia a livello di dimensioni che di aspetto. Il dolore al seno in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, è assolutamente normale. Anzi, nella maggior parte dei casi, si attenuerà non appena entrate nel secondo trimestre.

Seno e capezzoli gravidanza subiranno le modificazioni più evidenti:

  • diventano, infatti, più morbidi e sensibili. E, in alcuni casi, i capezzoli potrebbero anche cambiare di forma e colore.

Durante la gravidanza, la pressione del volume del sangue nel corpo della futura mamma inizia ad aumentare per soddisfare le necessità di sviluppo del feto. Questo aumento del flusso sanguigno, potrebbe portare a una trasformazione anche delle vene presenti sul seno che potrebbero diventare più grandi, colorate e visibili. Ricordiamo, ovviamente, che ogni donna è diversa, quindi non è detto che quanto citato si verifichi per tutte quante allo stesso modo, per questo è importante parlare con il proprio ginecologo e tenerlo aggiornato sulle varie trasformazioni del corpo.

Seno in gravidanza: cambiamenti secondo trimestre

Il dolore al seno gravidanza dovrebbe attenuarsi durante il secondo trimestre, quindi, a partire dalla quindicesima settimana. Il seno, a causa dell’aumento di estrogeni, diventa ancora più grande e dalla ventiduesima settimana si attiveranno i lattociti che condurranno alla produzione del latte. Il latte materno, ovviamente, non è ancora pronto alla fuoriuscita, che verrà riassorbita dal corpo stesso. Anche i capezzoli subiranno una modifica importante, cresceranno di dimensione e cambieranno di colore, così come le areole. Questi ingrossamenti, si chiamano “tubercoli di Montgomery”, che producono un olio in grado di proteggere la donna dai dolori della gravidanza e dalle infezioni quando comincerà l’allattamento. Secondo alcuni studi, sembrerebbe che l’odore di quest’olio sia simile a quello del liquido amniotico, così da poterlo ricordare al bambino appena nato e guidarlo verso i capezzoli dopo la nascita.

Seno in gravidanza: cambiamenti terzo trimestre

Ormai, il parto è sempre più vicino. Il seno, è diventato molto pesante e potrebbero ricomparire dei dolori o fastidi. Anche i capezzoli e le areole sono aumentate e potrebbero anche presentarsi delle smagliature ai lati dei seni. Il seno, ormai, è pronto per l’allattamento, per questo, essendo pieno di latte, non stupitevi se vedete qualche goccia di latte scendere dai capezzoli. Questa sostanza si chiama colostro, molto nutriente per il bambini, è il primo latte materno.

Seno dopo il parto

Solitamente, a distanza di pochi giorni dal parto, la donna lamenta un particolare dolore al seno, in concomitanza con l’arrivo della montata lattea. Nei primi mesi, potrebbe verificarsi l‘ingorgo mammario. È una condizione, fastidiosa, ma molto comune e di solito passa da sola dopo pochi giorni, durante i quali sarebbe opportuno continuare ad allattare.

Come prendersi cura del seno in gravidanza e allattamento

Durante la gravidanza e dopo il parto possono verificarsi cambiamenti e fastidi al seno. Vediamo come affrontarli.

  • seno gonfio: importante indossare un reggiseno della giusta taglia, così da sentirsi comode
  • ingorgo mammario: si consiglia di continuare ad allattare per far si che il bambino, con la suzione liberi il seno della mamma.

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