Tempo di Tromboplastina parziale ovvero il PTT in gravidanza: che cos’è

Comunemente nota per l’esame del PTT, il tempo di tromblopastina parziale e il tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) sono esami di laboratorio svolti su un campione di plasma; che valutano l’efficacia della coagulazione del sangue, per via intrinseca e via comune.

Come avviene? Al plasma – precedentemente trattato con citrato per renderlo incoagulabile – gli viene aggiunto il calcio e  un’emulsione parziale di fosfolipidi; si misura del tempo necessario alla formazione del coagulo.
E si definisce tempo di tromboplastina parziale (PTT – Partial Thromboplastin Time) il tempo che intercorre tra l’aggiunta di calcio e la formazione del coagulo.
“Parziale” se il campione è addizionato di fosfolipidi isolati dalle molecole proteiche, che permette di studiare la via intrinseca della coagulazione.
Attivata” si riferisce all’aggiunta nel campione plasmatico di attivatori che determinano la massima attivazione del fattore XII. I tempi rilevati nell’aPTT risultano più brevi di quelli del PTT.
Ma capiamo ora l’importanza di questo esame in gravidanza!
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Cos’è la valutazione del tempo di tromblopastina parziale (PTT)

Determina l’attività dei fattori appartenenti alla coagulazione, è un test utilizzato come supporto nella valutazione della capacità della mamma di formare coaguli di sangue in modo corretto.
Il PTT indica la quantità e della funzionalità di alcune proteine chiamate fattori della coagulazione, che svolgono un ruolo importante nella formazione del coagulo in caso di lesione di un vaso sanguigno.
Se questi valori sono molto elevati, il paziente presenta un rischio alto di sanguinamento spontaneo.

Perché è importante

L’esame del tempo di tromblopastina parziale (PTT) e quello del tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) misurano il numero di secondi che il coagulo impiega a formarsi nel sangue, sono  test usati principalmente per comprendere le cause di un sanguinamento eccessivo o di un’inappropriata coagulazione.

Chi lo deve fare

L’esame viene eseguito per:

  1. Determinare la possibile causa di un disturbo emorragico o coagulativo (episodio trombotico);
  2. Monitorare l’effetto della terapia anticoagulante con eparina non frazionata (standard);
  3. Effettuare uno screening prima di un intervento chirurgico o di una procedura medica invasiva.
Il medico riterrà opportuno che la mamma faccia questo test se ha avuto:
  1. Sanguinamento improvviso;
  2. Formazione inappropriata di coagulo nel sangue;
  3. Aborti ricorrenti.
Quest’analisi può essere fatta insieme alla determinazione del tempo di protrombina (PT) per valutare l’emostasi, il processo che l’organismo impiega per formare coaguli di sangue utili a fermare il sanguinamento.
Ciò permette di avere un quadro più completo sulla coagulazione del sangue e prevenire: trombosi o perdita di sangue dal naso, gengive sanguinanti, anemia cronica, tendenza alla formazione di ecchimosi e lividi, flusso mestruale abbondante ecc..
PTT e PT forniscono utili informazioni perché l’esame del tempo di tromblopastina parziale (PTT) è usato per valutare:
  • Fattori della coagulazione XII, XI, IX, VIII, X, V, II (protrombina) e I (fibrinogeno);
  • Precallicreina (PK);
  • Chininogeno ad alto peso molecolare (HK).
Il test del tempo di protrombina (PT) consente di determinare anche i fattori della coagulazione VII, X, V, II e I (fibrinogeno).
Il PTT e il PT non sono diagnostici, ma forniscono informazioni su quali ulteriori esami possono essere svolti.

Valori normali

Il tempo di tromboplastina parziale (PTT) è considerato normale per valori circa compresi tra i 60 e i 70 secondi.
Il tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) è considerato normale per valori circa compresi tra i 28 ed i 40 secondi.

PTT Alto – Cause

  • Carenze ereditarie di fattori: malattia di von Willebrand, emofilia e deficit di altri fattori della coagulazione;
  • Carenza di vitamina K (dieta estremamente povera, malassorbimento, uso prolungato di certi tipi di antibiotici;
  • Patologie epatiche;
  • Inibitori della coagulazione (es. anticorpi antifosfolipidi);
  • Terapia con anticoagulanti (eparina, warfarin ecc.);
  • Leucemia;
  • Eccessivo sanguinamento nelle donne prima o dopo il parto;
  • Aborti ricorrenti.
  • PTT Basso – Cause
  • Tumore esteso (ovarico, pancreatico, del colon);
  • Coagulazione intravascolare disseminata (CID);
  • Reazione di fase acuta (secondaria a trauma, infiammazione ecc.)

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