lunedì, Aprile 19, 2021
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Test dell’udito nei bambini: quando e dove farlo

Per garantire il corretto sviluppo del linguaggio e di altre abilità cognitive e comportamentali del bambino, è necessario che non ci siano problemi uditivi. Se, avete notato nel vostro bambino difficoltà nelle attività sopra elencate, e se sospettate che non senta bene, per prima cosa dovete parlarne con il vostro pediatra che vi prescriverà una serie di approfondimenti diagnostici specifici. Se, in effetti, il bambino presenta un difetto dell’udito, bisogna attivarsi precocemente per evitare che la sordità provochi un ritardo o un mancato apprendimento del linguaggio. Anche perché quando si ha a che fare con bambini piccoli sicuramente è più difficile pensare che possano collaborare alla diagnosi, però, al tempo stesso, non si può rischiare di aspettare che passi troppo tempo. I test dell’udito nei bambini rappresentano pertanto una serie di esami, differenti per modalità di esecuzione e per livello di interazione con il bimbo, tutti volti a fornire una valutazione quantitativa della soglia uditiva del piccolo paziente.

Test udito nei bambini

Vediamo quali sono gli esami per la valutazione dell’udito nei bambini che consentono di accertare se il bambino ha un deficit uditivo.

  • Otoemissioni acustiche

    Nei bambini piccoli, come ad esempio nei neonati, è possibile eseguire questo screening uditivo. Si tratta di un test di rapida esecuzione ed elevata sensibilità che consiste nell’inviare all’orecchio del bambino stimoli sonori e nel registrarne la risposta. Questo test può essere eseguito durante il sonno spontaneo del neonato, mediante una piccola sonda appoggiata all’orecchio del bambino. È caratterizzato da un’elevatissima sensibilità, permettendo di individuare tutti i pazienti con sospetto deficit uditivo che dovranno essere sottoposti ad esami più approfonditi.

  • Potenziali evocati uditivi del Tronco encefalico (ABR) 

    Tutti i bambini con sospetto deficit dell’udito (ipoacusia) vengono esaminati in modo più approfondito attraverso questo esame. Anche questo è un test oggettivo, che non necessita della collaborazione del bambino e che si può eseguire durante il sonno spontaneo o indotto. l test misura attraverso elettrodi applicati sul capo del bambino gli impulsi elettrici che giungono al tronco encefalico (la parte dell’encefalo in cui risiedono i centri dell’udito) in seguito a stimoli sonori. 

  • Test Audiometrico, è la metodica più precisa

    Il bambino, lasciato in una camera isolata con indosso delle apposite cuffie, riceve dei suoni di varia frequenza (dai più acuti ai più bassi). I risultati dei suoni e delle intensità percepite dal bambino, vengono riportati in un diagramma in base al quale è possibile stabilire sia se il bambino presenta un’ipoacusia (da un lato o da ambedue i lati), sia il tipo di ipoacusia (trasmissiva o percettiva). Questo tipo di test si può fare solo quando il bambino è più grande e collaborante.

  • Impedenzometria

    Si tratta di un esame, assolutamente non invasivo né doloroso, che valuta il grado di elasticità del timpano, cioè della membrana tesa tra il condotto uditivo esterno e l’orecchio medio. Essa può essere ridotta o del tutto compromessa in caso di presenza dietro il timpano, dentro l’orecchio medio, di catarro o comunque di un liquido (invece che di aria, come normalmente dovrebbe essere). L’impedenzometria è quindi l’esame  più utile, nel bambino non così collaborante da poter eseguire un’audiometria tonale.

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