Violenza ostetrica: come riconoscerla e come denunciare

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violenza ostetrica

La gravidanza e il parto sono momenti molto delicati che la donna affronta. Il corpo, così come la mente, vengono sottoposti a cambiamenti importanti. Soprattutto, quando una donna si trova a dover affrontare la sua prima gravidanza, non è, come è gusto che sia, preparata su tutto ciò che le accadrà. Per molte future mamme la gravidanza prosegue senza particolari problematiche, per altre, invece, possono esserci dei rischi e, quindi, delle accortezze in più da seguire, ma il vero passaggio dall’essere una donna a diventare una madre è il momento del parto. Nessuno sa, e può sapere, cosa accadrà in quel momento, per questo è normale che la futura mamma possa esser colta da preoccupazioni, ansie e dubbi. Ecco perché è importante che accanto a loro ci sia il personale formato e adatto a gestire l’attesa che precede il parto, così come il parto stesso. Il personale, oltre all’aspetto medico, deve anche essere in grado di comprendere l’aspetto umano e lo stato emotivo in cui versa la futura mamma. L’esperienza del parto viene vissuta diversamente da ogni donna, capita però, molto spesso di sentire raccontare testimonianze di donne che non hanno un buon ricordo legato a quel momento magico. Le motivazioni possono essere molteplici e andando a eliminare quelle che non possono essere controllate dall’essere umano, rimane l’esperienza della donna con la struttura dove ha scelto di far nascere il proprio bambino e il personale che le è stato vicino in quelle ore di travaglio. Purtroppo, a fronte di molte testimonianze in merito, emergono sempre più dati preoccupanti legati a un incremento di episodi di violenza ostetrica. Ma cosa significa esattamente violenza ostetrica?

Violenza ostetrica cos’è

L’attesa che precede l’arrivo in sala parto è spesso misteriosa. La futura mamma non viene sempre aggiornata su quanto sta accadendo. Sicuramente, si tratta di momenti veloci e avvolti nell’agitazione, dove anche il personale medico deve prendere decisioni rapide e gestire anche più partorienti contemporaneamente. Capita spesso che le neo mamme raccontino di episodi poco piacevoli legati alla nascita del loro bambino, sottolineando la mancanza dell’empatia e dell’aspetto emotivo da parte del personale medico che le ha seguite.

Come riconoscere una violenza ostetrica?  

  • comportamento scorretto e mancanza di rispetto verso la partoriente da parte di tutto il personale medico e paramedico
  • compimento di gesti fisici pesanti, non necessari e non idonei verso la paziente
  • offese, umiliazioni, battute poco gradevoli, poca sensibilità verso la paziente
  • trattamenti medici non richiesti e applicati senza richiedere il consenso.

Il momento del travaglio e del parto è un momento importante che segna la futura mamma. Non deve venir visto come una semplice azione che avviene in natura. Le future mamme, oltre a provare dolore, sono anche molto spaventate per ciò che succederà una volta nato il bambino. Per questo, è necessario metterle a proprio agio, e mostrarsi pazienti e presenti. Dedicare loro del tempo, ascoltando le loro paure e le loro domande. 

Come denunciare una violenza ostetrica

Una volta resi conto di aver subito una violenza ostetrica, le future mamme potranno inoltrare la loro segnalazione direttamente alla Direzione dell’ospedale, rivolgersi al Tribunale per i Diritti del Malato, indicando i fatti accaduti e i nominativi dei responsabili. In più potranno anche inoltrare la denuncia per violenza ostetrica presso le Autorità, Polizia e Carabinieri. È importante denunciare questi episodi affinché non avvengano più e per evitare che ciò accada anche ad altre donne.

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