Voglie in gravidanza: mito o realtà?

Voglie in gravidanza: mito o realtà?

Le leggende metropolitane sulle voglie in gravidanza sono sicuramente uno di quei luoghi comuni che abbiamo sentito almeno una volta nella vita: un improvviso desiderio di pizza, fragole, cioccolato o frutta esotica da parte della futura mamma, scatena nel futuro padre o in chi le sta vicino la ricerca spasmodica dell’alimento tanto desiderato.

Il motivo di questa velocità sta nell’evitare che il bambino nasca con una ”voglia” sulla pelle. Così, per lo meno, si dice fin dai tempi antichi. Ma è solo una leggenda metropolitana o c’è una base di verità?

Ascoltando molte leggende popolari tramandate anticamente e giunte sino ai nostri giorni se questi desideri improvvisi non venivano soddisfatti immediatamente, e la futura madre rimaneva con la ”voglia” di una particolare cibaria, si correva il rischio che al momento del parto, il nascituro, venisse alla luce proprio con la voglia insoddisfatta: tale voglia si sarebbe manifestata sottoforma di macchia sulla pelle dei neonati o chiazza  che per caratteristiche quali la forma o il colore avrebbe ricordato il cibo o la pietanza tanto desiderata dalla madre.

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Macchie scure sulla pelle dei bambini se la voglia fosse stata, ad esempio, di caffè; macchie rosa sulla pelle dei bambini, se la voglia non soddisfatta fosse stata di fragole o tendente allo scuro se di more.

In genere nelle leggende tramandate come antico retaggio culturale, veniva associato anche il prurito ad un’improvvisa voglia alimentare. Quando ciò accadeva si era soliti evitare di grattarsi poiché si pensava che toccandosi nel punto esatto dove era esploso il prurito, il piccolo sarebbe potuto nascere con la voglia proprio nel punto esatto in cui ci si fosse sfregate.

Tuttavia queste teorie sono prive di ogni fondamento scientifico e sono state smentite categoricamente dai medici. Le voglie sulla pelle che possono apparire  del neonato non sono altro che elevate concentrazioni di melanina che compaiono in un determinato punto dell’epidermide, mentre se le chiazze sono rosate si attribuiscono a delle dilatazioni di capillari sottocutanee.

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Cosa sono e da dove derivano le voglie da gravidanza?

Le macchie che si vedono sui bambini nei primi mesi di vita, non sono altro che angiomi, che, con ogni probabilità, scompariranno con la crescita del neonato.

Il prurito sulla pancia, specialmente, è un tipico sintomo usuale della gravidanza causato anche qui dai cambiamenti ormonali nell’organismo della gestante, dovuto in particolar modo dalla dilatazione della pelle che aumenta man mano che il bimbo, e quindi, il pancione, crescono. Secondo la medicina, a quanto pare, non esiste alcun fondamento scientifico e nessuna correlazione accertata che attribuisca una presunta voglia di una qualsiasi pietanza, da parte della madre, alla comparsa di qualsivoglia macchia sulla pelle.

Le voglie insoddisfatte che siano di fragole, pasta, caffè o dolci non presuppongono, quindi, la comparsa di chiazze alla nascita del bimbo.

Qual’è allora la ragione per la quale durante la gravidanza, si sente un incessante desiderio verso qualcosa che magari, prima del momento della gestazione, non si era mai desiderato? Le ragioni sono essenzialmente due: la prima motivazione per la quale insorgono le classiche ”voglie da gravidanza” è di natura prettamente ormonale; durante la gravidanza l’organismo subisce una trasformazione radicale, e con esso, muta anche il metabolismo.

In seguito alla stimolazione degli ormoni questo cambio repentino del metabolismo, porta l’organismo ad avere un bisogno impellente di alcune sostanze particolari, come ad esempio, il desiderio e l’aumento del fabbisogno dei carboidrati. Il fisico richiede più sostanze nutrienti ed il sistema nervoso mette in atto strategie per riconoscere i bisogni reali del corpo umano e compensarli.

La tempesta di ormoni che si abbatte sull’organismo di una gestante, provoca la classica serie di disturbi tipici della gravidanza, quali le nausee, la sensibilità più o meno lieve allo stomaco  o per l’appunto, l’aumento o il diminuire dell’appetito.

Durante i nove mesi si verifica anche un particolare fenomeno che implica il cambiamento delle preferenze alimentari: il famigerato ‘’stato gastronomico sognante’’, ovvero il mutamento dei desideri alimentari che comporta un cambiamento nelle preferenze dei cibi: cibi che prima si preferivano provocano ora disgusto, mentre, viceversa, sono preferite pietanze che prime non erano molto gradite. È tipico l’aumento di voglie di cibo principalmente gustoso o ricco: cibarie molto dolci o particolarmente salate, o ancora dal gusto piuttosto acido, magari, che prima non rientravano nelle abitudini consuete.

L’altra ragione obiettiva, che nulla ha a che vedere con le spiegazioni tramandate dalle nostre nonne, è da imputare alla psicologia. Infatti secondo alcune teorie durante i nove mesi di gestazione, è facile che la futura mamma avverta un sano bisogno di essere accudita amorevolmente, di avere coccole e premure dal futuro padre, i futuri nonni o da chi fa parte del proprio contesto di vita, quindi le voglie rappresenterebbero uno strumento inconscio, volto alla richiesta di attenzione e affetto nei confronti di chi la circonda.

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Dopo quanto tempo si presentano le voglie in gravidanza?

Il desiderio di uno o più specifici alimenti non rappresenta un problema per le future madri, né un disturbo per tutti i nove mesi di gestazione.

Alcune donne in gravidanza non presentano nessun tipo di voglia per tutti i nove mesi, altre invece, le sperimentano sin da subito. È facile che nei primi mesi chi sperimenta questo tipo di desiderio alimentare prediliga specialmente alcuni cibi più nutrienti, o abbia una vera e propria ossessione per un cibo specifico piuttosto che per un altro; alcune donne, mutano radicalmente le loro predilezioni e preferenze, questo perché la gravidanza altera il senso del gusto.

Le voglie possono essere tante e soggettive e sembra sia giusto assecondarle, facendo però attenzione a dare all’organismo i tipi di nutrienti di cui ha bisogno per sé stesso ma anche per lo sviluppo del bambino, cercando di evitare di nutrirsi con un solo tipo di alimento.

Il cibo, quindi, durante i nove mesi assume un valore duplice. Primariamente rappresenta  una gratificazione per la madre una sorta di coccola, offrendo il nutrimento di cui il corpo ha bisogno. In secondo luogo rappresenta lo strumento per far sì che madre e bambino crescano in salute.

E voi, avete avuto strane voglie in gravidanza?

 

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