Biancaneve, i significati nascosti e il vero finale della storia, ecco cosa non dire ai bambini

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Una recente ed approfondita ricerca sulla fiaba Biancaneve ha portato alla luce il vero significato della favola e del suo finale. La ricerca sulla favola di Biancaneve e i sette nani è stata condotta da Mitchel Stephens, un docente dell’università di New York, per la precisione un docente di storia. Pare che l’uomo abbia svelato qual è la vera storia della favola. Sicuramente un risvolto che è meglio tenere nascosto ai nostri bimbi.

La vera storia di Biancaneve

Tutti ricordiamo con precisione la storia di Biancaneve, questa dolce fanciulla che si perde nel bosco dopo essere sfuggita dalla reggia di famiglia e si ritrova nella casa dei sette nani. Si nasconde dalla matrigna cattiva che aveva ordinato al cacciatore di ucciderla perché invidiosa della sua vita e del suo aspetto.

Si tratta di una storia tramandata di generazione in generazione scritta prima dai fratelli Grimm e rivisitata diverse volte prima da Disney e poi da altri produttori. È stata oggetto di rappresentazioni teatrali, film, cartoni animati e libri. Insomma, una delle favole più conosciute e importanti in tutto il mondo.

Ciò che pochi conoscono è la scoperta che questo professore universitario ha fatto circa la vera storia di Biancaneve e i sette nani favola per bambini. Pare che in realtà si tratti di una storia sull’uso della cocaina e sui suoi effetti. Una vera e propria rappresentazione umana di quelle che sono le sette fasi che succedono l’uso della cocaina nell’uomo. Il nome di Biancaneve indica la polverina bianca cioè la cocaina e i nomi originali dei sette nani sarebbero le fasi successive all’assunzione della droga.

Vediamole nel dettaglio.

Più interpretazioni della storia

Secondo le storie di Biancaneve pare che la dolce principessa sia tutt’altro che dolce. Pare infatti che il suo nome si riferisca alla droga consumata sotto forma di polvere bianca e che i nomi dei nani siano una rappresentazione umanizzata degli effetti della droga.

Il primo nano Cucciolo che in inglese si chiama Doopey pare che rappresenti il primo effetto che la droga ha sull’organismo, la spossatezza. Il nome originale infatti in italiano si traduce Sfatto, quindi la stanchezza non solo fisica ma anche mentale.

Continuiamo con Grumpy cioè quello che noi abbiamo sempre chiamato Brontolo. Il nome originale si può tradurre in italiano con irritabile. Sappiamo che l’irritabilità è un altro effetto della droga e che anticipa l’astinenza. Arriviamo al terzo nano Eolo o Sneezy cioè gli starnuti che sono la conseguenza della sniffata. Poi Happy o gongolo che rappresenta invece l’euforia data dalla cocaina.

Troviamo anche Bashful, in italiano tradotto con Mammolo che rappresenta invece la sensazione di disagio che deriva dalla fine degli effetti della droga. È un tratto comportamentale tipico di una persona che abusa di queste sostanze. Gli ultimi due nani o effetti sono Dotto e Pisolo. Doc rappresenta il senso di onnipotenza, la sensazione di sapere tutto e infine Sleepy la stanchezza costante.

Pare che il professore sia convinto di questa ricerca su Biancaneve. E voi? Ci credete? In ogni caso è meglio che i bambini non conoscano i risvolti di queste ricerche e continuino ad amare questa semplice favola e i suoi insegnamenti.

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